Agli inizi del ventesimo secolo, con la diffusione del jazz, la nuova musica che faceva ballare i giovani e attirava le ire degli uomini di chiesa, la chitarra si ritrovava relegata in un ruolo marginale, di puro accompagnamento ritmico e spesso sostituita da un banjo qualora ci fosse stata necessità di volumi maggiori.
Alcune piccole formazioni avevano la possibilità di sfruttare anche strumenti altrimenti accantonati, come i violini e le chitarre, che trovavano una loro localizzazione importante nei piccoli club e nelle strade, per la necessità di volumi moderati e la possibilità di essere facilmente trasportabili. Nascevano in questi ambienti i primi approcci solistici sulla chitarra, e con personaggi del calibro di Eddie Lang si diffondevano velocemente. Indubbiamente parte del successo incontrato da Lang era dovuto anche al potente duo formato col violinista Joe Venuti, coppia incomparabile entrata nella storia del jazz.

Eddie Lang fu educato alla musica fin da giovane, buon violinista oltre che eccellente suonatore di banjo e maestro nella chitarra, inarrivabile per l'epoca e tutt'ora considerato un'icona e fonte d'ispirazione. A 16 anni era già un musicista professionista, nella sua intensa e breve carriera ebbe collaborato principalmente con l'amico e collega Joe Venuti, oltre che far parte di numerose orchestre e incidere per le cosiddette race records, dischi di etichette dedicate al pubblico di colore contenenti molti di quelli che sono tutt'ora considerati tra i maggiori capolavori di blues e jazz dell'epoca.
La pittoresca vita di Eddie non mancò di colorarsi di leggenda e di numerose storie straordinarie o semplicemente curiose, com'era comune per molti musicisti suoi contemporanei. Pare che, per lungo tempo, lui e Venuti avessero usato esibirsi completamente mascherati da trucco nero, in quanto la moda per quegli anni richiedeva musicisti di colore. Addirittura si ritrovò a usare uno pseudonimo tipicamente nero (Blind Willie Dunn) per rendersi commerciabile durante i lavori di blues registrati per i race records.
La sua carriera correva veloce e conquistò velocemente i favori della critica e dei colleghi, che adoravano Eddie per la sua bravura e il suo carattere, ma questa venne bruscamente interrotta dalla sua prematura morte all'età di soli 31 anni, a seguito di un'emorragia probabilmente causata da un'operazione alle tonsille e una presunta emofilia di cui avrebbe sofferto.
A distanza di oltre un secolo il ricordo di Salvatore Massaro è sempre vivo nei chitarristi che conoscono e riconoscono il suo genio, e viene celebrato annualmente a Monteroduni, città molisana in cui la famiglia Massaro affonda le proprie radici, con l'Eddie Lang Jazz Festival, immancabile appuntamento estivo che, negli anni, ha visto omaggiare l'artista nomi del calibro di Michel Petrucciani, Tommy Emmanuel, Marcus Miller e John Scofield.
Un giusto omaggio ad un grande.....complimenti ...
Mi dicono:"Ma la musica è finita ha solo 7 note"
"
grammatica, per favore...
Un mio conterraneo.....
Davvero molto interessante...
"Hello Satan, I believe it's time to go."
Sti americani.
FBASS
Re: Sti americani.
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FBASS
Re: Sti americani.
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FBASS
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FBASS
Due parole: Eddie Lang!! Da ascoltare e ...
"Sure I like country music, I like mandolins, but