650s scrive: Credo che eventi come quello di Londra meritino parole e pensieri ben dosati. Anche oggi ho preso la metropolitana, a Roma, ma ora sento le persone intorno in modo diverso. E sento anche me stesso in modo diverso.
Più che dopo lo spettacolare attentato di New York, più che dopo gli attentati di Madrid.
Sogni e speranze che possono rimanere incompiute, carezze di madri e sfrontatezze adolescenti che possono non raggiungere la memoria della maturità.
Siamo semi che possono dare giardini di delizie, ma ogni attimo possiamo cadere nel terreno arido della morte.
L'inghilterra ci ha dato tanti bei fiori e tanti buoni frutti: Page, Clapton, Beck, Knopfler (e voglio citare solo viventi) e tanti altri.
Mi viene un brivido a pensare a tre ragazzini, John, Paul e George, che tornano a casa su un bus a due piani e progettano di mettere su un gruppo di rock'n'roll...
Ma in verità è successo, è successo proprio questo: ragazzi, madri, padri, musicisti e turisti, persone come noi, con cui potevamo andare a un Grappa Guitar Camp o a un SHG, con cui potevamo litigare alle prove, con cui potevamo ubriacarci e dimenticare la ragazza che ci ha tradito o con cui potevamo andare a cuccare, tutti azzimati, in una sera d'estate, con cui potevamo discutere di valvole e british sound.
Che vengano tutte le parole dei giornali, delle TV ecc., però voglio sperare di sentire anche queste cose perché ne ho bisogno e penso che ne avremo molto bisogno negli anni che verranno, che ci aspettano.
difficile
è piuttosto difficile rapportarsia a certe cose, la frequenza con cui la morte ci viene proposta dai media ci ha tolto la comprensione di quale momento di definizione essa rappresenti: nella morte definiamo la nostra stessa vita. e le morti violente come quelle di londra, madrid e new york, allo stesso modo di quelle della palestina, dell'africa e del quartiere periferico delle nostre belle città d'occidente denunciano solo l'odio dell'uomo per l'uomo...
spero che molte cose cambino prima di dover ancora parlare di morti innocenti.
ciao
Re:difficile
Non cambierà nulla finché al tavolo del G8 ci saranno Bush, Putin e Berlusconi. E se cambierà potrà essere solo in peggio
Re:difficile
Voglio sperare che con questo tu non intenda dire che putin, berlusconi e bush sono il meglio che si può avere...
Non dico che ci sia gente che potrebbe essere in grado di fare meglio, ma sicuramente quello che stanno facendo queste persone è aberrante. Purtroppo, quando si parla di politica e di interessi economici, il portafoglio ha la meglio sulla ragione (tranne per alcuni illuminati), a tutti i livelli, interni ed esteri.
Comunque è tutto il sistema che sarebbe da cambiare: basti pensare alle 167 strategie di riduzione della povertà "suggerite" dalla Banca mondiale e dal Fondo Monetario internazionale all'Ecuador dopo che questi aveva ricevuto un prestito, o alla Tanzania, o alle allucinanti strategie di mercato in Brasile e in Pakistan, o ai "test di necessità" in Messico. (Se qualcuno è interessato posso spiegare tutte queste cose nel dettaglio via mail...). Il problema è che finché non si cambiano i rapporti tra ricchi e poveri, sarà difficile trovare armonia. E sarà sempre più probabile che qualcuno dei poveri, una volta trovati i mezzi, ce la faccia pagare. E' vero che saranno loro a premere il grilletto, ma chi avrà dato loro la pistola?
Ciao. Jacopo.
Re:difficile e ancora di più ...
