Torniamo a dedicare attenzione a Duesenberg, casa d’asce teutonica. Stavolta non mettiamo le mani direttamente su una chitarra, ma ce la facciamo raccontare da Dieter Gölsdorf, proprietario e creatore del Marchio. Grazie a lui approfondiremo la conoscenza delle Starplayer TV, e non solo: apprenderemo elementi utili su temi di comune interesse per ogni chitarrista.

Il precedente articolo riguardante chitarre Duesenberg analizza e mette a confronto due Starplayer TV, ottime chitarre elettriche semihollow dal carattere pronunciato. Dal momento che si tratta di modelli non molto conosciuti e diffusi in Italia, e che non è facile reperire informazioni su di essi, durante la scrittura di quel primo articolo ci siamo rivolti all’assistenza Duesenberg, e abbiamo così ottenuto un’intervista al boss in persona, il simpatico, eclettico D. Gölsdorf.
Nelle sue risposte alle nostre domande abbiamo trovato informazioni altrimenti irreperibili rispetto alle Duesenberg Starplayer TV, ma anche molto altro: al punto che abbiamo deciso di pubblicare gran parte dell’intervista, anziché utilizzarla solo per il precedente articolo, di cui consigliamo la lettura per meglio seguire il contenuto di questo colloquio.
Nella foto: Dieter Gölsdorf con parte del suo team

Dieter “Atze” Gölsdorf, tedesco fuori dagli schemi, amante del Sud e del buon vino, ci scrive da una ancora estiva Madrid, dove vive per quattro mesi l'anno.
Lor: Gentile Mr. Gölsdorf, come e quando avete concepito le Duesenberg Starplayer TV?
DIETER: Ciao bello! (in italiano, ndr) La DTV con top e back arched è nata nel 2000. Grazie all'incredibile successo che le Starplayer solid body chambered ottennero in quel periodo in Giappone, all'improvviso ci ritrovammo con abbastanza capitale da poter finanziare il nostro progetto DTV; con quei proventi potemmo infatti acquistare i costosi macchinari necessari per curvare e modellare a caldo le varie parti in legno delle semihollow.
Lor: Quali sono, e come sono stati scelti, i legni per le Starplayer TV?
DIETER: Per la scelta dei legni ho seguito la tradizione tedesca rispetto alle chitarre jazz e semiacustiche. Negli anni '50 ci sono state compagnie come Hofner, Klira, Framus, Neubauer, Lang ed altre, e la filosofia di tutte queste Case fu quella di utilizzare l'abete rosso per il top delle loro chitarre. Avevano ragione: quel legno è estremamente leggero, ma allo stesso tempo la sua caratteristica grande stabilità fornisce più forza alla risonanza del top. Legni decorativi come l'acero fiammato venivano usati quasi solo per le tavole posteriori delle chitarre.
Va detto che a quel tempo la scelta dei legni non era più di tanto fonte di grattacapi, in quanto più economici. Da parte nostra, nonostante il prezzo elevato dei legni odierni, usiamo sempre i migliori disponibili.
Il "sustain block" (blocco centrale) è in Korina, che come saprai è un materiale molto stabile e resistente alla torsione. Quanto ai manici, ho scelto l'acero americano hard rock, che suona perfetto su questa scala.
(NDR: come abbiamo visto anche dalla recensione, nei modelli Starplayer TV più recenti, il sustain block è in acero, non in korina. Non è chiaro il perché Dieter abbia parlato solo di Korina, impiegato nei modelli signature e nelle Starplayer più vecchie).
Nella foto: Starplayer Tv Outlaw, Campbell, PearlTop

