Efficienza dei coni e pressione acustica

di TidalRace - accordiano DOC #16055 | 09 January 2010 @ 15:07 |
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Buon Anno a tutti gli Accordiani. Siamo giunti alla terza puntata dell'articolo riguardante il comportamento degli amplificatori valvolari e dopo aver trattato la distorsione del preamplificatore e quella del finale di potenza, proseguiamo parlando dei coni e delle casse dei nostri strumenti. In un amplificatore, sia esso adatto a uno strumento musicale oppure a un impianto di riproduzione audio, uno dei primi parametri usati nella scelta del nostro acquisto è quello della potenza erogata che è espressa in watt efficaci o rms. Tale valore rappresenta la massima potenza erogata dagli stadi finali su un ben preciso carico ohmico, in genere di quattro o otto ohm.

Questa è misurata o calcolata dal produttore prendendo il massimo valore in ampiezza della tensione sul carico prima citato un attimo prima che avvenga la saturazione degli elementi attivi (valvola o transistor) che porta alla limatura della cresta positiva, negativa o entrambe della nostra onda musicale.
Dalla formula che ho omesso in questo testo, ma che è possibile leggere nell'articolo completo che appare a destra nelle risorse, s’intuisce che dimezzando il carico si raddoppia la potenza d'uscita, sempre che il nostro stadio finale e il circuito di alimentazione siano idonei a lavorare con il nuovo valore. Un valvolare però ha il suo carico, che non deve mai mancare, applicabile all’uscita specificata e alcuni chitarristi hanno adottato una tecnica di aumentarne il valore (passando ad esempio da quattro a otto ohm sulla stessa uscita) per diminuire la potenza del finale con una risposta diversa.
Il tipo di misurazione prima descritto per calcolare la potenza d'uscita di un finale è molto più semplice in un modello a transistor o mosfet che presentano la minima distorsione fino al picco di potenza per poi aumentare in maniera perentoria.

Dalla figura notiamo che la distorsione rimane prossima allo zero fino a oltre 100 watt di potenza per poi aumentare in maniera notevole.
Al contrario un finale che utilizza valvole inizia gradualmente la sua distorsione e quindi è più difficile trovare il suo punto di massima potenza erogata indistorta. Spesso si dichiara la potenza massima di un valvolare, quando arriva a un certo livello di distorsione THD che può essere del 5% ma anche del 10%.

Come si può notare la distorsione che riguarda sempre il piccolo finale da 5 watt che utilizza una EL84 sale in maniera costante fino a circa 4 watt per poi sforare il limite di 7 watt con oltre il 60% di distorsione armonica totale.
Una grande differenza tra i due sistemi è la presenza sui valvolari del trasformatore d'uscita necessario per adattare l'alta impedenza d'uscita delle valvole (in genere di svariate migliaia di ohm) alla bassa impedenza dell'altoparlante (da quattro a sedici ohm). Questi trasformatori prevedono spesso varie uscite sul secondario per adattare ogni valore d'impedenza di carico in modo da ottenere il massimo trasferimento di potenza e le condizioni di lavoro ottimali delle valvole che altrimenti potrebbero bruciarsi.
Al contrario i transistor non hanno trasformare d'uscita poiché i suoi elementi attivi, possono essere connessi direttamente agli altoparlanti.

Gli altoparlanti:

Abbiamo già detto che dimezzando il carico su un finale a transistor la potenza raddoppia portando ad avere la possibilità d'utilizzarlo in due o anche tre configurazioni di potenza. Questo in pratica non avviene esattamente come in teoria perché una parte del segnale è assorbito dalle resistenze di polarizzazione o dagli stessi elementi attivi che si traduce in un aumento ridotto al 50% circa.
Tuttavia il carico che 'vede' il nostro finale di potenza non ha niente a che vedere con il carico ohmico trattato finora poiché un altoparlante non presenta un andamento di resistenza lineare in frequenza, ma un'impedenza complessa che è formata dalla resistenza in c.c. (quella che si può misurare con un comune tester), inferiore all'impedenza dichiarata dal costruttore, sommata all'impedenza dell'avvolgimento della bobina che fa aumentare il valore risultante alle frequenze più alte. Tutto ciò si traduce in frequenze in cui è erogata più potenza e altre meno e occorre linearizzarla nei finali a transistor con componenti aggiuntivi: induttanze, condensatori e resistenze per garantirne il funzionamento ottimale.
Anche un finale valvolare comunque vede un carico resistivo-induttivo dato dalla presenza del trasformatore e in misura minore anche capacitivo sempre a causa dello stesso.

