Orio scrive: Il primo plettro era un bellissimo Fender plasticoso blu elettrico trasparente. Aveva un suono, ma era piccolo e non potevo accorgermene molto sulle canzoni dei Metallica. Poi, piano piano, sfruttando gli anni '90, iniziavano ad arrivare al negozio vicino a casa (il mitico Hendrix guitars che aveva delle cose fenomenali) i primi plettri di rame, ferro e fibra di carbonio. Li presi e li persi tutti, tranne due. Un plettro in fibra, il classico nero con la fogliolina sopra, che mi sorprese e mi soddisfò per vari anni. Poi, perso in qualche portafoglio, riapparve il plettro in TITANIO.
Lo avevo comprato a ottomila lire, già al salone di Torino di otto anni fa ne costava quindici. Da quel giorno non rividi più un simile plettro in giro.
Il suddetto plettro in titanio è decisamente strano, nel senso che "cambia" il suono della chitarra. E non parlo di sfumature, proprio di qualcosa che modiica le frequenze, non eccessivamente, comunque sono sfumature udibili decisamente. Io lo uso per suonare il blues sia pulito che in overdrive e devo dire che mi trovo benissimo. Quando devo avere un suono diverso, delle corde che sembrano toccate diversamente, uso quello.
Poi, un giorno, passando per il mio amico liutaio di Chiavari (GE), parlando di questo plettro in titanio esce fuori l'idea di un plettro in legno. Questa idea partiva dall'idea che vari materiali modificassero il suono della chitarra. Lui me ne fece provare uno, tedesco, fatto a stella a 3 punte, per ogni punta vi era uno spessore diverso. Geniale! Solo che come tutte le cose più utili, non si trova in giro.
Alla fine, preso un pezzo di acero avanzato, mi ritrovo in mano un plettro in legno, con il profilo uguale a quello di Paul Gilbert (non so se ne avete in mente la forma, più bassino, un po' più bombato ai lati, a punta). Suonando la chitarra, ecco che esce un altro suono. Un bel suono, non migliore ma diverso.
Da quello spunto, si sono trovati in giro vari siti che vendono moltissimi plettri in legno (legni diversi) e mi sono chiesto: ma dove vivevo prima?.
Allora la domanda sorge subito spontanea. Se sul palco avessimo a disposizione vari plettri di vari materiali, come risponderebbe la nostra chitarra? Quanto ci guadagneremmo noi? Potremmo andare contro la classica ricerca del plettro personale, tenendolo per sempre e acquistando stock da mille pezzi? Oppure modificare questa concezione e trovare la forma congeniale alla nostra mano e avere più materiali (legno, titanio, ferro, plastica, fibra, osso)?
Si parla molto del suono, effetti, amplificatori, corde, circuiteria. Ma credo che anche un plettro sia altrettanto importante, e spesso vedo nei negozi anche accessori plasticosi fatti "male".
Se ci accorgessimo che l'overdrive che cerchiamo da anni non sta solo nel pedalino, ma ha bisogno di una rifinitura con il plettro che abbiamo in mano (utilizzandone uno diverso)?
Certo, probabilmente se questa "moda" partisse, il prezzo dei plettri salirebbe. Ci sono i pro e i contro, ma immagino in un futuro non troppo lontano il ragazzo sedicenne che entra nel negozio e dice: "Scusa, posso provare questo plettro su una RG, con un Peavey?" invece del classico. "Dammene uno a caso tra quelli li, quelli spessi. Anzi se ne trovi uno con il teschio dammi quello".
Strano, divertente, vediamo cosa succede. ORIO
effettivamente...
Il plettro è l'unico oggetto del mio bagaglio da chitarrista che non è incluso nella mia sindrome da GAS, e hai ragione amico a dire che spesse volte compriamo plettri solo in base ad estetica e spessore senza dare importanza ai materiali. Purtroppo non c'è informazione sull'argomento plettro (specie i negozianti!!) e come me si continua a suonare con plettri plasticosi e anonimi. Hai fatto bene a scrivere questo articolo!
Re:effettivamente...
Sono d'accordo, anche per me il plettro non rientra nella sindrome da GAS. Vado ancora avanti con uno stock di 50 plettri che comprai l'anno scorso, tutti fosforescenti per vedere anche al buio. Nonostante questo mi sono resoconto che usando altri plettri il suono può cambiare, quindi bisogna anche tenere conto della scelta del plettro se cerchiamo il nostro sound.
P.S. Ma è vero che alcuni chitarristi usano l'unghia del pollice per plettrare?
Re:effettivamente...
