Proteggiamoci le valvole!

di viabcroce - accordiano #13757 | 20 September 2009 @ 10:57 |
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Ciao a tutti! L’articolo di BizioIRIE “Danni alla strumentazione suonando dal vivo” ha generato un thread sulla protezione dai disturbi elettrici. Ho pensato quindi di dare più visibilità a questo tema scrivendo un articolo divulgativo, perché spesso secondo me viene trattato dagli esperti in maniera troppo specialistica per chi sia a digiuno di elettrotecnica. Mi perdoneranno i primi se qua e là ricorrerò a delle semplificazioni.

L’apparecchiatura elettrica lavora bene se riceve una alimentazione (elettrica) regolare e pulita. Cosa vuol dire?
Il fornitore di energia elettrica invia agli utenti una tensione (che si misura in volt) teoricamente fissa a 220 V e teoricamente puramente sinusoidale. Significa che l’alimentazione varia nel tempo passando gradualmente da 220 V a –220 V secondo un disegno grafico che in matematica si chiama sinusoide (cioè "a forma di insenatura"), e che tutti abbiamo visto almeno una volta (figura 1). Si tratta della forma più semplice di un segnale ad ampiezza variabile: anzi, se un segnale non è una sinusoide pura si può certamente considerare costituito dalla somma di due o più sinusoidi (anche migliaia) di forma, ampiezza ecc. diverse. Il suono di uno strumento è diverso da un altro soprattutto perché il numero, la grandezza e la posizione delle sinusoidi che lo costituiscono (le armoniche) sono diversi.


Il termine "somma" si deve intendere proprio in senso aritmetico: se volete vedere che effetto fa ad una sinusoide la sovrapposizione di un’altra sinusoide, disegnatele su uno stesso grafico (se sono sfasate è molto più divertente) e, punto per punto, misurate l’altezza di ognuna, sommate i due valori e tracciate il punto nel risultato della somma; poi unite tutti i punti (in stile Settimana Sinusoidale)… et voila. Non è necessario farlo davvero per *tutti* i punti del grafico (il nostro vecchio amico Zenone si starà rivoltando nella tomba…), ma più sono i punti più il disegno sarà accurato.

Ma torniamo all’ENEL!
Su una linea elettrica reale ci sono, per quanto ci riguarda, soprattutto due problemi:

1. Il segnale non è stabile in ampiezza (i volt cambiano in continuazione, e non sono quasi mai davvero 220);
2. Il segnale non è stabile in purezza (non è mai solo sinusoidale).

Vediamole brevemente. L’instabilità in ampiezza può essere data da:

a. oscillazioni intrinseche della tensione, che balla magari da 180 V a 230 V. Questo può dipendere da impianti obsoleti o danneggiati, o dalle richieste degli altri utenti attorno a noi. Esistono utenti che (per impianti fatti male o mal serviti) non hanno mai visto a casa loro 220 V in tutta la loro vita…
b. da sovratensioni improvvise dovute ad incidenti sulla linea, fulmini, difetti di componenti (anche domestici) ecc.

L’instabilità in purezza, a sua volta, può essere data da migliaia di fattori: praticamente qualsiasi attività elettromagnetica anomala (a partire dalle macchine generatrici fino al nostro amplificatore) interferisce col segnale inducendo disturbi, cioè in aultima analisi armoniche indesiderate alla sinusoide di alimentazione. Dividerei questi disturbi in due categorie:

a. rumori. Sono fastidiosi, a bassa energia, durano a lungo. Un’emittente radio vicina, una linea ad alta tensione davanti alla finestra, il phon della vicina, la sega a nastro del falegname sotto casa…
b. impulsi. Sono pericolosi, ad alta energia, durano (millesimi di secondo: spesso troppo veloci perché i sistemi di protezione si attivino in tempo. Possono danneggiare le apparecchiature… e l’orecchio, se e quando trasformati in suono, perché anche l’orecchio non riesce ad abbassare il guadagno in tempo (vedi i fastidiosi click o scratch nel telefono: stateci attenti!).

