Fra tubi e trasformatori, circuiti stampati e saldature "punto a punto", abbiamo cercato di chiarire le idee sui fattori che creano la qualità di un ampli valvolare. Con l'aiuto di esperti americani e italiani. Quello che segue è un estratto dall'intervista ad Aspen Pittman - Mr. Groove Tubes, guru Americano delle valvole - seguito dai commenti di tre dei nostri costruttori più rinomati, che gentilmente ci hanno concesso in prova tre dei loro combo valvolari. Come era prevedibile, le opinioni non collimano del tutto. E voi cosa ne pensate?
D: Come vedi la scena dei costruttori di ampli 'boutique' e come si sta evolvendo il settore?
Aspen Pittman: Beh, i costruttori boutique hanno cominciato a prolificare quando, per questioni di prezzo, gli ampli in commercio hanno dovuto drasticamente abbassare la qualità del loro prodotto. Ora Fender sta reagendo al mercato dei cosiddetti boutique amp e, di conseguenza, i piccoli laboratori stanno avendo una contro-reazione. Questo sta generando nel mercato un movimento: gli ampli boutique non sono più solo delle copie di ampli famosi (come le varie copie del Bassman) ma qualcosa di più e gli ampli di produzione di massa non sono più solamente degli inutili pezzi di ferraglia, ma cominciano a migliorare la qualità... vedi le serie Reissue della Fender.
Questo non è male per GT, perchè tutti vogliono mettere le valvole GT nei loro ampli, ma secondo me la situazione è più triste del previsto, perchè molte delle caratteristiche di un boutique amp hanno a che fare con variabili 'emozionali'... insomma, molto volte circolano un sacco di cazzate. Ti faccio un buon esempio. Le schede stampate per i circuiti. Non c'è niente di male in questo modo di montare un ampli se fatto nel modo giusto. Certo che se è fatta come una scheda per computer non funzionerà mai bene su un ampli per chitarra. Ma tutti gli ampli che ho mai costruito hanno dentro delle schede stampate e questo ha dei vantaggi. I componenti sono sempre tutti nello stesso punto, le piste sono sempre fisse. Per me che sono un progettista è più facile progettare un ampli su scheda, perchè se ne voglio fare due uguali… posso! E suoneranno uguali. Se ne faccio uno cablato a mano è impossibile che il secondo mi suoni come il primo, questo è garantito. E' impossibile perchè se lo fai a mano e ne vuoi fare altri uguali, anche se muovi un filo nel circuito può variare un valore elettrico e avere più medie, più basse e via dicendo. Alla fine se usi una stampata fatta bene - e per fatta bene intendo due o tre volte più grossa di una normale, perchè altrimenti vibra e crea rumori - e con le piste dello giusto spessore, raggiungi un buon risultato e così è facile per me riprodurre le stesse caratteristiche in quindici ampli... se lo facessi a mano impazzirei ogni volta. Leo Fender - ci puoi giurare - avrebbe usato sicuramente delle schede stampate per i suoi ampli se la tecnologia lo avesse permesso. La sua ricerca era verso la consistenza del prodotto. E lo dico a ragion veduta: primo perchè l'ho conosciuto personalmente e ho scambiato opinioni con lui un milione di volte, secondo perchè alcuni collaboratori che stavano con lui alla Fender ora lavorano con me.
D: Quindi pensi che un amplificatore per chitarra valvolare realizzato con un circuito stampato possa suonare alla grande?
A.P.: Sì, ma non solo, penso che i migliori ampli siano quelli con dentro un buon circuito stampato su scheda.
Ecco, i costruttori boutique si vantano di non usare PC boards e costruiscono i loro ampli con filatura 'point to point'... per me sono enormi stronzate.
E comunque, non per tirare acqua al mio mulino, ma penso che i componenti più importanti per il suono di un ampli a valvole siano... le valvole! Buone valvole = buon suono. Valvole malfunzionanti o di scarsa qualità = brutto suono. Ho cominciato il mio business quando ho realizzato che le valvole facevano veramente cambiare suono all'ampli... Mi ricordo di un paio di Twin... uno suonava bene e l'altro no. Lo misurammo, controllammo ogni componente... non c'era nulla che non andasse bene... poi ho scambiato le valvole e... bam! Ruoli invertiti. E venticinque anni fa ci prendevano tutti per pazzi. Ora invece tutti possono capire una cosa come questa... Poi i trasformatori. Se sono di buona qualità e trasformano e conducono in modo perfetto, senza levare qualità al segnale trasformato, hai un buon trasformatore e un buon suono. Discorso a parte per le resistenze e i condensatori... suonano tutti in maniera differente, quindi è un problema di come si usano, non tanto della qualità. E la cosa meno importante di tutte, la meno influente, è come è cablato, se a mano o con circuito stampato.
