

Mi ha prima incuriosito, lasciando qua e là molte tracce delle sue qualità nascoste (soprattutto da un prezzo ai limiti del... giocattolo) in decine di commenti sorpresi e molto positivi, poi ha iniziato ad ammiccarmi da qualche allettante annuncio sui vari mercatini.
Non ho ceduto subito. Prima di tutto sono un po' scettico riguardo ai commenti entusiastici (soprattutto da quando ho acquistato prima una Squier '51 Telecaster, idolatrata sul web ma a mio avviso molto deludente, poi una Vintage Modified a tre pickups un po' anonima), in secondo luogo perchè essendo il felice possessore di una Tele del '68 ritenevo impossibile che una povera "Squierina" potesse in alcun modo permettersi di essere anche solo presa in considerazione.
Però, cavolo... questa aveva un nonsochè. In particolare aveva i P90.
Avrete ormai capito che si tratta della Squier Vintage Modified Telecaster Custom II P-90, strumentino prodotto in Indonesia, disponibile ad un prezzo che definire economico è un eufemismo.

I pickups non sono la sola particolarità dello strumento. Il legno utilizzato per il body è l'Agathis, una specie di mogano orientale un po' più pesante dell'ontano, e una verniciatura del manico satinata ed estremamente sottile.
Insomma, dopo averla vista e rivista, dopo avere messo qualche annuncio tra i "preferiti", dopo averci pensato su qualche volta e, infine, dopo avere trovato un'offerta ancora più allettante delle altre, cedo e la prendo. Tra l'altro scopro anche che la sto acquistando da un cordialissimo e gentile Accordiano (e ne approfitto per ringraziarlo ancora), già incontrato più volte tra articoli e diari.
Per farla breve, la Telly arriva a casa mia, ben imballata e protetta da un simpatico astuccio rigido "light".
Come preannunciato dal venditore, è sostanzialmente nuova. Non vedo un singolo graffio o segnetto.
Ed è anche molto bella, nella sua rara finitura blonde (di solito si trovano nere).
Come al solito la prima cosa che faccio consiste in un'analisi "sensoriale", prima di attaccarci il jack.
L'estetica è molto ben riuscita. Le proporzioni sono corrette e riprendono molto bene le linee estremamente sobrie ma perfettamente equilibrate della "nonna" che intanto sta a guardare perplessa dal suo supporto a pochi passi di distanza (gelosa?). Anche la palettina della Tele è riprodotta con le giuste forme: non sempre succede, e solitamente bastano delle differenze anche lievi per disturbare l'equilibrio perfetto di queste curve che ormai sono dei riferimenti estetici universali (anche se non necessariamente amati da tutti).
La verniciatura in poliestere del body, di un blonde con una punta di senape, è ineccepibile. Quella del manico è sorprendente: infatti è satinata e talmente sottile che sembra non ci sia nemmeno. Si ha la sensazione di accarezzare il legno, e devo ammettere che per la prima volta mi ritrovo ad apprezzare davvero una finitura che non sia "gloss". L'unico neo estetico, a mio avviso, è la sovrabbondanza di "informazioni" riportate sulla paletta (già di per sè piccola), davanti e dietro. Poca cosa, quindi.

Ma, lasciando perdere le frivolezze e badando al sodo, noto con piacere che la giunzione manico-corpo è realizzata molto bene, e l'assemblaggio generale dello strumento non ha nulla da eccepire. In particolare sono stupito dalla finitura delle estremità dei tasti, tallone di Achille di ogni chitarra economica (comprese le due Squier citate più sopra): questa volta non c'è niente da dire e -soprattutto- da fare. Nessuna sgradevole sensazione durante i glissati, e i 22 tasti medium-jumbo sono posati ed allineati molto bene sulla tastiera (raggio 7,25", pari a 184 mm), consentendo un utilizzo agevole e un'action ragionevolmente bassa (siamo sempre in territorio Fender!).

Qualche difficoltà si incontra nelle prime posizioni, e la spiegazione è molto semplice: il capotasto -plastica...- non è stato ovviamente lavorato con sufficiente cura (a questi prezzi mi sembra comprensibile) e le corde rimangono troppo alte sul primo tasto, rendendo più faticosa la diteggiatura e più probabile la generazione di accordi non perfettamente intonati. Ma sono cose che si risolvono in cinque minuti (oppure ci può pensare un liutaio, con una spesa limitata).
Passando dalla parte opposta troviamo un ponte strat-style (ma fisso, ovviamente) con sei sellette individuali e corde che, come in ogni Telecaster che si rispetti, attraversano il corpo ancorandosi nelle boccole che sporgono sul retro del body. Anche qui trovo una piccola pecca: le piccole brugole che consentono la regolazione dell'altezza di ogni selletta sono leggermente lunghe e sporgono appena dalle sellette stesse, causando un po' di fastidio al palmo della mano destra. Niente di grave, ma potrebbe essere un problema per i chitarristi troppo energici, che durante qualche "pennata rotante" alla Townshend potrebbero anche farsi male.