Ellamiseria !!! Ma assolutamente no. Dove lo ho scritto ? :-) Come dire ? Non solo loro stanno facendo qualcosa di aberrante. Blair dove lo inseriamo ? A mio avviso i tre dovrebbero essere quattro ... se non diventare addirittura otto. Sono assolutamente d'accordo con te: è TUTTO il sistema che sarebbe da cambiare. Ma TUTTO. Il rischio in casi come questo è quello di affermare (o scrivere) che SOLO putin, berlusconi e bush sono il male e tutti gli altri il bene, è assurdo così come è assurdo che gli stessi tre/quattro siano il bene e tutti gli altri il male ... e ci mancherebbe: ripeto è tutto il sistema che deve cambiare. Deve, o meglio dovrebbe cambiare tutto il sistema che ha permesso che si arrivasse a questo stato delle cose. Io non riesco ad assegnare tutte le colpe ad una parte e tutte le ragioni all'altra. Il rapporto è molto più complesso. Ed è complesso al punto tale che non ritengo nemmeno che le cause degli attentati terroristici più recenti siano generate dalle politiche internazionali degli ultimi anni: secondo me andiamo più in là, a partire da Afghanistan, Kosovo, ecc ... in quanto fu aberrante ANCHE quanto successe allora in quei luoghi. Sarebbe da "raffinare" anche la definizione di ricco e/o povero ed introdurre due concetti di "finto ricco" e "finto povero". Il rapporto tra ricco e povero si può cambiare se e solo se sia il ricco che il povero hanno la volontà di incontrarsi: uno solo non fa né la guerra né la pace.
Ciao Lauro
Re:difficile e ancora di più ...
Non avevo risposto a te, ma al primo commento di Ale66io!!! Cmq quando citavo le politiche economiche era solo un esempio, per dire: "è ovvio che se tu vai lì, li sfrutti, li attacchi, cerchi di conquistarli per il tuo tornaconto non puoi pretendere che poi ti vogliano bene...".
Soprattutto è interessante notare come questi mostri di oggi (veri o presunti, vedi Saddam Hussein) siano stati, in vari periodi, armati dall'America...
Ciao! Jacopo.
Re:difficile e ancora di più ...
Mi metto qui anche se il discorso è "generale". Ho letto un bel commento di "sbrencu/jacopo" in un altro post che ritengo giusto riportare qui. Se non si può fare chiedo scusa ma ... ormai lo ho fatto.
Capisci anche tu però che la grandezza di questi personaggi è stata quella di proporre messaggi universali: per universali si intende messaggi che non siano legati ad un credo, ad una religione, ma che sono rivolti ad ogni essere in quanto uomo. Perché la Bibbia sicuramente contiene tanti messaggi giusti, ma questi messaggi sono legati ad una visione del mondo peculiare. Gandhi invece chiedeva alla gente di non essere violenta, e diffondeva un messaggio di pace che aveva come punto di partenza e di arrivo solo l'uomo. Inoltre, la Bibbia la leggi tu, ma non la leggo io, non la legge l'indiano e nemmeno l'arabo (anzi...). L'importanza del messagio di queste persone è che può arrivare a tutti in quanto uomini: e proprio in questo sta la grandezza di persone come Gandhi, ma anche come Martin Luther King ecc.... Sta nel fatto che essi hanno creduto nell'uomo, puro e semplice, ed hanno cercato di cambiare il mondo contando solo sulla volontà umana.
E poi, non è solo perché un messaggio è scritto che dve essere dato per scontato... quanta gente in questo mondo di violenza ha il coraggio di predicare in prima persona la non-violenza? Poca. Troppo poca. Soprattutto tra quelli che contano qualcosa. Se ce ne fosse qualcuno... beh, ben venga: sicuramente non penserei "ha scoperto l'acquacalda", penserei "finalmente un Uomo".
Ciao. Jacopo.
Anche se mi piacerebbe confrontarmi con jacopo su un paio di aspetti "filosofici" del commento, che non condivido pienamente, sono MOLTO d'accordo con quanto ha scritto. E' l'uomo l'importante, o meglio, dovrebbe esserlo sempre. Personalmente ritengo anche che ogni uomo dovrebbe essere libero di scegliere la propria appartenenza o meno, così come dovrebbe essere libero di scegliere la propria laicità e/o la propria religiosità.
Per quanto riguarada Blair ... beh ... lo stile di vita che dice di voler difendere, faccio notare che a partire dal 1600 se non prima, lo stile inglese è uno stile fortemente colonialista che ha SEMPRE mirato alla oppressione dei popoli; soprattutto del mondo medio-orientale. E' noto come il sogno di un arabo sia quello di farsi pulire le scarpe da un inglese ...