D: E allora come la mettiamo con gli ampli vintage che tutti ammirano, tipo un Marshall Plexi, che è cablato a mano?
A.P.: Ci sono altri motivi per cui i vecchi Marshall Plexi suonano meglio... il primo sono le Mullard EL34 originali nella sezione finale... poi i trasformatori Drake... non li usano più... e non usano neanche le Mullard! Come i condensatori Orange Drop... pensi che il trucco sia solo in una cosa... invece è l'insieme! Prova a ricostruire un Marshall con le stesse Mullard, i trasformatori originali e un circuito stampato buono... tu dici che suonerebbe molto diverso da quello cablato a mano?
IL PARERE DEI NOSTRI COSTRUTTORI
Roberto Pistolesi:
"Sono d'accordo con quanto dice Aspen Pittman. Non per niente ho tutte le edizioni del suo Tube Amp Book !
Per quanto riguarda l'importanza dei componenti in un amplificatore, penso vada letto tra le righe che su due ampli perfettamente identici la differenza la fanno le valvole, ma è anche vero che utilizzando componenti di qualità migliore - parlo dei condensatori che io ritengo responsabili di un buon suono tanto quanto le valvole - si può, talvolta, migliorare il suono di un amplificatore commerciale.
Concordo anche sul fatto del circuito stampato, ma tengo a ribadire che un circuito cablato punto a punto, se ben fatto, permette interventi più agevoli sia di riparazione che di modifica/customizzazione. Per me il problema non si presenta perchè far approntare circuiti stampati per i pochi esemplari che produco, sarebbe anche antieconomico.
Che non si possano costruire con la tecnica punto a punto due ampli perfettamente identici è tutto da dimostrare, basta citare nomi quali HIWATT, QUAD, LEAK, ROGERS, ALTEC, PULTEC, FAIRCHILD ecc. e aver guardato dentro uno di questi apparecchi. Ovviamente con lo stampato è meno costoso e richiede anche mano d'opera meno specializzata in cablaggi."
Marco Brunetti:
"Pittman ha fondamentalmente ragione. Se un circuito valvolare è montato su una scheda PCB ben progettata, allora funzionerà bene, e sicuramente non sarà dissimile dallo stesso circuito realizzato in PointToPoint. Bisogna dire che data la complessità di certi amplificatori ( vedi le nostre 059 o R-evo) sarebbe oltretutto impossibile realizzare un PTP. E' anche vero che un tempo i circuiti erano in PTP perchè, primo erano molto semplici ( monocanale oppure 2 canali al max), e poi perchè.....non esisteva la tecnologia PCB!!!
Dopo anni d'esperienze in questo settore posso dire che se analizziamo un amplificatore "vintage" e che suona molto bene ci accorgiamo che esso non risulta molto "fedele" e "perfetto" dal punto di vista elettrico e delle misurazioni (distorsione, risposta ecc), però ....suona. Questo perchè ci sono gli "errori" giusti al posto giusto. E per errori intendo tutte le limitazioni elettriche e tecnologiche di un tempo"
Giuseppe Orlando:
"Commentare Mr Pittman che stimo e ringrazio per la sua raccolta di schemi è per me una cosa emozionante e inaspettata a tempo stesso. Sicuramente se fossi stato io stesso alla GT, dopo essermi ripreso dallo shock alla vista della sua collezione, avremmo amichevolmente litigato fino a che non avesse ceduto al suo cuore. In questa intervista, infatti, mi salta subito agli occhi l`interiore contraddizione tra il suo business e ciò che lo ha portato a intraprendere questo lavoro: la passione per il Suono.
Io comprendo le sue risposte e penso che anch`io nei suoi panni, con migliaia di valvole da vendere, accordi con industrie di ampli e chi sa quanti soldi investiti, mi sarei contraddetto allo stesso modo. (Certo… sulla possibilita` di duplicare una vecchia Mullard e poi avere difficoltà a clonare un vecchio trasformatore… no, su questo no!)
Fortunatamente il mio business è diverso e mi permette ancora di rispettare la mia coscienza. Il mio lavoro infatti è centrato sulle riparazioni, sulle customizzazioni di ampli e chitarre mentre la produzione riveste un lato giustificato quasi puramente dalla vanità.
Le mie scorte di vecchie valvole, di condensatori carta e olio West-Cap e Sprague VitaminQ , di resistenze a pellicola metallica, di cavi in gomma e teflon racimolati nelle cantine di vecchi negozi e dai rottamai di surplus e con i quali monto i miei "bambini" sono limitate. Per questo motivo io non potro mai pensare "industrialmente". Questo, se da un lato non mi permette di accontentare tutti i miei clienti dall`altro non mi crea la necessita` di velocizzare la produzione o cercare il massimo profitto. La cosa che mi preme di piu` e` sapere di aver fatto un buon lavoro e che chiunque ascolti e acquisti un mio prodotto ne rimanga affascinato e convinto di avere dinnanzi un oggetto prezioso e unico con in sé un grande Suono. Vanita` appunto!
