Algoritmi frattali e piccoli giganti, AxeFX - 2 e mezzo

di smilzo - accordiano #428 | 16 January 2010 @ 08:58 |
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Sfruttare dal vivo le potenzialità che il Fractal AxeFX (vedi link agli articoli pubblicati) mette a disposizione dipende, oltre che dall’amplificazione e dal manico del chitarrista, dalla pedaliera MIDI. Una pedaliera deve essere semplice, per non distrarre il chitarrista, e flessibile, e spesso le due cose sono antagoniste. Il mercato offre tanti prodotti che ho schedato per prezzo, potenzialità, ingombri e qualità dei servizi post vendita.

Una valutazione sui setup e sui controlli. Per suonare esistono tanti sistemi (setup), ognuno ha i suoi pro e i suoi contro. Facciamo un riepilogo dei possibili setup dal punto di vista dei controlli.

1 - Chitarra, cavo, monocanale

E’ il sistema più semplice da gestire. I comandi dell’ampli servono per settare un suono di base, spetterà a chitarra e chitarrista fornire tutta la gamma di suoni voluti. Funziona a meraviglia nei casi in cui serva una chitarra ritmica o una chitarra solista, e quando non ci siano rchiesti suoni effettati. Un’esperienza interessante ad una jam session è ascoltare con attenzione quanto può variare il suono ad ogni cambio di chitarrista pur con questo setup minimale!

2 - Chitarra, cavo, multicanale, pedaliera
E’ un sistema che moltiplica per il numero di canali le possibilità precedenti. Io mi sono sempre trovato benissimo con due canali, i tre (o più) canali mi mettono spesso in difficoltà, perché diversi canali e settaggi permettono di arrivare a sonorità simili. Il due canali va benissimo per le jam o le prime prove con gruppi nuovi. Il tre o più canali (anche se può essere usato come mono o bicanale) dà il suo meglio in situazioni più mature, dove scaletta e suoni sono frutto di un periodo di ricerca.

3 - Chitarra, pedalini, monocanale

E’ un sistema amato per la sua versatilità, odiato per la sua tendenza all’espansione e al tip tap. La qualità del pedale peggiore determina la bontà dell’intero setup. Amo questo sistema con tre pedali: wha, overdrive, delay. Per me è il top per le jam session, per cercare in modo semplice il proprio suono. Non amo le pedaliere complesse, anche se fa gola avere sotto i piedi due o tre diversi distorsori, un bel phaser o leslie, un tremolo, etc etc… durante i live si devono fare i conti con due problemi. Il primo è che diverse combinazioni di effetti obbligano a fastidiosi tip tap per bypassare tutti i pedali che non servono e attivare quelli che servono, il secondo è che possono essere necessarie impostazioni diverse di un effetto per certi pezzi, e quindi si smanetta con piedi o mani sulle manopole.

4 - Chitarra, multicanale (midizzato), multieffetto, pedaliera midi

E’ un sistema che è un punto di arrivo. Bisogna conoscerlo bene per tirare fuori velocemente i suoni essenziali richiesti per un brano. Il multieffetto presenta due particolarità rispetto ai pedalini : la gestione a menù permette di controllare un numero enorme di parametri, ma risulta di difficile accesso durante i live, mentre la memoria permette di richiamare qualunque combinazione di effetti in pochi istanti con un solo pulsante, spesso secondo protocollo MIDI, gestito tramite pulsanti o pedali d’espressione in pedaliera. Tutti i multieffetti e le pedaliere mettono a disposizione delle potenzialità, il chitarrista ha il compito di scegliere la via migliore per sfruttarle.

5 - Chitarra, pedalini con switching (midizzato), multicanale (o multiamp), multieffetti, pedaliera

E’ il top dei sistemi, la complessità è tale da rendere perfino difficile farlo suonare bene, senza ronzii, rumori di fondo e danni alle componenti più delicate. La variante con monocanale è molto usata, semplice e gestibile, evita il tip tap ma non la difficoltà di impostazione delle manopole. La pedaliera deve permettere anche il controllo del bypass dei pedalini (che possono essere posizionati in un rack a parte).

Le pedaliere MIDI in breve

Le pedaliere MIDI sono composte da un numero variabile di interruttori (switch), pulsanti, ingressi e prese, e generalmente da uno schermo. Possono inviare program change (PC), qualcuna aggiunge anche i controll change (CC). Per comodità di utilizzo i PC vengono raggruppati in banchi, richiamabili dalla pedaliera. I PC comandano il cambio preset. I CC sono più complessi, sono usati per gestire i parametri (individuati con un numero) inviando i valori voluti da 0 a 127. La grande diversità delle pedaliere sta qui: molte hanno solo PC, qualcuna offre i CC fissi, poche offrono la possibilità di programmare per ogni patch e ogni switch quali e quanti CC inviare, e con valori qualunque.

