"Tutti i chitarristi dovrebbero suonare l'acustica a casa. Non importa cos'altro tu faccia, se non ti tieni in esercizio con l'acustica, non riuscirai mai a tirare fuori tutto il potenziale da una elettrica, perchè perdi quel tocco. Diventi più sciatto. L'elettricità ti darà dei grandi effetti e timbri, ma se non la controlli, ti porta facilmente oltre misura in una supersonica terra di nessuno. Se suoni elettrico tutto il tempo, non mantieni il tocco. A casa non suono chitarre elettriche. Suono l'acustica". (Keith Richards)

Era una cosa a cui sempre avevo pensato, e difatti mi sentivo sempre incompleto.
Proprio qualche giorno fa entro nel mio negozio di fiducia e imponendomi un budget sui 350 euro massimo inizio a provare diverse chitarre acustiche, senza neanche ascoltare i consigli del negoziante, giudicando da me.
Non sono infatti un esperto di sound acustico, e ho pensato di trasformare questa mia ignoranza in ascolto diretto senza essere influenzato da preconcetti e pregiudizi.
La forma che cercavo non era prefissata, ma dopo le prime prove mi sono orientato su una dreadnought, poiché la trovavo comoda e ideale per iniziare rispetto a una jumbo; oltretutto non mi interessava se fosse stata amplificata dato che intendevo usarla in casa, appunto per esercitarmi e suonare senza fronzoli.
Ho cominciato quindi a provare chitarre su quella fascia di prezzo (Takamine, Lag, Tanglewood) e nessuna mi convinceva, le trovavo spente e insoddisfacenti al mio orecchio. Finché non ho messo le mani su quella che è poi diventata la mia scelta: una Vintage v400n.
Ora, questa non è una recensione tecnica proprio perché non mi sento di parlare in questa maniera specifica di suono e caratteristiche che solo un orecchio molto allenato alle acustiche può percepire, ma io, da novellino in questo campo, sono rimasto sorpreso dal suono di questa mia v400n. L’ho trovata subito ben bilanciata, adatta sia al fingerpicking sia allo strumming; il manico mi sembra buono, ma va detto che sulla mia Les Paul ho un manico bello cicciotto (’59) e quindi facilmente mi adatto agli altri manici. Il ponte sembra buono ed è anche sagomato per accogliere bene il diverso diametro dei cantini rispetto alle corde più grandi, inoltre anche i tasti sono ben rifiniti per questa fascia di prezzo.
Stupito da questa mia sensazione riparto da capo con le prove, riprendendo le chitarre precedentemente testate e aggiungendo alla fine del tour la Vintage in questione. La scelta è fatta, è lei la mia chitarra, per un prezzo inferiore al budget che mi ero prefissato (l’ho pagata 195 euro).
Dulcis in fundo, mi ha fatto piacere notare che sulla garanzia c’è un timbro con tanto di ispezione della ditta.
Contento per essere finalmente entrato nel mondo acustico, torno a casa e mi collego al sito Vintage dove scopro che il top della mia chitarra è in abete.
Mi colpisce una frase sul sito, che dichiara l’intento di offrire il meglio possibile per un prezzo cosi basso.
Finalmente una ditta che non promette mari e monti ma offre una descrizione realistica.
Non mi aspettavo infatti una Martin, ma una buona chitarra per entrare nel mondo acustico, senza spendere una fortuna.
Consiglio di provarla a chi come me ha interesse a completarsi acusticamente parlando, ma anche a chi ha bisogno di un’acustica da portarsi in giro senza troppe preoccupazioni.
Giudicare da soli, con le proprie orecchie, porta spesso a piacevoli e soddisfacenti sorprese.
Bravo
qui c'è un ragazzo con la tua chitarra
Ho ingoiato un plettro di Keith Richards da piccol
Re: qui c'è un ragazzo con la tua chitarra
Ha un prezzo basso perchè ha le fasce e il ...
Re: Ha un prezzo basso perchè ha le fasce e il ...
Re: Ha un prezzo basso perchè ha le fasce e il ...
Perplesso
Re: Perplesso
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Re: Perplesso
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