Non voglio neppure commentare le altre risposte di Mr. Pittman come la ripetibilità di un progetto point-to-point, etc, ma penso che se la filosofia costruttiva dell`industria mondiale di strumenti musicali è questa, io e quelli come me in Italia e ovunque avremo un sacco da fare. Viva il Made in Italy".
Su L'articolo completo, con l'intervista integrale a Pittman e il Groove Tubes factory tour, il test degli ampli costruiti da Pistolesi, Brunetti e Orlando, un brve excursus di Vincenzo Tabacco, su CHITARRE di febbraio in edicola. |
Dico la mia
In uno slancio di immodestia dico anche io la mia sull'argomento in quanto produttore di ampli in piccolissima serie... Concordo innanzi tutto sull'importanza dei componenti, trasformatori (d'uscita) e condensatori in primis... è esagerato imho l'accento che Pittman pone sulle valvole, ma d'altronde è il suo mestiere venderle per cui è anche comprensibile... mettere valvole eccezionali su un ampli discreto non lo farà certo diventare un fenomeno, nè cambierà il suo carattere in maniera stravolgente. Sono fermamente convinto che se il progetto è buono l'ampli suonerà bene anche con valvole del tutto ordinarie (certo non valvole microfoniche o malfunzionanti!!!). Riguardo al discorso p2p contro pcb sottoscrivo in pieno quanto detto dal maestro Pistolesi: per una produzione in piccola serie il p2p è molto più accessibile come metodo costruttivo e permette facili interventi e customizzazioni. Aggiungo anche che una scheda p2p ben fatta (e anche in questo rientra la qualità dei materiali) è estremamente robusta e solida. I pro del pcb sono l'economicità (nel caso di produzioni in grande serie) e la possibilità di fare circuiti molto molto complicati. Nei miei ampli utilizzo schede p2p soprattutto per l'immediatezza, la comodità e la solidità, ma anche per ragioni, passatemi il termine, "filologiche": nella costruzione di un ampli di concezione "vintage" (nel suono e nel tipo di circuitazione) mi sembra corretto utilizzare il vecchio metodo costruttivo. Quando vorrò fare un ampli hi gain a 3 canali utilizzerò uno stampato... Ad ogni modo non credo che due ampli con medesimi componenti ma realizzati nelle due filosofie costruttive possano suonare in modo diverso. Ciao a tutti!
Re:Dico la mia (reperire materiale)
Salve a tutti, finalmente il commento che aspettavo; io sono un appassionato e sto accingendomi a costruire il mio primo ampli valvolare in classe A; voodoo, visto che ti già costruisci degli amèpli n è che sapresti dirmi dove procurare le torrette e come installarle sulla basetta isolante? Per la basetta avrei pensato alla vetronite anche se nn so come tagliarla della misura desiderata:
Un grosso grazie anticipato a tutti e a te in particolare voodoo.
Re:Dico la mia(OT: idea ampli)
ciao visto che sei un costruttore di ampli, volevo un consiglio...stò lavorando su una radio d'epoca per ricavarne un ampli valvolare per chitarra e come valvole visto che lo chassis monta già gli zoccoli grossi pensavo di usare 2 6q7 come preamp, una 6v6 come finale e una 5y3 come rettificatrice...cosa ne pensi soprattutto dell'uso delle 6q7?...lo so le dovrei usare a metà perchè l'altra metà è un amplificatore di frequenze radio se non ho capito male!Grazie in anticipo
Re:Dico la mia(OT: idea ampli)
Ciao! Per quanto riguarda rettificatrice e finali ok, nel pre però ti consiglierei di passare a più comuni 12ax7... Non che non si possa fare con le 6q7, che all'interno contengono anche un triodo, però non ho trovato nulla sull'uso di queste valvole per ampli da chitarra e dovresti fare tutto da te andando per tentativi avendo come unica guida il datasheet della valvola... Io ti consiglierei, se lo spazio te lo permette, di fare due (o volendo 3) buchi delle dimensioni adatte ad ospitare uno zoccolo noval, così puoi utilizzare 12ax7 e rifarti a tipi di circuitazione già collaudati e conosciuti... ad esempio con una 12ay7, una 12ax7 , 2 6v6 e una 5y3 potresti fare qualcosa di molto simile (o identico) al vecchio tweed deluxe... eccoti uno schema http://www.ampwares.com/ffg/schem/deluxe_5e3_schem .gif (rimuovere eventuali spazi)
Ciao e fammi sapere!