Gli amplificatori a valvole sono particolarmente sensibili alla pulizia dell’alimentazione, perché variazioni di tensione cambiano il punto di lavoro dei tubi e quindi il suono (oltre che, quando va male, la vita della valvole). Per non parlare del fatto che una tensione moscia ci "smoscia" anche il suono.
Quello che ci serve:

1. evitare sovratensioni (i cosiddetti "sbalzi di tensione");
2. avere una tensione stabile;
3. ridurre al minimo il contenuto armonico dell’alimentazione;
4. ridurre al minimo le spurie impulsive nell’alimentazione.

Per questo scopo possiamo utilizzare, nell’ordine, sostanzialmente tre tipi di accessorio:

a. limitatori di potenza;
b. stabilizzatori di tensione;
c. filtri.

Filtri e limitatori si trovano spesso nelle ciabatte di alimentazione più costose. Una ciabatta, per far al caso “musicale”, deve avere tre qualità:

1. proteggere dalle sovratensioni (fulmini, impazzimenti dei gruppi elettrogeni ecc.) con un interruttore a relée o un fusibile (come l’“automatico” di casa, che salta quando c’è un fulmine);
2. proteggere dalle armoniche indesiderate ('rumori' elettrici, extraarmoniche). Questo lo fa, ad esempio, il filtro contro le frequenze radio (RF);
3. proteggere dagli impulsi, troppo veloci perché il ruttore di sovratensione reagisca in tempo.

Come si sceglie una ciabatta idonea?
Direi che non è il caso di risparmiare dieci o venti euro. Le ciabatte più serie (detta così fa ridere...) offrono poi un’assicurazione contro i danni provocati dalle sovratensioni, un surplus interessante.

1. Non compratele nei megastore dell’elettronica di consumo: le marche più serie sono spesso piuttosto sconosciute. Andate in un negozio che vende materiale elettrico ai professionisti, o sceglietele in Rete;
2. accertatevi che siano fornite di tutte le caratteristiche che ci servono;
3. se avete da scegliere tra più modelli, confrontate i loro ‘numeri’ e, anche se non li capite tutti, usate il buon senso per dedurre quali sono i più importanti (qui un amico "serio" aiuta...);
4. valutate il numero e la tipologia delle prese. È vero che in caso di emergenza si possono sempre usare moltipliche e adattatori, ma è una soluzione insoddisfacente da ogni punto di vista: comodità, estetica, sicurezza, qualità dell’alimentazione;
5. in questo caso, a volte le dimensioni… contano!

Le ciabatte non riescono, tuttavia, a *stabilizzare* veramente la tensione: lo fanno solo con gli impulsi o con gli eccessi, ma (essendo passive) non riescono a 'tirar su' una tensione che diventa debole. Per questo ci sono gli "stabilizzatori di tensione".

Uno stabilizzatore è una macchina elettrica che riceve in ingresso una tensione variabile (±15-50%) e dà in uscita una tensione molto meno variabile (di solito 220-230 V ±3-10%).
Il costo – e la qualità – di uno stabilizzatore dipendono principalmente (a parità di qualità dei componenti) da quattro fattori:

1. la variabilità della tensione in ingresso; più è alta l’oscillazione accettata, più la macchina costa;
2. la stabilità della tensione in uscita: più è piccola l'oscilazione garantita, più la macchina costa. Uno stabilizzatore che resta nel ±3% è molto più costoso (ed efficace) di uno che lavora sul ±10%;
3. la potenza erogabile: una macchina capace di erogare 1000 watt costa più di una capace di erogarne 500. Se cercate di assorbire più potenza di quella erogabile, la macchina va in protezione (si spegne);
4. la velocità di risposta: la tensione di rete è scesa di colpo a 180 V, quanto ci mette la macchina a riportarla a 220? Ci mette un po’ di millisecondi per ogni volt che deve tirar su. Più è veloce, meglio è. Il tempo di risposta si misura in ms/V.

Per parlare liberamente della potenza, noi che siamo ‘non addetti’ dobbiamo prima specificare una cosa: la potenza *elettrica* erogata da una macchina è, in generale, indicata in voltampere o VA (volt x ampere = watt). Fin qui niente di strano... solo che sulle nostre linee di alimentazione un watt non è quasi mai uguale ad un voltampere. Questo merita una spiegazione.

