No, non sto parlando di agenti segreti, ne' di una band che interpreta pezzi altrui (però non sarebbe male come nome...).
Questa volta vorrei parlare di pickups e in particolare di humbuckers.
Come anche qualsiasi "newbie" sa, i pickups humbuckers si possono trovare sia "nudi", cioè con le due bobine scoperte, sia con copertura metallica (le coperture plastiche non sono in questo caso prese in considerazione).

La suddetta copertura metallica, chiamata a volte, "coperchio", "coperchietto", "mascherina", ma che suona meglio (come parola, intendo) come "pickup cover" è nata fin dall'inizio della storia del pickup con lo scopo di isolare le bobine dai possibili disturbi esterni, riducendone così i rumori indesiderati.
Le covers sono state e continuano ad essere prodotte con diversi metalli, tra i quali ottone e rame, che vengono poi ricoperti da uno strato nichelato o cromato (e in alcuni casi dorato).

Non vorrei addentrarmi in discussioni sull'effettiva influenza (o meno) della copertura metallica sul suono del pickup, ma in sintesi sembrerebbe che la copertura:
- riduca le interferenze elettriche
- modifichi il campo magnetico del pickup
- tenda a ridurre LEGGERMENTE brillantezza e volume, e a ridurre la risposta dinamica
- possa causare problemi di feedback ad alti livelli di volume e gain
La questione "interferenze" con il tempo è diventata meno importante, in quanto la qualità media di amplificatori, effetti, cavi ed impianti elettrici è migliorata.
Per quanto riguarda il suono, ognuno ha i propri gusti e le proprie convinzioni (che, molto probabilmente, si terrà).
Però capita molto spesso una cosa strana: chi ha gli humbuckers con cover li vorrebbe scoperti, chi se li ritrova "nudi" li vorrebbe invece coperti (come succede a me, per motivi squisitamente estetici). Non siamo mai contenti.
Le operazioni di "scoperchiatura" o "copertura" non sono particolarmente difficili (anche se possono nascondere alcuni rischi), ma ben pochi se la sentono di cimentarvicisi (bello, eh?).
Prendo spunto dal mio ultimo intervento di "copertura" sui Seymour Duncans della mia Firebird Epiphone -appena concluso- per illustrarvi in breve come si può fare da soli e in sicurezza, seguendo poche dritte che io stesso ho trovato curiosando qua e là su internet.
Partiamo innanzitutto dal mio caso: i pickups che nascono scoperti.
Prima di tutto, ovviamente, bisogna procurarsi le coperture metalliche. Non è difficile reperirle, se non si trovano nei negozi della propria zona si possono facilmente ordinare via internet. Alcune avvertenze: i prezzi possono variare molto (si parte dai 7/8 Euro, per arrivare ai 15 o più dei ricambi Gibson, molto di più per parti "aged"), le finiture possono essere diverse (per esempio la cromatura ha un aspetto diverso dalla nichelatura, più "vintage") e, soprattutto, mentre le dimensioni di massima sono standard, le distanze dei fori per i sei poli di regolazione possono essere diverse: a volte il pickup al manico ha i fori più ravvicinati rispetto a quello al ponte, quindi prendete delle misure accurate per evitare sgradevoli sorprese.
Una volta trovati i coperchietti, per iniziare la fase del montaggio abbiamo bisogno di alcuni strumenti: cacciavite, stagnatore, stagno (ovvio), due morsetti, un panno morbido (va benissimo un vecchio asciugamano), un pezzo di gommapiuma o di pluriball su cui appoggiare la chitarra durante l'intervento.
Possiamo iniziare.
Troviamo una posizione per lavorare comodamente, con una buona illuminazione, con spazio libero sufficiente e con una presa elettrica a portata di mano.
La prima tentazione sarà quella di allentare le corde quel tanto che basta a sfilare i pickups, ma è inutile: non ce la fareste senza rischiare di rompere o rovinare qualcosa, quindi rassegnatevi. "veloce" e "bene" sono due concetti che normalmente non possono coesistere. Se la chitarra ha il manico avvitato e non avete voglia di sostituire le corde, le potete allentare (MOLTO), applicando poi un capotasto mobile (al 5°, o 7°) per mantenerle in posizione tra meccaniche e capotasto, e infine potrete svitare e smontare il manico. Se la chitarra ha il manico incollato, non c'è alternativa: via le corde, sarà una buona occasione per cambiarle!
Dopo avere svitato le 4 viti che assicurano la cornice al body, estraiamo con cautela -senza strattonare- il pickup dalla sua cavità. Normalmente il cavo ha un'abbondanza di 5/8cm, sufficienti a consentirci un buon margine di manovra. A questo punto stendiamo l'asciugamano sul body, lasciando fuori solamente il pickup. In questo modo eviteremo di combinare guai con le viti di regolazione del pickup (che rigano perfettamente la vernice del body) e con lo stagnatore (!!!). Smontiamo anche la cornice del pickup, facendo attenzione a dove andranno a finire le molle.
Prima di procedere oltre, suggerisco di verificare la misura dello scasso sul body, provando ad inserirvi il nuovo coperchietto: normalmente gli scassi standard lo contengono senza alcun problema, ma non si sa mai. Se lo scasso dovesse risultare troppo stretto, sarà necessario un delicato intervento di fresatura, che prevede anche l'estrazione completa del pickup: meglio saperlo prima, per capire se intenderemo o meno procedere.
Applichiamo il coperchietto al pickup. I fori coincidono? Phew.... :)
Bene, adesso togliamolo: bisogna prima preparare le parti per la stagnatura. Con una limetta (o con della carta abrasiva) prepariamo la zona sulla quale lo stagno dovrà far presa: sulla base del pickup il metallo potrebbe avere una patina di ossido (e sicuramente avrà dei residui di paraffina), mentre per quanto riguarda il coperchietto dobbiamo rimuovere la cromatura, refrattaria allo stagno.
In queste zone, con i pezzi ancora separati, applichiamo un po' di stagno, controllando che aderisca bene al metallo (avviene quando la goccia di stagno si allarga e si assottiglia). Attenzione all'operazione sul pickup, che dovrebbe essere fatta velocemente: se il calore si diffonde troppo sulla piastra di base, la ceratura delle spire inizierà a sciogliersi.
Ora possiamo montare il coperchietto. E' importante che il fissaggio sia solido e stabile, per evitare che le vibrazioni generino dei fastidiosissimi fischi ad alti volumi.
Bisogna esercitare una certa pressione affinchè il pickup entri completamente, e a questo punto entra in gioco il primo morsetto. Come si vede dalla foto, presa in prestito da Stewart-McDonald (quelle che ho fatto io facevano schifo...), i morsetto serve a tenere il coperchietto ben aderente alla superficie superiore del pickup.