Re:Dico la mia(OT: idea ampli)
...infatti sarebbe un pò un problema..o meglio, io lo avrei anche trovato uno schema con questa valvola usata come pre...solamente che è per uso hi-fi e c'è solo questa 6q7 usata come driver per la 6v6 finale!...quindi mi sà che userò le sole 12ax7/au7..etc... bellissimo il sito...solamente che puntavo ai classici suoni marshalosi..magari mi faccio un mini plexi con rettifica valvolare (tipo jtm45) e una sola 6v6 come finale (per non complicare troppo lo stadio finale!)...cosa ne pensi?
Re:Dico la mia(OT: idea ampli)
Dico che è una buona idea! Le 6v6 si prestano molto più di quanto si penserebbe a questo genere di usi... Ti do subito uno schema di un plexi (il pre è identico) con un finale con due 6v6 in push pull... http://mhuss.com/Plexi6V6/index.html Se vai avanti nelle pagine trovi anche dei sample.
Ciao!
Re:Dico la mia(OT: idea ampli)
Grazie per i siti...cmq penso che farò un single ended...push pull mi sà di troppo complicato come primo ampli! :-))
Più di frequente...
Bellissimo: vorremmo vedere più di frequente articoli del genere su Accordo, Chitarre o chi per loro! Oggi la piazza ci propone un sacco di cose strane e costose perchè suonano meglio, fanno più vintage etc. Ma vale la pena? Ormai ogni liutaio ha il suo trucco per cercare di conquistarsi la propria fetta di mercato. Tra poco replicheranno la filettatura delle viti del battipenna delle strato dal '54 al '57!!!
Vale la pena di capire se il PTP equivale ad un PCB, come vale la pena per tante altre cose... Perchè non usufruire di una tecnica più moderna, solida, rapida ed economica in condizioni industriali se è vero che è equivalente alla vecchia?! Perchè abbandonare la vecchia tecnica senza trarne un vantaggio, rendendo il prodotto solo più scadente?! In entrambi i casi la risposta è il profitto.
Spero di non andare off-topic se dico che penso che valga la pena di replicare le tecniche degli anni passati quando qualcosa lo giustifichi, altrimenti accettare di buon grado le innovazioni. Amo la politica di personaggi come Gary Levinson che hanno preso il meglio della produzione vintage e vi hanno aggiunto le migliorie del tempo presente. E' secondo me (e sottolineo che si tratta della mia opinione) ingiustificato, invece, che la Fender replichi tutti i segni della lavorazione dei modelli "time machine", quando ciò non influisca sul timbro ma regali solo la soddisfazione di avere una replica perfetta.
Del resto, per i circuiti degli ampli come per le altre cose, i grandi sono quelli che progettano utilizzando quello che suona bene, anche se antiquato, oppure quello che va bene anche se non è vintage.
<a href="http://www.myspace.com/emanuelecapasso">W
Re:Più di frequente...
Vorrei vedere ankio + spesso argomenti come questo. Ad ogni modo vorrei ankio dire la mia. Innanzitutto comincio col dire ke ho l'edizione 4.1 del tube amp book di Aspen Pittman e, traducendo alla lettera ciò ke vi si trova scritto, si evince ke le differenze tra i suoni degli ampli vintage sia dovuto principalmente alla tolleranza dei componenti + ke a problemi legati al ptp od alla pcb (intese come problematike legate alla cavetteria). E questo è decisamente + plausibile (all'epoca la tolleranza era dell'ordine del 20%, oggi se va male è il 5%) xkè, onestamente, le differenze ke si creano mettendo un filo diverso o posizionandolo diversamente sono decisamente poco influenti, a meno ke la frequenza del segnale nn salga sensibilmente, ma, tanto al kilo, dovremmo essere ben oltre l'udibile. Di conseguenza il libro è + credibile di questa intervista. Detto questo, però, sono pienamente convinto ke quando una miglioria tecnologica porta qualità, oltre a + soldi nelle taske del produttore, è senz'altro bene accetta. E' kiaro ke se si rompe il tal componente su una ptp ripararlo è una sciokkezza, cosa nn rispekkiabile nelle circuiterie pcb, però, una pcb con componentistica scelta a modo (ossia, calcolo ke la tale resistenza debba dissipare 4 watt, io ce la metto da 8 o da 10 x stare tranquillo) è egualmente robusta. Peccato ke raramente le ditte facciano un discorso del genere e noi finiamo sempre col terrore ke si rompa qualcosa. Ancora, sono convinto ankio ke la scelta del ptp x una ditta di ridotte dimensioni sia economicamente e tecnicamente l'unica percorribile, con tutto il piacere ke consegue da parte nostra.
Re:Più di frequente...
Scusa, non per farmi gli affari tuopi, ma visto che scrivere "sciocchezza" e "sciokkezza" è la stessa cosa, visto che questa non è una chat, potresti fare a tutti la cortesia di scrivere in italiano? Oltretutto - non per essere fiscali, giusto per la cronaca - c'è un chiaro riferimento al "chattese" nel regolamentoaccordo.it> che ti suggerisco di leggere. Grazie.