Si, ti confermo. Io la uso spesso se devo fare un arpeggio e poi suonare l'accordo. Prediligo l'unghia dell'indice, meglio utilizzabile, ma ha un inconveniente: si consuma in fretta e per un concerto va bene, ma il giorno dopo devo armarmi di lima e attrendere due o tre giorni che ricresca la parte levigata. Orio
<br><p>Orio</p>
<br><a href="www.myspace.com/egodi
Entrambi
Io uso quasi esclusivamente il plettro, ma ho rubato a mr. Jeff Beck la tecnica che mi fa spostare il plettro stesso nel palmo della mano per usare le dita. Basta un po' di esercizio, ma poi viene naturale. In questo modo si può passare in una frazione di secondo dal plettro alle dita, per arpeggiare, o suonare con pollice ed indice, in quella maniera un po' "slappy" dei vecchi bluesman o se vogliamo alla Mark Knofler che forse è più noto!
<a href="http://www.myspace.com/emanuelecapasso">W
Re:Entrambi
sono stra-interessato alla tecnica del plettro nel palmo della mano.... potresti approfondire? (io a volte lo chiudo tra la prima e la terza falace dell'indice, ma così ovviamente, ho un dito in meno a disposizione!)
Re:Entrambi
La mia tecnica consiste nel tenere il plettro tra indice e medio, all'altezza della II falange. Basta praticare un po' il passaggio tra le due posizioni e dopo sarà facile farlo anche durante il fraseggio. Nell'arpeggiare puoi trovare un po' di difficoltà all'inizio, perchè devi muovere l'indice ed il medio senza far scivolare il plettro che sta fra di loro. Se non è chiaro posso fare qualche foto. Questa è la tecnica che uso io, ma non escludo che il plettro possa essere messo in standby in altre posizioni; se non altro in questo modo trovo che si possa essere molto veloci nel passaggio da una posizione all'altra (con plettro e senza)
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Re:effettivamente...
Ebbene sì... io però la tengo corta, e batto le corde di piatto. Il suono che ne esce è un po' stoppato, un po' sordo, se mi spiego, ma a me serve per completare la mia (personalissima) tecnica della destra. Ah, lo uso solo sull'acustica!
G.
Re:effettivamente...
Anche io al Salone della Musica di Torino presi un plettro strano... quello in metallo, ed è ancora con me a distanza di anni!
Gianca
Condivido
Ciao
il discorso dei plettri è veramente enorme. Personalmente sono della fazione di non essere condizionato da plettri diversi per ogni brano, proprio perchè è quasi impossibile trovarli con regolarità e sul palco non amo avere troppe cose da controllare. Ho due scatoline (nessuna allusione!) piene di plettri di vari materiali, fogge e spessori, una addirittura con la collezione di plettri buffi e colorati (solo da mettere in esposizione però), ma alla fine, ho sempre utilizzato il plettro "standard" di durezza heavy o extra-heavy di marche facilmente reperibili (D'Andrea, Jim Dunlop), predilegendo quelli poco scivolosi anche se sono spesso "plasticosi" come suono. In assoluto preferirei usare solo le unghie, ma non sono abbastanza forti da darmi una totale sicurezza nel tempo, meglio non rischiare.
Condivido pienamente che il plettro condiziona molto sia lo stile che il suono. Ma penso che in esibizione live, sia poco significativa la differenza, mentre quando si registra invece sia una cosa da tenere ben in considerazione per ottenere quelle sfumature che in un disco si possono apprezzare.
Ciao, RicoBlues.
<br>"the Blues is an one-way ticket for the s
Interessante
In realtà quello che dici è + interessate di quanto non si pensi. Io ormai me li devo autofabbricare i plettri. Il mio problema è che, quando iniziai a suonare(primi 90), utilizzavo esclusivamente plettri piccolissimi, a goccia, e durissimi. Ne trovavi ovunque, e me li regalavano a decine ogni volta. Ma poi qualche anno fa il panico! Non vengono + prodotti(quelli che usavo io intendo!), o troppo duri, o troppo grossi, o troppo spessi. Il nocciolo è quello e tu hai colpito giusto, il suono con un altro plettro cambia parecchio, soprattutto per l'impatto della mano sulle corde. Adesso me li faccio da solo ritagliando quelli verdi grossi in fibbra, che ognuno di noi a casa ne avrà un migliaio. Ma ultimamente mi sono accorto che ad esempio sul blues, mi piace fare i soli con plettri grossi e morbidi, xkè il suono è ciccioso come piace a me, e tutto scivola via che è una bellezza. Devo provare quelli al titanio e di legno! Lasciate stare il vetro, c'ho provato io, Arghhhhhhhhh ;-))))
AlexUnder
<p>AlexUnder</p>
tanti tipi, ma poi...
be', un plettro che ho sempre adorato è a forma di goccia, è spessissimo (almeno 2 o 3 plettri normali), ma è più piccino di un plettro standard e la punta è molto aguzza. Per me suona benissimo. Poi ci sono quelli durissimi a forma ellittica, ma non mi piacciono molto. Ultimamente ho trovato due plettri da basso, ma che vanno bene sulla chitarra, anche se, dopo un paio di ore si sono consumati tantissimo: il primo era di cartone ricoperto di una specie di moquette: il suono era felpato e molto bello, in più era comodizzimo da suonare; il secondo era di comma, suono meno bello, ma interessante. Una volta comprai per una cifra sproporzionata un plettro di plastica a forma ergonomica, con la punta di metallo: uno schifo assoluto. Il plettro di legno l'ho provato, ma non mi piace neanche un po'. Quelli di carbonio non mi gustano per nulla (anche perché, con la fogliolina, fanno leva sullo spirito "ribelle" (ma dove?) dei 15enni). I disegnini mi infastidiscono parecchio. Mi piacerebbe trovare un plettro d'osso.
