Così mi reco a Verona, dove l'acquirente della mia vecchia Telecaster Deluxe '72 mi paga in bei contanti. Un po' amareggiato dalla recente perdita, ma entusiasmato all'idea di poter avere finalmente tra le mani una chitarra nuova e finalmente scelta appositamente, me ne torno bel bello a Rovigo, dove il mio negoziante di fiducia mi aspetta. La sua accoglienza suona un po' come "Ale, hai venduto la Deluxe riverniciata di quel colore fighissimo? Che tu sia maledetto!". Il secondo chitarrista del mio gruppo mi riserva un commento sulle stesse linee.

Comunque guardo un po' di chitarre e la mia prima scelta è proprio una Telecaster, lo strumento preferito dai post-rockers. E' la American Special, rimango colpito dalle finiture e dal suono, a dir poco grosso e pieno, con un pickup al ponte utilizzabile anche con distorsioni abbastanza pesanti, senza diventare troppo brillante e zanzaroso.
Ero quasi convinto quando il negoziante mi porge una Stratocaster Classic '50, economica ma eccezionale. Dovete sapere che avevo un odio particolare verso le Stratocaster, vuoi perché ce le hanno in troppi, vuoi perché la mia prima economicissima chitarra fu proprio una copia Stratocaster che suonava uguale da spenta, su un Crate a transistor o su un Twin valvolare, vuoi perché il secondo chitarrista di una mia vecchia band ce l'aveva e sono sempre stato invidioso, comunque è così. La provo e, stranamente, mi piace. Il volume ridottissimo dei pickup Vintage li rende un po' plasticosi, ma basta alzare il volume per sentirli in tutto il loro splendore. Anche il manico è formidabile, insomma suona bene. Un momento però: è messicana. Nulla di male, quasi tutte le Mexico a parte le Standard sono ottime chitarre, ma volevo qualcosa di più visto che sarebbe diventata la mia unica chitarra. Allora, per duecento eurozzi in più, mi propone la Stratocaster American Special.

Riaccendo l'ampli e vengo sommerso da un'ondata di volume, ma decido di tenerlo così. Suono un po' di accordi aperti, affondo bene il plettro e quello che ne esce è un suono organico, bilanciato, presente, pieno di sustain e, soprattutto, incazzato. Non squilla ma è brillante e pieno di basse, e il pickup al ponte non porta nessuna frequenza fastidiosa che spesso caratterizza tale pickup, specialmente in pulito. La mediosità si sposa bene con il pedalino di overdrive che ho fatto piazzare per terra per l'occasione. E' una chitarra dolce sui puliti, mai zanzarosa e con grinta da vendere. Insomma, fa per me.
Torno a casa soddisfatto e la osservo ancora meglio: finiture perfette, vernice al poliuretano meravigliosa.
Non potevo fare acquisto migliore, certo i Texas Special la rendono un po' diversa da una Stratocaster normale, per cui raccomando una prova accurata a chiunque la voglia acquistare. Se volete una American Standard e vi piacciono i Texas Special, prendetevi questa. I 150 € in meno sono tutti della custodia, fidatevi.
La Strato è sempre la Strato!
bella ma...
Bellissima la tele! Bel colore!
Solita domanda...
"Are you a mod or a rocker?"
"I'm a moka."
Non ci sono dubbi, mi sarei tenuto la Tele e ...
Vivi e lascia vivere
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