Per quanto riguarda " ... a differenza di quello che fanno il governo statunitense, quello italiano e soprattutto quello russo, il diritto britannico parte dalla constatazione e dal riconoscimento dello status-quo, del sentire popolare" aggiungo che, piaccia o non piaccia, l'UNICO modo in cui si manifesta il sentire popolare è il voto e quei QUATTRO sono dove sono perchè qualcuno li ha votati. Che poi abbiano, fortunatamente, grosse critiche da parti importanti (in tutti i sensi) della popolazione lo ritengo una debole speranza per il futuro.
Il commento di RicoBlues, scritto poco sotto, mi fa ricordare una canzone di Bruce Springsteen del 1978,Badlands di cui vi riporto un paio di strofe (lo so, sono un romantico, forse anche illuso)
Il povero vuole diventare ricco Il ricco vuole diventare Re E il re non è soddisfatto Finchè non governa ogni cosa Voglio uscire questa notte Voglio trovare ciò che ho Credo nell'amore che mi hai dato Credo nella fede che mi può salvare Credo nella speranza E prego che un giorno Possa sollevarmi sopra questi bassifondi
Per quelli che hanno una certezza Una certezza dentro di loro Che non è peccato Essere felici di essere vivi Voglio trovare un viso Che non mi scruti dentro Voglio trovare un posto, Voglio sputare in faccia a questi bassifondi
Si jacopo, il centro DOVREBBE essere l'uomo. Grazie e a presto. Lauro L27 - Ferrara
Re:difficile e ancora di più ...
Sono pronto (anzi, contento) a discutere con te quello che più ti lasci perplesso nel mio post... se mi mandi una mail (a meno che tu non voglia farlo qui) sarò felice di risponderti, PC che fa i capricci permettendo.
Ciao. Jacopo.
Mi spiace abusare dello spazio per questa comunicazione ma non ho trovato l'e-mail di Lauro!!!
Re:filosofia
Ciao jacopo. Beh ... sinceramente, non ne ho idea. Non so se si possa fare qui ma va benissimo farlo anche "in privato" .
La mia posta elettronica è laurol27@alice.it anzi mi scuso se non la hai trovata ma credevo di averla lasciata "visibile".
Ritengo doversoso però comunicare che se qualcun altro avesse interesse a partecipare allo scambio di opinioni, può avvertirci qui senza problemi. A presto e buona serata. Lauro Luppi - Ferrara
ricchi, poveri e fanatici
Penso che non c'entri davvero NULLA il reddito: i paesi più poveri non fanno terrorismo, al massimo guerre etniche. Il medio oriente non è più povero di certi paesi dell'estremo oriente e il nord-africa non è povero quanto l'africa centrale e meridionale. E' tutta una questione politica. Se non ho incluso Blair nel club dei politici incapaci è solo perché nel suo discorso ha detto: - difenderemo il nostro stile di vita - a differenza di quello che fanno il governo statunitense, quello italiano e soprattutto quello russo, il diritto britannico parte dalla constatazione e dal riconoscimento dello status-quo, del sentire popolare. In Italia, Usa e Russia invece esiste un'etica di Stato, c'è un dirigismo morale di stampo cristiano violento e fascista che non è più nobile dell'integralismo islamico. E' una questione di laicità. Se non cominciamo ad impedire ai vescovi di fare politica non potremo impedirlo agli imam. Al fanatismo islamico bisogna reagire con la ragione e il diritto, non contrapponendo un fanatismo cattolico. Se l'occidente non facesse leggi su misura per Ratzinger anche la Chiesa cattolica dichiarerebbe guerra all'Occidente esattamente come fa l'Islam. Questo non va affatto bene, va impedito, ma allo stesso tempo bisogna smettere di concedere privilegi a questa o a quella gerarchia religiosa.
