Parlare di chitarre e musica con uno dei propri eroi musicali è probabilmente il sogno nel cassetto di molti di noi, e devo ringraziare Roy McAlister (www.mcalisterguitars.com) che mi ha permesso di passare una mezz’ora con uno dei miei musicisti preferiti le cui canzoni sono legate a molti ricordi della mia vita: Jackson Browne.

Quando seppi che Jackson sarebbe venuto in Italia feci una telefonata a Roy il quale sornione, mi chiese la data del concerto che sarei andato a vedere, dopo qualche giorno mi arriva una e-mail in cui mi dice che ci sono 3 pass per il backstage a mio nome per il concerto di Bologna!!!!
Arriva il fatidico 11 maggio e emozionato come un bambino che deve incontrare babbo natale vado (un po’ scettico a dir la verità) all’ufficio stampa del teatro Manzoni a chiedere i pass che mi vengono consegnati con un sorriso da una bellissima ragazza ! OK, cominciano già le palpitazioni; ci godiamo il concerto davvero piacevole con dei momenti da brivido (Late for the sky, for a dancer, fountain of sorrow, something fine e Doctor my eyes/about my immagination su tutte).
All’ultimo bis (una versione raggae davvero accattivante di I am a patriot) mi avvicino all’ingresso che porta ai camerini e quando mostro il pass il servizio di sicurezza si fa da parte ed entro,incontro un personaggio che poteva benissimo essere un Hobbit che ci dice di aspettare 1 minuto, dopo un po’ si affaccia dalle scale e fa cenno di avvicinarci e Jackson era fuori dal suo camerino che ci sorride … in quel momento mi vengono in mente le immagini di No Nukes quando JB infiamma il Madison Square Garden con Running on empty o di quando con Carlo Massarini, in occasione del suo primo tour italiano nel 1982, si presta al gioco di Mister Fantasy/Mister Real, quasi in trance gli stringo la mano e per rompere il ghiaccio gli dico che sono il “no fee dealer” per l’Italia per Roy McAlister lui si mette a ridere e ci invita ad entrare nel suo camerino, appena dentro chiude la porta e iniziamo a parlare e io chiarisco subito che avrei potuto dire qualche castroneria perché ero veramente emozionato. Iniziamo parlando dello show. "Quando suono qua in Europa è difficile andare a tempo perché la gente batte le mani spesso in levare oppure sia in battere che levare e sul palco è davvero un casino” (infatti un paio di volte JB ha smesso di suonare per “mandare a tempo” il pubblico”) allora ridendo gli dico che anche negli USA succede qualche volta “hai sentito Crosby nel disco Another stoney evening quando con Nash suona Teach your children e urla al pubblico take the beat ! e devono addirittura smettere di suonare e Croz dice: so che siete emozionati ma cercate di essere emozionati a tempo ?” e JB ridendo“ oh yeah you’re right”.
“Stasera non hai mai suonato la Gibson CF100, quella chitarrina è strepitosa” “si penso che sia una delle mie migliori chitarre, mi piacciono tantissimo le chitarre piccole, hanno una proiezione fantastica”, al che gli dico che Roy mi ha costruito una delle più belle chitarre che abbia mai sentito in vita mia, una 0045 Martin prewar replica e JB senza pensarci un attimo “me la vendi"? Chiaramente gli ho detto che non la venderei per nulla al mondo ma questo mi conferma quello che avevo letto in varie interviste di Lindley o Bonnie Raitt che Jackson è un vero e proprio “guitar freak”, quando è in tour non perde occasione per andare in negozietti di strumenti musicali e cercare il “pezzo” dimenticato da tutti. La cosa intrigante di Jackson è che non si fa scrupolo di usare chitarre da due lire, al concerto infatti ha suonato due pezzi (Down on the boulevard e I am a patriot) con una Teisco Del Rey da 300 $ e un paio di ballate con una Epiphone Troubador da 200 $. Questo perché secondo lui “ogni chitarra ha dentro delle canzoni, sta a te tirarle fuori” Tornando alla CF100 mi dice che l’ha scelta tra 35 chitarre e con l’aiuto di Roy ne ha scelte 3 che tiene in 3 accordature diverse perché una suona meglio delle altre in open D, un’altra dà il meglio di sé in open G; poi se ne esce con un “ah scusa se non te l’ho chiesto, la vuoi provare "? Stavo per svenire! Jackson esce dal camerino e torna dopo un minuto dispiaciuto dicendo che già aveva “impacchettato” e caricato sui camion tutte le acustiche … sarà per la prossima volta.

