Sirio scrive: Avete mai avuto problemi ad assicurare un ambiente confortevole per le vostre amiche a 6 corde? Vi è mai capitato di vedervi letteralmente “schioccare” la cassa di una delle vostre bambine a causa di problemi di umidità? Se avete problemi di questa natura continuate a leggere altrimenti “siete molto fortunati” e lasciate perdere il proseguo di questo post. Io abito a Bolzano ed il problema è normalmente legato ad un clima molto secco (20/30%) con repentine e brevi escursioni ad oltre il 70%.

In queste condizioni la soluzione sarebbe stata quella di dotare ogni chitarra di un umidificatore da buca e lasciare le chitarre nelle rispettive custodie, …ma a me questa soluzione non piaceva perché amo vederle allineate e pronte all’uso in ogni momento e perché la chitarra in custodia mal si presta all’uso occasionale (della serie le suonavo di meno e non mi beavo della loro vista). Fatta questa prima scelta mi sono attrezzato con un grosso umidificatore ad ultrasuoni ed ho iniziato la lunga trafila dell’accendi/spegni/carica acqua/accendi/parolacce alla moglie che apre la porta del balcone/parolacce alla moglie che vuole accendere il riscaldamento, …provate a mantenere a livello ottimale una sala da 7 x 4 metri con annesso locale cucina e capirete che i miei sforzi erano quantomeno fantozziani. Morale della favola ho fatto 2 anni di questa vita infame ed in seguito, dopo che una Lowden S25J mi è schioccata davanti alla faccia, ho deciso di passare al contrattacco.
Cosa ho fatto?
Mi sono fatto un progettino e dopo aver recuperato un vecchio letto in pino che avevo in cantina mi sono auto-costruito una bacheca in massello da 2 cm dotata di ante a vetro (quelle le ho fatte fare da un vetraio).
All’interno della bacheca, oltre ad un paio di igrometri (1 elettronico con rilievo anche di temperatura e soglie di allarme + 1 a fascio di capelli di riscontro) ho piazzato delle strutture per riporre degli umidificatori (mia moglie le chiama porta-sapone e come vedrete non ha tutti i torti) che su consiglio di un liutaio americano sono costituiti da dei portasapone in plastica dotati sul coperchio di una decina di fori da 10 mm e dentro i quali ci metto una spugna di cellulosa imbevuta d’acqua (teoricamente nel momento del bisogno il legno avrebbe dovuto autonomamente assorbire l’umidità dalle spugne).
Di questi portasapone ne utilizzo 3 ed oltre a questi ho anche delle scatolette di silica-gel (deumidificatori rigenerabili) che nel progetto iniziale dovevano sostituire gli umidificatori nei momenti di alta umidità.
Risultato oltre le aspettative perché in oltre 6 mesi di verifica ho notato che l’ambiente ridotto e la grossa massa di legno che compone la bacheca fanno si da creare un micro-clima molto stabile (della serie i portasapone ed il silica-gel sono rimasti molto poco nella bacheca) e le mie amiche stanno vivendo ad un livello di umidità che va dal 45% al 65% con un volore che mediamente si attesta sul 50-60%. E non basta; le chitarre sono sempre visibili, disponibili, protette dalla polvere e dalle correnti d’aria, occupano meno posto di prima, sono al riparo dalla piccola peste di 2 anni che saetta per casa lanciando cose,…e la moglie è contenta perché le arredano il salotto. Cosa volete di più? Vi allego qualche foto della bacheca e rimango a disposizione di chi volesse qualche ulteriore ragguaglio.
- Tamponare l'umidità -
Bella L'idea: anhe io preferisco le chitarre in bella vista nella rastrelliera e avevo pensato di fare qualcosa per tenerle al sicuro da agenti esterni (anche se per me l'umidità è un problema abbastanza relativo). Mandi le foto del tuo progetto che mi sembra funzionale ma anche di un certo stile...