La linea di alimentazione presenta all’utilizzatore una tensione (che si misura in volt). Quando colleghiamo un apparecchio (un’utenza) ad una presa elettrica, attraverso l’utenza (e la linea) comincia a passare corrente (che si misura in ampere). Moltiplicando tra loro, istante per istante, il valore della corrente e della tensione troviamo la potenza assorbita (che si misura in watt).
Ammettiamo, per semplificare, che corrente e tensione siano entrambe puramente sinusoidali. Se la sinusoide della corrente è in fase con quella della tensione (cioè se passano per la riga orizzontale del grafico sempre assieme, negli stessi punti) anche la potenza sarà una sinusoide, sarà in fase con corrente e tensione ed avrà ampiezza punto per punto pari al prodotto delle ampiezze di corrente e tensione (volete divertirvi fate un'altra prova grafica, come sopra: ma – anziché sommare – stavolta moltiplicate). Ma, normalmente, corrente e tensione non sono in fase… i loro picchi non coincidono ma si inseguono, come cerchi di onde nell’acqua.
In figura 2 la corrente è in verde, mentre la tensione è in rosso. La potenza è in violetto; notate come punto per punto (cioè istante per istante) la sua altezza sia uguale al prodotto delle altezze delle altre due onde: ad esempio, ogni volta che corrente o tensione passano per lo zero la potenza è nulla.


Di *quanto* corrente e tensione siano sfasate dipende dall’apparecchio che stiamo utilizzando. In altre parole, ogni utenza elettrica che lavori in corrente alternata (cioè non a batterie) sfasa (per motivi stupendamente suoi, che non mi sogno nemmeno di affontare) la corrente rispetto alla tensione di un fattore che dipende da come è costruito l’apparecchio, e che viene chiamato "fattore di potenza"; questa grandezza si indica con un simbolo matematico, cos(φ) (si legge "coseno di fi" o, per i più… fighi, "cosenfi").
Più il fattore di potenza è basso, più una macchina dissipa potenza (consuma, o rende meno). Pensate: con un fattore di potenza pari a 0, il nostro ampli consumerebbe uguale e suonerebbe… zero!

In effetti il fattore di potenza di una macchina si può in certi casi aumentare collegandovi un apposito blocco di elementi elettrici. Esistono anche apparecchiature in grado di rifasare corrente e tensione dinamicamente a seconda delle utenze collegate sulla linea. Si tratta, in entrambi i casi, di soluzioni piuttosto costose. Una cosa è certa però: con un fattore di potenza pari ad 1, il nostro ampli trasformerebbe in musica ogni singolo milliwatt assorbito.
Interessate ad esempio il finale di potenza stereo Proel HP-D3400, dotato di una sorta di rifasatore interno denominato PFC, che mantiene alta l’efficienza e l’erogazione di potenza. Anche il DPS3000 di RCF presenta lo stesso dispositivo. Ma non divaghiamo…

La cosa interessante è che cos(φ) è un numero sempre compreso tra 0 ed 1, quindi ogni volta che lo moltiplichiamo per un altro numero il risultato sarà sempre minore, o al massimo uguale, al numero di partenza.
Se ora consideriamo che la potenza di una macchina elettrica espressa in watt è corrente x tensione x cos(φ), cioè V x A x cos(φ) o, anche, VA x cos(φ), balza all’occhio che i watt sono sempre meno dei voltampere. Ad esempio, se moltiplico 500 VA per 0,5 ottengo 250 W. Facile, no?
A noi questo interessa perché per esempio un amplificatore che assorba 300 W sta assorbendo molti più VA, anche il doppio. E di questo dobbiamo tener conto quando scegliamo il nostro stabilizzatore, che viene venduto in VA.
Dunque, moltiplicando il fattore di potenza per la potenza assorbita in watt otteniamo la potenza assorbita in VA. Se invece conosciamo l'assorbimento del nostro apparecchio in VA, il fattore di potenza non ci serve.

