Point-to-point o circuiti stampati?

di rivista Chitarre - accordiano #516 | 10 February 2005 @ 18:00 |
2

Point-to-point o circuiti stampati?Fra tubi e trasformatori, circuiti stampati e saldature "punto a punto", abbiamo cercato di chiarire le idee sui fattori che creano la qualità di un ampli valvolare. Con l'aiuto di esperti americani e italiani. Quello che segue è un estratto dall'intervista ad Aspen Pittman - Mr. Groove Tubes, guru Americano delle valvole - seguito dai commenti di tre dei nostri costruttori più rinomati, che gentilmente ci hanno concesso in prova tre dei loro combo valvolari. Come era prevedibile, le opinioni non collimano del tutto. E voi cosa ne pensate?

D: Come vedi la scena dei costruttori di ampli 'boutique' e come si sta evolvendo il settore?
Aspen Pittman: Beh, i costruttori boutique hanno cominciato a prolificare quando, per questioni di prezzo, gli ampli in commercio hanno dovuto drasticamente abbassare la qualità del loro prodotto. Ora Fender sta reagendo al mercato dei cosiddetti boutique amp e, di conseguenza, i piccoli laboratori stanno avendo una contro-reazione. Questo sta generando nel mercato un movimento: gli ampli boutique non sono più solo delle copie di ampli famosi (come le varie copie del Bassman) ma qualcosa di più e gli ampli di produzione di massa non sono più solamente degli inutili pezzi di ferraglia, ma cominciano a migliorare la qualità... vedi le serie Reissue della Fender.
Questo non è male per GT, perchè tutti vogliono mettere le valvole GT nei loro ampli, ma secondo me la situazione è più triste del previsto, perchè molte delle caratteristiche di un boutique amp hanno a che fare con variabili 'emozionali'... insomma, molto volte circolano un sacco di cazzate. Ti faccio un buon esempio. Le schede stampate per i circuiti. Non c'è niente di male in questo modo di montare un ampli se fatto nel modo giusto. Certo che se è fatta come una scheda per computer non funzionerà mai bene su un ampli per chitarra. Ma tutti gli ampli che ho mai costruito hanno dentro delle schede stampate e questo ha dei vantaggi. I componenti sono sempre tutti nello stesso punto, le piste sono sempre fisse. Per me che sono un progettista è più facile progettare un ampli su scheda, perchè se ne voglio fare due uguali… posso! E suoneranno uguali. Se ne faccio uno cablato a mano è impossibile che il secondo mi suoni come il primo, questo è garantito. E' impossibile perchè se lo fai a mano e ne vuoi fare altri uguali, anche se muovi un filo nel circuito può variare un valore elettrico e avere più medie, più basse e via dicendo. Alla fine se usi una stampata fatta bene - e per fatta bene intendo due o tre volte più grossa di una normale, perchè altrimenti vibra e crea rumori - e con le piste dello giusto spessore, raggiungi un buon risultato e così è facile per me riprodurre le stesse caratteristiche in quindici ampli... se lo facessi a mano impazzirei ogni volta. Leo Fender - ci puoi giurare - avrebbe usato sicuramente delle schede stampate per i suoi ampli se la tecnologia lo avesse permesso. La sua ricerca era verso la consistenza del prodotto. E lo dico a ragion veduta: primo perchè l'ho conosciuto personalmente e ho scambiato opinioni con lui un milione di volte, secondo perchè alcuni collaboratori che stavano con lui alla Fender ora lavorano con me.

D: Quindi pensi che un amplificatore per chitarra valvolare realizzato con un circuito stampato possa suonare alla grande?
A.P.: Sì, ma non solo, penso che i migliori ampli siano quelli con dentro un buon circuito stampato su scheda.
Ecco, i costruttori boutique si vantano di non usare PC boards e costruiscono i loro ampli con filatura 'point to point'... per me sono enormi stronzate.
E comunque, non per tirare acqua al mio mulino, ma penso che i componenti più importanti per il suono di un ampli a valvole siano... le valvole! Buone valvole = buon suono. Valvole malfunzionanti o di scarsa qualità = brutto suono. Ho cominciato il mio business quando ho realizzato che le valvole facevano veramente cambiare suono all'ampli... Mi ricordo di un paio di Twin... uno suonava bene e l'altro no. Lo misurammo, controllammo ogni componente... non c'era nulla che non andasse bene... poi ho scambiato le valvole e... bam! Ruoli invertiti. E venticinque anni fa ci prendevano tutti per pazzi. Ora invece tutti possono capire una cosa come questa... Poi i trasformatori. Se sono di buona qualità e trasformano e conducono in modo perfetto, senza levare qualità al segnale trasformato, hai un buon trasformatore e un buon suono. Discorso a parte per le resistenze e i condensatori... suonano tutti in maniera differente, quindi è un problema di come si usano, non tanto della qualità. E la cosa meno importante di tutte, la meno influente, è come è cablato, se a mano o con circuito stampato.

