Salve amici, oggi complice il maltempo che ci riserva questa strana primavera, ho deciso di fare una comparativa fra le mie due Stratocaster, una American Standard del 2004 versione anniversario dei 50 anni della prima strato, e il mio nuovo acquisto, una SRV presa di seconda mano ma effettivamente nuova (alcuni adesivi li ho tolti io). Inizierò con il descrivere le chitarre esteticamente, comprendendo anche le due custodie rigide a corredo.

Iniziamo dall’American Standard. Il modello è quello precedente all’odierna produzione, ed ha a corredo la custodia rigida più comoda di tutto il mio parco chitarre. Pur trattandosi di una custodia rigida non pesa eccessivamente, offre un’ottima protezione allo strumento, ed essendo esternamente uno stampo di plastica, protegge benissimo anche da accidentali gocce di pioggia, si può lavare esternamente con uno straccio bagnato e del detergente, racchiude in sé la comodità di una buona borsa per strumenti alla sicurezza di una custodia rigida.
La SRV invece ha la propria custodia rigida vintage, per i miei gusti un po’ troppo appariscente e molto meno comoda da trasportare, in più soggetta a sporcarsi in quanto la parte esterna è ricoperta da tessuto, basta poggiarla a terra una volta e il tessuto inizia a sporcarsi visibilmente.
Descrizione visiva e sensazioni tattili degli strumenti:
1) American Standard.
Corpo in ontano, manico acero e tastiera acero. La vernice che riveste il corpo non è coprente, ossia è possibile vedere le venature del legno (nessuno dei miei strumenti ha tinte pastello, sono di legno e mi piace che si veda).
Il manico, anch’esso verniciato in modo leggero, risulta scorrevole e di facile “suonabilità” anche grazie ai tasti medium jumbo, quelli che preferisco.

2) SRV.
Corpo in ontano, manico in acero, tastiera in Pau Ferro. Il corpo è verniciato in 3 toni Sunburst, finitura lucida. Il manico è verniciato con una verniciatura lucida bella spessa che, a differenza di quella quasi impercettibile del manico della Standard, fa sì che almeno all’inizio il manico risulti meno scorrevole. Anche i tasti sono diversi e a mio avviso fanno in modo di aumentare le imperfezioni sonore di chitarristi appassionati ma non eccelsi suonatori come me, al contrario di quelli montati sulla Standard.
Sonorità delle due chitarre.
Ho provato e riprovato oggi dei piccoli assoli e dei giri di accordi con le due chitarre e il risultato è che il carattere dei Texas Special danno alla SRV delle tonalità ben delineate ma infinite allo stesso momento e una profondità tonale non riscontrabile con i PU della Standard, gli attacchi delle pennate decise fanno si che i Texas sprigionino una potenza impensata, riprovando e riprovando, usando la penna quasi come anch’essa fosse uno strumento a se, nel cambiare la forza con la quale farla battere sulla corda, questi texas sprigionano mille suoni diversi! Spettacolo! Poi, non è vero che le corde debbano essere per forza ultra spesse, io ho montato le stesse che monto sulla standard e il suono si sente.
Per ciò che riguarda la standard, pensavo che dopo aver suonato con la SRV il suono mi sarebbe sembrato da giocattolo per bambini, invece così non è stato. Non toccando le impostazioni sull’amplificatore, per vedere la differenza fra le due chitarre e soprattutto la loro parte elettrica, mi sono ritrovato ad ascoltare dei suoni ugualmente piacevoli e presenti, ma dalla tonalità ben diversa. I suoni risultano essere più medio-acuti , tanti direbbero più moderni, (secondo me è una fregnaccia, basta ricordare gli acuti dei SC anni 50-60-70).
In conclusione questo è il mio parere finale:
Innanzi tutto nulla da eccepire ai Texas Special (qualche anno fa erano una moda, ora è facile trovare tanti che li snobbano), sono grandi singol coil, la SRV è una gran bella chitarra, dotata di un buon reparto elettrico, con buon hardware stile vintage, ma dovrebbe essere venduta nuova al prezzo che l’ho pagata io, 1300 euro, questo è il giusto prezzo secondo me. L’american standard ha dalla sua il fatto di avere il manico scorrevolissimo e una tastiera che con la sua tipologia di tasti riesce a nascondere imperfezioni nell’esecuzione di chitarristi come me, suonando lo stesso pezzo con entrambe, con le stesse corde per giunta, dei piccoli errori sempre, sempre gli stessi, con la standard venivano quasi nascosti, con la SRV no, ed in più pur non avendo PU blasonati come i Texas- Special, ha i propri che fanno a regola d’arte il loro mestiere tanto da non motivarne la sostituzione a tutti i costi!
SRV
Blues is easy to play, but not to feel...
<a hr
bè, anche a me le c
ROKKEGGIAMO!!!
Bell'articolo! Anche
secondo me
la passione mi guida in tutte le mie scelte...
sia
Difficile il paragone
Gratta
Re: Difficile il paragone
I need a little twang, twang, twang
Mah!!! .. ...
"Anche il mio pensiero dunque è ricerca di un
Manico
Porto la mia esperie
Maurizio
Specializzazione
In ogni caso...
I need a little twang, twang, twang
amo la mia strato però...
MARCO
Re: amo la mia strato però...
Re: amo la mia strato però...
I need a little twang, twang, twang
Re: amo la mia strato però...
Antonello
www.antonellocatanese.net
www.myspace.
Re: amo la mia strato però...
"You really don't need so many notes, maybe just t
Re: amo la mia strato però...
"Anche il mio pensiero dunque è ricerca di un
troppo differenti
Re: troppo differenti
i don't belive in the 60's in the golden age of po
Re: troppo differenti
Re: troppo differenti
"Basta una serie di note...il resto è improvvisazi
bell'articolo e bell
Sostieni greenpeace, ne va del nostro futuro.
good
American Standard
Oggi ho voluto fare
Santrino
Io ho la American Deluxe e la SRV.....