Per darvi un’idea di cosa abbia combinato, credo però sia opportuno ricordarvi com’era prima.

Oggi, invece, è venuta fuori questa roba qua.

Il case è lo stesso, ma si è arricchito di una pedana. Avevo inizialmente pensato di comprarla già pronta, di quelle in metallo presenti in commercio, ma ovviamente sperare di trovarne una della misura esatta era come pretendere che a me andasse a pennello la calzamaglia di Nureyev.
Mi sono rivolto allora due o tre fabbri, con l’idea di farla fare su misura, ma da quel che ho capito dopo un paio di colloqui, in termini di pulizia e di precisione di lavoro sarebbe stato uguale rivolgermi (detto col dovuto rispetto) ad un artigiano Bantu. Qualcuno la voleva fare in ferro elettrosaldato, con passaggio obbligatorio dal carrozziere, altri blateravano confusamente di alluminio bianco (!!!) e di spigoli taglienti come rasoi.
Per farla breve, alla fine sono andato nella ebanisteria di miei parenti e mi sono fatto fare una pedana di wengè. Una sciccheria che se l’avessi pagata (e non me l’avessero invece regalata) sarebbe costata almeno quanto il case. Oltre tutto è dura come il ferro, sa di legno ed è scura come una bambola Mandinka.

Inutile dire che calza al millimetro nel case, con la parte anteriore che posa direttamente sul fondo, mentre quella posteriore è sollevata di 5 cm, in modo da poter ospitare sotto il Fuel Tank, che come si vede nelle foto è sparito alla vista (in realtà si intravede sotto il DC-2). I supporti triangolari che sollevano progressivamente la pedana, inoltre, hanno tutti diversi fori di 3 cm di diametro, utili a lasciar passare i cavi delle loop che vanno e vengono dai due estremi della pedalboard e quelli di alimentazione.

Gli spazi tra le doghe, di 15 mm, lasciano emergere là dove servono i jack angolari per il segnale e gli spinotti a pipa per l’alimentazione. Sulla parte superiore delle doghe ho infine fissato strisce di Velcro industriale da 5 cm (che le coprono perfettamente) in modo da fissarvi i pedali. Qualcuno sicuramente starà cominciando ad urlare pensando al prezioso wengè sottostante, ma tant’è.
Il cablaggio
Dopo lunga meditazione ed infinite consultazioni in rete, mi sono affidato ai George’Ls. Sulla loro trasparenza, affidabilità e resa acustica sono stati versati fiumi di inchiostro e milioni di pixel perché anch’io (che di certo non sono un autorevole opinionista al proposito) mi unisca al coro.
Vorrei fare solo alcune considerazioni di ordine pratico. Tutti i jack convenzionali che ho provato (considerando la coppia, destro e sinistro) hanno un ingombro pari a circa la metà delle dimensioni di un pedale tipo Boss. Questo vuol dire che due pedali affiancati muniti di jack prendono lo spazio di tre pedali non cablati. Una perdita di spazio inaccettabile, a meno che non si voglia andare in giro con un case delle dimensioni di un tavolo da picnic per sei persone. Da solo, questo mi pare un argomento più che convincente.
Secondo. Si assemblano in pochi secondi ed è stato un giochetto da niente farli passare nei fori della pedana, così come fare, con estrema pulizia e semplicità, i send e return che le due loop implementate richiedevano.
Terzo. Pare (ma qui lascio il beneficio del dubbio, visto che non ho modo di fare da me la misurazione) che i test al capacimetro restituiscano valori di capacità elettrica assolutamente lusinghieri.
Quarto. Sono belli da vedersi e conferiscono alla pedalboard un aspetto professionale e pulito.

Unico punto a sfavore, costano un botto. Il che, quando come nel mio caso servivano 26 jack, avrebbe potuto essere un convincente argomento a sfavore. Dalle mie parti, tuttavia, si dice “A’ ggusto nnun c’è prezzo” (“se una cosa ti piace, non importa quanto costi”) e così ho investito in cavi un costo pari a quello di un buon pedale.
