tushio scrive: sono un collezionista di chitarre sfigate. siccome mi piace avere in giro per casa tante chitarre, al momento ne ho quattordici, e non essendo particolarmente pieno di soldi, la mia regola di base è che le chitarre che compro non devono costare usate più di 300/400 euri. poi le chitarre me le coccolo, le suono, e ci sperimento sopra sostituendo quel che mi pare opportuno sostituire. ogni tanto ne vendo una e ne ompro un’altra. diciamo che il mio obiettivo è riuscire a trasformare una chitarra da 300 euri nella chitarra perfetta. se qualcuno si chiede perché compro quattordici chitarre da 300 euro per cercare di migliorarle anziché venderle tutte e prendere una paul red smith, la risposta è che casa mia sembrerebbe molto più vuota e che mi divertirei molto meno. e poi perché con la collezione di farfalle non ci casca più nessuna da un sacco di tempo, la collezione di chitarre da qualche chance in più con le ragazze.
non voglio parlare in questa sede dei soliti esperimenti di ordinaria amministrazione, tipo sostituzione dei pick up, delle corde o dei tasti di vario spessore, dato che ogni cambiamento di suono dato da modifiche di questo genere è misurabile solo in maniera soggettiva (a me piacciono tasti larghi, humbucher seymour e corde 0.10, tu invece preferisci tasti sottili, singoli lindy fralin e corde 0.13, abbiamo due chitarre che suonano bene e siamo contenti tutti e due).
con questo articolo vorrei invece sollevare la questione: come migliorare il sono di uno strumento in maniera oggettiva. va bene, oggettivo fino a un certo punto, magari a john spencer non gliene frega niente di avere attacco e sustain sulla sua chitarra, ne ho tirato fuori uno a caso, magari invece gli frega, però facciamo finta che per il 99% dei chitarristi su questo forum una chitarra con tanto attacco e sustain sia molto meglio di una chitarra priva di attacco e sustain.
insomma, si è parlato in passato su accordo di pick up, di schermature, tasti, meccaniche, ponti e materiali vari per costruirli. vorrei provare ad ampliare un po’ il discorso.
facciamo qualche esempio. ho una yamaha blues saraceno, la plaid, per chi la conosce. ha di serie un floyd su licenza della takeuchi. già di suo, con due humbucher seymour sostituiti agli originali economy, suona benone. un giorno trovo sul mercatinomusicale un floyd schaller nero. lo compro, arriva, lo peso, una trentina di grammi più pesante del takeuchi. lo monto sulla plaid, suono tre note a caso: attacco e sustain magicamente raddoppiati, armonici artificiali che partono al minimo tocco. vado a guardare bene, lo schaller ha una delle sellette nere un po’ consumata, e sotto al nero il metallo è giallo. oro non è di sicuro, mi viene da pensare che probabilmente si tratta di bronzo, o di una lega molto vicina al bronzo.
telecaster fender japan nata con un ponte in stile vintage top load. butto via il vecchio ponte, compro un ponte fender american standard, sei fori sul body col trapano a colonna, sei boccole ovviamente in bronzo, ed ecco una bella tele con le string trough body. risultato: sustain “infinito” rispetto a prima. (infinito l'ho messo tra virgolette perchè anche con le corde passanti, la tele resta sempre la tele, non si trasforma mica in una gibson col manico incollato!)
