Chi di voi ha letto gli altri miei articoli sa che un anno e mezzo fa circa ho acquistato una Cornell Plexi 45/50 perché sono innamorato di un certo tipo di sound e perché quell’ampli è in grado di restituire il magico British crunch di fine anni ‘60 in maniera fenomenale. I problemi per me sono iniziati quando ho dovuto fare i conti con il repertorio della mia band, alcuni brani necessitavano di delay e chorus vari nonché di un certo tipo di suoni puliti. Ho provato tutte le soluzioni per cercare di tenere la Plexi con me, ma alla fine la soluzione più adeguata comportava un’ulteriore spesa per me non sostenibile al momento.
Di conseguenza ho deciso di vendere la Plexi (mai decisione fu più sofferta) e tamponare momentaneamente col mio fidato 18W Replica in attesa di un ampli più versatile, ma che allo stesso tempo potesse degnamente rimpiazzare la qualità sonora della Cornell.
All’inizio avevo intenzione di acquistare un’altra testata Plexi oriented con più features rispetto alla Cornell, ma si trattava sempre di spendere cifre che andavano ben al di là del prezzo della stessa, cosa che non ero assolutamente intenzionato a fare. E così ho pazientato, ho osservato e ho valutato diverse alternative sull’usato, sia di modelli di recente produzione (la Marshall V/M 2266 mi ha parecchio tentato) che di modelli vintage.

Dopo circa due mesi di ricerche una tempestiva soffiata del caro collega accordiano Lory fa cadere la mia attenzione su una vecchia Sound City 50 Plus apparentemente in ottime condizioni e dal prezzo molto allettante. Da quel che apprendo da amici e dal web l’ampli promette puliti di prima scelta e poderoso british crunch quando spremuto a dovere. Molto interessante per le mie esigenze.
Tale testata qualche anno fa aveva attirato la mia attenzione, in particolare un esemplare custom color Arancio in vendita proprio qui su Accordo, ma poi non ho più seguito quest’ampli credendolo, non so poi perché, distante dalle mie preferenze di sound. A farla breve incrocio le dita e decido di acquistare la testata.
Verso la metà di maggio mi arriva a casa direttamente dall’Inghilterra questo grande imballo di cartone, l’ansia sale, scarto tutto con una frenesia mostruosa ed ecco apparire ai miei occhi questa testatina che a primo impatto mi fa quasi tenerezza e allo stesso tempo incute rispetto. Quel profumo Old English unito al fatto di aver vissuto la Londra degli anni '70 mi fa immediatamente salire un grosso brivido lungo la schiena. Mi fermo qualche minuto per osservarla e quasi sono incredulo nel prendere atto delle sue condizioni estetiche fantastiche per una 40enne.

Subito tolgo il pannello posteriore e anche all’interno, a parte un po' di polvere, sembra davvero ok.
A questo punto, senza esitazione la collego alla mia 2x12 e col cuore in gola abbasso l'interruttore Mains, la Sound City inizia a prendere vita con il suo splendido led arancione posizionato sulla scritta Mark 4 Custom Built. Attraverso le griglie anche la luce delle due splendide Mullard EL34 Blackburn NOS prende vita, e dopo circa e minuti di riscaldamento, disattivato lo stanby, anche sul mio viso prende vita un immenso sorriso. L’ampli è perfettamente funzionante, tutti i controlli d’equalizzazione sono ok e non fanno rumore, e il Sensitivity Switch sul retro sembra funzionare alla grande.
Tengo accesa la testata per circa mezz'ora, chitarra direttamente nell'ampli, senza effetti, qualche accordo, qualche lick, il suono sembra davvero di gran classe, ma in casa non posso testare appieno.
Analizziamo intanto le caratteristiche costruttive dell’ampli.
Per quanti di voi vogliano farsi una cultura sugli ampli della Sound City lascio tra le risorse un link molto interessante. Intanto vi dico che ci troviamo di fronte a un classico ampli britannico da 50 watt di costruzione 1971/72, completamente Point to Point. Il case è più piccolo rispetto al classico Small Box Marshall e il peso è di 12,5 Kg.