La resa sonora mi pare però eccellente, e gli alti ci sono tutti. Insomma, in tutta sincerità, non mi sento di rimpiangere i più blasonati Reference Cables che avevo montato in precedenza (e che ora riposano in un cassetto, imbronciati come monarchi deposti) e per di più la pedalboard ora è elegante come un cicisbeo settecentesco.
L’alimentazione
Come già accennato, è ancora affidata al Fuel Tank, che affronta con nonchalance l’amperaggio totale e si è peraltro rivelato preziosissimo per la sua uscita 12V AC con la quale ho alimentato senza troppe complicazioni il BBE Acoustimax (cavo rosso). Una daisy chain a 5 posti della Visual Sound (l’unica in commercio con jack a pipa, per quel che mi risulti, e quindi in grado di evitarmi la vista delle odiose “suppostine” lineari), infine, ha risolto il problema dei diversi Boss vintage alimentati ACA anziché PSA. Alimentandoli con una chain in cui è incluso anche un pedale PSA (l’RV-3), infatti, scompare il fenomeno dell’attenuazione dei led, che invece è classicamente presente se si tenta di alimentarli singolarmente con un alimentatore tipo PSA o con un cavo proveniente direttamente da un uscita del Fuel. La cosa appare assolutamente misteriosa ed inspiegabile ai miei occhi, ma ho trovato in rete questo escamotage (con tanto di spiegazione teorica, che ho saltato a pie' pari), l’ho applicato e funziona perfettamente.
La scatoletta Masotti in alto a sinistra, infine, è collegata al Fuel Tank da un cavo tripolare femmina-femmina di circa 5 cm, che emerge da uno degli interspazi tra le doghe, consentendomi da una parte di non manipolare troppo la presa del Fuel Tank, e dall'altra di connettere e disconnettere a piacimento il cavo di rete senza dover accedere alla sezione inferiore e soprattutto senza aver un cavo perennemente inserito e pendente.
I pedali
La patcher segnale di Pierangelo Mezzabarba (la scatoletta nera di Masotti in basso a destra, con switch per il tuner), così come la White Box, il Boss DC-2 ed il Tuner TU-12 sono gli unici sopravvissuti alla buriana.
Non si è invece salvato il Boss CS-3, sostituito da un più degno CS-2 (prima metà degli anni ’80), a mio parere più caldo e trasparente, e fortunosamente trovato (come tutti gli altri miei vintage) immacolato e come appena uscito di fabbrica.
L’altra grande assente è la Boss AD-8, che campeggiava nella vecchia pedalboard come un elefante tra le schiere di Annibale. Un bel pedale senz’altro, compagno di un annetto di suono, ma ormai inutile e troppo ingombrante. Non mi serviva più infatti l’accordatore (è onboard su quasi tutte le chitarre acustiche amplificate e per un’accordatura più fine c’è il TU-12), le quattro patch alla fine non le usavo mai, il riverbero è presente nell’RV-3, la tecnologia COSM è bellissima per le prime tre ore d’uso, ma poi si finisce per metterla da parte ed usare sempre la stessa simulazione. Insomma, l’AD-8 aveva finito per starmi sulle scatole. Così un brumoso sabato di ottobre l’ho riportata al negozio in cui l’avevo comprata (una specie di “ti riporto da tua madre....”) e l’ho permutata con un BBE Acoustimax.
A mio modesto parere l’AD-8 non regge il paragone con quest’ultimo, non solo per l’essenzialità del BBE, ma anche in temini di qualità sonora. Sezione preamplificazione a mio parere superiore, controllo del feedback più versatile, presenza del Sonic Maximizer sul BBE. Come già accennato, unico problema è l’alimentazione a 12V AC, risolvibile se si possiede un alimentatore che preveda un uscita a questa tensione (come ad esempio proprio il Fuel Tank). In caso contrario, è irrinunciabile l’impiego dell’alimentatore dedicato (peraltro fornito di serie).