Alla fine però, la comodità è la cosa più importante in un plettro, per me. Non ho mai fatto davvero distinguo del tipo "questo suona peggio", al massimo "per questo pezzo, ci vuole questo suono" oppure "questo feeling nel suonarlo". Il plettro è certamente una componente (anche psicologica). Certo che suonare dal vivo con mille plettri potrebbe ridursi più a uno stress o una mania.
<p>La GAS è per i negozianti, non per i musicisti.
Re:tanti tipi, ma poi...
Certamente ognuno ha le sue idee e infatti io parto sempre dalla comodità del plettro. Trovata forma, spessore e dimensione, da questa base si potrebbe partire a cambiare il materiale. Cosa intendi come componente psicologica? Ed eliminando il fattore Live, non pensi che, come diceva Ricoblues, in registrazione possa dare quella sfumatura in più che rende il suono un po' più caldo, un po' più freddo, ciccioso, ecc...? Grazie della risposta! :o) Orio
<br><p>Orio</p>
<br><a href="www.myspace.com/egodi
Re:tanti tipi, ma poi...
Sì, per me, in registrazione (io faccio solo quello - a casa) è importante il plettro. Però soprattutto per il feeling che ti dà nell'impugnarlo, la comodità, ecc. E' questo quello che intendo con componente psicologica: un plettro di un certo tipo dà l'idea di maggio aggressività, ad esempio, e tutto il modo di suonare, spesso (almeno nel mio caso, ne viene influenzato. A volte, mi capita di fare dei bei copia-incolla per avere una parte di chitarra dall'inizio alla fine. Spesso non c'è lo stesso plettro in tutte le registrazioni e, a meno di non aver usato plettri molto particolari (tipo la gomma), il suono è quasi identico. Per lo meno, non si avvetono differenze. Il materiale forse influeza più la risposta della corda nel senso che un materiale più gommoso dà meno attacco ecc. Ma tra un plettro di plastica e uno di legno, la timbrica cambia poco (a meno che non si suoni ultra-pulito), bisognerebbe ascoltare con estrema attenzione per sentire le differenze timbriche (non di attacco o fluidità). Ma non so... Come ho già detto, sogno un plettro d'osso. Prima o poi sego un pettine e ce ne faccio 5 o 6. Comunque, forse dico stronzate, perché il plettro con la punta di metallo che avevo suonava da schifo... dipendeva forse dal fatto che era molto sottile e non suonando parallelo alle corde le segava col bordo? Ciao.
<p>La GAS è per i negozianti, non per i musicisti.
Re:tanti tipi, ma poi...
Non penso proprio che siano str***ate, ma la cosa è molto interessante. Quindi feeling di impugnatura: vuol dire anche come sentono i tuoi polpatrelli il contatto con il materiale? E di conseguenza come risente la mano delle vibrazioni che la corda percossa trasmette al plettro di quel dato materiale? Beh, a dire il vero a queste piccole finezze non ci avevo ancora pensato. In effetti deve darti una sensazione diversa che magari percepiamo non evidentemente, ma il nostro corpo (leggi mano, braccio, spalle e via di seguito) se ne accorge. E quindi un plettro di diverso materiale, come dici tu, potrebbe avere una risposta diversa e influenzare il tuo modo di suonare. Mi viene da pensare che un plettro "diverso" potrebbe allenare la mano a suonare in maniera differente (in termini di acquisizione di leggerezza-pesantezza del tocco al fine di una maggiore precisione con il plettro "preferito"). Un bene o un male? PS. Comunque per il plettro d'osso puoi sempre andare dal macellaio sotto casa e farti metter da parte una scapola di qualche animaletto...;o)
<br><p>Orio</p>
<br><a href="www.myspace.com/egodi
E' vero, ma...
il plettro cambia soprattutto le caratteristiche dell'attacco del suono, a seconda del materiale e della rigidità. Ci sono chitarristi che ne usano diversi a seconda addirittura che facciano la parte ritmica ovvero il solo, cambiando durante il brano. Personalmente, ne ho cambiati un sacco, in più di 25 anni, a partire dal fender medium fuxia, a quelli neri piccoli a goccia, thin, heavy, anche in metallo (ma rigavano la chitarra...). Poi, per la verità, ciclicamente ne provo di diversi (tutti della mia sterminata collezione, saltano fuori da ogni portafoglio, tasca, busta, borsa, cassetto... anche dalla lavatrice), ma torno sempre ai jim dunlop nylon grigi, 0.88, che non mi scappano dalle dita e che uso, a seconda, dalla parte della punta ovvero da quella opposta, perchè suonano diversi...