Re:Più di frequente...
non capisco il problema che c'è a scrivere sciokkezza al posto di sciocchezza
<p>amare significa poco dolci</p>
Re:Più di frequente...
Il problema è che il tuo post non lo leggo, indipendentemente dal valore dei contenuti, perché non accetto di dover interpretare un codice quando abbiamo una lingua in comune, che fino a prova contraria va benissimo. E' un problema di rispetto per chi legge, tutto qui.
Re:Più di frequente...
anche io non vedo di buon grado la k, ma penso sia comprensibile. e non credo che ci leggano anche gli stranieri. poi, un'altra cosa, se le regole sono così, allora valgono per tutti. anche io a volte ho difficoltà a capire cosa dice glen...
<p>amare significa poco dolci</p>
Re:Più di frequente...
Mi associo
cerchiamo di scrivere in un buon italiano. Non ho mai sopportato neanche gli sms scritti in quel modo. Spesso mi capita di inviarne due pur di rispettare la grammatica e la sintassi ... e mi reputo un pessimo scrittore.
Ciao, RicoBlues.
<br>"the Blues is an one-way ticket for the s
Re:Più di frequente...
il problema e' che, per me che sono un po' vintage, leggere un commento scritto cosi' mi crea non poche difficolta' di lettura. Fondiamo la lega contro le K ... eKecazzo.. ;)
Re:Più di frequente...
Esiste già http://digilander.libero.it/nokappa/lista.htm ed io mi associo alla lotta contro questa insopportabile abitudine, che tra l'altro crea problemi nel reperire articoli con i motori di ricerca.
Re:Più di frequente...
Pensa se tu leggessi una cosa del genere scritta da un polacco, modificato in questo modo alla loro maniera, cosa capiresti? Guarda che ci leggono in tutto il MONDO!!!
Esperienza sui PCB
Finalmente un articolo su un dubbio che avevo da tempo ... Ho una certa esperienza in elettronica industriale, e mi interesso per hobby a quella degli strumenti musicali, non sono però praticante in questo campo. leggevo degli ampli realizzati ptp e sinceramente non capivo come tale tecnica potesse migliorare le caratteristiche sonore rispetto ad un PCB! Ora voi mi confermate che in effetti non vi sono differenze. Non posso che sottoscrivere che un PCB ben dimensionato e aggiungerei anche ben realizzato, non può che migliorare le caratteristiche del nostro ampli, se non per qualità sonora sicuramente per affidabilità nel tempo e resistenza meccanica.
A questo punto perchè usare il PTP? le risposte che date sono: 1) vista la relativa semplicità degli schemi, visto il costo di realizzazione del PCB, visti i numeri da noi prodotti, conviene ancora la tecnica PTP. Non so cosa intendete per costoso, ma un PCB vi può costare: 500-800 Euro in sviluppo (lo studio) 500-800 Euro per la realizzazione della attrezzature e circa 10-20 Euro a pezzo se restate a numeri bassi, per numeri industriali si arriva a 1,5cent/cmquadro. considerate che le prime due voci sono una-tantum, cioè le investite una volta e basta. quanto costa in ore/lavoro cablare un ampli PTP?
2) discorso Filologico: è interessante questo discorso, esiste la vololtà di possedere, replicare, o costruire strumenti musicali identici a quelli d'annata, anche negli aspetti che non riguardano direttamente il suono, questo può portate all'utilizzo di tecnologie superate anche se non funzionali. intuisco solo quanto questo discorso possa portarci lontano, quindi mi fermo e lascio a voi...
ciao
Fabio Fausto
Re:Esperienza sui PCB
Mmm, sulla resistenza meccanica avrei da ridire, imho un ptp fatto come dio comanda è molto più robusto... Innanzi tutto perchè i componenti (e anche i fili) non sono tenuti attaccati alla scheda solo da una saldatura (come nei pbc), ma i reofori vengono "avvolti" alle torrette, al punto che anche prima di saldare se scuoti la scheda non perdi nessun componente.... Ovviamente deve essere lavorato bene senza tirare al risparmio... un ptp con occhielli (che costano un quarto delle torrette, e venivano utilizzati nei vecchi fender, le torrette invece nei marshall) è molto meno robusto, perchè l'accoppiamento meccanico tra componente e scheda è dato in gran parte dallo stagno. Poi il supporto deve essere di qualità e di un certo spessore (io uso schede da 3mm di spessore, un pcb in genere è spesso la metà). Riguardo ai costi, ogni torretta costa 15 centesimi di euro, la scheda costa intorno al dollaro al pollice. Per lavorare con un minimo di precisione (e installare le torrette in modo saldo) è necessario avere un trapano a colonna un po' preciso, e un bel po' di tempo da trascorrerci attaccato. Alla fine i materiali per la costruzione della scheda non hanno un costo esagerato, però per fare le cose per bene ci vuole un bel po' di tempo, ed è quello che influisce maggiormente sui costi... francamente non capisco come faccia la marshall a farsi pagare una plexi 50 reissue con un pcb orrido (dove i componenti vengono inseriti da una macchina e un'altra macchina fa tutte le saldature in un colpo solo) e componentistica non molto migliore tanto quanto (anzi, spesso di più) un costruttore che ci lavora dei giorni facendo le cose per bene e utilizzando roba buona... e soprattutto mi chiedo come facciano a continuare a venderne così tante... evidentemente per tanta gente la scrittina bianca vale più del suono e della qualità.
