Riempiamoci gli occhi di bello

di Giovanni Ghiazza - accordiano #31 | 25 February 2010 @ 07:53 |
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Con questa breve recensione propongo all’attenzione degli appassionati della chitarra un libro di recente pubblicazione dell’editore Lark Books. Si tratta di “Hand Made, Hand Played – The art and craft of contemporary guitars” di Robert Shaw. Il titolo è, letteralmente: “Fatte a mano, suonate con le mani – l’arte ed l’artigianalità delle chitarre contemporanee”.

Nelle 416 pagine, di formato A4 di ottima stampa, l’autore con testi e, soprattutto, belle foto realizza una consistente rassegna della liuteria moderna, che riguarda più di 300 costruttori. Riporto l’incedere iniziale dell’interno di copertina che evidenzia il substrato culturale che, appunto, sta alla base dell’opera: “Gli ultimi 25 anni hanno visto un espolosione di artigiani che costuiscono chitarre a mano, con la profusione da parte di questi di un’attenzione al dettaglio che le industrie non si possono permettere e l’utilizzo di materiali della più alta qualità e con maggiori capacità tecniche che in ogni precedente epoca. Non deve quindi meravigliare il fatto che stiamo vivendo nel più grande periodo della costruzione della chitarra della storia.” L’autore, Robert Shaw, da quel che si apprende nella nota inserita con modestia in coda al libro, è un rubicondo americano, già autore di numerose opere circa le tradizioni artigianali americane. Oltre che chitarrista, è altresì il curatore del museo di Shelburne, oltreché consulente di musei e collezionisti degli USA. Un biglietto da visita di tutto rispetto, dunque, e questo libro ne è conferma.
Andiamo allora ad esaminarne il contenuto. Il libro apre con un’introduzione di alcune pagine che sviluppa, con l’ausilio di fotografie ed interventi di alcuni protagonisti, l’idea di base della “nuova epoca d’oro”. Seguono quindi le sezioni dedicate alle varie tipologie di chitarra acustica (ben 257 pagine): chitarre antiche riprodotte, classiche e flamenco, acustiche flattop, harp, bassi acustici, archtop e altre jazz, hawaiane e resofoniche. Le seguenti 132 pagine sono dedicate a “l’altra metà del cielo”, cioè le chitarre elettriche: hollow e solid body, bassi elettrici.
L’organizzazione dell’opera, molto ordinata, prevede una pagina per strumento, o, in alcuni casi, la pagina standard affiancata da una pagina intera votata ad un particolare fotografico di straordinaria bellezza. Ciascuna pagina è sovrastata dal nome del costruttore e del modello riprodotto, che viene fotograficamente esposto nella sua interezza. Si trovano poi alcune righe di presentazione del liutaio, della sua filosofia costruttiva o delle caratteristiche del particolare strumento. Ogni pagina riporta altresì una piccola tabella dove vengono riportate le caratteristiche dimensionali, i materiali e l’hardware utilizzati per lo strumento in questione.
Il libro si conclude con informazioni di riferimento ed approfondimento: bibliografia, siti internet, organizzazioni, commercianti e consulenti, indice dei fotografi, ed infine l’indice alfabetico, completo di indirizzo web, di ciascun costruttore.
Il libro ha un prezzo di copertina di 39,95 dollari, ma nelle librerie internet compare a meno di 25. Li vale tutti, ma proprio tutti.
Mi concedo ora qualche amena considerazione conclusiva. Con atteggiamento campanilistico ho notato che sono stati inseriti solo due costruttori italiani: Manne, con una solid body, e Rodolfo Cucculelli, con un’originale classica ad undici corde. Mi sembra un po’ poco, ma mi astengo dallo speculare in ordine alle motivazioni di tale sottostima. Di converso, disseminati nelle varie sezioni, ci sono un buon numero di europei e, udite udite, la copertina è stata addirittura dedicata ad un particolare di una archtop di Frans Elferink, liutatio olandese. Altra cosa simpatica è che, viceversa, di cognomi di italica origine ce ne sono a bizzeffe.
Questo libro può essere un ottimo calmante degli attacchi di GAS, perché con poca spesa ci si possono riempire gli occhi di bello, e per un bel po’ di tempo, visto che è tutto sommato una pubblicazione corposa. Ma attenzione: è altresì un ricettacolo del virus: è un attimo passare dal vedere all’invaghirsi, contattare e comprare! Ed in effetti, stante l’abbordabilità di ottimi strumenti di produzione industriale, la reperibilità di riedizioni originali di “pezzi storici” che più uguali non si può, i prezzi e la scarsità, almeno in Italia, di vintage, quale altro sfogo per la GAS acuta ci sarà se non una bella chitarra “custom made” di liuteria?
Buona lettura!

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Tutti i commenti

  • applausi
    di Lauro - accordiano #1550 | 25 February 2010 @ 09:07
  • Bello!!
    di mytele - accordiano #19958 | 25 February 2010 @ 09:32
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    "Sure I like country music, I like mandolins, but
  • che forza!!!
    di Burats - accordiano DOC #16167 | 25 February 2010 @ 13:21
  • Mancano le chitarre di Diumafe
    di Audiofilox - accordiano #11909 | 25 February 2010 @ 14:27
  • lo trovo molto inter
    di silversoul93 - accordiano #22910 | 25 February 2010 @ 22:15
  • Dottissima segnalazi
    di Cukoo - accordiano #17731 | 25 February 2010 @ 22:57
  • ANCHE L 'OCCHIO
    di Spilung - accordiano #20537 | 26 February 2010 @ 10:12
  • Lo vogliooooooooooo!
    di sepp - accordiano DOC #10489 | 26 February 2010 @ 12:44
  • preso!
    di Massimo Panchetti - accordiano #22 | 31 December 2010 @ 17:53

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