Re:ricchi, poveri e fanatici
Mi sembra una visione un pò miope: premesso che, come ho già scritto, l'esempio economico che ho portato è solo, appunto, un esempio. Non è sicuramente l'unico fattore, è indubbiamente uno dei fattori, ma non il preponderante. Ovviamente il discorso è più vasto: volendolo affrontare potremmo partire da quando l'America decise di armare Saddam Hussein per l'invasione dell'Iran intorno al 1980, se non sbaglio. L'America fornì una potenza di fuoco non indiffernte a Saddam Hussein (il quale aveva il compito di occupare alcuni territori sulle rotte del petrolio), che però non riuscì a fare nulla, dato che dopo 8 anni di guerra il conflitto si concluse con la mediazione dell'ONU e senza modificazioni territoriali. Dopo due anni, nel 1990, Saddam Hussein riprende i suoi progetti espansionistici ed invade il Kuwait, ma senza mettersi d'accordo con mamma america, che quindi si mette a capo di una forza multinazionale e devasta l'Iraq, piazzandogli poi un bell'embargo, cosicché per anni ci sono state persone colpevoli solo di essere irachene che morivano di fame per una scaramuccia politica. Ma volendo possiamo tornare ancora un pò indietro: la guerra del 1980 fu voluta dagli USA perché in Iran era salito al potere l'ayatollah (interprete della legge coranica) Khomeini. Perché era salito al potere? Semplice: perché secondo i religiosi iraniani il paese si stava "occidentalizzando" troppo. L'Iran era stato infatti la "testa di ponte" della colonizzazione economica USA in medio oriente: ovviamente non perché era una bella località turistica, ma perché era pieno di petrolio e perché si trovava in posizione strategica. Con l'aiuto dei capitali occidentali, l'Iran uscì del tutto dalla sfera d'influenza sovietica, ovvimente in cambio del prezioso oro nero che si trovava nel proprio sottosuolo. Tutto sembrava procedere in armonia quando, nel 1951, il primo ministro Mossadeq decie di statalizzare l'industria petrolifera controllata dalla Anglo Iranian Oil Company, a capitale e direzione britannici. Gli inglesi si incavolano e, con l'appoggio degli stati uniti, si organizza un bel colpo di stato nel 1953 che porti al potere Reza Pahlavi. Da quel momento l'Iran assume il ruolo di "gendarme del golfo" per conto degli stati uniti, che investono notevoli somme di denaro in cambio del petrolio. Tornando ai giorni nostri, dopo l'11 Settembre 2001, gli americani vanno in Afghanistan, sconfiggono i talebani e cercano Osama bin Laden, anzi, Usama bin Laden. Purtroppo i militari che inviano in afghanistan sono un pò pochini per setacciare tutto il territorio, e così scoprono dov'era Bin Laden quando lui se n'era già andato da due mesi (e qui si potrebbe discutere, ma soprassediamo). Poi, sfruttando l'ondata emotiva che la tragedia elle Twin Towers aveva generato, decidono di attaccare l'Iraq, che da paese inutile diventa un bel porcellino pasciuto, o meglio, una mucca da mungere. Ma non si può attaccare un paese così, a caso: ecco allora il colpo di genio. "L'Iraq possiede armi di distruzione di massa!" dice qualcuno, e Bush aggiunge "Anche Nuculari!". Lui in realtà vorrebbe dire nucleari, ma ha qualche difetto di pronuncia. Bene, trovata la scusa, imbastito il finto dossier (che, guarda caso, ha convinto proprio tutti, ma tutti quelli che in Iraq volevano andarci a tutti i costi), si parte. L'America attacca l'Iraq e ufficialmente conduce la guerra brillantemente. Saddam Hussein, che stava conducendo la sua esistenza senza nuocere a nessuno stato estero, in "rilassato dispotismo", viene catturato, ed umiliato, perché protettore di Al Qaeda e possessore di armi di distruzione di massa. Queste armi di distruzione di massa a dire la verità poi non sono saltate fuori, ma tanto non era importante, una volta là nessuno si è più posto il problema, e l'obiettivo è passato dal "difendiamoci dall'Iraq" al "liberiamo gli Iracheni". In sostanza, una guerriglia che dura ancor oggi e che ha causato la morte di centinaia di soldati mericani, di migliaia di civili innocenti e la distruzione di un paese già in ginocchio (a proposito, lo sapevate che gli americani hanno usato munizioni all'uranio impoverito fin dalla prima guerra del golfo, e che poi non hanno bonificato le zone dove avevano usato quei proiettili/bombe, così come non hanno bonificato i campi minati?). A questo punto viene da chiedersi se gli iracheni non stessero meglio con Saddam.
