“Che bella la tua RG, è una Prestige, vero?” è stato il commento di un amico chitarrista la prima volta che mi ha visto suonarla dal vivo… in effetti tra binding bianco e paletta reverse (e anche a causa del look un po’ anonimo di tante RG di maggior pregio) la RGR321EX fa decisamente la sua porca figura, pur essendo un modello decisamente entry-level.
Quello che vi portate a casa con soli 260 euro è un leggerissimo corpo in tiglio avvitato ad un manico sottile e veloce nell’acero più pallido e malaticcio che ricordi di aver mai visto, una tastiera in palissandro decente con semplici segnatasti a pallina (niente shark tooth, grazie al cielo…), un ponte fisso abbinato a meccaniche Ibanez, ed un paio di pickup “designed by EMG” governati da un selettore a leva a 3 posizioni (almeno queste erano le specifiche del modello del 2008). Il tutto assemblato da solerti operai indonesiani, con un grado di cura non disprezzabile… una simpatica nota di colore è il cartellino con la check list firmata in modo molto metal (è difficile da spiegare, ma la firma sembra il logo di un gruppo thrash) dall’addetto al controllo di qualità. Tutte le Ibanez (almeno tutte quelle che ho avuto modo di provare), che siano costruite in giappone, corea, indonesia o cina, godono di uno standard produttivo elevato per il loro prezzo, e questa non fa eccezione.

La vernice nera lucida diventa ben presto un incubo di ditate, ma è ben realizzata e resistente. Acusticamente è piuttosto “neutra” - ma il tiglio, piaccia o no, è così, anche in strumenti molto più costosi. Il giunto del manico è solido e senza giochi particolari.
Le meccaniche tengono stabilmente l’accordatura; il ponte sarebbe confortevole se le viti delle sellette (di aspetto decisamente economico) non sporgessero fastidiosamente – con conseguente effetto cilicio sul palmo della mano destra.
Non ho riscontrato alcun problema per quanto riguarda la tastiera, ma il capotasto, in plastica abbastanza angolosa e tagliente, è da sostituire.
I pickup, come accennavo, sono disegnati dalla EMG, e le cover nere opache fanno di tutto per assomigliare a quelle dei pickup attivi… il suono è un’altra storia; “modellati” molto vagamente sugli EMG 81 – senza i vantaggi del sistema attivo – sono discretamente potenti, settati decisamente sulle alte frequenze e sui medi alti. La funzione per cui sono stati concepiti non è il suono pulito – e si sente. Sui distorti fanno il loro lavoro in modo onesto ma decisamente mediocre, amplificando tutti i difetti degli “81” e senza un briciolo della loro precisione. Un giovane chitarrista alle prime armi potrebbe anche trovarcisi bene, ma chiunque altro vorrà probabilmente sostituirli immediatamente… personalmente ho comprato questa chitarra con l’esplicita intenzione di modificarla, per cui – a parte quel paio di giorni che l’ho usata “out of the box” per curiosità – l’ho immediatamente portata dal liutaio per un paio di lavoretti…

A parte il capotasto (delle maledette sellette mi sono accorto solo la prima volta che ci ho suonato per più di un paio d’ore di fila, ma rimedierò prima o poi), la modifica più ovvia è stata il cambio dei pickup, con un set di BKP Warpig. Il WP al ponte è un bestione da 22.1k di DCR, che nonostante l’alto output mantiene una dinamica sorprendente e resta sempre perfettamente articolato, con una “voce” che non riesco esattamente a definire – ma inconfondibile – sui medi… qualcosa di sporco e aggressivo, che lo rende estremamente “pesante” anche a confronto di pickup sulla carta più potenti (i già citati EMG 81, per esempio…). I limiti dell’accoppiata Warpig-tiglio si sentono sulle note basse con l’accordatura in SI, ma con accordature meno estreme la definizione è sempre eccellente.
Il WP al manico è caldo e potente (17.5k DCR), sorprendentemente valido sui puliti e ottimo splittato.
E naturalmente, ultima modifica, la sostituzione del selettore a 3 posizioni con uno a 5 per splittare entrambi i pickup. Non la soluzione più comoda (preferisco gli switch dedicati) ma quella più rispettosa dell’estetica dello strumento.
In conclusione, la RGR321 è piacevole da suonare, abbastanza economica da poter essere una buonissima prima chitarra per un principiante, e – con le opportune modifiche – può essere un’eccellente strumento live anche per un chitarrista più esperto.
complimenti
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bell'articolo ( ma u
GiuseppeQuaranta
http://www.youtube.com/dimarzi
Re: bell'articolo ( ma u
NON FATEVI PRENDERE DAL PANICO
ho sempre cercato ibanez con ponte fisso
Re: ho sempre cercato ibanez con ponte fisso
"Dici a me?!" ...
Re: ho sempre cercato ibanez con ponte fisso
la passione mi guida in tutte le mie scelte...
sia
Mai avuta una Ibanez
C'è questo video su youtube
Re: C'è questo video su youtube
NON FATEVI PRENDERE DAL PANICO
adoro la paletta rev
Che succede? Ci scappa del rock, ciccio!
Belle le ibanez...
Ah le Rg...
Re: Ah le Rg...
NON FATEVI PRENDERE DAL PANICO