Vorrei condividere con voi alcune delle mie esperienze riguardanti la chitarra acustica. Ho un passato (e un presente, e spero un futuro) da chitarrista elettrico, nonostante abbia iniziato suonando la chitarra classica. Questo non per raccontare una storia assai poco interessante, ma per dire che, avvicinandomi alla chitarra acustica relativamente tardi, ho affrontato un percorso comune a molti, in età avanzata, quando la musica era per me già una professione; alcune di queste riflessioni potrebbero essere utili ad altri.

Ho sempre posseduto una acustica, anche se a metà degli anni '90 ho iniziato a suonarla nei locali, accompagnando la voce, l'inizio è stato difficile, visto che la suonavo come un'elettrica, corde non molto spesse e setup non corretto, per il tipo di strumento.
Pian piano mi sono avvicinato al fingerstyle, rendendomi conto di molte cose, e suonando ho "sentito" la necessità di passare a corde più grosse, un giorno ho semplicemente avuto bisogno di maggior resistenza sotto le dita. Le cose cambiano senza fatica, a volte.
Ho anche iniziato a capire le differenze fra i vari modelli, casse piccole, grandi, tastiere più o meno larghe, scale corte o lunghe. Nessuna scoperta sensazionale, comunque.
Vediamo alcuni dei luoghi comuni - sul tema - possibili da sfatare:
a) la mia chitarra acustica è "dura"
b) ho provato una Martin, era durissima, poi ho provato una Taylor, era morbidissima (faccio i nomi perché sono quelli che più spesso ricorrono in questo tipo di situazione).
Le chitarre acustiche non sono dure o morbide, sono di legno. Quello che cerchiamo di descrivere è il setup complessivo con cui escono dalla fabbrica. Facciamo un passo indietro. La chitarra acustica sviluppa la sua storia negli Usa, legata a stili come il bluegrass, quindi flatpicking (tecnica con il plettro). Gli strumenti utilizzati sono spesso regolati con un'action piuttosto alta e corde molto grosse, per avere più volume e potersi sentire in contesti rumorosi, dovendo competere con violino, mandolino, banjo. Questo accade anche con la classica, provate a mettere le mani su una chitarra da concerto (soprattutto come si usava fare in passato), alcune sono semplicemente impossibili da suonare. Perché il bisogno è quello di suonare non amplificati in una sala molto grande.
Come ci riguarda questo fatto? Semplice: alcuni produttori di chitarre acustiche le regolano di partenza molto "scomode" per dare a ognuno la possibilità di agire come meglio crede, è più facile abbassare un ponte o un capotasto che ricostruirli. Altri preferiscono "fare colpo" sul cliente con regolazioni estreme (molto ben fatte, va detto) in favore della comodità, il tutto risulta nel nostro veloce giudizio: "questa è suonabile, questa no". Sbagliato. Mai sentito parlare di liutai? Dovremmo sempre averne uno di fiducia a cui portare una chitarra appena comprata. Ho suonato chitarre acustiche con corde .013 che erano più morbide di elettriche con .009 regolate da schifo.
Secondo luogo comune. Coinvolge il volume e il timbro della chitarra. Attenzione a quello che sentono le vostre orecchie quando siete voi a suonare, e a quello che sente il vostro corpo. Alcune chitarre suonano molto "addosso", altre (come le Dreadnought) sono pensate per proiettare il suono a distanza, le sentiamo poco sulla pancia.
Uno degli errori di valutazione più frequenti è quello di andare in un negozio, magari rumoroso, e fare confronti fra strumenti diversi in sale inadatte, con corde vecchie e setup approssimativi. E' come pensare di scegliere il nostro migliore amico a una festa con molti invitati, il simpaticone farà sempre miglior figura inizialmente, il timido lo dovete cercare, perchè difficilmente parlerà. Quale dei due verrà a raccattarvi di notte con la pioggia se vi si ferma la macchina, lo scoprirete solo vivendo.
Il timbro è una delle cose fondamentali in uno strumento, e ha molto poco a che fare con il volume. Pensate a un cantante, preferite quello che strilla o quello che vi rapisce con una voce calda? Torniamo al negozio di prima, rumoroso e di fretta, ci sono poche possibilità che un orecchio poco allenato possa capire tutto e subito. Anche perchè con la chitarra che sceglieremo non suoneremo in negozi rumorosi, ma a casa, o in uno studio ripresi da microfoni che catturano anche un lieve respiro, quindi il volume ci interessa poco. Ovvio che ha un suo ruolo, ma di importanza molto minore di quanto crediamo. E' buona regola provare una acustica almeno un'ora, per farla scaldare e sentire cosa accade quando si mette in moto, in fondo è di legno, e il legno ha bisogno di tempo. Molto utile anche il fatto di andare con un amico, farvela suonare mentre ci siete davanti, sentirete molto più di quanto crediate.