Fatto questo, applichiamo il secondo morsetto lateralmente, per far sì che le pareti laterali del coperchietto aderiscano a loro volta alla piastra metallica che fa da base al pickup.

A questo punto si può anche rimuovere il primo morsetto. Basterà un rapido intervento con la punta del saldatore per fondere tra loro le parti stagnate in precedenza.


E il gioco è fatto.
Procedura inversa per rimontare pickups, manico e corde, poi qualche minuto in soddisfatta ammirazione.

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Ma adesso abbiamo cambiato idea, ci piacciono i pickups cattivi con le bobine scoperte.

Come si fa?
Hai voglia a lavorare di stagnatore. Da solo non basta, i punti di saldatura sono due e appena sposti lo stagnatore dal primo al secondo, il primo si raffredda in un attimo e tutto rimane bloccato. Ci vorrebbero due stagnatori contemporaneamente. Si potrebbe anche fare, peccato però che ci vorrebbe anche una terza mano (almeno) per estrarre il pickup mentre lo stagno viene mantenuto liquido dal calore...
Ok, ci vuole un'altra soluzione.
Ci sono due possibilità.
1) Il metodo-LuVi, che chiamo così perchè lo ha riportato lui stesso in un forum. E LuVi ne sa qualcosa di pickups, credo :)
Per applicare questo metodo è necessario un meraviglioso aggeggino, il Dremel: si tratta di un piccolo trapano/fresa che molti modellisti e amanti dei lavori di precisione conosceranno già, sul quale si può montare una piccola lama circolare molto sottile, con la quale si può procedere (con attenzione!) a tagliare lo stagno tra cover e pickup. Si tratta quindi di un sistema "a freddo". Credo sia inutile specificare che prima di procedere il pickup deve essere fissato in maniera stabile e sicura (morsa), e che quindi dovrà essere completamente smontato dalla chitarra.
2) Il metodo Stewart-McDonald: in questo caso è sufficiente una lametta, o una lama di cutter (di quelle larghe, a trapezio). Anche in questo caso è necessaria una buona dose di attenzione: qualsiasi danno al sottilissimo e fragile filo che forma le spire del pickup è solitamente fatale.
Dopo avere preparato il "campo operatorio" come abbiamo visto nel caso dell'operazione inversa, la lama viene posizionata vicino alla saldatura tra cover e base del pickup, mentre lo stagnatore ammorbidisce lo stagno.

Quando lo stagno si scoglie, la lama viene fatta scivolare tra le due parti. Lo stagno non fa presa sulla lama, quindi basta attendere qualche secondo che lo stagno solidifichi ed estraendo la lama le due parti risulteranno dissaldate. Si ripete l'operazione sul lato opposto e il gioco è fatto.


Questi interventi sono alla portata di chiunque abbia un minimo di manualità.
Richiedono ovviamente attenzione, per evitare danni sia al pickup e alla chitarra, sia -e mi sembra più importante- al chitarrista. Occhio che lo stagno fuso... scotta! ;)
Alla prossima.
Bell'articolo! Se v
Grazie oliver per qu
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Sembra quasi...
Giorgio
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