Il pre è affidato a tre valvole ECC83, la Phase inverter è una ECC81 e il finale è pilotato da due EL34 fixed Bias. E’ stata una piacevole sorpresa osservare che all’interno l’ampli è dotato di ben tre trimmer per la regolazione del Bias, ciò vuol dire che non è indispensabile montare due valvole finali accoppiate. Ognuna di esse è fornita del proprio trimmer di regolazione, e se dovesse essere necessario con il terzo trimmer si rifinisce il bias generale. Poi mi ha colpito molto la griglia schermo d’alluminio posta tra valvole finali e di pre. Tipica finezza britannica. Altra grande chicca di quest'ampli è la presenza di trasformatori Partridge, gli stessi che equipaggiavano le Hiwatt dell’epoca.
E vi assicuro che è proprio grazie a tali trasformatori che audiofili e chitarristi trovano un punto d’incontro. Non tutti sanno infatti che la grandezza di Dave Reeves all’epoca fu proprio quella di progettare un tipico ampli per chitarra sfruttando la qualità dei sopracitati trasformatori, fino ad allora utilizzati nei più raffinati ampli HI-FI.
E' proprio questo il motivo che mi ha tenuto sempre lontano dalla scuola Sound City/Hiwatt. Pensavo che a uno come me, a cui piace il "raschio" dei cari vecchi Marshall, non sarebbe mai potuto piacere il timbro nobile dei cugini britannici.
Beh, mai considerazione fu più avventata e sbagliata. E' proprio vero, bisogna ascoltare con le proprie orecchie quello che vien fuori dalle proprie mani, utilizzando i propri strumenti.
Partiamo dal fatto che essenzialmente il layout controlli della 50 Plus è del tutto simile a quello di una Plexi, però invertito, procedendo da sinistra verso destra sul pannello anteriore troviamo due ingressi per il canale Normal e due ingressi per il canale Brillant (su entrambi i canali rispettivamente Hi-Gain e Low-Gain), Normal Volume, Brillant Volume, Bass, Middle, Treble, Led di stato, Standby Switch e Mains Switch.
Manca un controllo di Presence perché queste testate hanno l’equalizzazione attiva, ovvero ognuno dei 3 controlli di tono pilota anche 1/3 del gain totale e minimi movimenti sui controlli cambiano del tutto la timbrica dell’ampli. Quindi la Presence va regolata agendo su Medi e Acuti, vi assicuro che ce n'è per tutti i gusti.
Sul pannello posteriore troviamo, da sinistra verso destra: cavo d’alimentazione, selettore d'impedenza (4, 8, 16 Ohm) e uscita di linea, due uscite casse, Sensitivity Switch, Grounding Switch (nel mio caso c’è un gommino nero di fabbrica), H.T. Fuse, Mains Fuse e Selettore di Voltaggio (la si può usare in tutto il mondo).
Il bello arriva in sala prove quando, collegata la testata a una 4x12, inizio a prendere atto delle grandissime potenzialità della Sound City.
La prima chitarra ad affrontare la prova puliti è la Les Paul sul canale Normal, e qui c’è subito la prima grande rivelazione: fino a 5,5 di Normal Volume e Brillant Volume al max (anche non ponticellando in tal modo il timbro si arricchisce) non si vorrebbe mai smettere di tirar giù accordi pieni, il sound è meravigliosamente dettagliato, grosso e dinamico, l’equalizzazione è tutta in flat e a mio avviso in questo modo rende al meglio. Andando giù forte col plettro il sound s’increspa quel tantino da far tornare alla memoria un certo Live at Leeds, bello davvero.
Procedendo in zona rossa col volume (da 7,5 in poi) si viene travolti dal tipico crunch à la Page '69/'70 (all‘epoca Mr.Page utilizzava le MK3 100W). Suonare i riff di Communication Breakdown e Heartbreaker a questo punto non ha prezzo. Il crunch che viene fuori è proprio quello lì, quello che tutti immaginiamo, stupendamente British e gestibilissimo col volume della chitarra.
E qui mi sento di tirare in ballo l’utilissimo Sensitivity Switch sul retro: tale accorgimento non fa altro che dimezzare la potenza e rendere l’ampli più reattivo a volumi più umani. In modalità Low Output si suona alla grande in casa, senza perdità di qualità timbrica e con una diminuizione del fruscio di fondo, caratteristica più o meno presente sui modelli Mark 4, tutti dotati di circuizione attiva.