Ottimo articolo
E' certamente un ottimo articolo, di quelli che fanno cultura. Personalmente ritengo che anche in questo settore, ci sia una forma di estremismo che ritroviamo anche in altri settori, musicali e non.
Giuste le disquisizioni tra PTP e PCB per quanto concerne l'evoluzione della tecnologia e l'economicità. Per il resto è preferibile, come per le chitarre, provare gli ampli ad occhi chiusi.
Ciao, RicoBlues.
<br>"the Blues is an one-way ticket for the s
in parte d'accordo
sono d'accordo con quanto detto da Aspen Pittman, tranne la questione delle valvole, che chiaramente lui enfatizza molto, dato che si tratta del suo "business". il discorso delle valvole, come pre gli altri componenti elettronici, è più complicato: valvole di pari qualità suonano diverse a seconda del circuito dove vengono collocate, e nell'ambito dello stesso circuito, parlando di valvole di preamp, secondo lo stadio di amplificazione in cui si collocano. io ho un preamp con 9 valvole all'interno, divise in tre canali separati, e ogni canale contiene un mix di ECC83/12AX7 di diverse marche, tutte di produzione corrente, scelte in base alla resa timbrica e dinamica che riescono a dare in quella determinata posizione. non è detto che sostituendole con delle valvole Mullard o Telefunken il risultato sia migliore a livello timbrico, anche se lo sarebbe sicuramente per ciò che riguarda la durata e la qualità interinseca del componente. il PTP non è affatto migliore del circuito stampato, sono i componenti e le saldature le cose più importanti, a parità di progetto. cioè, un PCB di qualità e un PTP di qualità si equivalgono, l'opportunità di usare l'uno o l'altro a seconda della complessità del circuito stesso è una questione ovvia. questo è un parere diffuso tra la maggior parte degli esperti e costruttori di amplificatori. anche gli artigiani cercheranno di tirare l'acqua al proprio mulino, affermando che il PTP è l'unico sistema per avere un ampli di qualità. tra le opinioni dei costruttori italiani che ho letto sopra, la più sincera e obbiettiva mi sembra quella di Roberto Pistolesi. l'obbiettivo che dovrebbero porsi tutti i costruttori, dovrebbe essere quello di proporre una produzione con standard elevati, anche se industriale, e la cosa è possibilissima con la tecnologia attuale. un buon amplificatore non deve per forza costare 10.000 euro, un prezzo del genere non è giustificato da nessun componente elettronico o cablaggio "esoterico". non è giustificabile invece la politica della massima economicità, attuata da certe Case, con certi apparecchi che vanno letteralmente A FUOCO!!! (preferisco non fare nomi, ma tanto li sapete già). saluti Floyd
Floyd - www.wallproject.it
Robustezza o qualita'?
L'articolo e' interessante anche se ripropone una diatriba vecchia - seppur ancora abbastanza attuale (e anche le risposte dei costruttori sono sempre le stesse... a proposito, ciao Orlanduzzo, e tieni alto il vessillo del cablaggio a mano!). Non ho grosse difficolta' a credere che, a parita' di componenti, una PCB suoni uguale ad un PTP. Ma, come chiunque abbia mai messo mano per modifiche o riparazioni dentro un ampli su PCB puo' testimoniare, i circuiti stampati sono di gran lunga piu' delicati di qualsiasi tipologia di PTP. Per non parlare dei fili sottili che collegano in genere la scheda madre con le schede che alloggiano i potenziometri e gli ingressi... Provate a smontare e rimontare queste parti tre o quattro volte e vedrete!
<i>Carlo "slidincharlie" Pipitone</i><br
Beh...
Sicuramente interessante come articolo, soprattutto l'opposizione dei vari punti di vista e l'intervento dell'indole affarista di Pittman... Ad ogni modo sono convinto che se una cosa è fatta bene, funzionerà bene... quindi se una cosa per me suona bene è così e basta... poi se all'interno ci sono diodi, modelli fisici, valvole, cablaggi a mano, schede stampate, transistor e chi più ne ha più ne metta, ciò non fa variare il mio gradimento per il tale oggetto!
;)
.
<p>... blues is the sound which brings you to heav
La mia opinione...