Sulle macchine “serie” il fattore di potenza è sempre indicato nei dati di targa. Ma – detto che Il fattore di potenza si può misurare (ad esempio con delle pinze amperometriche) – come valutare un fattore di potenza che non conosciamo? Una regola, qui, non esiste.
Le macchine con fattori di potenza pari ad 1 sono rare. Un PC, tipicamente, presenta un fattore di potenza compreso tra 0,65 e 0,8. Se siete nel dubbio, assumete per ciascun apparecchio che collegherete allo stabilizzatore un fattore di potenza di 0,5 (quindi abbastanza sfavorevole). Si tratta di un valore piuttosto pessimistico che risulterà esagerato in molti casi... Sarebbe utile, a questo punto, che qualche costruttore di amplificatori ci fornisse qualche tabella o esempio numerico!

Okkio, il valore di potenza che ci interessa del nostro ampli non è la *potenza acustica*, cioè quella solitamente dichiarata (ad esempio: un combo da 60 watt), che misura la pressione dell’aria davanti ai coni; ma quella *elettrica* assorbita! Questo dato viene fornito nella scheda tecnica (se è fatta bene), solitamente alla voce "assorbimento".

A titolo esemplificativo ho scaricato il manuale di un ampli a caso, il Crate Flexwave 120, sul quale leggo che l’ampli eroga 120 W rms su 8 ohm con 120 V di alimentazione (‘sti americani…). In questo regime, dice il manuale, il suo assorbimento massimo è di 95 VA. Notate l’intelligenza di fornire direttamente l’assorbimento in VA, il dato più utile. Notate anche che – in questa macchina! – l’assorbimento è certamente più basso della potenza acustica espressa (sarebbe al massimo 95 W, se il fattore di potenza fosse unitario).
Per mostrarvi però che tra potenza musicale ed assorbimento non ci sono relazioni certe ho consultato anche il manuale del Crate Flexwave 15, che dichiara 15 W rms su 4 ohm (quindi forse 8-10 W su 8 ohm?) a 120 V con un assorbimento di 30 VA. In questo caso, non sappiamo dire se l’assorbimento di potenza sia più basso della potenza acustica espressa. I due ampli potrebbero comunque avere fattori di potenza molto diversi, e quindi l’assorbimento in watt non si può paragonare.

Insomma uno stabilizzatore è un compressore, sempre settato al massimo, che alza i segnali deboli ed abbassa quelli alti.
Come scegliere un buono stabilizzatore? Innanzitutto sarà "monofase" e non "trifase" (termini tecnici che si riferiscono a diversi modi di fornire l’energia elettrica alle utenze private ed industriali). Inoltre sarà elettronico (più pratico) e non elettromeccanico (più buono ma costa, e pesa). Poi:

1. Anche in questo caso io eviterei i prodotti consumer, quelli che si trovano negli ipermercati (Euronics, Trony ecc.). Meglio rivolgersi direttamente ai produttori (in Italia ce ne sono di eccellenti), che forniscono una serie di modelli differenziati e sanno consigliare molto bene;
2. determinate la potenza massima che vi servirà, e se vi sembra il caso aggiungete un 20-30% per eventualità future;
3. scegliete un’oscillazione nella tensione di uscita non superiore al ±5%;
4. scegliete un’oscillazione nella tensione di ingresso non inferiore al ±15%;
5. una volta stabilite potenza e tensione di ingresso e di uscita, scegliete la macchina con gli altri parametri migliori che potete/volete permettervi :-)

A titolo esemplificativo, lo stabilizzatore che utilizzo per il mio setup (semplicemente ampli + pedaliera + pedalini vari) è il SEN1000 della K-Factor di Modena. Eroga 1000 VA (fino a 4,5 ampere), accetta il ±15% di variazione di tensione in ingresso e garantisce stabilità di tensione in uscita a ±3%. Tempo di risposta 2 ms/V.
Credo che una macchina del genere sia adatta alla maggioranza dei setup, a meno che non abbiate un rack di amplificatori o non siate un bassista con pre a valvole, rack di effetti e finale di potenza da 1000 W (col master al massimo).