Uso "bimodale" del plettro!!!
Io è da un po' che uso i Dunlop Tortex 0.88 mm; la forma è quella classica, niente cose particolari. Sono quelli verdi per intenderci. Mi trovo benissimo sin dall'inizio (in realtà all'inizio usavo quelli blu da 1 mm). Trovo che abbia un buon compromesso tra attacco e morbidezza.
Il mio impiego del plettro è "bimodale": --Modalità 1 Lo uso normalmente con la punta che tocca le corde, sfruttando l'attacco più deciso che ha in questa posizione e la possibilità di essere più veloce grazie alla punta ad angolo acuto. --Modalità 2 Lo uso con una delle due punte smussate rivolte verso le corde, prediligendo l'aspetto della morbidezza, avendo così un suono più jazzy. Ma in questa posizione mi risulta più difficile andare veloce e fare cose tipo "string skipping". Questa posizione è tipica di Pat Metheny.
Con questo sistema delle due posizioni possiamo ovviare al problema del cambio plettro che è caotico soprattutto in situazione live. Inoltre i miei plettri sono leggermente ruvidi per un grip alla grande e li tengo in mano sempre dallo stesso verso, con la scritta rivolta verso l'alto. Dopo una settimana di studio il plettro di piega assumendo la forma delle mie dita: diventa comodissimo, ergonomico ed è più difficile che si sposti. Una buona presa sul plettro è importantissima, soprattutto in estate o comunque per chi tende ad avere le mani sudate.
Generalmente suono con il plettro a 45° rispetto alla corda, in modo da avere un suono più uniforme nella pennata alternata, ma a volte lo uso anche in posizione parallela alle corde. Il suono cambia sensibilmente.
Ecco, il problema del timbro del plettro l'ho risolto così: 1 plettro/diverse posizioni. Così non ho troppi fastidi tra i piedi... o meglio tra le mani! (eh eh!)
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Re:Uso "bimodale" del plettro!!!
In effetti anch'io uso spesso la tecnica di girare il plettro, ma mi interessa capire che vuol dire quando metti il plettro a 45° rispetto alle corde o in parallelo.
Mi potresti spiegare?
AlexUnder
<p>AlexUnder</p>
Re:Uso "bimodale" del plettro!!!
Intendo che con il plettro a 45° (ossia 45 gradi) rispetto alle corde il plettro stesso tocca con il bordi le corde. Il plettro parallelo alle corde le tocca di piatto. Non so come spiegarmi meglio. Forse è più facile da dire in questo modo un po' metaforico: ruoto il plettro rispetto alle corde nel senso in cui ruoterei la manopola del volume o del tono.
<a href="http://www.myspace.com/emanuelecapasso">W
Re:Uso "bimodale" del plettro!!!
Di piatto quindi, come volessi tagliarle, ma non a 90° un pò inclinato? Ma che effetto ti da? Insomma mi sembra un pò scomodo!
AlexUnder
<p>AlexUnder</p>
Re:Uso "bimodale" del plettro!!!
No... non so proprio come spiegarmi: di piatto nella direzione in cui i plettro appoggia tutta la sua superficie e non uno spigolo sulla corda. Non come se volessi tagliarle, ma perpendicolarmente a questa posizione. Cioè nella posizione più semplice che ti viene in mente. Ci siamo?!
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Re:Uso "bimodale" del plettro!!!
Penso di aver capito, posizione normale, ma leggermente inclinata, o verso l'alto o verso il basso.
Oggi sto fuso scusate, rischio di attaccare il jack alla cassa della batteria stasera! Arghhhhhhh
AlexUnder
+ under che alex
<p>AlexUnder</p>
il mio preferito
Ho una collezione abbastanza fornita di plettri materiali e forme diverse, dal plettro di metallo a quello di gomma, a goccia piccola o a triangolo (triangolino che ci esalta), morbidissimi o durissimi. Ma uso sempre e solo questo : http://www.brooklyngear.com/catalog/product_info.p hp?cPath=12&products_id=254 perchè sembra fatto apposta per le mie mani. Comunque a volte per brevi periodi uso anche i classici plettro fender heavy o i dunlop, ma alla fine torno sempre da Loro.
voglio articoli più selezionati
Re:il mio preferito
Il miglior plettro che abbia provato fin ora è quello che raccolsi al concerto di malmsteen. Naturalmente non lo uso per rispetto, ma suonicchiandoci un pò risponde egregiamente alle caratteristiche che amo in un plettro. E pensare che non sono mai andato a comprare un plettro malmsteen signature, ma li fanno?
Re:il mio preferito
Si li fanno i malmsteen signature sono dei dunlop da 1,5 mm
a trovarli!
Io ho sempre dato molta importanza al plettro, alla forma ed al materiale, peggio ancora visto che la forma che prediligo è quella del jazzIII ed ilmateriale Tortex, purtroppo non riesco più a trovarli e sto tentando inutilmente da mesi di recuperarmi un bustone di tortex... spero vivamente che sta cosa davvero non diventi una nuova mania visto che il prezzo dei plettri è già altissimo di suo (se considerate che un bustone da 72 plettri lo pago 25$!!!) Robyz
<p><i>Robyz - Grappero Forever - Eccheccazzo!</i><
Re:a trovarli!