altro esempio. washburn N2 del mio amico liutaio. suona bene anche lei così com’è, però in sala prove nel mix si impasta un po’, non riesce a venir fuori nonostante numerosi smanettamenti sulle regolazioni della testata. il liutaio si fa fresare da un amico un paio di blocchetti di bronzo di diversa misura, e – opportunamente modellati – li avvita al body della chitarra dentro al vano elettronica. risultato, con due blocchetti di bronzo la N2 pesa quanto un lespaul. ma c’è qualcosa che non va, il sustain sembra essere diminuito anche se il suono generale nell’ampli è migliorato. toglie uno dei due blocchetti, ora la chitarra è rinata, suono generale più corposo, sustain aumentato, il punto debole della chitarra così come era prima è stato eliminato, ora di frequenze basse ne ha da vendere, buca il mix sia nelle ritmiche che nei soli. il tutto con un cubo di bronzo e due viti. l’altro cubetto me lo son portato a casa e l’ho avvitato nel vano elettronica della mia plaid. sarei curioso di farla provare a blues saraceno in persona per sentire cosa ne pensa…
ora stiamo aspettando che l’amico fresatore del bronzo ci faccia un paio di blocchi per sostituire il blocco di ancoraggio molle alla base dei floyd rose takeuchi (anche sulla N2 il floyd è fatto su licenza dalla takeuchi, e pure io ho in casa un’altra N2). li facciamo fare con il doppio dello spessore del pezzo originale. appena arrivano li montiamo poi vi faccio sapere.
ora tocca a voi. agli smanettoni e ai liutari più o meno esperti. vorrei sapere se e come avete provato a migliorare il suono di uno strumento. ripeto, non sto parlando della sostituzione di un pickup, ognuno ha i suoi preferiti e va bene così, parlo di modifiche strutturali più o meno invasive che hanno portato un miglioramento come dicevo prima oggettivo al vostro strumento
sellette del ponte
"lo schaller ha una delle sellette nere un po’ consumata, e sotto al nero il metallo è giallo. oro non è di sicuro" forse è ottone? ricordo che sulla mia prima ARIA PRO II il ponte era kahler (?) quasi interamente in ottone.
voglio articoli più selezionati
Re:sellette del ponte
Le sellette Shaller sono in acciaio il quale,per essere cromato,ha necessità di essere preventivamente preparato. Sull'acciaio viene depositato uno strato di rame (ramatura) sopra il quale normalmente viene depositato un successivo strato di nichel ed infine il cromo che può essere nero come il tuo caso o il classico cromo brillante dei rubinetti. Ciao. Lauro. Alecb.
miglioramenti oggettivi
Accertati se quello che tu definisci bronzo sia in realtà ottone.
Re:miglioramenti oggettivi
ottone, non bronzo, chiedo perdono. comunque il concetto è quello, roba che aumenti la massa risonante...
<p>tushio
www.myspace.com/tushio</p>
Re:miglioramenti oggettivi
Potresti postare una foto di come è stata collocata la massa in ottone nel vano elettronica? Grazie anticipato.
acciao, non bronzo
come suggerito da altri concordo che lo shaller è in acciao... Ma c'è una caratteristica che hai sottovalutato...magari i pezzi che formano il takeuchi sono in varie parti di acciaio saldate tra di loro mentre lo shaller è fatto (escuse le minuterie, le sellette etc...) in un pezzo fuso (credo si dica "pressofuso"). Questo, insieme alla qualità stessa dell'acciaio usato, è il motivo del migliore suono di un ponte rispetto ad un altro (ed è anche il motivo dell'aumento di prezzo). Per quanto riguarda gli inserti di metallo nel corpo delle chitarre è una materia che m'ha sempre incuriosito e affascinato... già la Kramer in origine faceva i manici delle sue chitarre (ma se non erro anche qualcun altro prima) in acciaio e poi in legno & acciaio... Il suono, a detta di chi le ha provate, era...indovina? Ferroso :-) ma con un sustain e una capacità di "buacare" nel mix incredibile...le stesse cose che hai sperimentato te e il tuo amico liutaio... l'unico problema è la tolleranza climatica di un'accoppiata metallo legno... ad un cambio di stagione ovviamente il metallo e il legno si dilateranno...ma in maniera diversa...ed allora, ti auguro di no, il metallo, magari con l'andare del tempo, potrebbe far sorgere delle crepe sul legno... Ciao.
