Quella che mi accingo a scrivere è la mia prima recensione per accordo e, come potrete ben capire dal titolo, non è certo delle più facili. D’altronde ho una propensione naturale per complicarmi la vita. Con questa premessa, mi scuso in anticipo se non riuscirò a rendere giustizia alle due chitarre in questione o a descriverne in modo esaustivo le peculiarità.

Inoltre specifico fin da subito che non ho potuto/voluto registrare alcun sample audio per 2 motivi:
1) in casa ho la possibilità di registrare esclusivamente con simulazioni di ampli via software e, sebbene abbia fatto diverse prove, questo non rende affatto giustizia a quello che possono esprimere queste asce quando tirate per bene in sala prove con un buon valvolare;
2) sul web sono facilmente reperibili video di ottima qualità audio, sicuramente migliore di quanto potrei offrire con la mia modesta strumentazione.
Detto questo, introdurrei l’argomento: Les Paul Studio e Les Paul Custom. La prima mi ha accompagnato per più di 2 anni, diventando senza sforzo la mia chitarra principale. La seconda è la new entry, il sogno della mia vita chitarristica diventato realtà dopo più di 2 stipendi risparmiati (voglio essere sincero, questo dettaglio probabilmente non mi consentirà di essere obiettivo al 100%, ma farò di tutto per sforzarmi). Leggendo tutti gli articoli su accordo che trattano più o meno questa questione, vorrei chiarire fin da subito un punto cruciale: la Studio non è una LP di serie B, è semplicemente una chitarra diversa da un altro modello di LP. Direi quindi di partire analizzando questo modello “economico”, tra virgolette perchè parliamo sempre di una chitarra da quasi 1000€ (il mio negoziante di fiducia la vende allo stesso prezzo di una SG Standard). Ecco una piccola carrellata delle specifiche del modello che ho acquistato: corpo in mogano (scavato con camere tonali), tavola in acero scolpito, tastiera in palissandro da 22 tasti, meccaniche Vintage Kluson, monta un pickup 490R Alnico magnet humbucker e un 498T Alnico magnet humbucker, ponte Tune-o-matic, due controlli volume, due controlli toni, selettore a tre posizioni, astuccio originale Gibson compreso, finitura Ebony. La prima sensazione nell’imbracciarla è sicuramente la leggerezza dello strumento: il corpo in 3 pezzi è infatti scavato a creare le famose camere tonali, individuabili facilmente picchiettando sul corpo con le nocche e sentendo le differenze tra le aree piene e quelle che risuonano vuote. Il manico ha un profilo ’50, citando dal sito Gibson “emulating the neck shapes of the iconic 1958 and 1959 Les Paul Standards”, bello ciccione e scorrevolissimo.

Jack alla mano la prima impressione è che la chitarra restituisca il classio suono corposo e pieno di una les paul, specie se ci concentriamo sul pickup al manico, con un sustain di tutto rispetto. La chitarra è suonabilissima, le meccaniche mantengono una buona accordatura e non ho mai riscontrato particolari problemi, ad eccezione della selletta del LA, che regolarmente ogni mese mi faceva saltare la suddetta corda sempre nello stesso tutto (questo problema mi si presentava anche su una vecchia SG Special, ed ho notato che molti utenti hanno avuto questi problemi con le sellette del Tune-o-matic). Per quanto riguarda il setup di fabbrica era decisamente da rifare, ad eccezione del Trussrod già settato a dovere. Il Trussrod per altro è stata una piacevolissima sorpresa: in 2 anni di utilizzo il manico è sempre rimasto perfetto e cementato nella sua curvatura ideale, anche dopo il cambio di marca delle corde da d’Addario ed Ernie ball (seppur mantenendo la scalatura 0.10-0.46). Tornando al suono che dire, una chitarra versatilissima ed adatta pressochè ad ogni genere come da tradizione LP, dal metal al blues, con le 3 posizioni del selettore che ci garantiscono un’ampia gamma sonora, dai suoni più taglienti ed aggressivi a quelli più corposi. Le camere tonali? A mio modesto parere, chissene frega! La chitarra suona bene, punto! Non credo molto ai discorsi da conservatore delle caratteristiche storiche, la questione è trovare uno strumento che suoni bene alle nostre orecchie. Inoltre è un buon punto a favore di chi desideri una LP leggera e confortevole (dubito arrivi a 3 Kg), senza rinunciare al classico suono caldo di una LP, che vi assicuro non manca. Che dire, davvero uno strumento completo ed affidabile che non esiterei a consigliare a chiunque, specie ai neofiti della Les Paul (come me al momento dell’acquisto). Ed il comparto estetico? La studio si presenta completamente spoglia da ogni abbellimento: niente binding al corpo o al manico, niente acero fiammato ma semplice acero per il top (esteticamente visibile solo nelle tinte non coprenti, assente nei modelli worn), solo i segnatasti trapezoidali in madreperla. La qualità della verniciatura è comunque ottima nitro come da tradizione gibson. Insomma, tanta qualità sarificando un pò di estetica e di scelte nei legni. Nulla da invidiare alle sorelle maggiori? La differenza di 1500 tra la Studio e la Custom è giustificabile solo dai fronzoli? Risposta: senza dubbio ni! I costi dei fronzoli estetici hanno si un certo peso, ma come ho detto in precedenza i due esemplari sono 2 chitarre diverse, ma per i paragoni vi rimando a fine articolo preferendo per ora elencare le caratteristiche dei suddetti modelli.
