Il riverbero a molla in un pedale

di redazione - accordiano DOC #116 | 07 June 2005 @ 09:10 |
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Bob scrive: C’è un effetto a cui anche i chitarristi più spartani non sono disposti facilmente a rinunciare: il riverbero. In dotazione di molti amplificatori fin dai primi anni ‘60, il riverbero colloca il suono in una dimensione spaziale donandogli profondità e fascino. Questa “terza dimensione” sonora è probabilmente l’unico effetto universalmente ricercato dai chitarristi, al di là delle barriere tra i generi, siano essi dediti alle sonorità pulite di una chitarra acustica o axemen amanti di una distorsione accentuata.

Il riverbero incorporato negli amplificatori a valvole degli anni ‘60, ideato dalla Hammond, è basato su un principio meccanico: una parte del segnale viene amplificato da una valvola e deviato attraverso un trasduttore in un contenitore metallico (la cosiddetta “tank”) contenente due o più molle che vibrando simulano un effetto di riverberazione ambientale; un secondo trasduttore posto all’altra estremità delle molle preleva il segnale trattato e lo invia ad un secondo stadio di amplificazione valvolare. Una manopola regola l’intensità dell’effetto miscelando una quantità di segnale proveniente dalla tank con il segnale diretto.
Questo dispositivo, che nell’era della tecnologia digitale potrebbe apparire primitivo, in realtà risulta tuttora ineguagliato per calore e profondità. Il riverbero a molle, pur non essendo “realistico”, se paragonato ai più sofisticati processori da studio, conferisce al suono della chitarra quel caratteristico “alone” caro ad intere generazioni di musicisti.
Particolarmente apprezzato era il riverbero degli amplificatori Ampeg e degli amplificatori Fender anni ’60, i cosiddetti “Blackface”, che generalmente montavano al loro interno una tank marchiata Accutronics.
Tuttavia alcuni dei più diffusi ed amati modelli di amplificatori vintage non includono il riverbero; basti citare i celeberrimi VOX AC 30, Marshall Bluesbreaker e Fender Bassman 4-10.
Quale risoluzione rimane allora da adottare, per il chitarrista che non voglia rinunciare al mitico “Spring Reverb”, pur volendo rimanere fedele al proprio Marshall Plexi, VOX o Fender tweed?
Certo, già dai primi 60’s Fender pensò bene di rendere disponibile il riverbero valvolare anche come unità a sé stante. Queste unità, riprodotte anche in tempi recentissimi, hanno però il difetto di essere delicate ed ingombranti nel trasporto, scomode nella gestione del set-up e assai costose.
Per risolvere questa annosa questione Tris Mahaffey, leader della giovane casa americana Songworks, ha avuto una pensata semplice ma pressoché inedita, quella di racchiudere tutto il fascino di un “blackface reverb” in un effetto a pedale pratico e compatto: il “Little Lanilei”.
Diciamo subito che non si tratta di un prodotto industriale costruito su vasta scala, ma di un cosiddetto “boutique pedal”, ovvero un prodotto semi-artigianale; tendenza che oggi raccoglie un crescente consenso tra i musicisti affamati di proposte di qualità. Il costo di questa unità, comprensivo di spese di spedizione e di importazione, supera i 200 Euro, dunque è un prodotto destinato ad una utenza “di fascia alta”.
Nel “Little Lanilei” le valvole hanno lasciato il posto ad un driver stage a transistor e ciò ha permesso che il circuito potesse essere tranquillamente racchiuso in un formato stompbox.
Il segnale pre-amplificato dal driver passa attraverso una autentica tank Accutronics, alloggiata all’interno del pedale. La tank contiene tre molle, è lunga otto pollici (circa 20 cm), ed è il modello più piccolo nella linea di produzione Accutronics; ciò spiega la forma allungata del Little Lanilei e le sue dimensioni non propriamente “tascabili”.
Il funzionamento di questo effetto è estremamente semplice ed intuitivo. Le manopole di controllo (in stile vintage, tipo “chicken head pointer”) sono solo due: un “gain” che regola la quantità di segnale che esce dalla tank ed un controllo che regola il mix tra il segnale pulito e quello riverberato.
L’alimentazione elettrica è conforme al più diffuso standard tra gli effetti a pedale in quanto è comodamente affidata ad una pila da 9V o in alternativa può essere fornita da un comune trasformatore esterno da 9V tramite presa mini-jack.
Lo sportellino per accedere al vano di alloggiamento della pila è collocato sul fondo del pedale ed è chiuso con due viti, è un sistema assai scomodo: sostituire una pila “al volo” durante un concerto potrebbe divenire un’operazione disperata. Sullo sportellino, inoltre, sono avvitati due bulloncini che sporgono rispetto ai piedini in gomma, rendendo l’effetto leggermente “claudicante”.
Su un prodotto di questa categoria avremmo preferito vedere un led dalle dimensioni più generose e delle prese jack ed uno switch in metallo anziché in plastica. Questa scelta comunque potrebbe essere in parte giustificabile se si considera che in un riverbero lo switch viene adoperato di rado in quanto in genere, una volta inserito, viene lasciato acceso per la maggior parte del tempo. Inoltre l’effetto è dotato anche di uno switch remoto ausiliario che si collega ad una apposita presa jack sita sulla parte anteriore; ciò serve ad evitare che l’utilizzo dello switch “on board” vada a sollecitare in maniera indesiderata le molle creando il tipico “scroscio temporalesco” generato dall’urto con le pareti della tank. L’unità comunque non produce facilmente rumori indesiderati, anche se il tocco non è propriamente quello di un “piedino di fata”. Il pedalino remoto ausiliario si rivelerà anche utile qualora decidiate di posizionare il riverbero sul vostro amplificatore.
Questa soluzione sembrerebbe incoraggiata anche da un’altra singolare caratteristica: i jack di ingresso e quello di uscita hanno il senso invertito rispetto a quello universalmente adoperato da tutte le altre stompbox.
Veniamo adesso al suono. La prima piacevole sorpresa è che l’unità funziona in “true bypass”, ovvero quando l’effetto è disinserito il percorso del segnale non viene interessato dal circuito ed il suono che fuoriesce dalla chitarra (e/o dagli altri effetti anteposti nella catena) rimane virtualmente invariato. Nessuna differenza apprezzabile vi è tra il suono della chitarra con l’effetto disinserito ed il suono della chitarra collegata direttamente all’ampli, cavi permettendo. Azionando l’effetto, il segnale subisce un minimo calo di volume mantenendo però assolutamente inalterate con grande trasparenza tutte le caratteristiche timbriche e le frequenze sonore del vostro suono. Il funzionamento è veramente esente da qualsivoglia rumore di fondo, non c’è neanche il fruscio tipicamente introdotto dal riverbero di molti amplificatori.
Con le due manopole regolate a circa tre quarti della corsa, il riverbero che fuoriesce da questa “scatoletta” è profondo e avvolgente e, con la sua circuitazione analogica al 100%, tutto il calore del suono della chitarra rimane preservato. Per avere dei termini di paragone, il riverbero del Little Lanilei risulta molto più convincente del riverbero “spring” emulato dalla circuitazione digitale dell’ Electro Harmonix Holy Grail ed è davvero somigliante al riverbero a molle di un vecchio ampli Fender con il controllo a due e mezzo/tre. Sicuramente un vecchio Ampeg valvolare o una unità di riverbero Fender vintage mantengono un tocco di profondità in più rispetto al nostro pedale, ma il Little Lanilei si lascia comunque apprezzare per la piacevole spazialità prodotta, con buona pace di “Marshallisti” e “Voxiani” impenitenti.
Quando però la Songworks promette effetti di “deriva nello spazio da pellicola di fantascienza anni ‘50” o surf alla Dick Dale, si spinge decisamente al di là di ciò che è in grado di mantenere: le manopole, infatti, fino ad una buona metà della corsa producono soltanto un riverbero appena percettibile. I campi di applicazione più estremi rimangono dunque fuori dalla gamma di impiego di questo pedale che rimane relegato al compito di creare il caratteristico “alone di riempimento” tipicamente prodotto dai riverberi a molle vintage.
Lasciando fuori l’effettistica digitale, gli unici concorrenti diretti del Lanilei sono il Danelectro “Spring King” ed il Van Amps “Reverbamate”. Il primo è decisamente un prodotto industriale, riservato ad una fascia di utenza meno esigente e, nonostante la presenza di autentiche molle al suo interno, ha ancora una circuitazione sostanzialmente basata su tecnologia digitale, tanto è vero che il riverbero funziona anche sganciando le molle! Il Reverbamate, dall’estetica molto accattivante, soffre invece di una progettazione che ne rende l’impiego alquanto “macchinoso”, a cominciare dall’alimentatore dedicato da 12V, peraltro non disponibile in versione europea, per arrivare alla doppia uscita che ne rende impossibile l’impiego con amplificatori monocanale o a monte di altri effetti (ad esempio una A/B box).
In conclusione Il Songworks “Little Lanilei” è un apparecchio che, pur avendo i suoi difetti, può a buon diritto fregiarsi del titolo di “miglior riverbero a molle in formato stompbox” disponibile attualmente sul mercato. L’augurio è che qualche valido costruttore italiano sappia seguire l’esempio di Tris Mahaffey producendo una unità dalle caratteristiche davvero “vincenti”.