Ciao! Proprio lo stesso mio problema!! Na volta usavo gli ibanez paul gilbert, ma poi un mio amico m’ha fatto conoscere i d’andrea formula delrex 60mm. ( quelli arancione ) http://www.bigcitystring.com/pdrx.htm sono piccoli a goccia e con la punta a punta ( scusate il gioco di parole). Forse anche tu usi questi ?? Consiglio a tutti vivamente di provarli perché sono veramente ottimi ed io con questi plettri ho decisamente migliorato il tocco. ( non pensavo davvero che un semplice pezzettino di plastica potesse essere così fondamentale. ) Ora però non li trovo più ( io sono dalle zone di Padova ) Senza comprarli direttamente dalla casa madre, conoscete qualcuno qui in italia che li ha?? Qualcuno mi può dare na mano?? Grazie Cek :-)
p.s. a proposito di plettri alternativi pensate al “plettro” del famoso chitarrista dei qeen !!
Re:a trovarli!
Ciao, io ora come ora suono con i Paul Gilbert, ne ho due, ma li perdo in casa spesso. Cercherò di trovare dalle mie parti iplettri che mi dici tu, potrei spedirteli senza problemi. Io sono della provincia di Genova. Ti farò sapere al più presto.Orio
<br><p>Orio</p>
<br><a href="www.myspace.com/egodi
Re:a trovarli!
ehi, grazie mille!! mi faresti davvero un grosso piacere! dalle mie parti ne ho trovato un modello simile ma erano 50 mm e - sembra strano - ma la differnza dai 60mm si sente proprio! cmq se hai novità questa è la mia mail : cek_on@infinito.it grazie ciao e bouna musica cek :-)
agata
nel 2003 postai questo commento che ripropongo: "Alcuni anni or sono ho trovato casualmente un plettro in pietra (agata), aquistato per curiosità è diventato indispensabile. Con nessun altro riesco ad ottenere un suono così corposo sia sull'elettrica che sulla acustica e la classica (che ora suono in prevalenza). Occorre solo imparare un tocco preciso per minimizzare il suono di contatto con le corde. Personalmente per questo preferisco la forma con punta più acuta. " Aggiungo che nel frattempo ho fatto qualche esperimento con plettri in legno costruiti da un amico parquettista (e chitarrista): dal punto di vista sonoro l'effetto è interessante sulle corde di nylon - il suono è definito ma si addolcisce. Purtroppo, anche se di spessore importante, il legno utilizzato aveva un peso specifico assai basso e mi costringeva ad una presa molto più ferrea per tenerlo in posizione corretta.
sblenggggg!!
uso generalmente plettri tartarugati medium e qualche dunlop "peso piuma" per gli accompagnamenti strumming di chitarra acustica..
ho dei plettri di ottone che a volte uso per arpeggi e linee alla shadows/morricone e sembra che si senta.. dato che i miei colleghi di "squadra" musicale, smitizzatori accaniti di ogni mia fighetteria chitarristica.. li sentono e mi chiedono di usarli
suono uno strumento indiano che si chiama SAROD e produce il suo suono solo con plettri grossissimi di guscio di noce di cocco.. mi piacerebbe trovarne di misure piu' simili ai plettri "regolari" e usarli con la chitarra
ho anche un plettro "a pettine" che fa un effetto buffo di chitarra a 12 corde
da piccolo mi facevo dei plettri medium incollando due plettri thin insieme per un effetto anche qui' di "doppio pizzico".... ogni tanto mi ricordo e mi riprometto di farmene di nuovi ma poi faccio altro
(i plettri in fibra con la "fogliolina" amatissimi da un sacco di gente.. per me sono orridi
<p>http://www.jalebimusic.com/home.html
http://www
Re:sblenggggg!!
A proposito del plettro a pettine, mi spieghi come lo hai costruito? Grazie.
<br><p>Orio</p>
<br><a href="www.myspace.com/egodi
Re:sblenggggg!!
non costruito ma acquistato
fai conto di mettere uno sopra l'altro dieci (9,8,7,6,boh) plettri thin, inframmezzati da spessori (spessi quanto i plettri)
i plettri potrebbero essere disposti in modo da formare una "punta" in modo da "impattare" le corde piu' dolcemente che se fossero "pari"
_____ ______ ______ ____
rimane in mano un bello "gnoccolo" di plettro, ma suonandoci una seicorde, sembra realmente una dodici
<p>http://www.jalebimusic.com/home.html
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Re:sblenggggg!!
ho appena visto questo strumento in internet. Ma è bellissimo!!! non è che riesci a mettere in giro degli mp3 per sentire anche come suona? scusa la domanda idiota, ma hai altri strumenti strani? Scuasa, ma la curiosità è forte...