Il Boss DC-2 c’era già. Per i pochi che non lo conoscono, ricordo che DC sta per “Dimension C” ed è un chorus analogico dotato di 4 preset, simile per resa sonora al precedente effetto rack Roland SDD-320 Dimension D. Nelle intenzioni dei progettisti (a mio parere raggiunte, visto che si pone tra i migliori chorus che abbia mai sentito) doveva determinare una tridimensionalità del chorus. La cosa non è apprezzabilissima in mono, ma si sente. E’ un pedale decisamente raro da trovarsi, in particolare in condizioni estetiche eccellenti.
Un’ulteriore new entry è un Boss CE-2 (altro vintage, collocabile, vista la black label, nella prima metà degli ’80), che a me piace decisamente e che, inserito insieme al DC-2 con pulsante 4 settato, rinforza anche il piacevole e discreto effetto Lesile ottenibile col set 4 del DC-2.
In senso stretto, tuttavia, devo ammettere che uno solo dei due chorus sarebbe già stato sufficiente, e solo l’opera del suddetto demonietto ha fatto sì che li comprassi entrambi.
Rinunciato al riverbero onboard sull’AD-8, e mandato in pensione l’Ibanez DE-7, con il quale fin dal suo acquisto si era stabilita un’istintiva e reciproca antipatia, ho ripiegato su un riverbero/delay Boss RV-3, altro pedale fuori produzione (seconda metà degli anni ’90), ma a mio parere pienamente soddisfacente. In mezzo a tanti analogici deve sentirsi un po’ spaesato, ma le sempre pressanti ragioni di spazio rendevano particolarmente comodo avere sia il riverbero che il delay riuniti in un solo pedale e per di più utilizzabili sia separatamente che in contemporanea. I riverberi sono 4 (room 1, room 2, hall, plate) e 3 i delay (32ms-125ms, 125ms-500ms, 500-2000ms), miscelabili tra loro e con possibilità di bilanciamento tra il suono nascente e quello effettato.
Infine, il Boss GE-6 (periodo 1978-81), altro vintage che credo non necessiti di presentazioni. E’ in assoluto il pedalino in pedalboard più raro da trovarsi, anche se non il più caro. Le 6 bande agiscono sulle frequenze 100, 200, 400, 800, 1600 e 3200 Hz. Ammetto di tenerlo soprattutto per il fascino dei suoi 30 anni, visto che presenta notoriamente problemi di rumorosità, in particolare con boost oltre 10 db sulle frequenze 1600 e 3200.
Il percorso-segnale
I due iLoop nano (che nella vecchia pedalboard erano collegati al CS-3 ed al DC-2) fungono ora da veri e propri looper, servendo due loop di effetti. La prima comprende gli effetti di ambiente (CE-2, DC2 e RV-3), mentre la seconda contiene CS-2 e GE-6. Inizialmente mi ero riproposto di utilizzare a tale scopo un Boss LS-2, ma numerose recensioni che mettevano l’accento su una trasparenza non brillante mi hanno scoraggiato.

Ho riciclato quindi i due iLoop, motivato anche dal fatto che, nonostante il buffer più che egregio a monte di tutto, un primo tentativo di mettere semplicemente in catena tutti e nove i pedali si è rivelato un mezzo disastro.
Adesso, invece, ho in linea diretta la White box (che bufferizza il tutto) e il BBE Acoustimax. A valle ci sono due loop: una d’ambiente, ed una di compressione-equalizzazione (con il GE-6 presettato in modo da darmi una data sonorità).
Il percorso-segnale, in definitiva, adesso è quello illustrato nello schema qui sotto.