D: E allora come la mettiamo con gli ampli vintage che tutti ammirano, tipo un Marshall Plexi, che è cablato a mano?
A.P.: Ci sono altri motivi per cui i vecchi Marshall Plexi suonano meglio... il primo sono le Mullard EL34 originali nella sezione finale... poi i trasformatori Drake... non li usano più... e non usano neanche le Mullard! Come i condensatori Orange Drop... pensi che il trucco sia solo in una cosa... invece è l'insieme! Prova a ricostruire un Marshall con le stesse Mullard, i trasformatori originali e un circuito stampato buono... tu dici che suonerebbe molto diverso da quello cablato a mano?

IL PARERE DEI NOSTRI COSTRUTTORI

Roberto Pistolesi:
"Sono d'accordo con quanto dice Aspen Pittman. Non per niente ho tutte le edizioni del suo Tube Amp Book !
Per quanto riguarda l'importanza dei componenti in un amplificatore, penso vada letto tra le righe che su due ampli perfettamente identici la differenza la fanno le valvole, ma è anche vero che utilizzando componenti di qualità migliore - parlo dei condensatori che io ritengo responsabili di un buon suono tanto quanto le valvole - si può, talvolta, migliorare il suono di un amplificatore commerciale.
Concordo anche sul fatto del circuito stampato, ma tengo a ribadire che un circuito cablato punto a punto, se ben fatto, permette interventi più agevoli sia di riparazione che di modifica/customizzazione. Per me il problema non si presenta perchè far approntare circuiti stampati per i pochi esemplari che produco, sarebbe anche antieconomico.
Che non si possano costruire con la tecnica punto a punto due ampli perfettamente identici è tutto da dimostrare, basta citare nomi quali HIWATT, QUAD, LEAK, ROGERS, ALTEC, PULTEC, FAIRCHILD ecc. e aver guardato dentro uno di questi apparecchi. Ovviamente con lo stampato è meno costoso e richiede anche mano d'opera meno specializzata in cablaggi."

Marco Brunetti:
"Pittman ha fondamentalmente ragione. Se un circuito valvolare è montato su una scheda PCB ben progettata, allora funzionerà bene, e sicuramente non sarà dissimile dallo stesso circuito realizzato in PointToPoint. Bisogna dire che data la complessità di certi amplificatori ( vedi le nostre 059 o R-evo) sarebbe oltretutto impossibile realizzare un PTP. E' anche vero che un tempo i circuiti erano in PTP perchè, primo erano molto semplici ( monocanale oppure 2 canali al max), e poi perchè.....non esisteva la tecnologia PCB!!!
Dopo anni d'esperienze in questo settore posso dire che se analizziamo un amplificatore "vintage" e che suona molto bene ci accorgiamo che esso non risulta molto "fedele" e "perfetto" dal punto di vista elettrico e delle misurazioni (distorsione, risposta ecc), però ....suona. Questo perchè ci sono gli "errori" giusti al posto giusto. E per errori intendo tutte le limitazioni elettriche e tecnologiche di un tempo"

Giuseppe Orlando:
"Commentare Mr Pittman che stimo e ringrazio per la sua raccolta di schemi è per me una cosa emozionante e inaspettata a tempo stesso. Sicuramente se fossi stato io stesso alla GT, dopo essermi ripreso dallo shock alla vista della sua collezione, avremmo amichevolmente litigato fino a che non avesse ceduto al suo cuore. In questa intervista, infatti, mi salta subito agli occhi l`interiore contraddizione tra il suo business e ciò che lo ha portato a intraprendere questo lavoro: la passione per il Suono.
Io comprendo le sue risposte e penso che anch`io nei suoi panni, con migliaia di valvole da vendere, accordi con industrie di ampli e chi sa quanti soldi investiti, mi sarei contraddetto allo stesso modo. (Certo… sulla possibilita` di duplicare una vecchia Mullard e poi avere difficoltà a clonare un vecchio trasformatore… no, su questo no!)
Fortunatamente il mio business è diverso e mi permette ancora di rispettare la mia coscienza. Il mio lavoro infatti è centrato sulle riparazioni, sulle customizzazioni di ampli e chitarre mentre la produzione riveste un lato giustificato quasi puramente dalla vanità.
Le mie scorte di vecchie valvole, di condensatori carta e olio West-Cap e Sprague VitaminQ , di resistenze a pellicola metallica, di cavi in gomma e teflon racimolati nelle cantine di vecchi negozi e dai rottamai di surplus e con i quali monto i miei "bambini" sono limitate. Per questo motivo io non potro mai pensare "industrialmente". Questo, se da un lato non mi permette di accontentare tutti i miei clienti dall`altro non mi crea la necessita` di velocizzare la produzione o cercare il massimo profitto. La cosa che mi preme di piu` e` sapere di aver fatto un buon lavoro e che chiunque ascolti e acquisti un mio prodotto ne rimanga affascinato e convinto di avere dinnanzi un oggetto prezioso e unico con in sé un grande Suono. Vanita` appunto!
Non voglio neppure commentare le altre risposte di Mr. Pittman come la ripetibilità di un progetto point-to-point, etc, ma penso che se la filosofia costruttiva dell`industria mondiale di strumenti musicali è questa, io e quelli come me in Italia e ovunque avremo un sacco da fare. Viva il Made in Italy".