<p>La GAS è per i negozianti, non per i musicisti.
profeta non sarod!!
senza parlare di downloadings disonesti, ritengo che se con Altavista digiti sarod nella sezione mp3 tu possa trovare diversa roba..
come strumenti a corda suono anche la TAMPOURA o TAMBURA che poi non e' veramente un suonare perche' semplicemente trattasi di quattro corde che vanno intonate su tonica e quinta del brano e si pizzicano a ruota libera per ottenere l'accompagnamento tipico ronzante della musica indiana
poi strimpello anche delle percussioni mridanga dholak karatalas
<p>http://www.jalebimusic.com/home.html
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Re:profeta non sarod!!
Io suono anche il Satz, strumento preso dai miei genitori in un piccola crociera nel mediterraneo. Interessante, praticamente è una pentola con otto corde (4 e 4 sovrapposte). Oltretutto è simpatica e il suono con plettri diversi si sente meglio qui. Orio
<br><p>Orio</p>
<br><a href="www.myspace.com/egodi
...plettri...
dunque io ho cominciato subito con gli heavy, su TUTTE le chitarre, anche sulla prima classica. Mi trovo quindi malissimo a suonare coi medium l'acustica: con l'heavy basta un po' di polso e non si sente la differenza tra i bassi e i cantini (cosa che succede spesso con gli heavy e spesso unico motivo di usare i medium, almeno secondo i miei amici "mediumisti").
Quando ho cominciato a suonare l'elettrica usavo quelli con la fogliolina, in fibra di carbonio... ma avevano troppa punta, mi intrippavo nelle corde. Sono quindi passato ai fender "california clears"... qui non mi è piaciuto il materiale. I miei pick scrapes da buon metallaro li intaccavano enormemente, e i solchi mi impigliavano le corde. Provai i plettri antiscivolo (D'andrea JETEX) ma il suono non mi piaceva, inoltr l'"antiscivolo" dopo poco si consumava. Ora mi sono assestato su pletti di celluloide, Planet Waves da 1.1 mm.
Per quanto riguarda i materiali "strani"... ho provato quelli di lamierino che si trovano in giro (quelli colorati, con tre buchi per usarli da ciondolo)... e ho rotto il mi dopo 30 secondi di tremolo picking. Ho levigato e arrotondato i brodi di 200 lire e mi trovo molto bene. Ho costruito alcuni plettri in legno ma la punta è spesso fragile, comunque dopo una settimana di uso intensivo un plettro di legno è da buttare... a meno che non sia d'ebano!
Re:...plettri...
beh a me il plettro in carbonio fa proprio schifo esteticamente, ma ha le caratteristiche di suono e la comodità che mi serve.
1) l'heavy si flette meno e per il rock mi aiuta a non affaticare la mano 2) il bordo è assottigliato e ha più attacco e richiede meno escursione 3)non scivola e si incastra bene nel palmo quando passo al fingerpicking (per quanto sia uno scarsone)
però hanno anche controindicazioni, per esempio si consumano abbastanza velocemente senza poi parlare della fogliolina che proprio mi fa inca**are per motivi da te esposti.
c'è da dire che questi plettri sono adatti a rock/metal e soprattutto per gli assoli.
quando suono funk (beh circa) o pop, preferisco i plasticosi plettri medi della fender o simili, perchè piegandosi fungono da "compressore" naturale.
D'andrea Jazz pro
Questo plettro è stato il mio unico insostituibile pick: è fatto di un materiale che mi sembra sia il Delrin che mi dà un grand eattacco ed un timbro per me insostituibile (d'andrea Jazz pro da 1.14 di colore rosa scuro). Il timbro cambia decisamente e si sente anche sulla chitarra acustica e classica. Purtroppo dalle mie parti non lo trovo più e per anni ho cercato di rifare la punta ai pochi rimasti ! Disperato ho cercato un sostituto ed ho preso il Dunlop Jazz pro in delrex di colore nero che pur essendo simile nella forma e nel colore non sento la stessa sensazione del d'andrea. Sono pertanto sempre alla sua ricerca. Questo per dire che dal mio punto di vista il plettro (dimensione, materiale e spessore) ha una grandissima influenza sul suono che cerchiamo....... spesso cambiando accessori ben più costosi.
Ottone
Negli ultimi anni ho usato plettri in ottone (Teckpick) con l'elettrica e in rame con l'acustica. Qualche mese fa invece ho cominciato a usare degli Ibanez Paul Gilbert con cui mi trovo benissimo ma che hanno il grandissimo difetto di durare un cazzo, ma li ciulo al Molina quindi va bene lo stesso ;-) Ho un plettro al titanio che avevo acchiappato l'anno scorso al Namm che è fantastico, ma tempo fa l'ho messo via da qualche parte per paura di perderlo, e ora non non lo trovo più :-)))
Re:Ottone
Veramente bello il plettro al titanio. lo uso anche io, come scritto sopra, ma tra la paura di consumarlo e quella di perderlo, spesso lo uso per una canzone e basta. Adoro la risposta che ha sulle corde, purtroppo non è adatto alle alte velocità. O.