Ma torniamo all'Afghanistan: nel 1979, sotto la guida di Breznev, invadonon il suo territorio con l'intenzione di instaurarvi un governo filosovietico, per imporre il proprio controllo in una zona centrale dell'Asia. Ma le cose non andarono come volevano: sin dall'inizio i Russi si trovarono in difficoltà nell'affrontare i guerriglieri locali di ispirazione islamica, sostenuti da Pakistan, dall'IRAN e dagli stessi STATI UNITI (da ricordare che intorno al 1980 iran e stati uniti non si guardavano di buon occhio, ma l'interesse, si sa...). Le vicissitudini di un sistema che sta crollando indebolirono poi la posizione dell'Unione Sovietica, che intorno al 1985 dovette aprirsi all'Occidente, e che il 14 Aprile 1988, rappresentata da Gorbaciov, firmò un trattato in cui si impegnava ad abbandonare l'Afghanistan dopo pochi mesi. Nel frattempo, cosa succedeva in Afghanistan?? Tra quei guerriglieri che combattevano contro l'Unione Sovietica c'era proprio lui, Usama, le cui imprese militari erano finanziate dalla CIA. Egli era particolarmente motivato perché i sovietici erano "atei", da combattere a tutti i costi, e così diventò agente della CIA. L'unica cosa che lo zio Sam non aveva previsto era che Usama non era solo animato da un odio profondo verso gli atei, ma anche verso gli infedeli, e che armandolo si stavano tirando la zappa sui piedi. In Afghanistan, comunque, dopo la cacciata dell'URSS gli Americani instaurano il governo-fantoccio dei talebani, che però piano piano si rivelerà sempre più anti-americano, finché non i renderà necessario il suo abbattimento nel 2001-2002. Usama però, ormai in possesso di una notevole quantità di informazioni, di un addestramento militare di prim'ordine, di un mucchio di soldi, ha già deciso contro chi condurre la sua prossima crociata: e così eccoci ai giorni nostri.
Come vedi il problema non è solo economico, ma nemmeno solo politico: tutte queste storielle non nascono dalla volontà di controllare uno stato per il prestigio che ne deriva (non siamo più all'epoca coloniale). La dominazione americana non è mai stata una dominazione "de facto", ma un controllo economico sui paesi che "colonizzava". Dopo tutto quello che ho scritto, penso sia chiaro che il cosiddetto "reddito" sia un'aspetto non secondario della vicenda, non fosse altro perché noi occidentali per averne uno più alto abbiamo fatto ciò che più ci piaceva dei paesi orientali, ed in generale di quelli più arretrati. Forse l'unico motivo per cui i paesi più poveri non fanno terrorismo è che non ne hanno le opportunità, non le motivazioni. E' un'aspetto che ritengo preoccupante.
Per quanto riguarda le affermazioni fatte sulla politica nostrana: Blair non interpreta assolutamente il consenso popolare, tant'è vero che gli inglesi l'hanno fortemente contestato per la guerra in Iraq ed anche in parlamento è stato fortemente avversato (dagli stessi membri del Labour Party) per le sue scelte. E' quindi sullo stesso piano degli altri tre: non l'ha fatto "per il popolo", tutto quello che ha fatto in politica estera l'ha fatto "per le casse dello Stato". Ed ora cerca di rimediare con un pò di sano patriottismo. In Russia non esiste proprio un dirigismo morale di stampo cristiano, e nemmeno fascista.
Non riesco a capire chi stia contrapponendo un fanatismo cattolico al fanatismo islamico: a me sembra un puro e semplice motivo d'interesse. Il conflitto è nato per questo: ora ci stiamo difendendo. Chi contrappone il fanatismo cattolico a quello islamico è veramente un pirla. Volevo poi ricordari che all'occidente in generale non interessa molto quello che dice Ratzinger, al limite è più un caso italiano, ma questa è un'altra storia. Anche erché non mi sembra che Ratzinger, così come il suo predecessore, abbia espresso opinioni che si possano definire fondamentaliste sulla questione.