Il SEN1000 Costa 190 € + IVA: tutto sommato, una spesa modesta. Trovate il link al sito K-Factor nelle risorse. Spediscono a casa. Ma esistono molte altre ditte italiane che fanno la stessa cosa.

Per finire, come chiedeva l'amico Ciun nei commenti al succitato articolo di BzioIRIE, una parola sui "gruppi di continuità" (UPS) come alternativa agli stabilizzatori.
In realtà quelli che si vendono per i computer sono "gruppi di intervento" ("off-line UPS"): si tratta di apparecchi nei quali una batteria provvede a fornire l’alimentazione quando c’è una caduta di tensione nella rete elettrica. La batteria impiega un certo tempo ad intervenire, più il tempo è breve più l’apparecchio costa. Se il tempo non è breve abbastanza, ad esempio, un PC potrebbe resettarsi. Succedeva, anni fa…
In un gruppo di continuità vero, invece ("on-line UPS)", l’utenza viene alimentata sempre dalla batteria, che è la sola a "vedere" la rete: il tempo di intervento è quindi nullo. Sono i gruppi più costosi, non li troverete mai da Trony & soci.

Tutti gli UPS sono dotati anche di stabilizzatore. Tuttavia fanno molte più cose di uno stabilizzatore: contengono un raddrizzatore ed un filtro per convertire l’energia alternata in energia continua e caricare la batteria, e un invertitore per convertire l’energia continua della batteria in energia alternata. L’accuratezza di queste conversioni è proporzionale al costo della macchina. Il fattore sul quale si risparmia di più è la purezza del segnale: un USP da 40 euro è capace di generare praticamente solo delle onde a gradino (tipo piramidi azteche), e non si avvicinerà mai alla sinusoide pura. Senza spendere diverse centinaia di euro dimenticatevi delle sinusoidi.
Aggiungete il costo dell’accumulatore, e vi renderete conto che la tecnologia e la qualità dei componenti utilizzati in un USP economico devono *necessariamente* essere davvero basse. Sono quegli apparecchietti consumer che fanno finta di funzionare finché non ci sono problemi seri… e lì falliscono.

Energia sinusoidale a tutti!

 

Risorse
Link all’articolo “Danni alla strumentazione suonando dal vivo”
Link al sito di K-Factor



Tutti i commenti

  • oddio... trattare de
    di relicmaster - accordiano #18760 | 20 September 2009 @ 11:21
    • Re: oddio... trattare de
      di viabcroce - accordiano #13757 | 21 September 2009 @ 01:25
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      Gianfranco Di Mare
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  • Ma una cosa del gene
    di maxguitarmurphy - accordiano #20111 | 20 September 2009 @ 11:28
    • Re: Ma una cosa del gene
      di viabcroce - accordiano #13757 | 21 September 2009 @ 01:27
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  • Vorrei proprio veder
    di anton90 - accordiano #13082 | 20 September 2009 @ 11:42
    • Re: Vorrei proprio veder
      di viabcroce - accordiano #13757 | 21 September 2009 @ 01:30
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  • Ah! questo articolo
    di hivez - accordiano #9272 | 20 September 2009 @ 12:12
    --
    pace e bellezza

    http://www.myspace.com/cybillshep
    • Re: Ah! questo articolo
      di viabcroce - accordiano #13757 | 21 September 2009 @ 01:37
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      • Re: Ah! questo articolo
        di hivez - accordiano #9272 | 22 September 2009 @ 10:42
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        • Re: Ah! questo articolo
          di viabcroce - accordiano #13757 | 22 September 2009 @ 15:56
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          • Re: Ah! questo articolo
            di hivez - accordiano #9272 | 23 September 2009 @ 12:09
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            • Re: Ah! questo articolo
              di viabcroce - accordiano #13757 | 24 September 2009 @ 02:06
              --

