La spedizione (in)sicura

di Mario Monteleone - accordiano #10 | 01 October 2001 @ 16:06 |
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Ve la ricordate? Di recente vi avevo raccontato che avevo dovuto separarmene traumaticamente, non svelandovene però i motivi. Oggi è arrivato il momento di sviscerare l'argomento, e per questa occasione svestirò i panni del recensore di chitarre per calarmi in quelli del consumatore arrabbiato, anzi arrabbiatissimo. Spero inoltre che questo racconto possa essere utile affinché ad altri non avvenga quanto è invece avvenuto a me.

Acustica Danilo Metelli DM13DIl 25 luglio scorso ho spedito la mia DM13/D a Danilo Metelli, per una revisione di routine ed alcuni ritocchi alla vernice, in vista della mostra di liuteria che si è tenuta l'8 settembre a Bevagna. Entrambi eravamo molto contenti di poter esporre quella chitarra, splendida in termini di qualità ed estetica. Prima della spedizione, ho fatto una rapida ricerca fra i corrieri espressi, e la mia scelta è caduta sulla Executive G.I., tramite la sua sede di Salerno che avevo già utilizzato in passato, anche se non per spedizioni così delicate.

 

Per proteggerla da eventuali urti, ho imballato la chitarra come solo un maniaco poteva fare, ovvero nel modo seguente:

 

  • innanzitutto scordandola;
  • inserendo degli spessori di gommapiuma e di spugna all'interno della custodia rigida, tutto intorno alle fasce della chitarra, in modo che la cassa non potesse muoversi e non fosse a diretto contatto con le pareti della stessa custodia;
  • inserendo spessori di gommapiuma tra il fondo della chitarra e il fondo della custodia, in modo da poter attutire anche colpi mediamente forti;
  • inserendo diversi strati di plastica da imballaggio (quella con le bollicine, per capirci) tra il manico ed il punto concavo su cui questo andava a poggiarsi all'interno della custodia, in modo da evitare che sul manico venisse direttamente scaricato qualsiasi tipo di urto, anche minimo;
  • avvolgendo altra plastica da imballaggio intorno all'intera custodia, una volta chiusala;
  • salvaguardando ulteriormente la custodia già imballata con del cartone spesso quasi 1 centimetro e legando il tutto con un intero rotolo di nastro da imballaggio;
  • attaccando sull'imballo così creato un foglio bianco su cui, a caratteri cubitali, era scritto 'Attenzione!!! Fragile!!! Maneggiare con cura!!!' in un bel colore rosso vermiglio;
  • creando una comoda maniglia con il nastro da imballaggio, in modo da poter trasportare l'imballo agevolmente.

metelli-crash1.jpgQuando alla sede del Corriere Executive di Salerno lo hanno pesato, quello da me realizzato era un pacco da 10 chili, in sostanza una specie di Panzer. Mentre sbrigavo le pratiche di accettazione, una vocina nella mia testa mi ha anche spinto ad assicurare la spedizione, cosa per la quale era necessario indicare il costo preciso dell'oggetto che si spediva. Ne è risultato che erano necessarie 88.000 lire per la spedizione assicurata di una chitarra dal valore di 2.250.000 lire, imballata in un pacco da 10 chili e che sviluppava il volume di un pacco di 40 chili.

 

Dopo aver lasciato il 'fardello' in consegna al corriere, devo ammettere che non mi sentivo del tutto tranquillo. Non è facile affidare a degli sconosciuti un oggetto che si ritiene preziosissimo, ma l'alternativa era portare direttamente la chitarra a Bevagna. Sarebbe stata di certo una piacevolissima gita, ma in quel momento non avevo tutto il tempo necessario per farla, ed un corriere espresso poteva quindi fare alla bisogna. Sapevo inoltre di aver imballato la chitarra nel miglior modo possibile, e confidavo in un po' di fortuna, nel buon senso dei trasportatori e nel potere della scritta in rosso vermiglio.