Esempi commerciali: ADA MPC (10 switch per i PC, 2 per i banchi), Rocktron Midimate con 10 switch più due per i banchi, con tre modalità: diretta, a banchi, splittata. La diretta consente di digitare il numero della patch scelta tramite gli switch. A banchi selezioniamo prima il banco, e poi tramite uno dei dieci switch il preset. Lo split consente di usare 5 tasti per i CC e 5 per i PC, avendo dei banchi di 5. I CC sono “globali” (il numero del parametro scelto sarà uguale per ogni patch) e hanno due stati, acceso inviano 127, spento inviano 0.

Quando ho ricevuto l’AxeFX usavo una Midimate a banchi, quindi l’ho programmato in modo tradizionale, ad ogni patch corrisponde un suono base (tra parentesi l’emulazione usata): un clean (twin+2x12) morbido, un clean (dumble+4x10) più duro e capace di saturare, un crunch (trainwrek+4x12gb) a metà tra un vox e un plexi, e un lead (ubershaller+4x12v30) dal feel british ma con un suono più americano. Ogni patch comprende l’emulazione di amplificatore e cassa, conferendo le volute caratteristiche dinamiche e di colore. Il modo più semplice e naturale per ottenere diversi suoni effettati mi è sembrato fosse duplicare le patch “base” e aggiungere e regolare gli effetti, moltiplicando le patch usate.

Il primo passo per diminuire il numero di patch e/o aumentare il numero di suoni sotto i piedi è stato l’uso dei controller globali per assegnare il bypass tramite CC sull’AxeFX. Globali vuol dire che valgono per ogni patch. Ad esempio, il CC 79 controlla il bypass del distorsore, nelle patch dove c’è un blocco di distorsione, posso bypassarlo o attivarlo. Non avevo mai usato prima controller globali e li ho trovati di una comodità eccezionale abbinati alla modalità split della Midimate. Mi sono reso conto che 5 switch per i CC mi stavano proprio stretti, perché usavo una decina di effetti e diversi settaggi per avere i miei suoni a prove.

La Gordius Little Giant

Nel valutare le pedaliere midi che offrivano più di 5 CC i miei vincoli erano:
- il costo: a prima vista costano tutte un botto e tre quarti!
- l’ingombro: spesso suono in locali piccoli dove lo spazio è un optional.

Stimolato da un accordiano, fedele compagno di GAS, ho ordinato la Gordius Little Giant (LG) (vedi link per caratteristiche). E’ un prodotto artigianale, il nome del costruttore è Xavier de Donder e a lui ci si rivolge per richiedere informazioni, ordinare, e in caso di dubbi o per assistenza. La pedaliera arriva resettata, un semplice hardware con cui non si può neanche cambiare patch. Bisogna partire da zero decidendo la funzione di ogni pulsante. Ho provato diverse soluzioni, per giungere alla fine a quella che ho ritenuto più versatile e funzionale per me (e sottolineo per me): due pulsanti fungono da bank up/down, i banchi sono da 4 preset, i preset sono richiamati dai 4 switch inferiori. Perché quattro e non cinque o dieci? Perché così richiamo i miei suoni base senza cambiare banco.

Ogni preset è virtualmente una pedaliera+ampli&cab+multieffetti. Ho costruito una catena “standard” uguale in ogni patch (compressore, distorsore, wha, chorus, amp, leslie, cab, delay, riverbero). Cinque switch superiori della LG sono usati per i CC globali e mi permettono di attivare
la distorsione, boostare il segnale in uscita, attivare il delay, settare il tap tempo, e attivare lo wha. Ho ricreato virtualmente switcher e pedali. Il sesto switch (D1) lo utilizzo per richiamare una configurazione globale alternativa della pedaliera, che io ho usato tutta per i CC: attivare il chorus, il phaser, il compressore, il leslie, settare diverse velocità per il leslie. In pratica è come se affiancata alla prima pedaliera ne avessi una seconda. Rinunciando ad uno degli switch ho provato a usare una terza pedaliera alternativa (D2), ma sono ritornato sui miei passi perché gestire tre pedaliere diventava troppo complesso.

Volevo una pedaliera in cui potessi pigiare gli switch ad occhi chiusi per attivare i pedalini, sapendo con un’occhiata cosa è attivo. Questo ha significato lasciar perdere la programmazione condizionale degli switch (cose del tipo: se sei nella patch 2 e se prima hai premuto la distorsione, allora questi switch controllano la quantità di distorsione del secondo distorsore e il gain dell’ampli…). E ha limitato a una sola pedaliera virtuale (D1), che ha permesso di applicare due etichette una sopra e una sotto ogni switch per segnalare la funzione normale (sotto) e “virtuale” (sopra). Banale ma metterne tre rendeva difficile leggerle e memorizzarle!

Importante poi la funzionalità dei led. Ogni switch ha un led che può avere tre stati: acceso, fioco, spento. Ai PC ho lasciato il comportamento di default; acceso o spento. Ai CC invece ho assegnato fioco o acceso. In questo modo ad occhio vedo gli switch che hanno un CC assegnato, se il led è fioco lo stato è “disattivato”, altrimenti è “attivato”. Ovviamente ai diversi stati può corrispondere un valore inviato qualsiasi, oppure attivazioni multiple (del tipo: attivo il distorsore e disattivo il chorus ed attivo il delay). Dopo qualche prova ho eliminato le attivazioni “multiple”, perché possono portare ad attivazioni indesiderate. Se una certa combinazione è da tip tap, la soluzione migliore è copiare la patch e, nella pedaliera, cambiare i valori di default dei CC in modo da richiamare la configurazione corretta.