Sauro Gaggioli
www.myspace.com/SauroG
<i>- I've n
Re:acciao, non bronzo
beh, per quanto ne so, il takeuchi e molti altri rimilari son fatto con una piastra che viene poi piegata per fare la piastra del ponte, mentre il buon schaller, e credo anche il floyd originale, ha la piastra pressofusa. in entrambi i casi, mi pare che comunque la parte sotostante, il blocco di ancoraggio delle molle, non è un tuttuno con la piastra, ma è appunto un blocchetto a parte fissato con le solite tre viti
<p>tushio
www.myspace.com/tushio</p>
Re:acciao, non bronzo
La pressofusione si usa solo per alluminio e leghe simili. La fusione dell'acciaio è economicamente controproducente.Molto più facile che le parti in questione vengano ricavate dal pieno mediante fresatura. Particolare importante : se i particolari in questione vengono piegati e saldati, molto probabilmente si parte da trafilati in FE a basso tenore di carbonio, o .se invece li si ricava dal pieno, molto più facile che si parti da materiali tipo C40 , più ricchi di questo additivo.
Re:acciao, non bronzo
Rettifica:è datato 01 gennaio 1970 quando compare nella pagina per la risposta mentre in Home Page compare la data odierna.Ma quando cazzo l'hai spedito,ieri o nel 1970? Ciao, Lauro. Alecb.
Re:acciao, non bronzo
La base dei ponti Shaller è ottenuta tramite pressofusione utilizzando una lega di zinco:è la stessa tecnologia che utilizza la ditta per le meccaniche,da sempre.Il blocco inferiore è in ottone lavorato con macchine CNC. Le sellette sono in acciaio sinterizzato ed indurite da 55 a 60 gredi HRC. La piastra di base dei Floyd Rose è in acciaio credo 38 NCD 4 ed è ottenuta quasi sicuramente da lamiera o da barra.Le sellette sono pure sinterizzate mentre il blocco inferiore cento a una è tratto pure da barra d'ottone (questo non l'ho mai verificato....) In alternativa potrebbe essere fatto pure in acciaio sinterizzato come il blocco inferiore Fender American Standard Tremolo,ma vista la semplicità costruttiva del pezzo credo proprio ottone in barra 40 x 8.Stupito? E' solo il mio lavoro e se non conoscessi tutti di tutti sui ponti sarei fottuto...eheheh.
Non esiste saldatura alcuna in nessun ponte tremolo esistente.
Detto ciò mi fa piacere immenso aver trovato in rete qualcuno che sia preparato in meccanica. Pacoseven,dove azzo stai cho ho bisogno di te? E perchè il tuo post è datato 1 gennaio 1970? Ci ha messo 35 anni per arrivare.....sono convinto che la colpa sia del Biraghi...eheheh.
Lauro. Alecb.
Re:acciao, non bronzo
Scusa Lauro, approfitto della tua super-competenza per chiederti se i Vostri ponti AlecB hanno bisogno di modifiche al corpo della Strato o se possono tranquillamente sostituire il vecchio ponte a 6 viti senza scovolgersi la vita. Uso come seconda chitarra una Strato "Baglioni edition" (...e non ridete!) che monte le meccaniche vintage dorate cosi' come il ponte vintage a 6 viti. Dato che possiede 0 (zero) sustain rispetto all'altra Strato Usa, ho pensato di sostiture il ponte e le meccaniche; Vorrei optare per un Vostro AlecB dorato: quale modello pensi sia piu' adatto al caso? (premesso che non debba sottoporre la chitarra a nuovo scasso...) Vorrei conservare l'effetto dorato e guadagnare , quanto piu' possibile, sustain ed armoniche. Grazie anticipate.