Costruisco amplificatori anche io per me e per amici ed ho in progetto a breve termine l'inizio di una attività. Il discorso si riduce a poco:Il PTP è una tecnica di montaggio adatta a realizzare tipologie circuitali abbastanza semplici,modificabili facilmente in tempo reale e per piccole produzioni in serie di pochi pezzi,in modo da abbattere i tempi ed i costi di produzione. Effettivamente per la progettazione di un PCB occorre un investimento in denaro e in tempo da dedicare ad una pre progettazione "in aria",per decidere grossolanamente le posizioni dei componenti attivi,ma comunque nel nostro campo dell'amplificazione per chitarra non costa tantissimo,uno se la puo cavare con poco(costa di piu la progettazione di un contenitore e la costruzione delle pellicole serigrafiche ecc ecc). Un buon PCB è equivalente ad un buon PTP,anzi a volte su circuiti complessi il PCB è indispensabile per garantire riproducibilità dei risultati,stabilità di funzionamento,immunità da autoscillazioni ecc ecc. Inoltre se magari è un preamp high gain l'uso di un PCB progettato con alcune masse in posto strategico puo limitare la banda passante in alto rendendo il suono distorto piu gradevole per la presenza di piccole capacità distribuite sul pcb;chiaramente poi è una questione di gusti per la tipologia timbrica. La cosa che mi lascia perplesso sono i potenziometri montati a PCB,spesso si dissaldano i terminali dal circuito ,mentre dei bei pot avvitati allo chassis e con i fili volanti/schermati che li collegano al PCB mi danno piu fiducia(,metodo Soldano...) Inoltre c'è da dire che la disposizione stessa dei componenti puo influire sul sound finale,causa accoppiamenti induttivi vari tra i corpi dei componenti,per questo magari molti tendono a realizzare il classico layout ad esempio delle vecchie plexy e la stessa filatura interna;se io facessi un pcb con gli stessi materiali e tutto ma una disposizione diversa dei componenti otterrei risultati lievemente diversi causa appunto i mutui comportamenti tra componenti. Parlando di trasformatori e di valvole anche qui ci sarebbe da dire molto,riassumerei dicendo che i tx odierni sono generalmente progettati diversamente,ma ad esempio utilizzando stessi lamierini,bobine,resine,cavi e traferri particolari si riuscirebbero ad ottenere i risultati di una volta(che comunque non tutti i musicisti sanno che il mitico suono ad esempio delle Plexy veniva dall'uso di componenti abbastanza economici,è innegabile che ad esempio i condensatori odierni sono molto migliori dei cap di una volta e degli stessi schifosi orange drops,ma per quel comportamento andavano bene),le valvole non sono piu le stesse,Svetlana fa delle belle reissue ma anche i coni non sono piu gli stessi,impensabile raggiungere ad esempio il suono di Hendrix senza un autentico G12H30 con cono da basso a risonanza 55 hertz,sembra che la celestion entro qualche mese faccia uscire una serie appunto denominata "heritage" che ricalca piu fedelmente i suoni del passato. Ci sarebbero tantissime cose da dire sui componenti ma lasciamo stare per ora,diciamo solo che un buon PCB è equivalente ad un buon PTP ,mantenendo però circa lo stesso layout interno,se poi dobbiamo fare un ampli multicanale,come dice Brunetti ,indispensabile è il PCB,però a questo punto teniamo conto che l'ampli nascerà con diversi presupposti,quindi non è poi nemmeno giusto paragonare il crunch di una tsl100 al crunch di una plexy! Seba B.
www.brbsamplification.com
Molto utile ma..
Trovo l' articolo di Chitarre un bell' input per chi già da anni si pone il dilemma sia nella costruzione che nella scelta per l' uso dal vivo. Trovo altrettanto validissimi e utilissimi i commenti fatti dai nostrani costruttori e guru delle beneamate tubes ! C è comunque un ma molto grosso .. io non preferisco nessuno delle due ipotesi costruttive , bensì lascio spesso che il mio " umile "udito ( che si allena e si arrichisce mediante le situazioni live e l' ascolto di cd e serate nell' arco degli anni ) faccia la scelta a occhi chiusi , per esempio ho trovato bellissmo un ampli ibrido della Calsbro provato mesi fa' in edizione lmtd ... come lo settavo a mio piacere suonava da paura indipendentemente che sia con finale a transistor ed il bello è che il suono somigliava incredibilmente a quello che che ottengo da una macchina completamente di prezzo e costruzione differente : una testata Bogner Shiva El34 . Poi mi soffermo spesso a capire che il mio suono che a parere degli altri sia bello o brutto me ne frego , ma è quello che voglio io , lo ottengo con i piu' disparati amplificatori : ptp , ibridi , transistor , boutique o industrialissimi che siano . Certo la cioffeca rimane la cioffeca .. ma forse .. ci facciamo un po' troppe pippe mentali sull' argomento e non lasciamo magari più di tanto tempo allo studio e lla fantasia con lo strumento ??