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      di herrdoctor - accordiano #18849 | 20 September 2009 @ 13:46
  • PFC
    di Cukoo - accordiano #17731 | 20 September 2009 @ 12:39
    • Re: PFC
      di viabcroce - accordiano #13757 | 25 September 2009 @ 14:16
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  • Veramente interessan
    di Oliver - accordiano DOC #910 | 20 September 2009 @ 12:53
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    -Oliver-
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    • Re: Veramente interessan
      di viabcroce - accordiano #13757 | 21 September 2009 @ 01:38
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  • Grazie
    di lorenzof - accordiano #17952 | 20 September 2009 @ 13:13
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    Rigore e immaginazione (G. Bateson)
    • Re: Grazie
      di viabcroce - accordiano #13757 | 21 September 2009 @ 01:39
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  • Complimenti
    di valvetone - accordiano #15970 | 20 September 2009 @ 13:29
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    • Re: Complimenti
      di Montsegur - accordiano #5280 | 20 September 2009 @ 13:59
      • Re: Complimenti
        di viabcroce - accordiano #13757 | 21 September 2009 @ 01:42
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      • Re: Complimenti
        di Q - accordiano #7863 | 20 September 2009 @ 17:07
  • Grazie!
    di paolinux - accordiano #14508 | 20 September 2009 @ 14:30
    --
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    • Re: Grazie!
      di viabcroce - accordiano #13757 | 21 September 2009 @ 01:49
      --

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      • Re: Grazie!
        di paolinux - accordiano #14508 | 21 September 2009 @ 02:21
        --
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        • Re: Grazie!
          di viabcroce - accordiano #13757 | 21 September 2009 @ 04:30
          --

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          • Re: Grazie!
            di paolinux - accordiano #14508 | 21 September 2009 @ 09:34
            --
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  • quindi con una ciaba
    di ArcangelGabriel - accordiano #17331 | 20 September 2009 @ 15:13
    --
    You See, I Cannot Be Forsaken
    http://www.youtube
    • Re: quindi con una ciaba
      di viabcroce - accordiano #13757 | 21 September 2009 @ 01:53
      --

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  • bell'articolo
    di Alessio85 - accordiano #16613 | 21 September 2009 @ 00:00
    • Re: bell'articolo
      di viabcroce - accordiano #13757 | 21 September 2009 @ 02:01
      --

      Gianfranco Di Mare
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  • proel?
    di feverdreamx - accordiano DOC #20705 | 21 September 2009 @ 01:43
    --
    ---Mai la scelta + sensata riuscirà ad avere la me
    • Re: proel?
      di viabcroce - accordiano #13757 | 21 September 2009 @ 02:17
      --

      Gianfranco Di Mare
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  • o.t.
    di Drive71 - accordiano #18611 | 21 September 2009 @ 12:39
    • Re: o.t.
      di viabcroce - accordiano #13757 | 21 September 2009 @ 15:07
      --

      Gianfranco Di Mare
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  • Negli USA ed in Cana
    di Muzikant - accordiano #20779 | 21 September 2009 @ 14:31
    • Re: Negli USA ed in Cana
      di viabcroce - accordiano #13757 | 21 September 2009 @ 15:18
      --

      Gianfranco Di Mare
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  • Capisco, quindi se v
    di Muzikant - accordiano #20779 | 21 September 2009 @ 19:08
    • Re: Capisco
      di viabcroce - accordiano #13757 | 21 September 2009 @ 21:37
      --

      Gianfranco Di Mare
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      • Re: Capisco
        di Muzikant - accordiano #20779 | 22 September 2009 @ 10:22
        • Non capisco
          di viabcroce - accordiano #13757 | 22 September 2009 @ 16:09
          --

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          • Re: Non capisco
            di Muzikant - accordiano #20779 | 22 September 2009 @ 21:54
            • Re: Non capisco
              di viabcroce - accordiano #13757 | 22 September 2009 @ 23:51
              --

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  • E i transistor?
    di Montsegur - accordiano #5280 | 22 September 2009 @ 00:35
    • Re: E i transistor?
      di viabcroce - accordiano #13757 | 22 September 2009 @ 02:12
      --

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  • davvero un bel artic
    di erlele - accordiano #20329 | 23 September 2009 @ 01:05
    • Re: davvero un bel artic
      di viabcroce - accordiano #13757 | 23 September 2009 @ 10:58
      --