La differenza sostanziale è questa: in Occidente esistono casi isolati di ingerenze ecclesiastiche nella politica dello stato (fastidiose se vuoi, ma comunque limitate). La cultura è essenzialmente laica e si separa la sfera religiosa da quella, per esempio, legislativa, o anche scolastica ecc... In Oriente esiste un modello che fa sì che gli Imam non FACCIANO politica, ma SIANO la politica. E' un modello culturale diverso. Non migliore, non peggiore del nostro. E' l'uso che se ne fa che lo porta ad essere sbagliato. Il fatto che purtroppo negli stati di religione islamica si preferisca un'interpretazione fondamentalista, dogmatica e distorta del Corano, instillata nelle menti degli arabi fin da bambini, rende il modello perverso ed illiberale. D'altronde, il Corano contiene principi di vita (e indicazioni anche utili, per vivere in oriente) così come la Bibbia, ed il tutto dipende dall'interpretazione. Non riesco poi a capire come vorresti fare ad impedire agli Imam di fare politica...
Quindi, se è vero che loro adesso stanno sparando, dovremmo forse renderci conto che una parte di colpa l'abbiamo anche noi, ed è il retaggio storico di secoli di violenze e sfruttamento. Uno semina ciò che raccoglie. Con questo non voglio assolutamente giustificare ciò che sta succedendo, anzi sono atti che condanno fermamente, voglio solo dire che la colpa non è solo di chi preme il grilletto, ma è anche, in parte, di chi gli ha messo in mano la pistola.
Ciao. Jacopo.
Re:difficile
La verità, così come il bene od il male non sono e non saranno MAI solo da una parte, qualunque essa sia. Lauro Luppi - Ferrara
Re:molto più difficile...
... se non partiamo dal presupposto che chi preme il grilletto è il primo responsabile di quello che fa, da qualsiasi parte stia, e la prima risposta deve essere la condanna più ferma, forte ed unita da parte di tutti noi.
Marco
Re:molto più difficile...
che tristezza vedere la moderazione al tuo commento... non saremo mai forti ed uniti come auspichi tu
L'odio...
Sicuramente quello che è successo non può lasciare indifferente il mondo occidentale, come non potevano lasciare indifferenti le stragi di Madrid e di New York.
Quello che contraddistingue la guerra di oggi è il totale disprezzo per la vita umana, perché non riesco a concepire diversamente lo stroncare l'esistenza di persone innocenti, che magari nemmeno credevano negli ideali di quei governanti che hanno mandato il proprio paese in guerra. E' questo l'aspetto aberrante di tutta la vicenda: il fatto che non ci sia un nemico preciso, un'"altro" con precise caratteristiche che lo contraddistinguano dalla massa. Tutti siamo, nel nostro piccolo, "obiettivi sensibili", per il solo fatto che siamo italiani, americani, inglesi...
Non sono un fautore della guerra come mezzo di soluzione dei problemi, ma forse una guerra sarebbe meglio di questo: l'essere ammazzati come animali, senza sapere chi è il nemico e perché ha "scelto" te come suo bersaglio. E' veramente terribile vedere esistenze spezzate, che portano altro dolore come fosse un cane che si morde la coda, un circolo vizioso, solo perché qualcuno ha pianificato di mettere una bomba lì, proprio in quel punto, e di farla esplodere proprio in quel momento, e chi colpisco colpisco.
"La religione è l'oppio dei popoli": non so se sottoscrivere o meno questa frase, però (non sono un teologo, per cui questo è per quanto ne so) è veramente allucinante vedere che esistono uomini in grado di immolarsi per una "guerra santa" che non esiste, che è solo nelle loro menti, che altro non è che una storpiatura di quello che è scritto sul Corano. Fino ad ora la religione non è riuscita a far altro che a causare nuovi morti, senza risolvere nulla: speriamo che in futuro le cose vadano meglio.