Passiamo ora alla Custom. Piccola premessa sul modello in mio possesso: non si tratta di una Les paul custom “classica”, ma del modello Authentic ’68, colore Ebony V.O.S.

Cosa mi ha spinto all’acquisto di questo modello? Innanzitutto la prova in negozio ed il confronto diretto tra una Black Beauty e la ’68, e quest’ultima ha vinto di gran lunga sulla prima. Ma quali sono le differenze tra i 2 modelli? In primo luogo i pick-up: la “classica” monta i 490/498, la ’68 no. E qui si apre una diatriba feroce: che PU monta la ’68?! Ci crediate o no, non lo sapeva nemmeno il negoziante! Mi spiego subito: il modello non è presente nel sito Gibson, e su internet diversi siti riferiscono o ’57 classic o Burstbucker 2 e 3. Scartabellando per il forum uficiale noto come non sia possibile saperlo a priori senza smontare i pickup, ed anche in questo caso non è detto che vi siano indicazioni sul loro retro (si dice che entrambi abbiano un adesivo con la scritta PAF e basta). Morale della favola? Se qualcuno ne sapesse di più, lo prego di fornirmi qualche delucidazione, ma nel frattempo mi godo le corde nuove prima di smontare i pickup e controllarli (in ogni caso ad orecchio, io direi ’57 classic). Quello che importa è che, sicuramente non si tratta di 490/498, perchè il suono della ’68 ha letteralmente spazzato via quella della Custom classica, inquanto non ho mai sentito nulla di più caldo e cremoso uscire da un ampli. Questo ha da subito decretato la mia scelta. In secondo luogo, la finitura VOS della chitarra mi è piaciuta al primo sguardo (un nero opaco, non lucidato a specchio, con hardware nichelato e finto invecchiamento, con binding panna e non bianco che più bianco non si può). Un’altra differenza non confermata sta nel body: ci sono siti che indicano l’assenza dei famosi fori di alleggerimento nella ’68, presenti invece nella custom classica, ma sinceramente non saprei. Sicuramente entrambe hanno il top in acero. Sembra quindi che questo modello sia avvolto dal mistero, forse anche perchè ne esistono proprio pochi esemplari (la mia ha numero di serie 000592 se non erro). Arriviamo però alla prova vera e propria. La bimba è un mattoncino da 4,5 Kg, ma restituisce un feeling di robustezza mai provato con altre chitarre: sembra indistruttibile e solidissima. Il corpo è in un pezzo unico di mogano, così come il manico (altro mistero, in giro ho letto profilo ’60, ma garantisco che sia decisamente più grande anche di quello di una Studio..). Tastiera rigorosamente in ebano con segnatasti rettangolari. Massicce anche le meccaniche grover, che garantiscono un’agevole accordatura e a mio avviso sono dannatamente più stabili delle Kluson: nonostante la chitarra nuova di zecca, dopo diversi bending appositamente spropositati l’accordatura è rimasta perfetta. Trussrod anche qui regolato in modo impeccabile, al contrario dell’intonazione che è risultata un pochino imprecisa sulla 5 e 6 corda (ma tempo 5 minuti di lavoro sull’ABR-1 ed il problema si è risolto). Per ultimo, la vera caratteristica fisica che mi ha fatto innmorare di questa chitarra e delle LP Custom: l’action! Non ho mai avuto sotto le dita un action migliore. Bassissimo, più basso addirittura di quello che riesco ad ottenere sulla mia Strato USA, tutto questo senza che le corde friggano minimamente. Passiamo al suono. Come accennato prima la corposità e la rotondità delle note è impressionante, assolutamente il top per chi ama questo genere di pasta sonora. Inoltre le sfumature ottenibili giocando con volumi e toni sono davvero infinite. Per questo sottolineo che non ci sia sample audio che tenga per apprezzare questa bellezza. E’ una chitarra da provare per rendersi conto in cosa consista davvero la differenza di prezzo tra questi modelli.