Su L'articolo completo, con l'intervista integrale a Pittman e il Groove Tubes factory tour, il test degli ampli costruiti da Pistolesi, Brunetti e Orlando, un brve excursus di Vincenzo Tabacco, su CHITARRE di febbraio in edicola.

Risorse




Tutti i commenti

  • Dico la mia
    di voodoo child - accordiano #604 | 10 February 2005 @ 18:44
    • Re:Dico la mia (reperire materiale)
      di Cordapazza - accordiano #7542 | 02 March 2006 @ 16:55
    • Re:Dico la mia(OT: idea ampli)
      di strat84 - accordiano #3307 | 17 February 2005 @ 08:06
      • Re:Dico la mia(OT: idea ampli)
        di voodoo child - accordiano #604 | 17 February 2005 @ 11:45
        • Re:Dico la mia(OT: idea ampli)
          di strat84 - accordiano #3307 | 17 February 2005 @ 12:15
          • Re:Dico la mia(OT: idea ampli)
            di voodoo child - accordiano #604 | 17 February 2005 @ 12:57
  • Più di frequente...
    di Magnetico - accordiano #1483 | 10 February 2005 @ 23:42
    --
    <a href="http://www.myspace.com/emanuelecapasso">W
    • Re:Più di frequente...
      di Swingeblues - accordiano #1497 | 10 February 2005 @ 23:56
      • Re:Più di frequente...
        di alberto - accordiano DOC #3 | 11 February 2005 @ 00:42
        • Re:Più di frequente...
          di morderock - accordiano #6130 | 11 February 2005 @ 03:47
          --
          <p>amare significa poco dolci</p>
          • Re:Più di frequente...
            di alberto - accordiano DOC #3 | 11 February 2005 @ 11:40
            • Re:Più di frequente...
              di morderock - accordiano #6130 | 11 February 2005 @ 12:38
              --
              <p>amare significa poco dolci</p>
          • Re:Più di frequente...
            di RicoBlues - accordiano #148 | 11 February 2005 @ 09:35
            --
            <br>&quot;the Blues is an one-way ticket for the s
          • Re:Più di frequente...
            di bullfrog - accordiano #3731 | 11 February 2005 @ 09:23
            • Re:Più di frequente...
              di strat1 - accordiano #1840 | 11 February 2005 @ 10:08
          • Re:Più di frequente...
            di ROLEX - accordiano #4510 | 11 February 2005 @ 07:48
  • Esperienza sui PCB
    di Fabio Fausto - accordiano #5262 | 11 February 2005 @ 09:15
    • Re:Esperienza sui PCB
      di voodoo child - accordiano #604 | 11 February 2005 @ 11:32
  • Ottimo articolo
    di RicoBlues - accordiano #148 | 11 February 2005 @ 09:40
    --
    <br>&quot;the Blues is an one-way ticket for the s
  • in parte d'accordo
    di Floyd - accordiano #143 | 11 February 2005 @ 09:52
    --
    Floyd - www.wallproject.it
  • Robustezza o qualita'?
    di Carlo Pipitone - accordiano #52 | 11 February 2005 @ 15:05
    --
    <i>Carlo &quot;slidincharlie&quot; Pipitone</i><br
  • Beh...
    di lole - accordiano #2709 | 11 February 2005 @ 19:07
    --
    <p>... blues is the sound which brings you to heav
  • La mia opinione...
    di sebastian - accordiano #3527 | 12 February 2005 @ 02:12
    --
    www.brbsamplification.com
    • Molto utile ma..
      di KATA - accordiano #172 | 13 February 2005 @ 21:52
      --
      <p>........&quot; drifting in a sea of forgotten t
      • Piccola annotazione per il signor Aspen Pittman..
        di GURU1979 - accordiano #6405 | 19 February 2005 @ 11:20
        • Re:Piccola annotazione per il signor Aspen Pittman
          di evol-stop - accordiano #731 | 20 February 2005 @ 18:07
  • nel senso del progetto.
    di lomba - accordiano #3864 | 24 February 2005 @ 18:33
    --
    voglio articoli più selezionati
  • Dipende da cosa si cerca
    di henry_xyz - accordiano #10096 | 15 April 2006 @ 17:06
  • Amen
    di lorenzof - accordiano #17952 | 01 May 2009 @ 04:02
    --
    Rigore e immaginazione (G. Bateson)

Scrivi un commento

Accedi o crea un account per commentare.