 

Purtroppo, il giorno dopo, ho invece dovuto ricevere una allarmata telefonata da Danilo Metelli, che aveva ricevuto il pacco, ci aveva messo circa mezz'ora per aprirlo e aveva poi scoperto che il manico della chitarra era spaccato sotto la paletta, come potete vedere dalle foto . C'era uno spacco lungo circa 20 centimetri, profondissimo, irreparabile, che partiva dalla paletta e terminava quasi a metà del manico e che era di certo il risultato di un urto molto forte. La cosa incredibile era che il cartone che avvolgeva la custodia nonché questa stessa, erano integri, internamente ed esternamente.

 

metelli-crash2.jpg Come diavolo era potuto succedere? Come avevano fatto a creare uno sconquasso simile? Mi sono messo subito in contatto con la sede Executive di Salerno, dove ho trovato gentilezza e disponibilità, ma poca chiarezza su quello che era potuto succedere. Dai terminali, la spedizione risultava essersi svolta regolarmente, senza segnalazioni di incidenti, ma era evidente che qualcuno aveva combinato un guaio. 'Fortuna che l'avevi assicurata', direte voi. Certo, ma in tal senso mi si è presentato subito un inghippo di notevole portata: l'assicurazione, per inciso la AXA di Alessandria, in casi simili non rimborsa quasi mai il valore intero dell'oggetto danneggiato, ma solo le spese necessarie per la sua riparazione, meno un 20% di franchigia, che viene detratta per motivi non meglio precisati. Bella fregatura, vero? Inoltre, per la pratica di rimborso, era necessario produrre una serie di documenti, tra cui una stima dei danni e un preventivo di spese per la eventuale riparazione.

 

Da parte mia, ho subito chiesto il rimborso dell'intero valore della chitarra. Sarete d'accordo con me sul fatto che l'urto ricevuto dal manico deve essersi propagato per tutto lo strumento, magari creando delle lesioni occulte che potrebbero venire alla luce in futuro. È una cosa che ho anche inserito nella relazione di sinistro che ho presentato all'Executive di Salerno, insieme ad altri dubbi, di Danilo Metelli e miei, circa il successo di una eventuale riparazione, che comporta necessariamente la sostituzione del manico e tante altre cose. È vero che Danilo ha le mani d'oro, tuttavia nonostante la sua immensa perizia nessuno può dire come suonerà la DM13/D, una volta riparata. Aggiungo a questo che quando l'ho spedita, la chitarra aveva 5 mesi di vita ed era integra, ora invece mi ritroverei con una chitarra comunque riparata.

 

Danilo mi ha però tranquillizzato, dicendomi che lo strumento tornerà come prima, e io non faccio fatica a credergli. Ma capirete la mia rabbia, e capirete anche che questa rabbia è aumentata da quando mi hanno fatto sapere qual è stato il 'responso' dell'AXA circa il rimborso: 1.080.000 lire subito (si fa per dire), altre 120.000 lire tra qualche mese, per un totale complessivo di 1.200.000 lire, ovvero poco più della metà del valore della chitarra. Una vera beffa. Va detto che con la cifra che mi rimborseranno riuscirò a coprire le spese di riparazione, ma questo mi conforta relativamente. In

sostanza, non è più vero che 'chi rompe paga e i cocci sono i suoi'. Ci rimettono sempre i consumatori, alla fine. Che potrei fare, a questo punto? Ricorrere ad un avvocato? Fare causa all'Executive Italia? Ci vorrebbe un sacco di tempo, magari sarebbe una cosa noiosissima e potrebbe non portarmi a nulla. Ho pensato quindi che fosse meglio esternare il tutto e metterlo sotto forma di articolo, sperando in questo modo di prevenire simili incidenti ad altri fra voi.

 

Concludo quindi con un piccolo consiglio: non spedite mai i vostri oggetti con l'Executive, o più in generale con un corriere espresso, perché non tutti sanno che la percentuale di sinistri fra i corrieri espressi è abbastanza elevata, anche fra quelli i cui servizi costano molto cari. E se pure foste più accorti di quanto lo sia stato io nel realizzare l'imballo, non è escluso che uno sconosciuto possa per negligenza distruggere un oggetto cui tenete molto e passare inosservato, per giunta nello svolgimento del suo lavoro. Una piccola barbarie, in sostanza, contro la quale non sareste molto difesi né legalmente tutelati. Io ne ho già fatte le spese.

 

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