Tirando le somme, qual è la differenza tra i due modelli? In primo luogo i pickup diversi si fanno sentire, infatti posso affermare come una Custom “classica” si avvicini molto di più al suono della Studio rispetto alla ’68. Ripeto: il termine esatto è “si avvicini”. La Studio suona bene, molto bene, ma le Custom sono decisamente un altro mondo. Gli armonici che producono sono nettamente superiori a quelle di una Studio, così come il sustain risulta più lungo (e di molto) sulle Custom. Lo so che molti di voi penseranno che sia assurdo paragonare chitarre di fasce di prezzo così diverse, d’altronde c’è quasi una LP Standard di differenza, ma mi sarebbe piaciuto chiarire con la mia esperienza questa guerra irrisolta tra estetica e prestazioni. Insomma, penso sia innegabile affermare come una Custom suoni meglio di una Studio, come è innegabile la sostanziosa differenza tra i prezzi delle due chitarre. Personalmente sono sempre stato innamorato della Custom, principalmente per l’estetica fino a che l’ho provata, ed in quel momento ho capito che era esattamente lo strumento che cercavo. Devo anche ammettere che 2500€ siano una cifra importante da spendere e non alla portata di tutti, e non nego che mi sia venuto un piccolo colpo al cuore quando ho lasciato al negoziante i miei soldi faticosamente sudati. Spero quindi di aver chiarito qualche dubbio a chi, come me, negli ultimi tempi si è incuriosito a questi modelli. Personalmente non ho rimorsi sul mio acquisto, come non ne ho mai avuti al momento dell’acquisto della Studio che, con un po’ di tristezza, ho dovuto vendere per rientrare nella spesa, ma che mi ha accompagnato egregiamente in più di 2 anni di accordi. Se ho lasciato in sospeso qualche dubbio, non esitate a farmi domande!
Bravo Gila!
Re: Bravo Gila!
Sveliamo l'arcano...
Re: Sveliamo l'arcano...
Che succede? Ci scappa del rock, ciccio!
Re: Sveliamo l'arcano...
Re: Sveliamo l'arcano...
Re: Sveliamo l'arcano...
Re: Sveliamo l'arcano...
Re: Sveliamo l'arcano...
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VOS
Re: VOS
burstbuckers o 57classic
<p><i>"canale pulito?! cazzo ma allora l'ampli è r
Re: burstbuckers o 57classic
Re: burstbuckers o 57classic
gni gni gni
Re: burstbuckers o 57classic
Io e un mio caro ami
Re: Io e un mio caro ami
NON FATEVI PRENDERE DAL PANICO
Re: Io e un mio caro ami
Re: Io e un mio caro ami
NON FATEVI PRENDERE DAL PANICO
Re: Io e un mio caro ami
Io ho 2 les paul. U
La mia nuova chitarra:
http://people.accordo.it/j
Ciao complimenti per
Mazza che belle le V.O.S
se si chiama Black B
la passione mi guida in tutte le mie scelte...
sia
Un po' di prezzi..
Re: se si chiama Black B
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Re: se si chiama Black B
ho provato molte les
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http://www
Re: ho provato molte les
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sia
ah, che belle signore (anzi: signora e signorina...)
Re: ah, che belle signore (anzi: signora e signorina...)
Re: ah, che belle signore (anzi: signora e signorina...)
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ma sai che
NON FATEVI PRENDERE DAL PANICO
Re: ma sai che
confronto live
Re: confronto live
Re: confronto live
Re: confronto live
bravo. bell'articolo
Sostieni greenpeace, ne va del nostro futuro.
che bello strumento!
Che succede? Ci scappa del rock, ciccio!
Re: che bello strumento!
Re: che bello strumento!
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Re: che bello strumento!
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Re: che bello strumento!
complimenti per l'articolo!
Studio, non studio!
Cara Vecchia Babbiona....
pere e mele
davvero un articolo
"Non avete mai visto qualcuno prendere a calc
professionista?
Re: professionista?
FUORI TUTTO (come al solito, come un balkone etc... :)
"Anche il mio pensiero dunque è ricerca di un
Re: FUORI TUTTO (come al solito, come un balkone etc... :)
Ciao, scusate la
Re: Ciao,scusate la
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Re: Ciao,scusate la
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Re: Ciao,scusate la
sto per decidere di