LG2: il piccolo gigante raddoppia.

Xavier è sempre stato attento alle esigenze dei suoi clienti, e di recente ha offerto un upgrade hardware, che oltre a dotare la LG di uno schermo diverso e molta più memoria, ha sviluppato alcune soluzioni ad hoc per l’accoppiamento con l’AxeFX: comunicazione bidirezionale e phantom power tramite un unico cavo MIDI. Ciò significa che, oltre a non avere alimentatori sul palco, si può richiamare sul display della LG2 l’accordatore dell’AxeFX. Oppure ricevere i nomi dei preset, senza doverli digitare. Tutto con un cavo MIDI a 7 pin. Quindi appena possibile ho spedito la mia LG1 per il passaggio a LG2, ad un costo di 99 euro più 12 euro di contributo spedizione, senza dover vendere e comprare il nuovo modello. L’unico onere per i possessori dell’LG1 è smontare il modulo di controllo dalla pedaliera, impaccarlo e spedirlo.

Fin qui l’oggi, arriviamo al domani. Il vantaggio di acquistare dagli artigiani sta nella possibilità di costruire un sistema su misura, sempre che si abbia la capacità di comunicare dove ci piacerebbe arrivare. Dopo qualche mese di uso, avevo notato come la struttura delle canzoni, ripetitiva, porta a predefiniti set di stato per i pedali. Più o meno sempre quelli per ogni canzone. Ad esempio, per la strofa uso il clean con compressore, per il ritornello il crunch con delay, per il solo il lead con phaser, delay e riverbero. Quindi la mia richiesta a Xavier è stata: si può avere una modalità in cui gli stati dei CC siano memorizzati in uscita da ogni patch? In questo modo ad ogni nuova canzone attivo i pedali che mi servono (una volta, durante il pezzo o in un intervallo tra due brani) e poi richiamando le patch ho già le stesse impostazioni. La risposta è stata positiva, ci sarà nei prossimi upgrade un’implementazione del sistema. Io non so quando e quanto utilizzerò questa funzionalità, o se altri ne trarranno beneficio, ma il solo pensiero di avere un interlocutore attento a sviluppare una funzionalità così personalizzata vale sicuramente il costo del prodotto.

Risorse
link primo articolo AxeFX
link secondo articolo AxeFX
link sito Gordius
link articolo Little Giant



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Tutti i commenti

  • Bellissimo...
    di strato78 - accordiano #17091 | 16 January 2010 @ 10:33
    --
    Cristian
    • Re: Bellissimo...
      di smilzo - accordiano #428 | 16 January 2010 @ 12:10
      • Re: Bellissimo...
        di strato78 - accordiano #17091 | 16 January 2010 @ 13:40
        --
        Cristian
        • Re: Bellissimo...
          di smilzo - accordiano #428 | 16 January 2010 @ 17:01
          • Re: Bellissimo...
            di strato78 - accordiano #17091 | 17 January 2010 @ 02:25
            --
            Cristian
  • Fantastico articolo
    di hivez - accordiano #9272 | 16 January 2010 @ 12:17
    --
    pace e bellezza

    http://www.myspace.com/cybillshep
    • Re: Fantastico articolo
      di smilzo - accordiano #428 | 17 January 2010 @ 10:24
  • Complimenti!!!
    di Paul '82 - accordiano #8478 | 17 January 2010 @ 00:08
    • Re: Complimenti!!!
      di smilzo - accordiano #428 | 17 January 2010 @ 10:06
  • Bella Smilzo...
    di viabcroce - accordiano #13757 | 17 January 2010 @ 04:42
    --

    Gianfranco Di Mare
    www.musas.org
    • Re: Bella Smilzo...
      di smilzo - accordiano #428 | 17 January 2010 @ 10:10
  • Mamma mia Emanuele,
    di gwynnett - accordiano DOC #9523 | 17 January 2010 @ 12:14
    • Re: Mamma mia Emanuele,
      di smilzo - accordiano #428 | 17 January 2010 @ 17:19
  • Hei vecchio! mi fa p
    di francescoRELIVE - accordiano DOC #13581 | 17 January 2010 @ 13:47
    --
    www.reliveband.com
    therobbiekids.com
    • Re: Hei vecchio! mi fa p
      di smilzo - accordiano #428 | 17 January 2010 @ 17:26
      • Re: Hei vecchio! mi fa p
        di francescoRELIVE - accordiano DOC #13581 | 17 January 2010 @ 18:35
        --
        www.reliveband.com
        therobbiekids.com
        • Re: Hei vecchio! mi fa p
          di smilzo - accordiano #428 | 18 January 2010 @ 14:31

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