
Due giorni che, tuttavia, lasciano un’importante domanda alle loro spalle:”Cos’è effettivamente questo Music Village?”
Il nome, nella sua traduzione letterale dall’inglese all’italiano, può facilmente trarre in inganno; per quanto mi riguarda, ma credo di parlare a nome di tutti i partecipanti all’evento, mi aspettavo qualcosa di molto più vistoso e appariscente per un “villaggio musicale”. Un nome altisonante che, in maniera assolutamente smaliziata, da l’errata impressione di un luogo impressionante, stracolmo di cose da fare e da vedere, il paradiso del musicista. A conti fatti la metratura del posto è decisamente ampia, ma parte dello spazio è occupato da minibunker fatiscenti ed inutilizzabili. L’intero “villaggio” si compone dunque di due negozi, uno riservato a chitarre e bassi, l’altro dedicato a batterie e percussioni, due edifici adibiti a prove e registrazioni composti da circa 4 salette cadauno e di un palco situato al centro quasi esatto del villaggio, lo stesso palco dove si sono esibiti i vari artisti presenti. Facendo un calcolo approssimativo, ci si rende conto che indubbiamente quanto proposto non è poco, ma sicuramente meno di quanto ci si potesse aspettare.
Tralasciando questo, tuttavia, l’iniziativa è decisamente azzeccata e dalle potenzialità altissime; se sfruttato a dovere, l’Agnano Music Village può diventare un punto di riferimento per l’intera scena musicale campana. I negozi sono di indubbia qualità, non troppo grandi (specie quello per chitarre e bassi) ma molto forniti e ben organizzati anche dal punto di vista “visivo”. Acustica è un nome molto conosciuto, a Napoli e in Italia, con una cerchia molto ampia di clienti soddisfatti e di celebrità che si esibiscono con i loro prodotti, indiscutibili sia la qualità dei prodotti che commerciano, sia la competenza e la disponibilità dello staff. Un colosso della musica partenopea che ha operato una scelta coraggiosa nello spostare la propria sede dalla storica Via San Sebastiano alla ben più anonima Via Scarfoglio, raggiunta soltanto da un mezzo di trasporto pubblico, allontanandosi sì dalla concorrenza, ma anche dalla tradizione napoletana. Scelta forse azzeccata, forse meno, ai posteri (o postUMI – NdR) l’ardua sentenza.
Sicuramente azzeccatissima la scelta di “gemellarsi” con il complesso di prova e registrazione RR Sound di Roberto Perrone, affermatosi dal 2000 ad oggi sulla scena musicale nazionale e che può vantare, tra le sue collaborazioni, nomi importanti come Jovanotti, Alex Britti, Irene Grandi, Gigi D’Alessio, Edoardo Bennato e i Velvet, giusto per citarne alcuni. Sicuramente utile, oltre che comodo, avere uno dei migliori studi di registrazione e uno dei migliori negozi di musica della zona a distanza di pochi passi. Immaginate, per esempio, di essere un batterista che, lasciandosi trascinare troppo dalle prove con la sua band, ha distrutto le bacchette e non ne ha un paio di riserva. Come fare? Semplice, basta uscire per cinque secondi netti dalla sala, dirigersi al negozio di fronte e comprarne un paio nuovo di zecca, immacolato, da poter maltrattare quanto più vi aggrada. E questo è solo uno dei vantaggi della dualità sala prove-negozio, non starò ad elencarli tutti ma li lascio alla vostra fantasia.
Il palco situato al centro resta invece l’incognita maggiore del Music Village. Durante le due giornate di inaugurazione è stato utilizzato parecchio, ma non è dato sapere se verrà smontato oppure resterà così anche nei giorni a seguire. Qualora dovesse rimanere montato, che è l’ipotesi più plausibile, rappresenta di certo l’elemento di maggior potenziale dell’intero complesso. Un palco del genere può essere perfetto per organizzare special clinics, seminari, masterclasses e quant’altro, utilissimo per ravvivare l’ambiente musicale napoletano da troppo privo di situazioni che, in altre città di Italia, costituiscono quasi una norma. Con il giusto impegno da parte degli organizzatori si possono portare a Napoli importanti elementi del panorama nazionale ed internazionale, evitando così che lo spazio occupato dal palco risulti in altra metratura inutilizzata.
L’Agnano Music Village è quindi un’iniziativa decisamente riuscita, se la si inquadra nell’ottica del dualismo tra una sala prove ed un negozio di musica, senza troppe aspettative. Un’iniziativa che, con scelte assennate da parte dei proprietari, può spingersi ad un livello superiore, diventando un vero e proprio punto di riferimento per la musica partenopea e non.
Due parole sull'Agnano Music Village
di Alexlamas
- accordiano
#24381 |
01 June 2010 @ 12:00 |
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