I legni. Il body sembra pesare appena un po' di più rispetto a quello della "nonna" e da' una sensazione di solidità e stabilità molto gradevoli. Il manico è in acero con delle belle venature regolari. E' realizzato in un pezzo unico e quindi presenta sul retro la classica "skunk stripe" in palissandro, a coprire lo scasso per l'installazione del truss-rod (regolabile alla paletta). Il colore è piuttosto pallido, in quanto non è stato aggiunto alcun colorante alla vernice trasparente. Ma pare che non durerà a lungo, perchè lo strato di vernice è talmente sottile che suppongo si consumerà abbastanza presto nelle posizioni più frequentate, soprattutto nella zona dei cantini dove più spesso si effettuano i bendings. Il profilo del manico, a mio avviso molto indovinato, comodo e ben proporzionato, è di tipo "C" abbastanza arrotondato, più abbondante e robusto rispetto al manico più "da corsa" della vecchia sessantottina. Nonostante questo si dimostra molto sensibile alle regolazioni di tensione del truss-rod.
Le meccaniche, che non riportano alcun logo, sono regolabili ed hanno un funzionamento regolare e più che accettabile.

Ma ovviamente la parte più interessante e peculiare di questo strumento è quella che sta... sotto il cofano.
Il grande battipenna nero, che contribuisce a dare allo strumento un look particolare, fa da supporto a tutte le componenti elettroniche ad eccezione del jack, che si trova nella usuale posizione sulla "fascia".
Le due saponette Duncan Designed (alnico 5) sono collegate ad un toggle switch posizionato sulla spalla superiore 'a la Les Paul, ed ai controlli di volume e tono, indipendenti per i due pickups. Una configurazione davvero inusuale per una Tele, vedremo poi con quali conseguenze.
Una volta imbracciata, la chitarra si assesta velocemente trovando un equilibrio stabile che non affatica la spalla sinistra e la schiena. Si sa, la Tele è meno comoda della Stratocaster, oltre che per lo spartano "slab body", anche per l'attacco più arretrato della tracolla (il cornetto superiore della Strato è nato proprio per migliorare l'ergonomia) ma in questo caso, forse anche a causa della massa del body, non si avvertono sbilanciamenti. Le mani trovano tutto al posto giusto e in particolare gradiscono molto la posizione del selettore: quanti di voi si sono trovati il classico selettore Telecaster tra i piedi (si fa per dire) mentre suonavano, rischiando spesso di spostarlo inavvertitamente o di sbatterci contro durante uno strumming un po' vigoroso? Qui non succede.
La prova unplugged, che effettuo sempre prima di sentire la voce amplificata di una chitarra, è più che positiva. La chitarra vibra bene, in maniera equilibrata e armonica, restituendo a mani e pancia una gradevole sensazione di naturalezza. Questo è per me uno dei tre requisiti essenziali in una chitarra elettrica, insieme al feel del manico e, naturalmente, alla voce dei pickups. Se non me la sento vibrare bene addosso, può anche montare dei P.A.F. originali autografati da Seth in persona e con le impronte digitali di Les, che non la voglio lo stesso. Sono fatto così.
Lo "snap" fenderiano si sente bene, l'attacco è pronto e robusto, ma il confronto (impietoso, me ne rendo conto) con la nonnetta di riferimento, "Miss Twang" per eccellenza, evidenzia una maggiore componente di medie frequenze (e meno acuti), a mio avviso imputabile alle diverse masse in gioco. Mi viene quindi il ghiribizzo di confrontare i pesi delle due bionde, e scopro con enorme sorpresa che... SONO IDENTICI! Entrambe le chitarre pesano esattamente 3,7 kg. Eppure la Tele '68 sembra molto più leggera, e questa sensazione si percepisce ancora di più suonando: la vecchietta vibra come un violino e sembra una piuma, la Squier è molto più "piazzata" e solida, vibra bene ma molto meno.

A questo punto, anche se non vorrei, si ricade nella "madre di tutte le questioni": il legno influenza il suono e, per chi ci crede, come? Purtroppo (o per fortuna, non voglio alimentare altre interminabili discussioni) le due chitarre non sono direttamente comparabili, in quanto montano pickups radicalmente diversi che non consentono paralleli tra i due suoni amplificati. Quello che però posso dire è che la Tele '68 risuona in maniera deliziosa da spenta E da amplificata, manifestando in entrambe le situazioni la sua brillantezza e nitidezza. Non mi sembra quindi che la notevole risonanza "acustica" rubi qualcosa alle vibrazioni captate dai pickups. Chiusa parentesi, torniamo alla nipotina.
E' il momento di sentire la voce dei pickups.
Ma mi accorgo di essermi dilungato un po' troppo e non voglio sfinirvi.
Ne parliamo nella prossima puntata ;)
A presto.
Cazzarola...
Giorgio
Re: Cazzarola...
-Oliver-
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Re: Cazzarola...
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hai un'ottima occasi
Ciao Oliver il tuo a
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Rigore e immaginazione (G. Bateson)
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Vogliamo il prezzo
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-Oliver-
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Ciao OLiver, grazie
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Re: Ciao OLiver, grazie
SONO 1 RAGAZZO UNICO....NON SO SE IL MONDO SAREBBE
E te pareva...sei co
Consiglio..
Tele 69
Bella
<br>"the Blues is an one-way ticket for the s
Bel colpo !
Antonello
www.antonellocatanese.net
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Re: Bel colpo !
-Oliver-
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Bravo
Re: Bravo
enjoy every note..of your life and music!
Help me!!!
ancora non credo alle mie orecchie
Re: ancora non credo alle mie orecchie