Stefano
Re:acciao, non bronzo
Il montaggio dei ponti serie 45 prevede una fresatura nel corpo peraltro coperta dal ponte stesso.Il sistema funziona alla perfezione se,oltre alla sostituzione del ponte stesso da parte di persona qualificata,vegono sostituite pure meccaniche e capotasto. Non ricordo che ponte monti la Baglioni,penso quello coreano con le 6 viti più ravvicinate che non il classico Vintage Fender. Io ti consiglio di sostituire,se fosse così,il ponte coreano e montare un replacement della Gotoh a 6 viti che,oltre a costare poco,si accoppia perfettamente ad una Strato come la tua e ne incrementa le caratteristiche sonore e di sustain. Per stabilire se il tuo ponte è coreano ti basta togliere il coperchio molle i verificare se il blocco dove sono fissate le molle ha uno spessore continuo di 13 mm. oppure è fatto a cuneo e non è verniciato ma di stampaggio.Nell'ultimo caso si tratta di quello coreano da sostituire. I ponti Gotoh penso li possa trovare da Music Gallery a Milano ma sono anche reperibili penso in molti negozi italiani dato che diverse ditte lo importano. La sigla del ponte è GE 101 T finitura Gold. Il montaggio dovrà essere comunque fatto da personale competente dato che comunque i vecchi fori in tal caso dovranno essere tappati e sostituiti con nuove forature. Ciao. Lauro. Alecb.
Re:acciao, non bronzo
Tutti e 2 i ponti sono costruiti in 2 pezzi:la base plate ed il blocco inferiore d'aggancio molle.La bese plate dello Shaller è molto piu spessa e pesante e questo dona più sustain.
Ciao. Lauro. Alecb.
Re:acciao, non bronzo
mi inchino alla competenza...!
:-)
z3r0
Sauro Gaggioli
www.myspace.com/SauroG
<i>- I've n
Re:acciao, non bronzo
Costruendo ponti le conosceze delle problematiche inerenti sono obbligatorie.....
Qualche anno fa fui pure invitato a visitare gli stabilimenti Shaller e trascosi un intero giorno in compagnia del titolare che mi spiegò la loro filosofia costruttiva e mi fece vedere tutte le fasi di lavorazione....effettuate per la maggior parte utilizzando macchinari iteliani.
Ciao. Lauro. Alecb.
la penso come te
anch'io come te amo circondarmi di chitarre e come te ho rifiutato concettualmente l'esborso di grandi cifre. E così mi ritrovo ad avere un discreto numero di chitarre, di medio costo e tutte customizzate...o assemblate pezzo x pezzo. Queste le modifiche :
IBANEZ RG 12 CORDE : Una bella, e rara, elettrica solidbody 12 corde con ottimi pickup splittabili, buoni legni e hardware dignitoso. Mi sono limitato a sostituire il capotasto in plastica con uno in ottone rivestito e applicato un abbassacorde sulla paletta (sempre in ottone). Questi due accorgimenti hanno risolto gli unici due problemi della chitarra,
BROWNSVILLE CHOIRBOY (quella vera, made in NewYork). La chitarra in questione non si allontana molto dalla filosofia progettuale delle danelectro ma da queste si differenzia per l'utilizzo di hardware eccellente e di pickup sublimi. Il punto debole era costituito dalle meccaniche...troppo "piccolette" per tenere bene anche con scalature + grosse. Detto fatto, schaller autobloccanti e chitarra perfetta!!.
Yamaha AEX1500 Martin Taylor. Chitarra già perfetta di suo ma con qualche neo...il non perfetto assemblaggio delle parti in plastica (elettronica del piezo, coperchi e pannelli..etc..) causava delle fastidiose vibrazioni avvertibili con l'uso del piezo. Ok, smontate...guarnizioni morbide nello scasso e tutto torna perfetto.
Epiphone LP Slash. I legni, la tastiera e i pickup erano ottimi di base. Ho sostituito le meccaniche originali (una cagata) con delle sperzel e ho applicato un fine-tuning al ponte. Risultato : una bomba!
