Mi permetto un paragone, per quanto irriverente, tra una chitarra flat top, steel strings e un italianissimo piatto di pasta asciutta e condita. L'esempio lo prendo in prestito da un noto costruttore americano di origine franco canadese che qualche anno fa ho avuto modo di conoscere e che mi ha aiutato a chiarirmi le idee. Lui era stato in Italia e aveva scoperto l'esistenza, nel nostro paese, di svariati tipi di pasta e di altrettanto numerosi tipi di condimento (ovviamente non tutti disponibili negli USA) .

Mi disse che per la buona riuscita di un piatto sono necessari:
1 la qualità degli ingredienti usati, la bravura del cuoco e la giusta cottura;
2 il tipo di pasta uitilizzato;
3 il tipo di condimento.
Stessa cosa per le chitarre. Contano, nell'ordine:
1 la qualità, il tipo di costruzione (catenatura, scallopped braces, scala ecc.) e la bravura del costruttore;
2 il formato, cioè la "pasta". Una OM è più aperta e brillante di una 000 perchè ha la scala più lunga, a parità di body;
3 i legni usati, il "condimento", per la tavola, il retro, le fasce, il manico, la tastiera e le braces interne.
Ha senso dire che un piatto di trenette al pesto è più buono di uno di orecchiette al pomodoro o di bucatini all'amatriciana? Non credo, la scelta dipende dal gusto personale, dal momento, dal clima ecc. Semplicemente sono diversi. Cosi' come diverse sono una Dreadnought in adirondak e palissandro brasiliano, una 000 in cedro e mogano, una Jumbo in sitka e palissandro indiano. Si tratta soltanto di scegliere in base a gusti, esigenze tecniche ed economiche che sono e restano parametri personali... Scusate la lunghezza ma vorrei essere chiaro. Veniamo finalmente ai 2 legni più utilizzati per le fasce e il retro delle acustiche:
Palissandro Brasiliano (dalbergia latifolia)
L' "holy grail" delle essenze. Sognato, desiderato, mitizzato. Era il legno usato da Fred Martin nell'età dell'oro degli strumenti, quando la scelta non era condizionata da considerazioni commerciali legate a leggi, costi, problemi di embargo o semplicemente di trasporto ma soltanto a fattori qualitativi e musicali. Come tutti sanno è specie protetta dal 1969. Può essere utilizzato solo se tagliato prima di allora, i grossisti ne tengono quantitativi modesti che vendono a prezzi altissimi (da whisky negli anni del proibizionismo) a Big Companies e piccoli liutai. Le leggi attuali che governano l'import/export dei legnami in USA sono quanto mai rigide. Persino la sottile lamina che abbellisce la paletta di una Martin 000 della serie Golden ERA va dichiarata e impone allo strumento una sosta di 6 mesi in dogana. Tutto questo non può non influire sui costi. Oggi questo legno viene usato dai grandi builders per costosissime edizioni limitate o custom, dai piccoli makers per strumenti ordinati per lo più da clienti esigenti e ricchi o da capricciose rock star mentre i prezzi dei modelli originali fatti prima del '69 sono saliti alle stelle.
Chi ha avuto modo di vedere e annusare questa essenza prima che venisse lavorata racconta di profumo sublime contrapposto a quello da stalla del palissandro Indiano. Il suono prodotto è caldo, più spostato su frequenze medio alte, quindi un po' più aperto, con sustain e bassi potenti ma mai troppo enfatizzati e slabbrati, sempre perfettamente bilanciato. Era usato anche per le tastiere delle Les paul degli anni 50 e delle tele e strato dei 60. Variabilissimo nel colore, dal marrone chiaro al nero, bellissimo a vedersi.
Palissandro Indiano (East Indian Rosewood)
Il golden standard,il più usato dal 69 ad oggi per l'alta qualità, la possente risposta delle frequenze medio basse, il calore e il sustain. Costa molto meno del fratello protetto. Varia nel colore ma meno del brasiliano. Suona bene ed è bello, con le sue righe parallele che lo rendono facilmente riconoscibile.
Palissandro Madagascar
da molti considerato vicino al brasiliano come qualità musicale (anche per questioni di latitudine). Viene usato come optional con sovrapprezzo dalla maggior parte dei costruttori (di solito abbinato a tavole in adirondak). Bellisimo a vedersi Costa meno del brasiliano perchè non soggetto a leggi protettive, ma più dell'indiano.