I grandi esclusi
Per motivi di spazio sono stati “sacrificati”: a) la loop station RC-2, che pure mi sarebbe venuta comoda, ma che tutto sommato può stare anche fuori dalla board quando la uso; b) un octaver OC-2 della seconda metà degli ’80, per l’uso occasionale che ne facevo; c) un limiter LM-2 fine anni ’80, dopo aver constatato che il CS-2 è tutto sommato sovrapponibile, con in più prerogative di sustainer; e soprattutto d) un FA-1 FET amplifier, una vera chicca in termini di rarità, ma che ho trovato di efficacia controversa accoppiato all’acustica. Ma questa è già un’altra storia.
... my pedalboard and me
Chi ha resistito ed è arrivato fin qui si starà chiedendo: “ ma a che piffero servono tutte ‘ste cose?”. Lo rendo immediatamente felice dicendo: me lo chiedo anch’io.
E me lo chiedo tanto più ora che ho finalmente un JAM 150 Plus Wood della SR, che già da solo dà piacevolezza e spessore al suono di qualsiasi acustica ci si attacchi su.
In effetti, mentre compravo pedali su pedali spinto dal bisogno irrefrenabile di sceglierli tra quelli in voga durante la mia gioventù ed assemblavo freneticamente jack angolari a dozzine, non ho smesso un istante di chiedermelo. Ci ho pensato a lungo, ed alla fine ho capito.
Rispetto troppo gli Accordiani per raccontar loro che la pedalboard mi serve a suonare meglio. Suonavo piuttosto male prima e suono piuttosto male anche adesso.
La verità è che la mia nuova pedalboard serve al piacere della mia mente.
Un piacere sottile che coinvolge innumerevoli aree cerebrali. Il lobo temporale, dove i neuroni delle aree sensoriali sonore hanno violentissimi orgasmi ogni volta che gli arriva uno stimolo elicitato dal suono vintage del DC-2. Quello occipitale, che gode come un riccio ogni volta che vede file ordinate di pedalini, tutti lucidi e con i loro bravi pirolini della Gorge L’s.
Ma, sopra ogni altro, gode il sistema limbico.
E’ un posticino poco noto ai non addetti ai lavori, isolato e reietto del cervello, sistemato un po’ più su e più dietro del naso.
A vederlo, sembra una cosa di bassa lega. Eppure lì ci sono le emozioni, quelle più ancestrali accanto a quelle più moderne e globalizzanti. Tutto quello che in noi è impulso ed emotività viene da lì: paura, emozione, attrazione sessuale, decisioni repentine in risposta a forti stress emozionali.
Ebbene: quando ho a che fare con la pedalboard sento chiaramente ululare il mio sistema limbico. Perché? Ma perché lui capisce che tutta quella roba fa bene al mio ego, così come tutti i vostri armamentari fanno bene al vostro.
E sono sicuro che se i Padri dell’anatomia avessero conosciuto la G.A.S., forse le avrebbero eletto dimora proprio lì, accanto alle tante intense passioni che, nel bene e nel male, hanno fatto la storia dell’uomo e del suo vivere.
Parole sante
Re: Parole sante
jeb
Re: Parole sante
ROKKEGGIAMO!!!
Re: Parole sante
jeb
Re: Parole sante
Rigore e immaginazione (G. Bateson)
Re: Parole sante
Qualche volta vorrai rinunciare a suonare la chita
Re: Parole sante
jeb
Re: Parole sante
Re: Parole sante
jeb
Angelo Bairati e famiglia di discendenti...
"Music to me is... It's the air that I breathe, th
Re: Angelo Bairati e famiglia di discendenti...
jeb
Re: Angelo Bairati e famiglia di discendenti...
"Music to me is... It's the air that I breathe, th
Re: Angelo Bairati e famiglia di discendenti...
jeb
Bellissima pedaliera
Re: Bellissima pedaliera
jeb
Bellissima!Ottimo la
Alessio Sfasci
www.myspace.com/alessiosfasci
Re: Bellissima!Ottimo la
jeb
Re: Bellissima!Ottimo la
Alessio Sfasci
www.myspace.com/alessiosfasci
Quanto ben di Dio...
