Dentro il Boogie MarkIIA

di Claude_D5 - accordiano #19292 | 29 May 2010 @ 08:00 |
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Il mese scorso ho acquistato un mesa boogie Mark II da sistemare, vista la mia passione ed esperienza per il restauro di apparecchi valvolari, ho pensato di recensire questo meraviglioso combo. Prima di addentrarci nella parte tecnica sono doverose alcune precisazioni sull'evoluzione della serie Mark, in ordine cronologico possiamo riassumere così la storia.

Mark I (1971/1978)
Mark II(A) (1978/1980)
Mark IIB (1980/1983)
Mark IIC (1983/1984)
Mark IIC+ (1984/1985)
Mark III (1985/1999)
Mark IV (1999/2009)

Mark V (2009 /oggi) E' evidente che la serie II ha subito numerosi mutamenti nel corso di pochi anni e, analizzando gli schemi a livello circuitale, il Mark II e il Mark IIC+ sono ampli totalmente differenti pur appartenendo alla medesima famiglia. Riguardo al suono dei vari Mark, sono già stati scritti molti articoli su accordo e vi rimando a quelli per approfondire l'argomento.
L'ampli che andrò ad analizzare è un Mark II(A) risalente alla primavera del 1980 (la A è tra parentesi perchè non esiste ufficialmente il mark IIA, la serie è stata ribattezzata A in seguito all'uscita del Mark IIB) forse costruito dallo stesso Randall Smith e consorte, la produzione infatti è rimasta interamente nelle mani dei due coniugi fino all'agosto del 1980 circa.
Il Mark II pur essendo il primo amplificatore ad avere la possibilità di cambiare canale tramite footswitch, offre tutte le features che ancora oggi sono presenti in un apparecchio professionale. Possiamo infatti controllare tramite un pedale singolo clean o lead, mentre con uno doppio l'inserimento di equalizzatore e gain boost (sui modelli con riverbero al posto del gain boost avremo cablato reverb on-off). Tuttavia ad alti volumi, la transizione tra le funzioni tramite footswitch risulta essere leggermente rumorosa ma secondo me tollerabile, il problema sarà risolto definitivamente con l'introduzione dei LDR (light depending resistor) dal mark IIC in poi. Un ulteriore particolarità è la possibilità di scegliere tramite un interruttore posto sotto lo chassis se utilizzare come primo stadio di amplificazione una 12AX7 oppure un FETRON TR1009.
Molti si chiederanno cos'è questo misterioso componente... Vediamolo assieme:
Negli anni 60-70 la diffusione di valvole termoioniche per uso telefonico e televisivo era massiccia e creava un forte dispendio a livello energetico. Come sappiamo, il catodo, per emettere elettroni e portare in regime di funzionamento la valvola, ha bisogno di essere riscaldato tramite un filamento. Il consumo del filamento è notevole, per una 12AX7 è quasi 2W, pensate di moltiplicare per qualche milione di valvole questo assorbimento e le cifre rapidamente salgono nell'ordine dei MWatt solo per avere in stand-by apparecchi o impianti!
Non è da sottovalutare il calore emesso dal filamento che in sistemi con più tubi risulta essere un ulteriore danno. Per ovviare a questi problemi, una nota azienda di componenti elettronici pensò di costruire un device totalmente intercambiabile alla valvola termoionica, senza filamento e con caratteristiche migliori: Rendimento, vita media, dimensioni, surriscaldamento ecc.
Vede la luce il fetron, ovvero una 'valvola' a stato solido, internamente è costituito da un wafer su cui sono creati dei transistor JFET in cascata, connessi in modo da simulare il comportamento della valvola termoionica. Furono creati diversi modelli di fetron equivalenti alle valvole piu usate e vendute, tuttavia con l'avvento delle nuove tecnologie e la riconversione degli impianti completamente a stato solido (transistor), non era piu necessario l'utilizzo di valvole o fetron e la produzione cessò bruscamente.

Anche Mesa boogie non utilizzò piu fetron per i suoi ampli dopo il Mark IIB perché non piu in produzione e difficilmente reperibili, anche i musicisti non trovarono rilevanti differenze a livello sonoro e non si mostrarono particolarmente entusiasti di questa scelta. Musicalmente Il FETRON è leggermente meno caldo e meno rumoroso, più portato all'HI-gain e robusto sui medi.
Gli alti si rivelano meno 'rotondi' rispetto alla valvola, ovviamente con quest'ultima l'ampli prende una pasta piu vintage e puliti molto Fender!
Personalmente in V1 preferisco il FETRON, ha un suono moderno e piu adatto alla distorsione.
Per permettere la polarizzazione ottimale del fetron il progetto dell'amplificatore presenta alcune particolarità, la piu evidente è l'utilizzo di regolatori di corrente sul catodo degli stadi amplificatori in V1 al posto del classico circuito RC in parallelo. L'uso di detti regolatori si fa sentire anche quando utilizziamo la valvola, donando all'ampli un suono leggermente piu definito e trasparente sui medio bassi.
Non da meno l'introduzione di diodi zener in parallelo all'ingresso per la protezione da eventuali correnti statiche che potrebbero danneggiare irreparabilmente il Fetrton (piu delicato rispetto alla valvola), infine lo switch per selezionare una tensione di alimentazione appropriata.
Vicino al selettore 12AX7/FETRON trova posto l'ingresso per il footswitch stereo di cui abbiamo parlato prima, difficilissimo da raggiungere ad ampli montato e pericolosamente vicino alle valvole finali e pre.
 Riguardo al cabinet, il tolex è molto bello e curiosamente giuntato sul fondo dell'ampli (forse per velocizzare i tempi di costruzione), color panna e ben abbinato cromaticamente alla rete anteriore di protezione. Il retro presenta la classica uscita slave out con controllo di volume, il presence, ground, pre amp out/pwr amp in per effetti e uscite speaker 4+4+8 ohm.