Sotto possiamo vedere il grafico d'impedenza e di risposta in frequenza di un piccolo altoparlante di 4 ohm in alnico che ha queste caratteristiche:

Diametro 8 pollici=20 cm, potenza 25 Watt, resistenza in c.c. 3,0 ohm, induttanza avvolgimento 0,21 mH, frequenza di risonanza 129 hz, sensibilità 96,1 db/1W/1m.

La resistenza in c.c. ha un valore molto vicino ai 20 hz indicato dalla freccia blu, mentre la rossa c'indica l'impedenza massima alla frequenza di risonanza di 129 hz e la freccia verde, l’impedenza minima oltre la quale ritorna a crescere a causa dell'effetto dell'induttanza da 0,21 mH.
Non avendo l'amplificatore, un carico costante, la sua potenza erogata dipende dalla frequenza del segnale e in questo caso si ha un picco a 129 hz, dove il segnale è molto più forte seguito da una rapida attenuazione delle frequenze inferiori.
Normalmente si cerca di fare in modo che la frequenza di risonanza sia inferiore a quella più bassa da riprodurre, ma nel caso usassimo questo cono su un ampli per chitarra, troveremmo le frequenze da 80 a 100 hz insufficienti che potrebbero essere riequilibrate con un attento studio della cassa acustica. Oltre quindi al picco di risposta dei 129 hz stimato a 100 dB SPL, con il grafico superiore della risposta in frequenza si possono notare due altri picchi a circa 3 Khz (104 dB SPL) e 12 Khz (87 dB SPL) e dei buchi a 400 hz (89 dB SPL) e 10 Khz (77 dB SPL) che ci fornisce un'idea di massima del suono che ascolteremo.
Ricordo, come già scritto da tante parti, che un aumento di soli 3 dB su tutta la gamma acustica equivale all’utilizzo di un finale con potenza doppia ed essendoci variazioni di oltre 20 dB tra le varie frequenze l'utilizzo di un altoparlante invece di un altro produce enormi differenze sul suono riprodotto comportandosi come un equalizzatore passivo.
E' da notare che questi grafici sono ricavati in camera anecoica con l'altoparlante spinto da un solo watt di potenza e ripreso da un microfono, con risposta assolutamente piatta, a un metro di distanza. Se fosse spinto alla massima potenza, otterremo più escursione della membrana che comunque genera una compressione e distorsione del segnale e una risposta in frequenza diversa.
Occorre far presente inoltre che il livello di sensibilità pari in questo caso a 96,1 dB/1W/1m, è misurato con un segnale di 1 Khz e normalmente è di valore superiore per i coni più grandi e questo ci dà un'idea dell'efficienza del cono a tradurre in pressione acustica la potenza che è applicata.

Scelta della potenza di un altoparlante:

Nel caso di un amplificatore per chitarra elettrica, non essendoci normalmente i tweeter per gli acuti che potrebbero danneggiarsi in caso di saturazione del finale, è preferibile dimensionare la potenza che possono sopportare i vari altoparlanti in modo che sia uguale o maggiore della potenza massima erogata dallo stesso. Sapendo comunque che gli altoparlanti possono riprodurre brevi picchi di segnale superiore alla loro potenza dichiarata senza distruggersi.

Efficienza dei coni e delle casse:

Vediamo ora cosa si può ottenere se a un ipotetico finale che eroga 70 Wrms su 4 ohm oppure 40 Wrms su 8 ohm provo ad abbinare varie configurazioni di casse. Ammettiamo di avere una testata collegata a una cassa che monta un cono da 12 pollici con un'efficienza di 100 dB/1W/1m e di passare poi a collegarla a una cassa con due coni dello stesso tipo e ancora a una con quattro coni ancora dello stesso modello.

Dalla formula sotto riportata possiamo ricavarci il livello di pressione sonora a 1 Khz e 1 metro alla massima potenza:

Pressione a (1) metro = efficienza di un cono + 10*log(potenza del finale*numero dei coni)

La formula ci fa capire che possiamo ottenere la stessa pressione sonora e quindi lo stesso effetto di volume, ma non lo stesso suono, sia raddoppiando il numero dei coni, sia raddoppiando la potenza del finale.

Consideriamo il nostro amplificatore collegata alla cassa più piccola:

Pressione a (1) metro = 100 + 10*log(70*1)=118,5 dB

Alla cassa media:

Pressione a (1) metro = 100 + 10*log(70*2)=121,5 dB

E alla cassa più grande:

Pressione a (1) metro = 100 + 10*log(70*4)=124,5 dB

Come volevasi dimostrare con 2 coni e impedenza di 4 ohm ho l'equivalente di un finale di potenza doppia e un incremento di 3 dB mentre con 4 coni e impedenza sempre di 4 ohm ho l'equivalente di un finale di potenza quadrupla e un incremento di 6 dB. Potete vedere come la pressione sonora cresca in maniera proporzionale al numero degli altoparlanti, per questo molti professionisti utilizzano casse con quattro coni.