<br><p>Orio</p>
<br><a href="www.myspace.com/egodi
dunlop usa
Io dopo averne provato un infinità. da circa un anno ho trovato dei plettri fantastici, mai un plettro mi aveva soddisfatto in tutti i campi: dal grip al suono. Sono dei dunlop u.s.a. con sopra disegnato un coccodrillo. li ho di varie misure 0,71(viola) 1,14 (blu) 2 (nero). Non so di che materiale siano. Se qualcuno lo sa me lo faccia sapere per favore. grazie
Re:dunlop usa
si li uso anche io, quelli verdi da 1,5. li ho presi a kuala lumpur nel negozio della gibson (che è gestito da un signore cinese che era rimasto molto impensierito allorchè al momento del pagamento ha visto il colore della mia carta postepay :) pensava fosse falsa ) l'anno scorso dopo che come un disperato ho cercato sia li che in australia i miei compianti e mai ritrovati dunlop tortex neri da 1,4...infatti nemmeno questi, che tra l'altro si consumano prima, riescono a sostituirli..il materiale nn lo conosco ma mi sembra che somigli abbastanza a dei vecchi d'addario viola che comprai un 17 anni fa, stessa consistenza di plasticosa, piu o meno stessi colori. io vorrei sapere perche cavolo nn si trovano piu i vecchi tortex neri che erano un mito sulle les paul!!! ah, tanto per la cronaca, nel negozio in malesia c'era un les paul ace freheley nuovo a 2000$usa e pure in australia i les paul standard nuovi stavano intorno ai 1500$au (1$ australiano = 0.60 euro)...fate i vs conti...
Re:dunlop usa
intendevo che uso quelli col coccodrillo, ma ho anche gli stubby da qualche parte :) ...
Re:dunlop usa
Io sono stato un patito dei plettri Fender heavy e non, vuoi anche per solito fascino dei colori e del nome stampigliato su! Fino a che non lessi proprio quì su accordo un altro post, di molto tempo fa, che parlava di "pinne", dove si parlava degli Stubby Dunlop in maniera entusiastica! Incuriosito li comprai! Da allora uso esclusivamente il 2 mm. Da una certa sicurezza "nell'indossarlo"! Per le ritmiche lo uso non dalla punta! Mi sembra strano che quì non sia stato menzionato! Non che abbia importanza ma solo perchè credo che sia "famoso". Ciao
www.zona20020.com
www.myspace.com/lace47
Invece io
Ho usato per qualche anno i plettri in diamante grezzo, ma dopo che hanno cominciato l'embargo con il Sudafrica ho cominciato a fare fatica. Ho usato dei corrieri clandestini, ma dopo un paio di carichi persi nella consegna ho rinunciato. Sono passato a quelli in pelle di doberman, molto validi per le ritmiche agressive, ma è difficilissimo tenere ferma la bestia mentre la si scuoia.
Da un paio d'anni mi sono fatto sagomare l'indice da un chirurgo plastico, ma non mi ha fatto lo spessore desiderato. (io volevo un heavy, tipo Dunlop, lui preferiva il thin della Fender, però riesco ad aprire le buste senza tagliacarte.)
Dopo quelli autocostruiti con banconote da cinquecento euro incollate una sull'altra e ritagliate (tre o quattro a seconda della durezza desiderata) che ho abbandonato per il prezzo leggermente alto, ho adottato una soluzione definitiva: uso una chitarra senza corde, così non mi serve il plettro.
Come ? non ci credete ? Vabbè, è vero, non riesco ad aprire le buste senza il tagliacarte, ma volevo solo farvi fare due risate. Buona musica a tutti. Ailovigols P.S. se per caso vi interessa io uso il plettro che mi capita, spesso quello che ha in tasca il mio amico perchè io li perdo sempre. Ciao.
Re:Invece io
Non per fare lo spaccone, ma i plettri in titanio me li costruisco da me, di diverso spessore a seconda delle esigenze. Inizialmente credevo si trattasse della solita leggenda metropolitana, poi invece ho capito che poteva funzionare bene. Certo non mi sono abituato subito, ed il suono sulla mia chitarra, che ha un bel po' di bassi, ne ha subito risentito, ovviamente migliorandolo. Vorrei solo sapere di chi è stata l'idea............
cerca e ricerca......
....alla fine sono approdato ai plettri di steve vai, che per ora sono il miglior compromesso tra tutti quelli che ho provato. quelli in ottone erano sì "comodi", ma dopo un anno e più mi hanno stancato; i gilbert si consumavano troppo facilmente; gli stubby e quelli a goccia erano perfetti per durezza e punta, ma mi scivolavano dalle mani perchè troppo piccoli. poi ne ho provati tanti altri, spesso irrilevanti, ma per ora questo dell'ibanez è il migliore
Capita come il cacio sui maccheroni...
