Molti chitarristi si sono trovati nel tempo a fronteggiare il problema dell’elettrificazione della chitarra acustica. La genesi di questa esigenza è disparata: vuoi la per necessità di aggiungere una voce acustica al sound della propria rock band, oppure per animare una festa tra amici, o in vista di un’esibizione da fingerstylers solitari.
Le soluzioni possono essere diverse, ognuna con i suoi pregi ed i suoi difetti: in primis il chitarrista può optare per i diffusissimi “piezo da sottosella”, spesso accompagnati da preamplificatori “on board” che assomigliano a citofoni che violentanto le fasce delle ns. amate dread; oppure stanno tornando in auge anche i pick up magnetici da buca, o microfoni a condensatore interni. Questi sistemi, a fianco del “plus” rappresentato da una generale semplicità di utilizzo, presentano per contro aspetti negativi, quali, generalizzando un po’, una resa “plasticosa” e che capta unicamente la vibrazione del ponte (i primi), piuttosto che la sola vibrazione delle corde - con un risultato simile a quello di una chitarra chitarra elettrica - (i secondi), quanto un suono “intubato” e troppo sensibile al feedback gli ultimi. Va detto che nel tempo le proposte dei vari produttori si sono progressivamente sofisticate, con un miglioramento dei risultati che, accompagnati da una sana equalizzazione, possono fornire risposte più che valide, mentre la combinazione di due sistemi di trasduzione (piezo+magnetico oppure piezo+mic) aiutano spesso a compensare le singole carenze.
L’americana K+K SOUND fornisce nel suo ampio catalogo una serie di soluzioni decisamente interessanti ed adatte a numerosi strumenti acustici: troviamo, oltre ai trasduttori per chitarra acustica e classica, pick up per resofonica, violini, ukulele, mandolini etc.
Analizziamo ora il soddisfacente “Mini Pure Western” per chitarra acustica.

Trattasi di un trasduttore composto da tre “pastiglie” da incollare con la fornita colla ciano-acrilica sotto la tavola armonica, all’altezza del ponte. I cavi che “escono” dalle pastiglie si riuniscono in un solo cavo che termina in un “end-pin jack” utilizzabile anche come bottone per la tracolla. Il sistema quindi è poco invasivo, di fatto lo strumento viene intaccato unicamente dal buco da fare con il trapano per ospitare il jack. Come suona questo Pick-Up: Il Mini Pure suona bene! Il suono esce molto naturale e soprattutto molto simile nella resa a quanto ottenuto con un microfono esterno di qualità. Pur operando secondo un principio piezo elettrico la risposta è priva della già citata “plasticosità” dei piezo da sottosella. La sensibilità al feedback è contenuta, anche se non inesistente, ed una certa attenzione andrà comunque portata alla posizione del musicista rispetto ad ampli e casse. Altro pregio non indifferente è dato dal fatto che pur essendo un pick up passivo, il segnale di uscita è piuttosto robusto, tale da interfacciarsi adeguatamente a qualsiasi ampli da acustica o ad un mixer.
K+K fornisce comunque anche una bella serie di pre-amp dedicati. Personalmente ho testato approfonditamente il “Dual Channel Pro” che come dice la parola fornisce la possibilità di trattare due segnali: quello del Pure western e quello di un altro trasduttore, tipo un magnetico piuttosto che un mic.

Ciò è facilitato dal fatto che l’end pin jack fornito con il Pure Western è predisposto per accogliere anche i due cavi di un altro trasduttore, è suficiente una saldatura. Il preamp presenta controlli esterni di volume separati per i due segnali, una coppia di uscite singole, volendo usare due canali del mixer con equalizzazioni diverse; utilizzando la sola uscita left si preleva comunque un comodo segnale mono già mixato delle due sorgenti. Internamente il preamp presenta dei trimmers per gain, bassi, medi ed acuti con estesa possibilità di intervento (+- 15 db), separati per ogni canale. In questo caso, se da un lato la soluzione fornisce ampia possibilità di modellare i segnali (con una dread ad esempio è opportuno tagliare fortemente i bassi di per sé ridondanti) per contro risulta un po’ scomoda da regolare, stante il fatto che i trimmers sono interni. Va quindi utilizzato un approccio “set & forget” modellato sul singolo strumento, lasciando ulteriori regolazioni correlate a necessità ambientali che si possono presentare nelle singole occasioni a devices esterni (in buona sostanza al mixer o all’ampli). Il preamp migliora sicuramente la resa del sistema, anche senza stravolgerla; è alimentato con le classiche pile da 9 volts (quelle tipiche degli effetti da chitarra, proprio quelle che ti “impiantano nel bel mezzodi una serata…).
L’utilizzo del Dual Channel Pro diventa per contro indispensabile se si abbinano due forme di trasduzione. Ad esempio l’abbinamento di un pick-up magnetico passivo (quale ad esempio il Fishman Mod Neo-D, pick up caratterizzato da una risposta molto equilibrata pur con una potenza di uscita di per sé non esaltante) al “mini pure” consente di ottenere un risultato finale caratterizzato da un bella “complessità” con frequenze ben dettagliate su tutta la gamma e dove la naturalezza del K+K si sposa con l’attacco bello e deciso del magnetico. La possibilità di mixare le due sorgenti sul preamp fornisce altresì ampia versatilità: si può favorire ad esempio il Fishman per strumming e linee a note singole oppure interessante privilegiare il K+K negli arpeggi, dove la sua insuperabile naturalezza viene aiutata da un pizzico di attacco in più da parte del magnetico.
In definitiva K+K ci fornisce soluzioni di levatura professionale a costi tutto sommato sostenibili. I prodotti non sono molto diffusi sul territorio nazionale, ancorchè Music Gallery ne abbia iniziato da qualche anno l’importazione. L’acquisto diretto sul sito del produttore segnalato nelle risorse è per contro decisamente agevole, con un servizio sicuramente serio, rapido e professionale, più volte testato personalmente.
sto meditando....
Re: sto meditando....
Ciao Lorenzo, grazie per l'articolo, vorrei ...
Maurizio
oopps, scusa il ritardo...
Martin d41
Re: Martin d41