Prevedo già qualche domanda a tal proposito, e subito vi dico che non è niente di drammatico. Il fruscio non aumenta col volume e lo si avverte solo un po' in casa in modalità High Output.
Ma adesso proviamo un po' a vedere come reagisce la Città del Suono all’ingresso diretto di delay e chorus. Il risultato è quello che voi tutti potete immaginare. Avendo l’ampli una gran botta e un segnale lineare fino a circa sette di volume le modulazioni vengono fuori in maniera nitida e corposa, le ripetizioni, anche se analogiche, non si sporcano e metterci davanti un buon Overdrive/Booster è una goduria. Ricordo che la prima prova con la band è stata fantastica, a un certo punto ho visto alzarsi il mio batterista e andare con sguardo incuriosito verso l‘ampli. Mi chiede:
“Ma non è l’ampli delle altre volte questo, vero? Come cavolo suona! Cos’è ?”
Questo m’è bastato per avere conferma di quello che a poco a poco stavo realizzando.
A me piace definire questo ampli elegante, perché nell’ambito della band riesce sempre a uscire dal mix senza infastidire quando ci si trova in accompagnamento, quando poi bisogna suonare un riff o un solo diventa una lama rovente, viene fuori come solo questi vecchi carri armati sanno fare, ha un timbro ricco di tutte le armoniche necessarie per far godere la gran parte dei chitarristi.
Oserei dire che è un ampli da turnista per tutta la versatilità che è in grado d’offrire.
Ho testato su quest’ampli almeno 15 pedali, tra cui booster, overdrive, distorsori e modulazioni varie. Suona tutto alla perfezione.
Ah, è vero! Come suona con la Telecaster e con la Stratocaster? Con la Telecaster mi piacerebbe suonare per intero Led Zeppelin 1 (è proprio lui), con la Stratocaster non resta che mettere su delle basi dei Pink Floyd e iniziare un lungo viaggio. Inoltre per i patiti Hendrixiani come me è forse un ingrediente irrinunciabile!
Spero con questo mio articolo di aver dato qualche chiarimento in più riguardo un amplificatore che è spesso considerato in maniera errata l’Hiwatt dei poveri, e vi invito a provarne uno se ne avete la possibilità.
Spero sul serio di non essere più colpito da strane convulsioni chitarristiche e di tenere la Sound City con me per sempre.
grande acquisto!!goditelo...
Re: grande acquisto!!goditelo...
Sostieni greenpeace, ne va del nostro futuro.
ottimo acquisto
Esplode la Gas!
<p>La chitarra è come una bella donna...va assapor
Re: Esplode la Gas!
Re: Esplode la Gas!
Lory - Grappero Forever
<a href="http://www.myspa
Re: Esplode la Gas!
Re: Esplode la Gas!
Bell'articolo!!!
Re: Bell'articolo!!!
Re: Bell'articolo!!!
Quando ho letto della vendita della Plexi mi ...
Bellissima
Re: Bellissima
Se potessi permutare il mio Mesa lo prenderei ...
You See, I Cannot Be Forsaken
http://www.youtube
Re: Se potessi permutare il mio Mesa lo prenderei ...
Re: Se potessi permutare il mio Mesa lo prenderei ...
You See, I Cannot Be Forsaken
http://www.youtube
Re: Se potessi permutare il mio Mesa lo prenderei ...
Re: Se potessi permutare il mio Mesa lo prenderei ...
You See, I Cannot Be Forsaken
http://www.youtube
Articolo ben fatto....e complimenti per la ...
chi e' lo spacciatore?
Re: chi e' lo spacciatore?
Si ma la versatilità??
Re: Si ma la versatilità??
Re: Si ma la versatilità??
Re: Si ma la versatilità??
Re: Si ma la versatilità??
Re: Si ma la versatilità??
Grande Giuseppe!!!
Re: Grande Giuseppe!!!
Ma è bellissima! tra l'altro conservata alla ...
Re: Ma è bellissima! tra l'altro conservata alla ...
Recensione..(Sigh)
ottimo Giuseppe....quest'ampli e' un demonio ...
Anche se in ritardo....wow!!!! grand ...
<a href="http://www.myspace.com/murderhead">Murder
ma...