Re: Quanto ben di Dio...
jeb
scatolini fighi...
migi
guitarmigi.it
ibanez87.it
Re: scatolini fighi...
jeb
Re: scatolini fighi...
Re: scatolini fighi...
jeb
Re: scatolini fighi...
Re: scatolini fighi...
jeb
Cavolo!!!
Re: Cavolo!!!
jeb
Re: Cavolo!!!
Articolo ben scritto
The Haddocks ||| Vinile ||| The Soulphits
Re: Articolo ben scritto
jeb
Re: Articolo ben scritto
The Haddocks ||| Vinile ||| The Soulphits
Re: Articolo ben scritto
jeb
Re: Articolo ben scritto
The Haddocks ||| Vinile ||| The Soulphits
Re: Articolo ben scritto
jeb
Re: Articolo ben scritto
The Haddocks ||| Vinile ||| The Soulphits
Re: Articolo ben scritto
jeb
Re: Articolo ben scritto
The Haddocks ||| Vinile ||| The Soulphits
Re: Articolo ben scritto
Re: Articolo ben scritto
The Haddocks ||| Vinile ||| The Soulphits
Re: Articolo ben scritto
Re: Articolo ben scritto
Rigore e immaginazione (G. Bateson)
Perfetto!
Re: Perfetto!
jeb
Gran bel lavoro. E
-Oliver-
http://f24rockblues.altervista.org
Re: Gran bel lavoro.E
jeb
Bravo
Rifletti prima di pensare.
Re: Bravo
jeb
111 e lode (senza j.e.b. non si può)
Rigore e immaginazione (G. Bateson)
Re: 111 e lode (senza j.e.b. non si può)
jeb
Eccezionale
Re: Eccezionale
jeb
Re: Eccezionale
Rigore e immaginazione (G. Bateson)
Re: Eccezionale
Non l'ho letto intero
Re: Non l'ho letto intero
jeb
Grazie jeb!
Re: Grazie jeb!
jeb
Re: Grazie jeb!
Rigore e immaginazione (G. Bateson)
domanda:
Re: domanda:
jeb
Bella pedaliera
Re: Bella pedaliera
jeb
Re: Bella pedaliera
Rigore e immaginazione (G. Bateson)
Mica male...
Through nature's inflexible grace I'm learning to
Re: Mica male...
jeb
Re: Mica male...
Rigore e immaginazione (G. Bateson)
Re: Mica male...
jeb
ce-2 e cs-2 ...hehe!
pace e bellezza
http://www.myspace.com/cybillshep
Re: ce-2 e cs-2 ...hehe!
jeb
Re: ce-2 e cs-2 ...hehe!
pace e bellezza
http://www.myspace.com/cybillshep
Re: ce-2 e cs-2 ...hehe!
jeb
Re: ce-2 e cs-2 ...hehe!
pace e bellezza
http://www.myspace.com/cybillshep
Re: ce-2 e cs-2 ...hehe!
jeb
Re: ce-2 e cs-2 ...hehe!
pace e bellezza
http://www.myspace.com/cybillshep
Re: ce-2 e cs-2 ...hehe!
jeb
Re: ce-2 e cs-2 ...hehe!
pace e bellezza
http://www.myspace.com/cybillshep
molto molto BRAVO Jeb ;)
Antonello
www.antonellocatanese.net
www.myspace.
Re: molto molto BRAVO Jeb ;)
jeb
Bellissimo lavoro!
Re: Bellissimo lavoro!
jeb
Bellissimo lavoro! A
Meglio un culo basso... che un basso nel culo!
Re: Bellissimo lavoro! A
jeb
Re: Bellissimo lavoro! A
Meglio un culo basso... che un basso nel culo!
Re: Bellissimo lavoro! A
jeb
...un pò in ritardo..Buon anno e COMPLIMENTI!!!
Re: ...un pò in ritardo..Buon anno e COMPLIMENTI!!!
jeb
:-)))))
....ci sono strumenti che fanno la storia degli uo
info