Purtroppo stiamo assistendo non tanto ad uno scontro di civiltà, che sono sempre relative, ma ad uno scontro tra uomini: quello che vedo io in questo scontro è un odio profondo, dall'uomo verso l'uomo, in nome di ideali che trascendono l'uomo. Forse se ci si rendesse conto di questo, molte stragi potrebbero essere evitate.
Ciao. Jacopo.
Sono stati...
...giorni densi di avvenimenti. Il live8, il raddoppio degli aiuti e la dimostrazione che alzare la voce in modo veramente pacifico serve davvero. E poi dopo poco il trionfo dell'odio. Troppe emozioni forti tutte insieme che adesso ci troviamo frastornati, senza una visione chiara della realtà, con la paura del domani potrebbe succedere anche a me.
Siamo cittadini del mondo, a volte nel bene, spesso nel male.
:( ---
Tutti noi
Bella riflessione, ci voleva.
Tutti noi, in un bus o in un metrò, in treno, in aereo o davanti ad un monumeto. La violenza che ci circonda amplificata dai media, ci porta in un viaggio irreale. Un viaggio che ormai non mi fa più temere la morte, nel senso che non mi preoccupo perchè altrimenti non riuscirei a godermi le poche cose che mi bastano, la mia famiglia, i veri amici e le mie chitarre. Ho combattuto il sistema quando ero giovane quel tanto che basta per capire che i ricchi non vogliono diventare meno ricchi, figuriamoci poveri e i poveri vogliono diventare più ricchi di quelli attuali. Il terrorismo internazionale e nazionale lo ricordo sin da ragazzino, negli anni '70 e da allora è stato un crescendo. Sono cambiati i politici, gli statisti, ma alla fine il risultato è lo stesso: chi ha il potere lo vuol mantenere chi non l'ha lo vuole.
Unica soluzione è condurre la propria vita cercando di seguire l'unica vera regola, quella del rispetto, costruendo positività (o almeno provandoci) quando tutto attorno a noi le cose girano male.
Ciao, RicoBlues.
<br>"the Blues is an one-way ticket for the s
Tutto il mondo come Gerusalemme!
Grandi scrittori e filosofi -in primis Agostino- hanno contrapposto la Gerusalemme terrena a quella celeste, quale metafora della corruzione della città terrena, del mondo tutto, all'opposto di quella rifondata e mondata dall'odio. Oggi questa metafora, più che un espediente letterario, è specchio della realtà tutta intera: quella Gerusalemme che abbiamo visto martoriata dall'odio e dalla prevaricazione di entrambe le parti munite 'delle loro buone ragioni' è diventata New York, Madrid, Londra, com'era stata il Libano, l'Afganistan, Bali, il Pakistan e così via.
Stiamo assaggiando la vita così come scorre appaiata alla morte per le strade d’Israele e Palestina. Ciò che mi fa paura è la reazione dell’Italia e dei nostri stati europei. Le misure di sicurezza andranno sempre più a ledere sulle libertà e la tutela dei cittadini e dello stato di diritto: tutto a buon favore dei terroristi stessi che così riescono a minare alle fondamenta le società che hanno fondato le proprie radici sulla libera circolazione di persone e merci. Si è aperta una nuova epoca del sospetto dove il basilare principio della presunzione d’innocenza si sta ribaltando in presunzione di colpevolezza ‘fino a prova contraria’.
Rischiamo d’imbarbarirci con le nostre mani, più di quanto già siamo. Penso che anche questo fosse tutto calcolato e voluto. I piani più efferati non sono il parto di menti stupide ma di grandi intelligenze votate all’odio, che sanno eccellere in questo, che sanno sfruttare tutte le logiche distorte ed inique nella quali sguazza il mondo. Anche il mio pensiero va alle vittime da entrambe le parti di questa sporca e vigliacca guerra fatta sulla pelle degli innocenti, che come al solito versano il loro sangue a condanna di questo mondo marcio e putrefatto!
Plato
Re:Tutto il mondo come Gerusalemme!