E quest'ultimo rappresenta il caso + emblematico : Ho ceduto alla tentazione di acquistare una famigerata STAGG mod. Jaguar..a 180 Euri...nuova!!! Ho pensato subito ad una chitarra in multistrato con tastiera ridicola, insomma ho temuto davvero di aver comprato un ciocco da camino. E invece...sono rimasto sbalordito!!! La chitarra, perfettamente rifinita in tutte le sue parti, ha un corpo in alder massello, un manico in acero pezzo unico e una tastiera di ottimo palissandro. I tasti applicati a regola d'arte e una buona verniciatura. Con questi presupposti, customizzare la piccolina sarebbe stato un vero sballo. Detto fatto...individuati i punti deboli (Meccaniche in primis) faccio le dovute modifiche/sostituzioni e con pochi spiccioli ho un chitarroneeeee!!!!
<p>Volver Music</p>
ne avevamo parlato
riguardo la sostituzione del ponte su una strato. infatti, sostituendo il ponte di una Std. USA, fatto in una lega scadente, con un Wilkinson/Gotoh VG-300, il suono è rinato, come hai descritto tu: più sustain, più armonici....più tutto! capotasto e ponte, spesso sottovalutati, sono parti fondamentali nel suono di una chitarra, sia elettrica che acustica. infatti abbiamo detto tante volte che bisogna prima suonare la chitarra da spenta, e sentire come risuona, poi collegarla all'amplificatore: sicuramente, una chitarra che risuona bene da spenta e poi suona così così collegata all'ampli, si potrà migliorare con successo mediante la semplice sostituzione dei pickups, viceversa, una chitarra che risuona poco da spenta, anche se suona discretamente se collegata, perchè ha buoni pickups, avrà poco margine di miglioramento. ciao, Floyd
Floyd - www.wallproject.it
Re:ne avevamo parlato
Vorrei tirare un po' le redini della discussione... faccio il papino rompiscatole. va bene, fin qui abbiam parlato di ponti, di che materiali son fatti e compagnia bella. è intervenuto lauro alecb, cosa che mi onora e mi fa davvero piacere (speravo appunto che intervenisse). vorrei provare a centrare un po' di più il tema del mio post: nessuno a parte me a provato a sperimentare materiali strani? cambiare un ponte comprandone uno nuovo più pesante siamo bravi tutti. per me prendere uno schaller e dedurre (erroneamente) che fosse fatto in ottone è stato il lampo per prendere dei blocchetti di ottone e avvitarli da qualche parte nella chitarra. io voglio sapere se c'è gente che ha provato a mare modifiche strane. sempre tornando all'ottone (è la prima cosa che mi viene in mente, ma ci sarebbero credo anche altre cose, e vorrei che intervenisse qualcuno proprio per suggerirle) mi verrebbe da provare a prendere una lamina da tre millimetri, sagomarla a dovere, farci tre fori e avvitarla dietro la paletta di una chitarra. in teoria questa cosa dovrebbe influire sul suono di un manico. o no? qualcuno ci ha già provato?
<p>tushio
www.myspace.com/tushio</p>
Re:ne avevamo parlato
C'è anche una soluzione meno traumatica, che non prevede "operazioni a cuore aperto" sullo strumento (e quindi forse è meno divertente). Esistono dei pesi che si possono ancorare anche solo temporaneamente alla paletta e che garantirebbero più sustain proprio per un fatto di aumento della massa del corpo vibrante. Li ho sempre visti ma non li ho mai provati, anche perché fortunatamente il sustain dei miei strumenti mi soddisfa. Potete vedere le specifiche di uno di questi attrezzi alla pagina: http://img3.musiciansfriend.com/dbase/pdf/spec/420 270.pdf ma ne esistono anche altri.