Lor: Le Duesenberg Starplayer TV possono essere soggette all'effetto Larsen?
DIETER: No: il blocco centrale che percorre interamente la chitarra fornisce un supporto valido contro vibrazioni troppo forti. Comunque, con la DTV potrai divertirti con piccole dosi di feedback facilmente controllabili.
Lor: Veniamo ai pickups: quale suono avevi in mente quando si è trattato di creare i pickups per le vostre chitarre?
DIETER: Comincia tutto ai tempi dei celebri prodotti Rockinger (vedi http://www.rockinger.com/index.php?lang=eng&page=ROC_Info_History). Alla fine degli anni '70 eravamo già GLI specialisti dei pickups in Germania. Il mio partner Michael Zülsdorff, che si occupava personalmente della progettazione, era un vero genio della fisica. Dal momento che ci piacevano molto i suoni dei vecchi pickups Gibson, in quegli anni analizzammo con la massima accuratezza quei pickups. Per lo scopo ci servimmo di tutte le attrezzature disponibili all'epoca, ed effettuammo le misurazioni con una precisione tutta tedesca.
Durante i nostri testing trovammo che tra i vecchi pickups Gibson c'erano esemplari buoni o eccellenti, ma anche alcuni mediocri; questo a causa della mancanza di rigorose procedure di fabbricazione e controllo nello stabilimento Gibson dei primi anni. Si può ipotizzare che l'unico criterio che le operaie impiegate in Gibson seguirono, fosse una generica indicazione tipo "avvolgi il magnete finché la bobina è piena". Quindi è naturale che siano stati prodotti pickups buoni e meno buoni, poiché occorre un numero preciso di spire per ottenere un ottimo suono. E sono sicuro che alla Gibson non avessero, in quegli anni, un sistema automatico per controllare il numero di avvolgimenti: la mia vasta collezione di P90 originali lo dimostra! Comunque, alla fine, questa lunga ricerca ci ha dato ottimi frutti.
Per quanto riguarda gli humbuckers ricordo che a partire dalla fine degli anni '70 un gran numero di questi pickups, dotati di alti valori di resistenza, ha invaso il mercato. Per i miei gusti, si tratta di una moda per nulla apprezzabile: per avere un grande suono, aperto e capace di restituirti il suono della chitarra e le sue caratteristiche acustiche, sono importanti valori di resistenza più bassi; le Stratocaster sono l'esempio perfetto che lo dimostra.
I nostri humbuckers sono perfette riproduzioni del miglior pickup Gibson PAF che abbiamo trovato nelle nostre lunghe ricerche.
Nella foto: un humbucker PAF di fine anni Cinquanta
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Lor: Puoi dirci qualcosa sul cablaggio e l'elettronica delle Starplayer TV?
DIETER: Innanzitutto posso dirti della schermatura. Io odio i vani verniciati di nero: la vernice alla grafite non riesce ad aver alcun effetto significativo per quello scopo. La mia filosofia quindi è di schermare le bobine dei pickups con un apposito involucro placcato d'argento (che non modifica il suono come fanno il rame o l'alluminio) e di usare cavi schermati per il collegamento dei pickups allo switch, fino alla presa jack, che peraltro è di eccellente qualità ed è fabbricata dall'italiana ST-Professional.
Lor: Nelle specifiche relative alle Starplayer si parla di "tricky coil". Di che si tratta?
DIETER: Nella posizione centrale, lo switch fa funzionare in parallelo il pickup al manico e l'avvolgimento più interno dell'humbucker al ponte. L'hot di questo avvolgimento passa poi attraverso un condensatore da 0.22 microfarad.
Lor: Stando a quanto si legge su alcuni forum in rete, al momento le vostre chitarre sono assemblate in Germania a partire da componenti made in Korea, puoi dirci di più su questo?
DIETER: Semplicemente: non è vero. Tutti i componenti che utilizziamo sono fabbricati su nostre specifiche e progetti, e la loro produzione è affidata a varie aziende di diversi Paesi. Comunque una buona parte dei componenti è made in Germany. Ci sono infine dei casi in cui un singolo componente è fabbricato in parte in un Paese, in parte in un altro: questo vale ad esempio per il ponte, che ci arriva incompleto dal Giappone e viene completato con le sellette d'acciaio realizzate in Germania.
Nella foto: alcune Starplayer TV del 2004-2005 circa

