Luca Bertoni scrive: "Pur non essendomi mai interessato maniacalmente agli aspetti tecnici del mio strumento, quali legni, pick-up, tipo di vernice, ecc. “accontentandomi” di utilizzare bassi di marchi ben noti così come escono dal negozio, mi ritrovo adesso a scrivere proprio dell’ importanza che invece questo tipo di attenzioni ricopre nella ricerca del proprio suono. Resterò sempre dell’idea che il talento prescinde da qualsiasi impedimento ma le idee musicali, proprio perché frutto di condizioni mentali, potrebbero se non altro essere agevolate da un felice rapporto con il proprio strumento."
Tutto questo semplicemente dopo aver provato e chiaramente acquistato un basso che finalmente deve avermi toccato il tasto giusto e accelerato le pulsazioni. Ulteriore prova della “sbandata” che ho preso è l’ acquisto effettuato on-line, considerando che non ho mai comprato neanche un cd tramite Internet. Effettivamente il basso l’ avevo già provato, ma era quello di un mio amico, e questo l’ho ordinato direttamente tramite e-mail: ludguitars@libero.it (approfitto per ringraziare Milo, il santo liutaio a cui ho tolto la voglia di vivere con le mie apprensioni).
La LUD è una ditta artigianale di Perugia che costruisce bassi e chitarre veramente particolari e di una qualità fenomenale. La suonabilità è eccellente in qualsiasi posizione perfino al 24° sul Mi basso ed il suono ha una definizione incredibile a seguito anche del mirato ridimensionamento del corpo. La struttura è neck-through-body ed è in versione headless con pick-up ed elettronica EMG.
Curatissimo in ogni particolare, questo basso mi ha veramente dato una carica ed una voglia di approfondire tutti gli aspetti musicali del basso oltre ad una nuova visione del lato tecnico da me completamente trascurato. Lo so, ho riletto l’articolo prima di inviarlo e sembra un sermone di quei predicatori americani sotto l’ influsso di chissà quale alchimia, ma ho deciso ugualmente di non cestinarlo. Forse sono ancora sotto choc.
Ciao a tutti
Prossimo passo
Si, carino. Ma il prossimo passo da fare è iniziare a metterci le mani secondo il mio giudizio. Non avendo molti soldi io ho modificato il mio umile ibanez gsr200 rendendolo tutta un'altra storia e spendendo zero. Prima di tutto l'ho completamente sverniciato portandolo a legno, e poi sopra una sola mano data bene di trasparente: il suono è migliorato in maniera inimmaginabile. Poi l'ho defrettato, poi ho fatto varie modifiche al ponte. Ma non importa. Tutto questo per dire: so che il timore anche solo di sfiorare uno strumento pregiato come il tuo è grande, ma sono sicuro che prima o poi troverai dei difetti, e lì non esitare e soprattutto (consiglierei) apporta tu, personalmente, i cambiamenti e vedrai che alla fine sarai soddisfatto e ancora più carico, perchè piano piano da basso della casa perugina, diventerà il tuo basso. Buona fortuna.