"Suonavamo perché l'Oceano è grande, e fa paura, s
Re:- Tamponare l'umidità -
Avevo inviato insieme all'articolo anche le foto della bacheca ma evidentemente hanno ritenuto non necessario pubblicarle. Ti invio direttamente le foto e la schedina del progetto alla tua Mail. Ciao
<p>
Sirio (Enzo Giovannini)</p>
Re:- Tamponare l'umidità -
Re:- Tamponare l'umidità -
Ciao,
Qual è il range giusto di umidità? 70% è troppo? 40% è poco?
Cambia qualcosa da elettriche ad acustiche?
<p>La GAS è per i negozianti, non per i musicisti.
Re:- Le foto dell'opera: Un Mausoleo-
Ho visto le foto (e scrivo qui per involgiare la loro pubblicazione). Bel lavoro: ribadisco funzionale e di gran gusto. Il tutto poi coerentemente immerso nell'ambiente in cui è stata collocata la teca.
Per le chitarre non ho semplicemente parole!. Ciao e grazie Beppe
"Suonavamo perché l'Oceano è grande, e fa paura, s
Applausi
Ottimo lavoro perbacco ! Bellissima anche come oggetto e FONTE DI ISPIRAZIONE clamorosa qualora mi venisse in mente di copiare spudoratamente ... :-)
Sai che io al momento della progettazione della casa ricavai una "rientranza" nel muro apposita in cui ho collocato tutte le custodie protette. Essendo otto ed in crescita, io dovrei commissionare la costruzione di un armadio intero ma per gli strumenti di maggior pregio questa è una cosa "da esposizione". Bellissima davvero. Non corri il rischio di incantarti a guardare la vetrina piena e non suonare più le chitarre ?
Sarò sincero e un minimo di scuse per il mio ultimo commento a proposito della Merrill te le devo ... in amicizia in quanto nella tua risposta era evidente il tono scherzoso ... appena viste le foto la mia intenzione era quella di chiederti ... ma come mai non vedo nessuna Jumbo nella vetrina ??? :-D. A prestissimo e buon fine settimana Lauro
Re:Applausi
Tu non mi devi nessunissima scusa e per quanto riguarda il tuo intervento hai solo risposto ad una mia provocazione messa lì a bella posta per adescarti (mi fa piacere che tu abbia preso la mia risposta per quello che era ...mi sarebbe veramente spiaciuto se te la fossi presa perchè nutro per te una certa stima). Quanto alle Jumbo intese come "le chitarre ideali" ho scherzato ma ammetto che razionalmente ci ho pensato più di una volta (adesso non montarti la testa) e mi sono sempre frenato perchè faccio fatica a sentirmele addosso ....vedremo come la penserò quando riuscirò a sentire le tue. Un saluto
<p>
Sirio (Enzo Giovannini)</p>
Re:Applausi
Arrossisco ... Molto bene ... si sta facendo un pezzo di strada insieme ... :-).
Proprio perchè riconosco la "delicatezza dell'argomento" (e "giro" il discorso come se io dovessi provare una 000 od una OM ... sarebbe la stessa identica cosa ...) ti metto a disposizione la Gibson in acero e la Stanzani in palissandro. Basta. Sia perchè non ne ho tante altre ... brutta cosa la GAS ... sia perchè non devi assolutamente "disperdere le idee" ed avere troppa confusione nella testa: passi del genere si fanno gradualmente.
OK, non dare troppe ditate alla vetrina che poi devi fare un articolo su come tenere pulite le superfici lucide e fai un buon fine settimana. Lauro
Re:Applausi
vengo anche io, se il fatto di non saper suonare non e' una discriminante. porterei la metellona... quando la sento suonare da qualcuno che la meriterebbe mi inorgoglisco. e' molto vicina a una 000 e piuttosto veloce per la cassa un pelo più bassa del normale e inoltre migliora nel tempo in modo che ogni volta che la prendo e' una sorpresa rinnovata.
sirio, quando dici che non ti senti addosso le jumbo, parli del suono o letteralmente delle dimensioni? complimenti per la vetrina, trasuda amore... se non ho capito male non c'e' alcun servomeccanismo collegato all'igrometro/termometro. fai tu a mano. giusto? qui a roma la situazione non e' tragica. io accendo a stento i riscaldamenti d'inverno e l'umidita' mi sembra ragionevole. ciao.