Mahogany (swietenia macrophylla)
African e Honduran sono i tipi di mogano più apprezzati. E' il legno di tante splendide Gibson, round e square shoulders (J45-50-hummingbird-advanced e southern jumbo), delle Martin 18 (000 e D), delle splendide semiacustiche Gibson (L5,super400,Birdland).
Rispetto al palissandro conferisce un suono più semplice(meno complesso e ricco di overtones), meno riverberato, con bassi meno possenti, acuti meno squillanti e molti, molti più medi. Lo sweet tone delle hummingbird è dato proprio dai medi dolcemente nasali di questo legno. Il mogano migliore non costa meno del palissandro indiano e può essere altrettanto bello. E' forse brutto il back di una Les Paul del 59?
Ho preso in considerazione i due legni più usati. Naturalmente ne vengono utilizzati tanti altri: Koa hawaiano, Nocciolo (Walnut) , Imbuia (mogano brasiliano) , Ovangkol africano ecc. Per concludere, due parole sull'acero:
Big Leaf Maple (acer macrophyllum)
A questo splendido legno (che cresce soprattutto in USA e Canada, il migliore è quello della zona est) dobbiamo il deizioso sciroppo che accompagna i pancakes in tante colazioni americane, poi gli splendidi manici one piece delle Telecaster e Stratocaster e, infine, le bellissime Gibson Super jumbo (J200 e J180), le Doves, le Taylor della serie 6. Utilizzato da quasi tutti i costruttori per modelli sempre apprezzati da una vasta schiera di musicisti, è il legno più duro, più "rock", conferisce un suono aperto, cristallino, brillante, equilibrato e si adatta molto bene alle acoustic/electric guitars. Per alcuni è un po' freddo. Per altri è il migliore. Di certo non è facile trattarlo. Impiega molto tempo a venir fuori (soprattutto il "bird's eye" quilt maple). A mio parere, per quello che vale, resta un gran legno. Non cambierei la mia J200 nemmeno con quella di David Crosby fatta da MCAllister in palissandro brasiliano.
grazie
adesso sono un pizzi
---------------------------------
<a href="http://
mito quasi falso
quoto alla grande
Rigore e immaginazione (G. Bateson)
Re: quoto alla grande
Re: mito quasi falso
Re: mito quasi falso
Re: mito quasi falso
Re: mito quasi falso
Re: mito quasi falso
Re: mito quasi falso
Rigore e immaginazione (G. Bateson)
Re: mito quasi falso
Re: mito quasi falso
Re: mito quasi falso
Re: mito quasi falso
Re: mito quasi falso
Re: mito quasi falso
Walnut
Re: Walnut
Rigore e immaginazione (G. Bateson)
Re: Walnut
poplar + neckthru
Rigore e immaginazione (G. Bateson)
Re: poplar + neckthru
Rivoglio il tasto preview!
Re: poplar + neckthru
Rigore e immaginazione (G. Bateson)
Re: Walnut
Re: Walnut
Marcoark
* non è vero un cazzo.
il palissandro brasi
www.solarflames.it
Re: il palissandro brasi
bell'articolo!!
Re: bell'articolo!!
Re: bell'articolo!!
Re: bell'articolo!!
solo una piccola perplessità......
provocazione
Rigore e immaginazione (G. Bateson)
Re: provocazione
Re: provocazione
Re: provocazione
Re: provocazione
Rigore e immaginazione (G. Bateson)
Re: solo una piccola perplessità......
Re: solo una piccola perplessità......
Re: solo una piccola perplessità......
Per ciò che riguarda il palissandro brasiliano.........
E il ciliegio?
Re: E il ciliegio?
Bella comparazione
mi aggrego
Brasilerio batte tutti...
E dove....dov'è il Batman?? E' a casa,amore,che si
Re: Brasilerio batte tutti...
vocabolario
Re: vocabolario
Bene
Re: Bene
Gran bell'articolo.
Re: Gran bell'articolo.
Bellissimo articolo..
"Art. 001: Il Rock va suonato al volume che serve.
Complimenti...
Re: Complimenti...
Re: Complimenti...
Re: Complimenti...
bella carrellata di
Che succede? Ci scappa del rock, ciccio!
una sola palabra...
brucelucio
Rettifica.
Re: Rettifica.
Non trovo una logica
Re: Non trovo una logica
Palissandro brasiliano: verità E leggenda
Re: Palissandro brasiliano: verità E leggenda
Re: Palissandro brasiliano: verità E leggenda
Spesso si tende a so
Re: Spesso si tende a so
Legni proibiti
Re: Legni proibiti
questione di culture e colture