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  • la cosa più economica è avere un varistore nella ciabatta.
    di Pearly Gates - accordiano #12346 | 23 September 2009 @ 14:25
    --
    Ho ingoiato un plettro di Keith Richards da piccol
    • Re: la cosa più economica è avere un varistore nella ciabatta.
      di viabcroce - accordiano #13757 | 25 September 2009 @ 03:22
      --

      Gianfranco Di Mare
      www.musas.org
  • be questo è il sito
    di erlele - accordiano #20329 | 24 September 2009 @ 14:03
    • Re: be questo è il sito
      di viabcroce - accordiano #13757 | 24 September 2009 @ 16:28
      --

      Gianfranco Di Mare
      www.musas.org
  • Alla fine si è semp
    di assassino - accordiano #17284 | 24 September 2009 @ 19:31
    • Re: Alla fine si è semp
      di viabcroce - accordiano #13757 | 25 September 2009 @ 01:28
      --

      Gianfranco Di Mare
      www.musas.org
      • Re: Alla fine si è semp
        di assassino - accordiano #17284 | 25 September 2009 @ 02:06
        • Re: Alla fine si è semp
          di viabcroce - accordiano #13757 | 25 September 2009 @ 03:09
          --

          Gianfranco Di Mare
          www.musas.org
          • Re: Alla fine si è semp
            di assassino - accordiano #17284 | 25 September 2009 @ 13:41
            • Re: Alla fine si è semp
              di viabcroce - accordiano #13757 | 25 September 2009 @ 14:04
              --

              Gianfranco Di Mare
              www.musas.org
  • ok allora quelli son
    di erlele - accordiano #20329 | 25 September 2009 @ 01:28
    • Re: ok allora quelli son
      di viabcroce - accordiano #13757 | 25 September 2009 @ 01:32
      --

      Gianfranco Di Mare
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  • Ma alla fine...
    di Linux82 - accordiano #16620 | 25 September 2009 @ 11:56
    --
    Lino Pelle
    • Re: Ma alla fine...
      di viabcroce - accordiano #13757 | 25 September 2009 @ 14:07
      --

      Gianfranco Di Mare
      www.musas.org
  • viabcroce ma la foto
    di erlele - accordiano #20329 | 25 September 2009 @ 18:01
    • Re: viabcroce ma la foto
      di viabcroce - accordiano #13757 | 27 September 2009 @ 18:53
      --

      Gianfranco Di Mare
      www.musas.org
  • ottimo articolo
    di MusicMan87 - accordiano #21560 | 10 November 2009 @ 21:06
    • Re: ottimo articolo
      di viabcroce - accordiano #13757 | 26 December 2009 @ 17:21
      --

      Gianfranco Di Mare
      www.musas.org
  • INFO
    di A_FIORAVANTI - accordiano #25671 | 26 November 2010 @ 17:50
    --
    www.myspace.com/dilemmaofnicole
    • Re: INFO
      di Martinez53 - accordiano DOC #23272 | 26 November 2010 @ 18:34
      --
      Vivi e lascia vivere
      http://www.youtube.com/user/
      • Re: INFO
        di Matteo Barducci - accordiano #29 | 27 November 2010 @ 01:14
        --
        - Matteo Barducci
        • Re: INFO
          di Martinez53 - accordiano DOC #23272 | 27 November 2010 @ 11:44
          --
          Vivi e lascia vivere
          http://www.youtube.com/user/
      • Re: INFO
        di A_FIORAVANTI - accordiano #25671 | 26 November 2010 @ 20:55
        --
        www.myspace.com/dilemmaofnicole
        • Re: INFO
          di Martinez53 - accordiano DOC #23272 | 27 November 2010 @ 11:43
          --
          Vivi e lascia vivere
          http://www.youtube.com/user/
  • trovato il rimedio..29 dollari e passa la ...
    di A_FIORAVANTI - accordiano #25671 | 01 December 2010 @ 12:10
    --
    www.myspace.com/dilemmaofnicole
    • Re: trovato il rimedio..29 dollari e passa la ...
      di riot75 - accordiano #14040 | 01 December 2010 @ 12:30
  • grazie delle dritte!
    di A_FIORAVANTI - accordiano #25671 | 01 December 2010 @ 15:58
    --
    www.myspace.com/dilemmaofnicole

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