ndr: Articolo partecipante a Quizzarone estate 2005.

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Tutti i commenti

  • interessante
    di NFT - accordiano #4340 | 07 June 2005 @ 10:52
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    www.myspace.com/paolonftube
  • interessante
    di saintlucifer - accordiano #5354 | 07 June 2005 @ 11:06
    • Re:interessante
      di bobchill - accordiano DOC #6868 | 07 June 2005 @ 22:05
  • Van Amps Reverbamate
    di sassopazzo - accordiano #5959 | 08 June 2005 @ 06:26
  • dano
    di Andre - accordiano #1408 | 08 June 2005 @ 11:27
    • Re:dano
      di bobchill - accordiano DOC #6868 | 08 June 2005 @ 16:23
      • Re:dano
        di Andre - accordiano #1408 | 08 June 2005 @ 17:34
  • Danelectro spring king
    di Intruso - accordiano #8459 | 16 September 2005 @ 13:42
    • Grandi Indecisioni
      di ale1977 - accordiano #6474 | 01 May 2006 @ 22:09
      • Re:Grandi Indecisioni
        di Intruso - accordiano #8459 | 02 May 2006 @ 07:31
        • Re:Grandi Indecisioni 2
          di Intruso - accordiano #8459 | 02 May 2006 @ 11:37
          • Re:Grandi Indecisioni 2
            di aleuzi - accordiano #17704 | 24 January 2009 @ 16:52
            • Re:Grandi Indecisioni 2
              di Intruso - accordiano #8459 | 26 January 2009 @ 03:27
              • Re:Grandi Indecisioni 2
                di aleuzi - accordiano #17704 | 26 January 2009 @ 09:33
  • distorsione
    di leonardomirenda - accordiano #32393 | 23 January 2012 @ 22:57

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