Vedo con ritardo quanto scritto pechè ero a Londra proprio quei giorni con la mia famiglia. Quel giorno c'erano un sacco di sirene, mezzi bloccati metropolitana chiusa e l'invito a tornarsene a casa. Quello che mi ha colpito è come la gente ha convissuto con questo, come se non esistesse, nella massa di persone che vivono a Londra quelle non coinvolte nell'uso dei mezzi o fuori dal centro han continuato la loro vita. Anche perchè le notizie erano quasi nulle da TV e radio. Insomma io ho sentito un grande scollamento fra l'avvenimento reale e l'avvenimento socialmente gestito. Poi tante discussioni ma un pò troppo politiche, un pò da bar. Il giorno dopo li la metropolitana già passava da King Cross e l'idea che li ci fossero ancora tanti morti mi faceva pensare che nella nostra società la macchina non si deve mai fermare, la produzione continua comunque vada. Non so sequesto è giusto, di una persona a cui vuoi bene può improvvisamente sparire tutto anche il corpo e in fondo tutto va avanti con la stessa fretta e caos di prima. Non mi piace.
rv.hien
Re:Tutto il mondo come Gerusalemme!
Io pnso che sia giusto. Mi spiego: ovviamente le persone che hanno subito delle perdite si saranno prese il loro tempo per vivere in pace il proprio dolore. Ma penso che sia giusto che la macchina vada avanti: non per la poca importanza delle vittime, ma per il significato stesso degli attentati. I terroristi vogliono farci vivere nel terrore, voglio esercitare una pressione psicologica così alta da farci arrendere, da stravolgere il nostro stile di vita. Proprio questo non deve succedere. Noi dobbiamo continuare a vivere "come se niente fosse", per mostrare forza e compattezza e per non permettere che i terroristi sconvolgano le nostre vite ed eliminino le nostre conquiste democratiche. Solo due giorni fa, la francia ha deciso di chiudere le proprie frontiere: questo, a mio parere, è un esempio di sconfitta. Poiché ci sono dei terroristi tutti devono rinunciare a parte della propria libertà, in particolare quella di movimento, portata dalla convenzione di schengen. Cosa succederà e andramo avanti così, magari tra un pò tutti ci rinchiuderemo nelle nostre case ed i terroristi saranno gli unici a girare per le vie?
Ciao. Jacopo.
Re:Tutto il mondo come Gerusalemme!
Mah, quello che mi ha colpito purtroppo è stata l'indifferenza che in fondo ha circondato questi avvenimenti, anche a Londra, appena fuori dall'epicentro suonava già estraneo. Questo è il senso del dolore che si amplifica a chi invece questo ha toccato profondamente. Si la vita va avanti ma può indurre anche riflessioni non solo superficialità. E invece intorno a questo la politica srotola il suo rosario di affermazioni pro e contro secondo schemi applicabili a tanti altri avvenimenti indifferentemente. I giornali, le TV vanno a scemare, oggi su questo non c'era più nulla. Purtroppo i nuovi attentati forniranno materiale ancora per altri giorni. Chiudere le frontiere poi serve solo ad alimentare il razzismo di chi già odia. A me la diversità di razze piace anche se penso che l'integrazione fra culture e religioni diverse non viene spontanea specialmente se non vengono garantiti pari diritti e pari opportunità a tutti. Poi la cultura non scende da se come l'acqua dal cielo e ancora troppi guardano allo straniero o come un fenomeno curioso o come a un sottosviluppato.
rv.hien
Or ora...
E' arrivata da poco questa notizia ansa che riporto:
"LONDRA, 18 LUG - I piu' autorevoli imam e leader islamici britannici, riuniti a Londra, hanno lanciato ufficialmente una fatwah contro il terrorismo.La fatwa punira' chi compie atti terroristici. 'Chi ha messo le bombe di Londra e' un non musulmano', si afferma nella fatwa, che ha un valore di legge religiosa. Al pronunciamento teologico hanno gia' aderito -riferisce Sky News- 500 tra imam e studiosi islamici britannici. 2005-07-18 19:53"
Mi sembra un importante gesto di solidarietà (oltre che di voglia di mettersi al riparo da eventuali ritorsioni...).
Ciao. Jacopo.