Quando si parla di professionismo musicale sono molteplici le strade che si aprono davanti a noi: il turnista, il solista, il musicista in studio di registrazione, il membro di una band, l'insegnante, il collaboratore in riviste specializzate... Il più delle volte attività incrociate tra di loro, il senso che li accomuna è comunque il passare da vivere con musica a vivere di musica.

“It's a long way to the top if you wanna rock'n'roll” direbbero i nostri tanto amati AC-DC, frase più inerente che mai, mettendo in conto soprattutto che “uno su mille ce la fa”, come ci ricorda la rockstar John Morandis. Per voler entrare in questo mondo, sembra quasi obsoleto dirlo, ci vuole tanto, troppo studio. E non solo dello strumento in sé.
Teoria, armonia, analisi ritmica, arrangiamento, solfeggi parlati e cantati, dettati sono materie che si andranno a fondere con gli studi di tecnica, lettura, improvvisazione e ritmica che praticheremo sulla nostra fedele ascia, tralasciando inoltre il tempo passato a cercare di ottenere il nostro suono.
Non sono ambienti semplici, tutt'altro, e per ottenere i risultati desiderati mi sento in dovere di sconsigliare di affrontarli come autodidatta, poiché mentre per la pratica riusciremmo a creare comunque qualcosa di concreto studiando per conto nostro, nei mari di materiale che costituiscono il mondo della teoria sarebbe veramente semplice perdersi senza una guida, un qualcuno che ci sappia indirizzare verso gli argomenti più giusti per noi seguendo un giusto percorso, senza soprattutto farci perdere tempo. Quale posto migliore di una scuola di musica?
Se scrivo tutto questo è per parlare un minimo della mia storia, certamente non al fine auto-celebrativo (lasciamolo ai cantanti quello), ma perché era stato indetto un concorso da parte della rivista Chitarre, se ne è parlato anche su Accordo (link nelle risorse).
Inizia proprio sulle pagine di Accordo la mia avventura, durante una delle mie visite giornaliere al sito. Un concorso per una borsa di studio? A Londra? Ho preso allora il numero di Chitarre e andando sul sito della scuola ho potuto leggere gli articoli scritti da Andrea Basiola, il ragazzo che aveva vinto la borsa di studio l'anno passato. La faccenda si stava facendo molto interessante, più leggevo più mi innamoravo di quel posto, già mi ci immaginavo dentro, tralasciando forse il fatto più importante, c'era comunque un concorso da fare, e vincere quel concorso sarebbe stata la mia unica porta d'accesso alla Guitar-X, dal momento che si tratta comunque di una scuola estremamente costosa.
La selezione per il vincitore della borsa di studio era divisa in due parti: la prima consisteva nella realizzazione di un cd in cui bisognava mostrare le proprie capacità multistilistiche, suonando quindi blues, funk, rock e jazz, più una traccia a scelta con un piccolo solo. Solamente chi avrebbe passato la prima selezione avrebbe ricevuto una chiamata per partecipare all'ultima audizione davanti a una giuria costituita da membri della redazione di Chitarre e insegnanti della scuola inglese. Non nego che una volta mandato il cd siano stati molti i momenti di ansia, in particolare quella notturna, in cui ti rigiri nel letto chiedendoti: “Ho sbagliato la scelta dei pezzi? Forse non dovevo suonare quel pezzo, dovevo invece provare a fare quell'altro...”. Pensate allora cosa abbia provato quando ho ricevuto la mail in cui mi si diceva che avevo passato la prima selezione, e che mi aspettavano il 24 giugno a Roma per l'ultima audizione! Settimana all'insegna dell'insonnia diciamo. Arrivato al fatidico giorno, mi sono recato alla scuola dove si sarebbe tenuta quest'ultima prova con un passo che ricordava quello del condannato a morte nel cosiddetto miglio verde, che l'avrebbe portato al patibolo. Una volta giunto alla scuola però la maggior parte delle emozioni negative che mi portavo da casa si erano andate piano piano affievolendo: ho avuto innanzitutto il piacere di conoscere Alberto e Stefano della redazione, persone in grado di metterti perfettamente a tuo agio; inoltre il conoscere gli altri 5 ragazzi arrivati da tutta Italia mi ha permesso di condividere le mie emozioni a riguardo, scaricando finalmente lo stress che si era accumulato nei giorni precedenti. Ero l'ultimo a sostenere la prova quindi, come si faceva a scuola, con i vari “A te cosa hanno chiesto? E a te?” sono riuscito a farmi una minima idea di quello che mi sarei trovato a fare, anche se tra il dire e il fare c'è sempre di mezzo il solito maledetto mare.