Ora se v'interessa conoscere quant'è la pressione sonora massima del vostro amplificatore a una certa distanza invece che a un metro occorre la seguente formula:

Pressione a (n) metri = pressione a (1) metro - 20*log(distanza in metri)

Considerando il nostro amplificatore con un solo cono a una distanza di 4 metri (esempio il chitarrista) otteniamo:

pressione a (4) metri = 118,5 - 20*log(4) = 106,5 dB

A una distanza di 10 metri (esempio il pubblico) otteniamo:

pressione a (10) metri = 118,5 - 20*log(10) = 98,5 dB

Adesso se riprendiamo la nostra amata cassa 4x12 sopra menzionata e facciamo il calcolo a una distanza di 20 metri (esempio il mixer) otteniamo:

pressione a (20) metri = 124,5 - 20*log(20) = 98,5 dB

Possiamo quindi concludere affermando che a parità di finale di potenza, una cassa 4x12 riesce ad ottenere la stessa pressione sonora e quindi lo stesso volume del singolo altoparlante a una distanza doppia.

ATTENZIONE: Tutta questa teoria è valida in spazio aperto e senza tener conto dell'efficienza della cassa in sé, mentre in locali chiusi tanti altri fattori incidono sul risultato finale (palco, muri, tappezzeria, tende ecc... ecc...).
Alla fine se non v'interessano le formule affidatevi sempre al vostro orecchio, poiché l'efficienza di un sistema sonoro non è legata in nessuna maniera alle sue qualità musicali. Buona lettura.

Risorse
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Tutti i commenti

  • Bel lavoro!
    di Cukoo - accordiano #17731 | 09 January 2010 @ 17:31
  • Articolo molto inter
    di vize84 - accordiano #11100 | 09 January 2010 @ 18:13
    • Re: Articolo molto inter
      di Cukoo - accordiano #17731 | 09 January 2010 @ 23:09
    • Re: Articolo molto inter
      di TidalRace - accordiano DOC #16055 | 09 January 2010 @ 21:35
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  • Complimenti
    di Bobber - accordiano #20475 | 09 January 2010 @ 19:15
    • Re: Complimenti
      di TidalRace - accordiano DOC #16055 | 09 January 2010 @ 21:48
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  • Valvole e transistor hanno comportamenti diversi.
    di maxrevelator - accordiano #22181 | 10 January 2010 @ 10:42
    • Re: Valvole e transistor hanno comportamenti diversi.
      di TidalRace - accordiano DOC #16055 | 10 January 2010 @ 13:41
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      • Re: Valvole e transistor hanno comportamenti diversi.
        di maxrevelator - accordiano #22181 | 10 January 2010 @ 18:25
        • Re: Valvole e transistor hanno comportamenti diversi.
          di TidalRace - accordiano DOC #16055 | 10 January 2010 @ 22:16
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          • Re: Valvole e transistor hanno comportamenti diversi.
            di maxrevelator - accordiano #22181 | 11 January 2010 @ 08:30
      • Domanda
        di raw - accordiano #9743 | 10 January 2010 @ 17:00
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        • Re: Domanda
          di TidalRace - accordiano DOC #16055 | 10 January 2010 @ 21:33
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          • Re: Domanda
            di emibale - accordiano #16120 | 12 January 2010 @ 10:12
          • Re: Domanda
            di smilzo - accordiano #428 | 11 January 2010 @ 14:48
            • Re: Domanda
              di TidalRace - accordiano DOC #16055 | 11 January 2010 @ 15:21
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              • Re: Domanda
                di raw - accordiano #9743 | 16 January 2010 @ 21:37
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                raw
  • Ottimo Articolo!
    di Pearly Gates - accordiano #12346 | 11 January 2010 @ 10:39
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    Ho ingoiato un plettro di Keith Richards da piccol
    • Re: Ottimo Articolo!
      di TidalRace - accordiano DOC #16055 | 11 January 2010 @ 14:27
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  • ragazzi però ricord
    di GURU1979 - accordiano #6405 | 11 January 2010 @ 14:01
    • Re: ragazzi però ricord
      di TidalRace - accordiano DOC #16055 | 11 January 2010 @ 14:34
      --
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      • Re: ragazzi però ricord
        di smilzo - accordiano #428 | 11 January 2010 @ 15:28
        • Re: ragazzi però ricord
          di GURU1979 - accordiano #6405 | 11 January 2010 @ 16:20
  • GOOD!!
    di plexidreamer - accordiano #11723 | 11 January 2010 @ 14:24

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