l'importanza di essere nati nel 1964

di davidederosa64 - accordiano #20297 | 19 December 2009 @ 08:32 |
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Quando si passa la quarantina,in genere si iniziano a fare i primi disastrosi bilanci. Mi sono reso conto che chi come me è nato nel 1964 o giù di lì,ha vissuto una stagione di fortissimi cambiamenti che hanno trasformato la società ingenua e tradizionale del boom economico in quella di oggi.Tutto questo nel giro di quaranta anni.

Questo percorso del quale sono stato (con i miei coetanei) inconsapevole testimone,lo possiamo analizzare insieme attraverso qualche stralcio di vita vissuta.Lo faremo contestualmente alla linea editoriale di Accordo,perchè parleremo di Musica attraverso gli occhi di un Musicista. Vedremo come noi musicisti abbiamo dovuto adattarci durante i continui cambiamenti e quante volte abbiamo dovuto riprendere tutto dall'inizio per sopravvivere alle mode.
Mi ricordo che da piccolissimo (primi anni di vita) impazzivo per Gianni Morandi e Rita Pavone.
Una mia amata zia nel 1968,pensò bene di portarmi con lei a teatro per assistere a uno spettacolo del Gianni nazionale.
Questa era la musica Pop di quei tempi. Vidi ragazze che urlavano e che si strappavano i capelli.(E' uno dei miei primi chiari ricordi).
Dieci anni più tardi,nel pieno della adolescenza,fu la volta di mio cugino.Lui,più grande di me di tre anni, aveva già una conoscenza di quello che era la Musica dei giovani.Lui mi ha insegnato i primi accordi e oggi sono io che gli sto facendo un corso di chitarra.Che strana la vita!
Un pomeriggio venne a casa mia e mi disse che dovevamo essere assolutamente ad un concerto di una Band fondamentale per la nostra cultura musicale.
Aveva due biglietti per andare a sentire gli Area.(per chi non li conoscesse vi consiglio di documentarvi perchè sono stati grandi).
A quei tempi,come dicevo, iniziavo a mettere i primi accordi e mio padre mi diceva:Ascolta tutto quello che ti capita.Quando vai ad un concerto guarda bene quello che fanno e ruba il mestiere.(noi empirici della musica).
Quello era il tramonto di una epoca.Uno degli ultimi raduni Hippies.
L'aria che si respirava era come la polvere da sparo.
La rivoluzione era nell'aria.Tutto sembrava dovesse cambiare da un momento all'altro.
Lì capii che nella mia vita avrai fatto il Musicista.(L'ho scritto anche in un messaggio ad Ares Tavolazzi).
In dieci anni era cambiato tutto.Il modo di fare musica,il modo di ascoltarla e il modo di intenderla.
La Musica di quegli anni era pura sperimentazione.Si mettevano insieme elementi di tutte le culture in brani dalla durata di venti minuti.Non c'erano regole di mercato.(o meglio per il mercato andava bene così)
Tutto quello che voleva fare andava bene.Assoli interminabili,improvvisazioni,testi coraggiosi e davvero alternativi.Questo era il clima in cui si è formato il mio DNA di musicista.
Nel 1984,ormai adulto,maturai una tecnica e una conoscenza sufficiente per fare la mia parte.
Quello fu il periodo della New Wave.
Ancora una volta tutto era diverso. Il modo di suonare,le sonorità,gli effetti,il modo di vestire. Insomma era cambiato tutto ancora una volta.
Mi ricordo che suonavamo in qualsiasi posto.Ogni piccolo buco nel centro storico diventava un locale alternativo.Avevamo un entusiasmo che ci avrebbe portato ovunque.
I giornali si interessavano alle nuove leve,i dischi si vendevano,e la Musica era l'argomento principale di conversazione tra i giovani.
Gli arrangiamenti erano molto essenziali,l'improvvisazione non era più di moda e le regole del mercato iniziavano a condizionare chi suonava.
Questa esperienza,un pò per immaturità e un pò per il caso, finì. Iniziò così la mia carriera professionale.
Una scrittura nell'orchestra di bordo su una nave passeggeri.
Anche in questa occasione sono riuscito a conoscere,per i meccanismi temporali scaturiti da i cambiamenti,dei veri dinosauri del passato.I musicisti sopravvissuti dell'era del Night Club.
Si erano rifugiati su queste bagnarole itineranti per continuare a fare quello che dava da vivere alle loro famiglie.
Erano degli uomini di mondo.Avevano i segni della vita sul viso.Erano più Rock"n"Roll di quanto io non lo fossi mai stato in passato.Quella con loro, è stata per me,la mia vera fase di trasgressione.(il musicista di night è pieno di cattive abitudini).
Questi potevano suonare uno standard con tremila accordi e parlare con un cliente contemporaneamente.
Mi ricordo di un vecchio Batterista che durante i Valzer Inglesi, (pallosissimi) si addormentava e continuava a suonare(non sono palle).
Un altro uomo al quale voglio dire grazie,è stato un pianista di Genova.Si chiama(spero sia ancora con noi) Franco.Aveva un baule pieno di spartiti.Mi disse:Non chiedermelo.Apri e prendi il quello che ti serve.Mi faceva suonare con lui quando l'orchestra era in pausa e imparavo ogni giorno qualcosa in più.
Mi ha insegnato a condividere con gli altri quello che so.
Sono stati dei grandi Maestri di bottega propio come ai tempi del Rinascimento.
Oggi questi personaggi non ci sono più. Sinceramente adesso non mi sento di consigliare ad un giovane musicista di fare una esperienza del genere per quanto riguarda il discorso apprendimento.Girare il mondo e imparare a conoscerlo è sempre una buona cosa per capire cos è la diversità perchè si diventa diversi agli occhi degli altri.
Quello che voglio dire è che chi ha vissuto questi anni e ha ancora lo strumento tra le mani,non può essere tacciato per uno che ha pregiudizi riguardo i cambiamenti.
Tuttavia devo asserire che oggi gli Imput importantissimi che spronano un musicista non ci sono più.
La Musica è diventata una merce di scambio.Tutto è gestito in funzione del Mercato.
Spesso mi sento dire perchè non si fa più Musica dal vivo o dove si può ascoltare qualcosa di buono.
La gente sarebbe ancora pronta a fruire della nostra Arte,ma il sistema ci ha messo all'angolo.
La mentalità dei discografici è quella di lanciare qualcuno che va gestito completamente,spremuto all'osso e bruciato nello spazio di un anno.
Chi ha avuto ragione forse è stato il vecchio Gianni Morandi.
Una altra cosa che mi fa divertire è l'uso delle parole.
Una volta per me una Cubista era una pittrice.Un DJ quando faceva una serata per me andava a metteva i dischi. Oggi se gli chiedi cosa fa ti dice:vado a suonare.
Quando si parlava di PC non si intendeva un personal computer ma ....del Partito Comunista. (pensate che sotto questa parola è apparsa una linea rossa che indica quando c'è un errore) Ah ah ah.
Un saluto.