“Pariboni, c'è Pariboni?” è stata la frase del brusco ritorno sulla Terra. Entrato nell'aula ho conosciuto gli altri membri della giuria: un insegnante della Sonus (la scuola dell'audizione) e Francis Seriau, docente di batteria della scuola inglese e addetto alle relazioni internazionali. Contro ogni mia aspettativa, la parte più importante dell'audizione non era riservata alla parte suonata; una serie di domande su passato, presente e futuro del candidato miravano a conoscerne la personalità, nonché a testarne le sue abilità linguistiche, dal momento che tutto il colloquio, si è svolto unicamente in lingua inglese.
Poi è arrivato il mio momento. Accompagnato dalle percussioni di Francis ho finalmente iniziato a suonare. Grazie alla chiacchierata avvenuta pochi minuti prima e alle vibrazioni positive percepite, l'ansia si è potuta dissolvere: se al momento del mio ingresso nell'aula mi sentivo come un pezzo di legno, adesso potevo finalmente suonare esprimendo me stesso al 100%. Chiunque abbia sperimentato un'audizione sulla propria pelle si sarà reso conto dell'importanza di suonare come se si fosse su un palco, tentando di essere il più naturale possibile, non preoccupandoci del voto quanto dell'espressione della nostra personalità musicale.
Ho sorpreso me stesso nello stravolgere la scaletta che mi ero prefissato. Per ogni stile musicale mi sono sempre lasciato trascinare dal feeling che avevo addosso. Il brano “libero” che dovevamo scegliere si è magicamente trasformato da una lenta e malinconica “Stormy Monday” degli Allman Brothers in un funk aggressivo come “Superstition” dell'immenso S. Wonder. Questo come controprova del fatto che noi, avendone la possibilità, ci ritroviamo a suonare quello che siamo, non a essere quello che suoniamo. Ho suonato per cinque minuti, ma mi sentivo come dopo un concerto a Wembley (quantomeno è quello che ho sempre pensato si provi a farlo). Già avevo vinto (non mi fraintendete, non sono così spocchioso) perché ero riuscito a esprimermi come mai avevo fatto prima, suonando libero dal peso dell'ansia, dello stress, cosa che in altri contesti mi aveva amaramente danneggiato. L'audizione però non finiva qui. C'era richiesto un ultimo sforzo: mettere su carta, a mo' di articolo, un resoconto sulla giornata appena trascorsa. Infatti, il fortunato vincitore del concorso sarebbe stato corrispondente per un anno intero della rivista Chitarre. Era giusto quindi mettere alla prova le capacità non solo del musicista, ma anche del giornalista. Consegnato il foglio, c'era solo da aspettare. Il periodo buio che mi aveva accompagnato fino a quel giorno si era finalmente dissolto. Un'eventuale risposta negativa non avrebbe potuto cancellare quello che ero riuscito a tirare fuori in quell'audizione, anzi il sapere che un candidato migliore di me avrebbe vinto il concorso mi avrebbe portato ancora di più a sputare sangue sul mio strumento. Non ho scritto questo articolo per dire che sono bravo, bensì per ringraziare Chitarre, gli insegnanti che mi hanno accompagnato finora e inoltre per dire che un traguardo può essere raggiunto da ognuno di noi, ma non deve mai essere considerato come punto di arrivo, bensì come punto di partenza.
E ora? E ora suoniamo!

Sti' Plettri!
Il tempo è l'unica risorsa realmente scarsa
Re: Sti' Plettri!
ti ho seguito ogni mese su chitarre, e ...
Re: ti ho seguito ogni mese su chitarre, e ...
Re: ti ho seguito ogni mese su chitarre, e ...
You'll enjoy the City!!
Re: You'll enjoy the City!!
Re: You'll enjoy the City!!
In bocca al lupo!!!!
complimenti e buona fortuna....
che storia bellissima!! te lo sei meritato! ...
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Re: che storia bellissima!! te lo sei meritato! ...
che passione!!!
Re: che passione!!!
Mitico.
"Hello Satan, I believe it's time to go."
Grande! E....
Re: Grande! E....
Fantastico!!!
Complimenti! Complimenti vivissimi. Vivo a ...
"Signora, dove c'è musica non può esserci nulla di
Re: Complimenti! Complimenti vivissimi. Vivo a ...
Avevo letto oggi questo articolo.... CAvolo ...