Esigenze di palco hanno reso necessario disporre di una classica amplificata. Un amico mani-di-ferro mi ha prestato una Takamine di ottima fattura, capace anche per questo di ottimo suono non amplificato, con un solo neo: un manico e una tastiera da veri uomini. Per me, che, nel corso dei live, alterno brani con semiacustica a brani da classica, passare dal confortevole manico dell’arch-top all’impegnativo giapponese non era affatto semplice. Che dire poi del feedback dato dalla cassa vuota e risonante?

Godin e Carvin fanno delle solid body piezo con tanto di midi access. Costano parecchio, anche da usate.
M’hanno parlato bene delle Yamaha Silent. Mi erano sempre sembrate chitarre stravaganti. Ne avevo provata una appena arrivata nei negozi, ma all’epoca non ne vedevo l’utilità. Dell’estetica parlerò più avanti. Yamaha ha a catalogo tre modelli. I due con corde in nylon sono denominati SLG100N e SLG120NW. Dalle descrizioni sul sito Yamaha, se ne potrebbe fare un’idea del tipo: una è la sorella minore dell’altra. Una da battaglia, l’altra da salotto. Però, nei negozi ho trovato una differenza di prezzo risibile: 4-5%. In realtà il sito qualcosa lo dice, parlando della SLG120NW: “Il manico è più spesso del modello precedente e la tastiera in ebano…”.
Ho trovato un negozio dove ambedue i modelli erano disponibili. La bassa differenza di prezzo mi spingeva pregiudizialmente sul modello top. Ho sempre avuto un debole per le tastiere in ebano, che trovo più scorrevoli di quelle in palissandro. Provo subito la SLG120NW. Che dire? Da amplificata ha un buon suono. Yamaha ha fatto un lavoro eccellente. Una dinamica notevole. Niente feedback. Sono quasi deciso all’acquisto, poi, per scrupolo, provo anche la sorellina “piccola”. E resto stupito. Perché qui, ragazzi, non ce la si fa a non correre! La trovo di una suonabilità grandiosa. Riprovo la 120 e la sinistra non vola più come prima. Le prendo in mano ambedue confrontandole. L’elettronica è identica (il sito Yamaha conferma); l’action è più alta sulla top, ma non poi così tanto. Si vede ad occhio nudo che il manico è meno spesso. Decido di rischiar di passare per fanatico e chiedo a prestito un righello: al capotasto ci sono circa 2 millimetri di differenza in larghezza tra Mi e Mi. Mi dico “Oggi risparmio”. E mi porto via la sorellina.
Conclusione: le due silent sono davvero sorelle, ma sono state impostate in modo diverso nelle uniche cose di liuteria tradizionale di cui sono provviste: manico e tastiera. Per chi ci deve faticare sopra, non è una differenza da poco.
Una nota in più sull'estetica della chitarra: quantomeno strana, per alcuni brutta… a volerle bene la si direbbe “d’estetica futurista”. Io ho apprezzato il fatto che la signorina si imbraccia ottimamente e, usata con la tracolla, è sufficientemente bilanciata. Se la acquistate e la usate in pubblico, preparatevi delle risposte: tutti i non addetti ai lavori vi chiederanno informazioni sullo strano oggetto che terrete in braccio.
L'ho provata tempo f
Tutto rigorosamente, esclusivamente IMHO
ne approfitto...
alex.blues.
Re: ne approfitto...
"Dici a me?!" ...
Re: ne approfitto...
alex.blues.
..io avevo la classi
Io ce l'ho da 2 anni
"Dici a me?!" ...
Versione Steel String
per me è splendida
greg
Re: per me è splendida
"Dici a me?!" ...
Acquisto azzeccato!
curiosità
ci suono dalla matti
Io ce l'ho
Avuta e rivenduta
Io l'ho avuta...