Re:ne avevamo parlato
Se dobbiamo parlare di modifiche strane...beh...non ho mai pensato di rendere "bionica" la chitarra con innesti di ottone o ghisa o rame o metalli vari anche xchè cambierebbe il bilanciamento dello strumento e aumenterebbe troppo il peso...la qual cosa dal vivo non è sempre piacevole. Tuttavia volevo segnalarti una modifica particolare che ho fatto su una strat style che ho realizzato sulla base di pezzi reperiti qua e là...Ebbene, il manico che volevo adattare al body (blade in frassino due pezzi) era più sottile di tre mm rispetto a quello originale (distrutto) e questo ne rendeva impossibile il setup xchè qualunque cosa facessi le corde rimanevano altissime sulla tastiera. Ok, inseriamo uno spessore tra il manico e il body e riproviamo. Ho provato con il metodo "tradizionale" ovvero con l'inserimento della balsa di acero tra le due parti e...si...il problema si risolveva ma, stranamente, la risonanza del body e il sustain erano crollati! Cacchio...posbbile che uno spessorino in acero causi tutto questo??? A questo punto la folle idea : mi casca l'occhio su una piastrina fender (quella che si mette insieme alle 4 viti per fissare il manico) che avevo messo da parte x altri usi e misuro col calibro lo spessore : 3 mm!!!. Cacchio...ci provo... Inserisco la piastrina a mò di spessore (i fori li aveva già ^_^) e rifaccio il setup alla chitarra. IL risultato è stato incredibile....non so per quale motivo ma il "sandwich" body-piastrina-manico funziona a meraviglia, con un sustain e una risonanza eccellenti!!!
saluti
<p>Volver Music</p>
Re:ne avevamo parlato
oh, finalmente cominciamo a ragionare. queste son le cose che mi andava di leggere su questo post, anche se non è esattamente una modifica, ma un espediente per risolvere un problema tecnico, almeno tu hai provato a sperimentare una soluzione "non convenzionale". per quanto riguarda il problema che hai riscontrato usando il legno come spessore... secondo me è colpa della balsa. troppo morbida e gommosa. mi è capitato di avere lo stesso problema tempo fa anch'io con una chitarra da recupero. ho usato uno spesso re in frassino bello duro, icollato al body con l'apposita colla, e la cosa non ha influito negativamente in alcun modo sul suono della chitarra. l'idea del sandwitch legno metallo legno... a pensarla così mi fa un po' orrore, son sincero. però, se suona come dici, tanto meglio!
<p>tushio
www.myspace.com/tushio</p>
Re:ne avevamo parlato
Per mia cultura...che tipo di colla hai usato?
<p>Volver Music</p>
Re:ne avevamo parlato
colla di tipo vinilico chiesta in prestito al liutaio. è la stessa che si usa per incollare i body in più pezzi. il nome non me lo ricordo, ma se vai in un negozio specializzato la trovi in flaconi da 1kg. comunque, nel caso di uno spessore nell'incavo del manico, dove il legno non subisce sollecitazioni, avrei tranquillamente potuto usare anche del vinavil
<p>tushio
www.myspace.com/tushio</p>
Re:ne avevamo parlato
ok...molte grazie!
<p>Volver Music</p>
Re:ne avevamo parlato
La colla vinilica usata dai liutai è la stessa che trovi nei negozi di hobbistica, per intenderci quella usata per incollare parti di piccoli aerei, galeoni, e simili. Ha una base vinilica ma è completamente diversa dal Vinavil, il colore è giallo chiaro, quando secca a differenza del Vinavil non rimane gommosa e può essere carteggiata. A Presto
Re:ne avevamo parlato
esiste già in commercio una cosa del genere, mi pare si chiami "base plate", ma non mi ricordo bene chi la commercia (la notizia risale a circa tre anni fa). dicevano che aumenta il sustain dello strumento. ciao Floyd
Floyd - www.wallproject.it
Re:ne avevamo parlato
mi sembra che tempo fà vendessero dei capotasto in ottone. Non mi sembrano li facciano ancora (o sbaglio?)