In poche parole io sono un musicista quindi un utilizzatore dell ampli non un feticista .. si perche' a volte ingarellato pure io come molti di noi con la sindrome di A.a.s. e del sound burnin' ( tipo faccio il backup fisico del suono di tizio e caio ) mi sento un po' cosi' !
Quindi piu' che ptp o scheda dico :
" Ti senti più feticista o musicista ?? "
io sono un ibrido ;-)
salutoni a tutti
Paolo Kata
<p>........" drifting in a sea of forgotten t
Piccola annotazione per il signor Aspen Pittman..
Lui dice che il 90% del suono di un ampli è dato dalle valvole..e quindi lui produce le migliori valvole.. ecco...ieri è venuto il chitarrista che suona con me...col suo fender bassman..mel'ha lasciato..perkè lo volevo provare e confrontare col mio plexi da basso del 69 e col mio vox ac30.. beh..il suono non era male..solo che c'erano degli acuti striduli da morire.. allora mi son detto..vediamo cosa succede a cambiare la prima valvola del pre..quella che influenza maggiormente il suono.. c'ho messo una banalissima Ei con piedini dorati..(ne avevo comprate un po per il vox)... bene...rispetto alle schifosissime Gt che non sono altro che delle sovtek 12ax7WA rimarchiate..dal giorno alla notte! Il suono ha acquistato corpo..presenza e acuti dolcissimi...con una misera valvolina... E lui farebbe le migliori valvole? mah... cmq...per rispondere anche al sondaggio... beh..il suono lo fanno più che altro i componenti...condensatori, resistenze e soprattutto trasformatori.. sul mio plexi..ho provato le peggio valvole...ma il carattere rimane quello... sulle reissue invece le valvole hanno più impatto sul suono.. penso che la cosa sia dovuta ai componenti d nuova generazione..che non offrono quei "filtraggi" che offrono invece le resistenze carbon comp e i vecchi condensatori..che hanno fatto di un difetto il pregio maggiore di un suono morbido e vivo!
Re:Piccola annotazione per il signor Aspen Pittman
Bellissimo articolo, bellissima discussione! Concordo con chi dice che andrebbe valutato tutto con le orecchie e non con il brand che vi è sopra. Indubbiamente però certe "reissue" o certi prodotti di nicchia hanno un grosso potere emotivo a cui molti di noi si piegano e non nascondo di esserci cascato anche io più di una volta! Bisognerebbe avere una vocina dentro che ti dice "hey attento, usa le orecchie e non gli occhi!"
nel senso del progetto.
ho un fender deville 2x12 dal quale non esce niente che non abbia a che vedere col suono della chitarra che gli sta appiccicata. Puo' non piacere (il deville) ma è uno dei migliori amplificatori che abbia mai avuto, tecnicamente ineccepibile. Lo cambierei soltanto con un twin reverb reissue '65 ne ho provati due ed il suono è stupendo! ma non credo sia merito della tecnica di costruzione quanto della qualità del progetto. Ho detto la mia. ....
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Dipende da cosa si cerca
In effetti scegliere il pcb o il cablato dipende molto dalla filosofia industriale, cioè, per i grossi volumi di vendita, il circuito stampato diventa una scelta obbligata. Mentre invece per le produzioni in piccola serie si può optare anche per il cablato, se lo schema è sufficentemente semplice. (I PCB non costano molto, basta ordinarli in una ditta specializzata, che di solito li realizza in lotti da 100 o più) Secondo mè, il suono di un amplificatore è influenzato soprattutto da un'ottima proggettazione e dall' impiego di materiali adeguati. Il vantaggio del PCB è l'ordine dei componenti e nell'eliminazione dei fili volanti. E questo a tutto vantaggio della robustezza meccanica. Il vantaggio del cablaggio volante stà soprattutto nel fatto che si possono fare modifiche al circuito, anche abbastanza impegnative, cambiando solo le parti interessate. (con il PCB invece bisognerebbe sostituire la piastra con un' altra modificata!) Insomma si presta molto meglio per fare dei montaggi sperimentali.
Dal punto di vista del suono, penso che sono praticamente uguali. Forse con qualche problema di interferenze in più per il cablato, se si lasciano i fili in modo molto disordinato.
Comunque sia, oggi i valvolari, se ben proggettati, suonano molto meglio dei loro antenati, perchè è possibile proggettarli con l'ausilio del calcolatore e in più la qualità dei componenti è decisamente migliorata. Basta pensare che oggi disponiamo ad un prezzo ragionevole, anche di trasformatori d'uscita toroidali, e di condensatori elettrolitici veramente ottimi low-ESR. per non parlare dei potenziometri a film plastico ALPS.
Henry.
P.S. colgo l'occasione per salutare VoodoChild, BadMirror e un mio caro cugino : vvnlsn.
bye
Amen
Rigore e immaginazione (G. Bateson)