Devo dire che questo Mesa non va tanto d'accordo con gli effetti, l'inserzione nella catena del suono avviene dopo i master lead e clean, ciò fa si che variando i volumi l'effetto vada subito in overload. Questa mancanza però verrà risolta nel mark IIB inserendo prima dei master un send return con livelli adeguati. Consiglio a chi possiede ampli cablati in questo modo di usare un piccolo mixer con regolazione di mandata e ritorno effetti, oppure pedali addatti allo scopo.
All'interno della cassa trova spazio un grossa ventola necessaria al raffreddamento delle 4 valvole finali montate molto vicine per questioni di spazio, il circolo d'aria risulta essere essenziale a garantire un buon funzionamento ed evitare l'eccessivo riscaldamento dei tubi.
 Il cono originale è un eminence con magnete quadrato, sono risalito alla marca e lotto di produzione tramite il numero di serie stampigliato sul retro del cono. Tuttavia visti i suoi 30 anni, il cono, non reagisce piu in maniera ottimale, è necessaria una revisione. In sostituzione ho montato un Black shadow EV 200W prelevato da una cassa Mesa, ritengo sia piu adatto in termini di potenza e sound dell'originale.
 Sicuramente però appena lo speaker sarà riparato, lo rimonterò per mantenere integra l'originalità dell'ampli. Il cablaggio è realizzato su scheda con saldature eseguite rigorosamente a mano, le connessioni con fili schermati dove serve e molto ordinate. E' curioso notare come ci siano delle scritte in matita sullo chassis e sulle schede elettroniche, sono dei promemoria per il montaggio!
La scelta dei componenti è abbastanza in linea con gli amplificatori attuali: condensatori sprague e a disco, resistenze al carbone e condensatori di alimentazione Mallory.
I trasformatori sono molto robusti e non portano diciture, ricordano i classici fender. Infine le valvole montate sono 12AX7 nel pre e 6L6 nel finale, è possibile scegliere tramite switch se far funzionare l'ampli a 60W (2 finali) o 100(4 finali), non è presente la funzione simul-class introdotta nei modelli seguenti. Riguardo le valvole, nel pre ho montato delle jj tesla e nel finale delle 6L6 svetlana winged C, attualmente le migliori discendenti delle mitiche STR387 installate originariamente.
In ultima battuta vi lascio il link del manuale d'istruzioni e manutenzione sul quale è anche riportato lo schema! Per oggi abbiamo finito, del suono di questo 'mostro' parlerò piu avanti... a presto!

Risorse
Manuale dal sito Mesa



Tutti i commenti

  • Date errate
    di Dundela - accordiano #23489 | 29 May 2010 @ 08:55
    • Re: Date errate
      di lorenzof - accordiano #17952 | 31 May 2010 @ 01:30
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      Rigore e immaginazione (G. Bateson)
    • Re: Date errate
      di gibsonmaniac - accordiano #21617 | 29 May 2010 @ 22:38
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      "Art. 001: Il Rock va suonato al volume che serve.
    • Re: Date errate
      di Claude_D5 - accordiano #19292 | 29 May 2010 @ 10:17
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      Claudio.
  • ....peccato sia su accordo..... ?
    di greg87 - accordiano #21888 | 29 May 2010 @ 09:31
  • bell articolo!
    di Slash84 - accordiano #2320 | 29 May 2010 @ 10:59
  • Bello=)
    di Nico_pitty - accordiano #24097 | 29 May 2010 @ 12:45
  • Sarà la passione ma questo articolo mi piace!!!!
    di LELE_94 - accordiano #22451 | 29 May 2010 @ 13:45
    • Re: Sarà la passione ma questo articolo mi piace!!!!
      di Claude_D5 - accordiano #19292 | 30 May 2010 @ 18:55
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      Claudio.
  • hai fatto bene
    di enrico73 - accordiano #22985 | 29 May 2010 @ 23:06
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    Sostieni greenpeace, ne va del nostro futuro.
    • Re: hai fatto bene
      di Claude_D5 - accordiano #19292 | 30 May 2010 @ 18:41
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      Claudio.
      • Re: hai fatto bene
        di enrico73 - accordiano #22985 | 31 May 2010 @ 18:16
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        Sostieni greenpeace, ne va del nostro futuro.
  • Ottimo articolo Claude, (per quanti non lo ...
    di lorenzof - accordiano #17952 | 31 May 2010 @ 01:32
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    Rigore e immaginazione (G. Bateson)
  • Bell'articolo...
    di strato78 - accordiano #17091 | 01 June 2010 @ 03:05
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    Cristian
  • Bello !
    di simonec78 - accordiano #13803 | 01 June 2010 @ 09:15
    --
    ilpratodidefault.blogspot.com

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