Re:Applausi
Dimenticavo di dire che se fosse valida la discriminante del "saper suonare" l'incontro Lauro dovrebbe farselo da solo perchè dalla lettura della sua biografia credo sia l'unico dei tre (scusa se ti incorporo nel "mio stato" ma non conoscendoti mi devo basare su quello che hai detto tu) che può fregiarsi del titolo di chitarrista...
<p>
Sirio (Enzo Giovannini)</p>
Re:chitarrista
... non ci siamo ragazzi ... non merito tutti sti complimenti ... chitarraio potrebbe rendere meglio l'idea ... Sono sicuro che voi due ve la cavate benissimo, sicuramente meglio di me.
A questo punto a SHG vediamo di indirizzare "l'appuntamento" e programmare una data, se non ci sarete, faremo via mail.
Lauro
Re:Applausi
No non parlo del suono ma piuttosto della dimensione della chitarra in quanto tale. Se devo essere onesto la chitarra che più aveva centrato le mie esigenze, al punto da averla tenuta per molto tempo, è stata una Lowden O23 ed una O25 (la vogliamo considerare una Jumbo?) ...suono potente, equilibrato, e molto corpo ...unico problema non mi piaceva con il plettro quando spingevo ed a causa delle dimensioni non mi era naturale suonarla (non so se l'ho detto ma vengo dalla chitarra classica che è un pelo più piccola.
Si, hai capito bene, "faccio io a mano" ...come detto anche da Guido inserire umidificatori significa sparare sulle chitarre nebbioline varie più deleterie che efficaci e comunque la mossa vincente è il fatto di circondare le chitarre da una massa considerevole di legno che unita al volume ridotto della bacheca funge da "volano" creando il microclima di cui parlavo. Della serie: si fa a mano ma si deve intervenire molto poco. Ciao
<p>
Sirio (Enzo Giovannini)</p>
Re:Applausi
Anche se non ho ancora approfittato della tua disponibilità in materia di Jumbo ti anticipo che in tema di chitarre ideali (totali) ho postato una specie di articolo in merito (lo spunto me lo ha dato Ermanno con un suo post sulla merrill) mettendo in un psudo-confronto una 000, una GC, ed una Dread allo scopo di estrarre la più versatile. Nel caso gli autori decidessero che l'articolo possa essere interessante per gli utenti di Accordo e decidessero di metterlo on-Line ti invito a completarlo con la chitarra che manca: "la Jumbo". Ciao
<p>
Sirio (Enzo Giovannini)</p>
uguale...
Feci anche io la stessa identica cosa. In effetti inizialmente costruii solo la bacheca, in legno con antine in plexiglass, ma poi l'aria secca del riscaldamento stava facendo danni in pochissimo tempo, soprattutto sui manici. Cosi' costruii un piccolo impianto costituito da un igrometro recuperato da un impianto professionale di una cella per alimenti ed un umidificatore ad ultrasuoni, risolvendo tutti i problemi. Tra l'altro la vita media dell'umidificare ad ultrasuoni non superava mai l'anno. Ho poi sostituito l'umidificatore ad ultrasuoni con uno a spugna perchè crea meno problemi di condensa e di polveri bianche (trovavo tutte le chitarre coperta da una patina bianca calcarosa). Oramai la bacheca è operativa da almeno 7 anni e le chitarre stanno benissimo. Cmq, come mi sembra tu abbia realizzato, il problema reale non è l'eccesso di umidità, che a Torino non è mai troppo alta, ma l'aria secca. La regolazione ottimale che ho trovato è circa 60-65%. Ciao Guido