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Tutti i commenti

  • Anch'io sono del 196
    di TidalRace - accordiano DOC #16055 | 19 December 2009 @ 11:24
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    Tidal Race
    www.ambrosi-amps.com
  • Bel racconto, grazie
    di sepp - accordiano DOC #10489 | 19 December 2009 @ 19:47
  • Bel post
    di maccarons - accordiano DOC #20216 | 19 December 2009 @ 21:07
    --
    http://www.myspace.com/michelangelosimonucci
  • Anche se...
    di Mychele - accordiano #14350 | 20 December 2009 @ 18:55
    • Re: Anche se...
      di davidederosa64 - accordiano #20297 | 22 December 2009 @ 00:37
      • Re: Anche se...
        di pkaos - accordiano #12738 | 22 December 2009 @ 15:47
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        Paolo Micheletto
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    di bernablues - accordiano #16917 | 21 December 2009 @ 16:35
  • Da Little Tony ai Po
    di davidederosa64 - accordiano #20297 | 22 December 2009 @ 00:54
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  • Grande
    di valeriomas - accordiano #8328 | 22 December 2009 @ 16:45
    • Re: Grande
      di davidederosa64 - accordiano #20297 | 22 December 2009 @ 23:58
  • Io sono del '71... e
    di mytele - accordiano #19958 | 30 December 2009 @ 15:04
    --
    "Sure I like country music, I like mandolins, but
  • Non sono del tutto daccordo
    di Fabio Fausto - accordiano #5262 | 12 January 2010 @ 18:48
  • No,no...che polemico
    di davidederosa64 - accordiano #20297 | 13 January 2010 @ 00:35

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