Abbiamo poi parlato della baritona fatta da Roy. “All’inizio non mi piaceva proprio, come vedi non sono un gigante e quella chitarra era troppo grossa per me tant’è che gliela volevo mandare indietro ma poi piano piano ho capito come suonarla e mi adesso piace tantissimo e so che ne ha fatta una anche per Graham” (Nash ndr).
Poi il piatto forte: le sue 2 Gibson Roy Smeck Stage De Luxe del ’34 “anche queste le ho scelte tra una trentina di chitarre e me ne sono tenute 2 poi Roy mi ha fatto una replica che uso spesso in studio e ci suono These days dal vivo. Le Roy Smeck sono chitarre poco versatili, io le uso in fingerpicking” quando gli ho detto che anche io avevo una replica fatta da Roy e che lui si era offerto di comprarla nel caso non l’avessi presa mi dice “monta le medium e tienila mezzo tono sotto e sentirai che bella” (inutile dire che è la prima cosa che ho fatto appena arrivato a casa). Poi gli dico che avevo una Olson che ho venduto e subito mi chiede come suonava, gli ho risposto che con quella chitarra ci può suonare solo uno come James Taylor a me piace suonare in maniera aggressiva “sleppando” sui bassi e lui con un sorrisetto ironico mi risponde che anche a lui piace suonare cosi, ha una Ryan che però non suona spesso.
Successivamente mi chiede se suono con le unghie o i polpastrelli e di fargli vedere la mano destra “wow ma tu hai dei veri e propri unghioni io suonando spesso il piano non riesco a farle crescere”. Poi cominciamo a parlare di chitarristi acustici e mi dice che Martin Simpson è uno dei suoi preferiti che applicando la tecnica del banjo alla chitarra suona dei pezzi veramente incredibili e la sua Sobell è una chitarra fantastica e poi gli piace moltissimo Chris Thile dei Nickel Creek e mi ha consigliato di trovare dischi dei WPA (me lo ha scritto su un foglio). Poi gli chiedo come fa a suonare con la stessa intensità tutte le sere pezzi come Late for the sky o These days che suona ormai da 30 anni e lui mi risponde che è solo una questione di concentrazione poi quando suona da solo riesce a fare delle variazioni mentre con il gruppo, appena fa qualcosa di diverso, lo guardano di traverso (mi ha anche confessato che questo tour è davvero lungo e non è abituato a stare cosi tanto fuori dagli USA). Gli chiedo poi di fare la foto insieme e lui acconsente, si dà una sistemata ai capelli e voilà, autografo anche sulla copertina del vinile del suo primo album. Sentiamo bussare alla porta ed era Galli il promoter, Jackson gli grida “come in we’re talking about guitars”; entra Galli ci presentiamo e lui mi dice che JB gli ha regalato una Gibson Roy Smeck n°98 di 99 e io gli dico che credo di averla vista da Fontanot per il settaggio e Galli annuisce guardandomi sorpreso.
Quando gli nomino l’AGIM di Sarzana gli si illuminano gli occhi “Roy me ne ha parlato in maniera entusiasmante e mi piacerebbe davvero farci un salto: chitarre acustiche e musica in un castello italiano antico sarebbe un sogno”. (lui sarebbe venuto anche quest’anno ma poi deve fare i conti con il suo management che “lo richiama all’ordine” ricordandogli gli impegni che ha già in agenda ndr), poi quando gli dico che David Bromberg sarà a Sarzana mi chiede di salutarlo e mi dice che è ”uno dei simpatici pazzi più talentuosi che abbia mai conosciuto” (per dirlo uno che suona spesso con un fuori di testa come Lindley vuol dire che è proprio vero ndr).
*** La cosa intrigan
Antonello
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Citazione
Rigore e immaginazione (G. Bateson)
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YEAH!!!
"Sure I like country music, I like mandolins, but
hai passato un bel m
Running on empty
J Mascis: "la chitarra è uno strumento stupido"
Gi
quoto anch'io
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Bravo Tery!
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wow! J .B.
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