Torniamo all'inizio. Il setup è importantissimo, e in questo il capotasto svolge un ruolo fondamentale: abbassarlo di una misura invisibile agli occhi può rendere un Fa maggiore in prima posizione molto comodo anziché insuonabile, ecco che la figura del liutaio torna a fare capolino.
Sul suono, nel tempo. Dicevo del fatto che abbiamo a che fare con il legno. Quando si sceglie una chitarra nuova, si deve sempre ricordare che nel tempo il suo suono cambierà, soprattutto se la suoniamo regolarmente, qualche bella schitarrata con il plettro fa davvero bene. Se non vi piace Battisti, problema vostro (“Mangiafuoco” di Bennato è un ottimo esercizio). Attenti quindi a capire i tratti fondamentali di quella che avete fra le mani, e cercare di immaginare come potrà cambiare. E quanto cambia! La prova è il fatto che alcune chitarre molto vecchie, anche se di bassa qualità, hanno caratteristiche che gli strumenti nuovi non hanno, non diventano "migliori" in senso generico, ma i legni che si asciugano conferiscono al suono delle proprietà non riproducibili altrimenti, ecco perché si usano legni già stagionati per costruire chitarre costose. Stagionati si, ma suonati no, ecco che il nostro apporto è un fattore fondamentale. Dirò di più: le chitarre cambiano nel tempo in maniera diversa a seconda di chi le suona, per quanto possa risultare difficile crederlo. Comprare un buon usato è una cosa che molti preferiscono, perché le sei corde costano meno, e sono già suonate, quindi più aperte.
Ho cercato di riassumere e molte cose resteranno non dette, ma credo che il punto di partenza sia chiaro, passiamo anni a cambiare amplificatori, effetti e chitarre, e c'è chi dice che addirittura una batteria da 9 volt di una diversa marca possa cambiare il suono di un pedale, figuriamoci le variabili in uno strumento vivo come un'acustica. Senza dimenticare mai che il vostro suono, è nelle vostre mani.
Una lettura piú che
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Un articolo interessante
jeb
Bellissime considerazioni
Giorgio
bell'articolo!
Bravo Daniele, dall'
Parole sante!!!
un consiglio!
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www.danielebazzani.com
Re: un consiglio!
Bravo
Articolo piacevoliss
Bellissimo articolo!
Nicola
www.myspace.com/nicocip
Ottimo articolo, che
Re: Ottimo articolo, che
Re: Ottimo articolo, che
Ottimo articolo....
Davvero bello questo
grazie davvero... mo
i consigli di daniel
Re: i consigli di daniel
Re: i consigli di daniel
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www.danielebazzani.com
Re: i consigli di daniel
Articolo molto inter
Ottimo
--Pulvus--
SantaCruz OM/PW -- Larriveé D50-v -- Ra
Re: Ottimo
Appoggio e rilancio
Informazioni utiliss
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notizia ufficiale
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<p>"NON VOGLIO MORIRE IN 4/4 (Moondog)</p>
Qual è quella giusta per me?
"In un tripudio di miccette..."
Re: Qual è quella giusta per me?
Re: Qual è quella giusta per me?
"In un tripudio di miccette..."
Ci ho provato..
RISPARMIA ACQUA, BEVI BIRRA!
Eccellenti considerazioni!
Re: Eccellenti considerazioni!
<p>"NON VOGLIO MORIRE IN 4/4 (Moondog)</p>
Re: Eccellenti considerazioni!
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<p>"NON VOGLIO MORIRE IN 4/4 (Moondog)</p>
Re: Eccellenti considerazioni!
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Re: Eccellenti considerazioni!
Strana l' affermazione
brucelucio
:-)
"Sure I like country music, I like mandolins, but
Gran bell' articolo.
Rifletti prima di pensare.
sante parole!!!
.....pensavo è bello che dove finiscono le mie dit
Voglio complimentarm
Un saluto a te, e gr
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appalusi
Re: appalusi
brucelucio
chitarra vecchia fa buon brodo:) Yamaha Red Label
Complimenti!