Ritorno al futuro... sonoro

di francescoRELIVE - accordiano DOC #13581 | 07 July 2010 @ 16:00 |
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Si parla molto di innovazione sotto il profilo di strumentazione musicale. Dai mixer ai sistemi di amplificazione, dalle chitarre agli amplificatori, dai dispositivi hardware più recenti fino alle simulazioni software di oggi. Incuriosisce notare il fatto che tutte queste evoluzioni partono sempre da idee già ampiamente collaudate, sviluppate molti anni fa e successivamente migliorare.

Addirittura ci sono casi in cui si torna indietro (ma avanti come concezione e approccio) per simulare una determinata sonorità "vintage".
Pensate agli studi di registrazione importanti: gran parte del lavoro viene tutt'ora fatto da strumentazioni che hanno più di 30 anni, costosissime e semplicissime se confrontate alle nuove tecnologie che tendono a miniaturizzare ogni singolo componente.
La diatriba è sempre aperta: digitale o analogico? Suono freddo o suono caldo?


Anche qua ci si dovrebbe fermare un attimo e analizzare questo luogo comune. Forse la considerazione più diffusa è quella che il digitale tenda a "robotizzare" e snaturare il suono originale, intaccando la sua forma più pura a favore di una maggiore usufruabilità.
Gli irriducibili dell'analogico resteranno convinti che il suono privo di conversioni binarie sarà comunque più reale e "caldo".
Se vi capita di essere coinvolti in discussioni audiofile sentirete sicuramente la perenne perplessità della qualità audio dei cd in confronto ai vinili.
Certo, i vinili hanno il loro fascino ma i cd hanno dato la possibilità a tutti (dopo le cassette magnetiche) di ascoltare "bene" la musica.

L'evento del mastering ha portato l'accessibilità della musica a livelli stratosferici, bypassando la nicchia dei pochi appassionati (e privilegiati) che potevano permettersi di ascoltare un disco in vinile in un impianto degno per l'ascolto.
Lo sviluppo di strumenti di riproduzione mobile (lettori walkman in primis, seguiti dai lettori cd portatili e dai più recenti lettori mp3) ha portato la massa ad "abituarsi" a un certo tipo di ascolto.
A monte però ci stanno sempre grandi strumentazioni di produzione. La qualità è un fattore determinante per il successo di un prodotto.
Qualità che negli stadi non c'era quando ancora si utilizzavano muri di amplificatori sopra al palco per amplificare un evento. Ma possiamo anche definirla come "qualità diversa" fatta più di emozioni e meno di strumentazioni che gratificano il fatto di aver pagato tot euro per ascoltare un artista.
Un impianto line-array ben gestito è ormai un elemento immancabile nei concerti e manifestazioni di grosso calibro.Questo perché la gente si è standardizzata nella metodologia d'ascolto e quindi di conseguenza richiede quel tipo di ascolto "perfetto" che il disco masterizzato può dare.
Forse manca la cultura delle sonorità.


Grandi artisti tutt'ora tornano a usare mixer a valvole, amplificatori storici, chitarre del '60 e riverberi a nastro per dare l'illusione all'utente finale di poter ricreare certe sonorità ormai passate.
Allora c'è qualcosa che sfugge: parliamo di innovazione ma torniamo al passato. Il giusto compromesso lo vediamo sotto i nostri occhi.
C'è chi sa dosare sapientemente digitale e analogico, strumentazioni "vintage" con apparecchiature più moderne, dal momento che realmente sa cosa vuole proporre all'ascoltatore.
Ma è una ricerca che parte soprattutto da una conoscenza intelligente e oculata nata dall'esperienza.
Molta qualità dietro a grandi nomi e a grandi dischi deriva, secondo la mia opinione, da queste persone che sanno giustamente adeguare le necessità del momento alle strumentazioni a disposizione.
Comodità e prezzo sono altri fattori importanti sul quale basare le nostre scelte, ma spesso dimentichiamo la possibilità che un determinato oggetto possa fare al caso nostro. Prendo per esempio il famoso microfono SM57: da anni è considerato lo standard per microfonazione di casse per chitarra. Chi ci vieta di sperimentare con altri microfoni e altre soluzioni? il preconcetto che SM57 è sinonimo di "microfono giusto"?
Forse è il caso di uscire un attimo dalle leggende metropolitane che ci vincolano all'idea di utilizzare un sistema piuttosto che un altro e di approfondire meglio il perché di alcune scelte.


Mi accorgo che c'è sempre meno gente che vuole conoscere, scoprire e capire il perché delle cose, soprattutto in ambito musicale/strumentale. Ognuno resta ancorato alle proprie piccole certezze (e comodità) ed è questo che fa di molte persone dei semplici "utilizzatori" della strumentazione che hanno davanti.
Non lamentiamoci allora di sentire cose "già sentite" o -allo stesso tempo- di continuare ad ascoltare sempre i soliti dischi.
Non diamo la colpa a un supporto di amplificazione piuttosto che a un determinato strumento se il risultato finale non è di nostro gradimento.
Le mie personali considerazioni portebbero continuare, sotto varie forme e sotto altre tematiche, ma lascio a ognuno la possibilità di pensare e di manifestare la propria opinione a riguardo.

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Tutti i commenti

  • Ultimamente ne sono malato anch'io
    di Foglio - accordiano #19480 | 07 July 2010 @ 16:32
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    Nella vita niente e ogni cosa è Possimpibile!!!
  • Purtroppo...
    di Mychele - accordiano #14350 | 07 July 2010 @ 17:25
    • Re: Purtroppo...
      di francescoRELIVE - accordiano DOC #13581 | 08 July 2010 @ 09:36
      --
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  • bravo!
    di marco.desan - accordiano #13054 | 07 July 2010 @ 17:40
    • Re: bravo!
      di francescoRELIVE - accordiano DOC #13581 | 08 July 2010 @ 09:37
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  • arriva il rompiscatole
    di Giulioo - accordiano #14065 | 07 July 2010 @ 23:13
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    <p>Giulio</p>
    • Re: arriva il rompiscatole
      di francescoRELIVE - accordiano DOC #13581 | 08 July 2010 @ 09:44
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