Lor: Durante un colloquio con Ingo Renner (Assistenza clienti in Duesenberg, ndr), gli ho chiesto delle varie modifiche che in questi anni le Starplayer TV hannno subìto. Ti cito le sue parole: "Man mano che la compagnia ha dovuto far fronte a un volume sempre maggiore di ordini, abbiamo introdotto modifiche e innovazioni persino più volte in uno stesso anno. Per citare alcune differenze tra i primi modelli e quelli di oggi: il tremolo, le meccaniche, gli anelli in plastica (rings) dei pickup, il filo in rame dei pickups, il blocco di legno interno, e persino le misure dell'arched top nel periodo 2001/2003 (come rilevato nel confronto, ndr).
Tuttavia, alla fine, si tratta sempre dello stesso modello!"
DIETER: E' vero, passo in breve rassegna i cambiamenti più importanti.
Tremolo: quello che usavamo nei primi anni (con l'opzione fisso-mobile, ndr) era il risultato di un'adattamento effettuato su un tremolo fabbricato da un'altra casa. Ma ci tenevamo ad avere un look differente, e differenti caratteristiche tecniche, così abbiamo investito in nuovi macchinari per creare quello attuale (molto più efficace, ndr).
Pickups: nei pickups fabbricati nei primi anni abbiamo riscontrato alcune differenze nei valori, causate dalle irregolarità del filo in rame di fabbricazione USA. Abbiamo quindi sostituito quel filo con altro made in Germany di Elektrisola, di qualità insuperabile. In più, l'utente può chiederci eventuali modifiche rispetto ai pickups standard.
Z-Tuners: si tratta di un un mio personale design che consente di velocizzare il montaggio e l'intonazione delle corde.
Cornici dei pickups: anche questo è un mio personale design, che consente di regolare con una terza vite l'angolo di inclinazione dei pickups rispetto alle corde.
Recentemente abbiamo anche introdotto una versione double-cut della DTV, chiamata Fullerton, e sono vari i nuovi progetti in cantiere.
Nella foto: alcune Starplayer TV del 2007 circa

Lor: Sulle prime versioni delle Starplayer TV si trova un tremolo tipo Bigsby B7 (a due barre), ma il particolare che mi ha stupito è che la barra anteriore fissa ha 6 fori come per accogliere le corde.
DIETER: Proprio così: la barra anteriore non è collegata alla leva del tremolo, e coi suoi fori ti dà la possibilità di montarci le corde, bypassando il tremolo che resta così inattivo. Se non usi il tremolo, puoi usare questa opzione. Al centro della barra si trova anche un foro filettato per regolare quest'ultima in modo che i sei buchi non finiscano sotto le corde quando sono montate sulla barra posteriore, il che sarebbe fastidioso. (vedi l'articolo precedente per le foto, ndr)
Lor: Finora ci siamo concentrati sulle Starplayer TV. In conclusione vorrei proporre una menzione per le loro sorelle maggiori, con cassa più importante, come il modello ora fuori produzione Platania signature, oppure la Carl Carlton.
DIETER: Da qualche tempo abbiamo modificato il nome di queste semihollow in CC, poiché spesso i chitarristi non amano suonare con le signature di altri. Ad esempio Keith Richards, che ama le nostre chitarre (Ron Wood ha una sua Starplayer signature molto tamarra, ndr), si è sempre rifiutato di imbracciare una "Carl Carlton".
Il modello John Platania signature è in transparent red con particolari inlays sulla tastiera, e fornita di uno speciale ponte (ottone, palissandro e sellette in bonoid) con incluso un piezo, il cui segnale è miscelabile al suono elettrico: il tutto genera un timbro davvero particolare. Ad ogni modo, conosci John Platania? Ha suonato su alcuni dei migliori album di Van Morrison di sempre, ad esempio "It's too late to stop now", per me uno dei migliori album degli anni Settanta.

Ringraziamo Dieter Golsdorf per la sua disponibilità, sperando di avere altre occasioni per confrontarci con lui. Siamo per ora al termine di questa full immersion nel mondo Duesenberg iniziata col precedente articolo, ma assieme ai saluti vi regalo una minaccia: ci sarà forse una terza puntata: la mia Duesy è sotto i ferri per una ibridazione con Tv Jones. Restate sintonizzati.
Nel video: Dieter Gölsdorf on stage (che voce, eh?)
Uffà!!!!!!!
www.myspace.com/theorangebeach
www.myspace.com/pao
Re: Uffà!!!!!!!
Rigore e immaginazione (G. Bateson)
Impeccabile
jeb
Re: Impeccabile
Rigore e immaginazione (G. Bateson)
Proprio stravedi per queste chitarre
No, strasento :-)
Rigore e immaginazione (G. Bateson)
Re: No, strasento :-)
Re: No, strasento :-)
Rigore e immaginazione (G. Bateson)
!!!!!!!!!!
Non combattere contro i mostri o diventerai tu ste
Re: !!!!!!!!!!
Rigore e immaginazione (G. Bateson)
E' scoppiato un grande amore tra te e la Duesenberg.
Ho ingoiato un plettro di Keith Richards da piccol
:-)
Rigore e immaginazione (G. Bateson)