Proprio oggi ho dato di testa per cercare qualcuno on-line che vendesse un tipo di plettri a cui ormai sono affezzionatissimo: ne ho provati un sacco, ma lla fine dopo gli steve vai da 1 mm sono arrivato agli Jim Dunlop serie xl jazz III DUNQUE POPOLO DI ACCORDO QUI DOVE SONO IO NON LI VOGLIONO VENDERE!!! GIURO NON ME LI RIPORTANO PIU' VI PREGO E VI SUPPLICO SE SAPETE DI QUALCHE NEGOZIO ON LINE O DI QUALCUNO CHE NE HA DA VENDERE DITEMELO PERCHE' MI TROVO VERAMENTE BENISSIMO...insomma dico dopo un sacco di tempo che cerchi quello giusto lo trovi e i negozianti per seguir la moda te lo fanno sparire dal commercio?
HEEEEEEEEEEEEEEEEEEEELLLLP
mavalà!
secondo me vi state intrippando un po troppo. se jimy o angus o jimmy o jeff o ritchie leggessero questo articolo credo si metterebbero a ridere. studiare di più e farsi meno seghe mentali! stefano
Plettri wegen
Proprio oggi mi sono arrivati dall'olanda questi fantastici plettri (una bustina da due "gp 250" per acustica = 25€...). Il mio maestro me li ha consigliati perché: sono ergonomici, indistruttibili (veramente: i suoi usati duramente su un'acustica per due anni non hanno uno striscio), sono di un materiale tra l'osso e la plastica non meglio identificato e soprattutto si va da dio, inoltre migliorano un pelo il suono rendendolo più grosso e morbido (per la forma della punta, non per mie pippe mentali). Se la cosa vi interessa andate su www.wegenpicks.com, ci sono i vari modelli e potete ordinarli. Ciao
Grazie jim dunlop!
Uso solo plettri Jim Dunlop Nylon U.S.A. da 0.60 mm (quelli grigini) e Dunlop Tortex 0.50 mm (quelli rossi con la tartarughina)...
Mi trovo veramente benissimo ed è già parecchio che mi son ostabilizzato su questi, un tocco eccellente..
In un periodo ho usato molto i Tortex da 0.73 (quelli gialli) ma ho notato che li consumavo molto in fretta "arrotondandoli", poi sono passato ai Tortex 0.60, (arancioni) e succedeva la stessa cosa... Mentre con i tortex 0.50 si consumano meno in fretta (e poi il suono mi piace molto di più)...i Jim Dunlop invece mi piacciono molto soprattutto perchè sono pressochè indistruttibili ;-)
Re:Grazie jim dunlop!
La scelta del plettro è strettamente personale,direi,e proprio per questo,dopo averne provati diversi (non troppi,per la verità),la mia scelta è caduta sui classici tartarugati Fender Medium in celluloide,che restituiscono il suono che piace a me,sebbene si consumino relativamente in fretta. Con i Dunlop,peraltro eccellenti,non riesco a suonare;ho voluto provare il tanto blasonato Tortex,ma niente da fare,non riuscivo a dominarlo,mi scivolava in continuazione. Gli unici plettri al di là dei Fender che bene o male non mi creano problemi sono quelli in policarbonato proprio della Jim Dunlop (sono trasparenti e disponibili in diversi colori). Mi sono trovato non bene persino con i plettri antiscivolo,avendo provato solo gli Ibanez e i Dunlop Nylon e Big Stubby.
Non ci riesco!!
Raga, ma io sono l'unico a non saper ancora usare il plettro?? Proprio non ci riesco a suonare Bene con il plettro.. mi viene da affondarlo troppo tra una corda e l'altra e non prendo bene le corde, e non riesco neanche a muovermi veloce più di tanto. Mi trovo molto meglio con le dita, con cui riesco ad avere una discreta velocità, è ovvio che per fare le parti ritmiche o gli accordi uso sempre il plettro.. però per le altre cose.. ancora non riesco ad usarlo, potete darmi qualche consiglio?? O magari qualche sito in cui ne spiega per bene l'uso, grazie.
Re:Non ci riesco!!
Volevo ancora consigliarti di provare diversi tipi di plettro,differenti per dimensione,spessore e materiale,di modo da riuscire a trovare quello più congeniale a te.
Re:Non ci riesco!!
Guarda,voglio consolarti dicendoti che paradossalmente imparare a dominare bene il plettro non è poi così semplice come sembra,anche perchè ognuno di noi deve trovare la posizione giusta per poterlo stringere nel modo più confortevole possibile,tenendo conto poi che anche il sudore delle dita può farlo scivolare,quindi......mettiti l'anima in pace e cerca di esercitarti molto,di modo da riuscire ad eseguire le pennate con scioltezza.
storia del plettro
ciao ragazzi, sono uno studente di disegno industriale e sto lavorando per un progetto di eronomia. Il plettro è il mio tema, ho quasi tutte le informazioni ma nn riesco a trovarne la storia, quando nasce, i materiali caratteristiche e forma. Grazie...
Vendo D'Andrea formula delrex viola 1.14mm
bel thread... e un s
"A mind is like a parachute. It doesn't work if it