Cole Clark FL3A, australiana senza complessi

di alberto - accordiano DOC #3 | 07 November 2009 @ 07:43 |
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La notizia che la neonata Suona.it di Mauro Tagliabue ha acquisito la distribuzione delle chitarre Cole Clark è di quelle che mettono allegria. Le chitarre costruite dall'australiano Brad Clark, già co-artefice del successo Maton, avevano fatto una apparizione in Italia qualche anno fa, fugace, ma sufficiente ad annusarne la qualità. E' stato dunque con grande curiosità che abbiamo tolto dal cellophane la custodia della prima FL3A atterrata in Italia. E' la dreadnought top di gamma, un prodotto di fascia alta, messo sul mercato a un prezzo interessante in relazione alla qualità e alle finiture. Una chitarra bella e personale, con alcune caratteristiche sonore che la rendono appetibile a un vasto bacino di chitarristi diversi. Ma andiamo con ordine.

L'obiettivo alla base del lavoro di Bradley Clark  è costruire strumenti di alta qualità, rispettosi dell'ambiente, capaci di produrre sonorità convincenti anche da amplificati. Per questo Cole Clark basa la propria produzione sulla scelta sostenibile del legni, sull'uso efficiente di attrezzature a controllo numerico e su un originale sistema di amplificazione (il "Face Brace Sensor") installato su una speciale catena per abbracciare un'area più ampia della tavola armonica.

La chitarra di questa prova ha una tavola in abete (in alternativa si può avere con tavola in bunya), fondo e fasce in blackwood, manico in acero del Queensland con incastro "alla spagnola", tastiera e ponte in ebano, rosetta in legno, inlay su tavola e tastiera in abalone. Il tutto assemblato in modo perfetto, senza una sbavatura o una strisciatina di colla, un segno di lima. Piacevolissima la finitura satinata, che rende lo strumento più caldo al tatto e gradevole da imbracciare e suonare.

Quando Mauro me l'ha portata mi ha anticipato che la chitarra rende al meglio se suonata in modo un po' muscolare, sia perché è nuova-nuova, sia per le caratteristiche strutturali: il top è costruito come quello dei violini, accordato con un "carving" interno a spessore variabile che dà solidità migliorando la risposta in frequenza. In effetti è questa lacaratteristica che balza all'occhio con le prime pennate: la FL3A ha una voce chiara, pulita e ottimamente bilanciata su tutte le frequenze, non ci sono buchi, tanto che per qualcuno abituato al carattere forte di strumenti classici (penso a una D28 o a una J-45) potrebbe apparire un po' impersonale. Errore, sia perché se ben sollecitata risponde con un'autorevolezza che non ha complessi di inferiorità, sia perché questo suo equilibrio di frequenze la rende perfettamente controllabile, grazie anche al sistema di amplificazione veramente efficiente.

Comunque, vista la precisazione di Mauro sul carattere forte dello strumento, abbiamo preso un domatore capace di addomesticare il puledro più bizzoso. Paolo Pilo ha messo da parte per pochi minuti la sua Ovation per aiutarci a completare questo racconto con qualche pennata ben assestata. La prova è stata effettuata sia con la chitarra spenta, sia con il nostro consueto SR-Technology Jam 150 di riferimento.

In conclusione: uno strumento di gran razza, con alcuni contenuti classici e altri innovativi, che suona bene da subito ed è destinato a migliorare col tempo. Ottima nel fingerstyle per le qualità di separazione delle corde, che escono tutte chiare e nette, eccelle nell'uso col plettro, dove rivela tutto il suo carattere di australiana forte e sicura di sé. L'eccellente sistema di amplificazione, nella sua essenzialità, non ha niente da invidiare al celebrato Maton, diretto concorrente. Costruita in modo impeccabile, la FL3A ha un prezzo adeguato alla qualità (peraltro il listino, 2.400 euro inclusa la bella custodia rigida, è destinato a subire i consueti, vigorosi ritocchi verso il basso per trasformarsi in "street price") e un'estetica personale, ricca e di grande effetto.  

Avevamo anche la Angel, nuova piccola di casa Clark, un'azione un po' troppo bassa e la mancanza della chiave di regolazione (sono in arrivo dall'altro capo del mondo) l'avrebbe penalizzata. Così, a vista e al tatto è uno strumento altrettanto interessante, quindi ci riserviamo di raccontarlo prossimamente, appena completato il setup.

Risorse
La FL3A sul sito Cole Clark



Tutti i commenti

  • Bella... mi manca una "vera" acustica...
    di Strato2006 - accordiano #13781 | 07 November 2009 @ 09:12
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    Giorgio
    • Rara
      di gipsysixty - accordiano #13089 | 07 November 2009 @ 19:29
  • Mi sto innamorando d
    di TheRocker91 - accordiano #19520 | 07 November 2009 @ 15:21
  • mamma mia
    di jhonnypayommi - accordiano #3703 | 07 November 2009 @ 16:46
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    giovanni70
  • Zio billi come è de
    di francescoRELIVE - accordiano DOC #13581 | 07 November 2009 @ 18:25
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    www.reliveband.com
    therobbiekids.com
  • bella bella bella...
    di Hendrix_92 - accordiano #21025 | 07 November 2009 @ 18:43
  • Emisferi
    di Cukoo - accordiano #17731 | 07 November 2009 @ 23:04
  • 1) quella girl, jazz
    di makko26 - accordiano #14329 | 09 November 2009 @ 10:01
    • Re: 1) quella girl, jazz
      di siggy - accordiano DOC #287 | 03 December 2009 @ 00:16
  • Bella e suona bene,
    di perrynason - accordiano DOC #17170 | 10 November 2009 @ 01:29
  • bravissimo Paolo che
    di lorenzof - accordiano #17952 | 10 November 2009 @ 12:28
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    Rigore e immaginazione (G. Bateson)
  • provata oggi
    di parinotto71 - accordiano #13597 | 18 November 2009 @ 19:21
  • provata oggi anche io
    di siggy - accordiano DOC #287 | 02 December 2009 @ 00:13
  • Bellissimo suono, co
    di DydBoy - accordiano #20072 | 21 December 2009 @ 12:25
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    <a href="http://www.youtube.com/user/dydboyaz">YoT

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