Quando e come è nato il rapporto con SHG?
Non ricordo esattamente quale fosse il numero di manifestazione, non era la prima ma sicuramente era l'inizio. La fiera era del tutto rionale, una cosa che riguardava pochi adepti. Noi l'abbiamo subito abbracciata perché sembrava corrispondere a una diffusione che in quel periodo si cercava di dare al mondo della musica, con la possibilità di avvicinarvisi anche con strumenti usati. Se vuoi questo questo è il motivo per cui partecipavamo allora e anche il motivo per cui partecipiamo oggi, nel senso che ci piacerebbe che questa avesse l'anima di persone che stanno vicine agli strumenti a prescindere dal prezzo, quindi anche per l'usato e cose economiche, oltre i piccoli scambi e affari che si possono fare.
Questo è il motivo principale per il quale noi anche quest'anno andiamo lì, portiamo del materiale valutato bene, in buone condizioni, addirittura del materiale prestigioso. Noi siamo conosciuti per il vintage e il custom shop che abbiamo, quindi non è che cambiamo idea perché da qualche anno arriva alla manifestazione qualcuno soltanto con strumenti nuovi cercando di piazzare roba al minor prezzo possibile.

Quello di quest'anno sarà l'SHG più grande di sempre, cosa ci si aspetta da questa edizione?
Nel logo della manifestazione vedo come un tentativo di dimenticare il Second Hand Guitars per parlare di una manifestazione che riguarda la chitarra. Va tutto bene, però si cambia la natura delle cose.
Mi aspetto che si cerchi di rispettare quest'anima, perché le fiere di strumenti musicali in Italia ce l'abbiamo già, non è questo che dovremmo tentare di fare, ma tentare di avvicinare il più possibile agli strumenti le persone di passaggio. E' indubbio che nessuno ci aiuta, è un settore abbandonato: la scuola non se ne interessa più, la didattica - di cui noi ci occupiamo - è sempre molto difficile e affidata più ai genitori che agli insegnanti… Anche questo è un modo per fare promozione a un mercato che è in difficoltà, come altri immagino, non solo perché ci sono meno soldi in giro ma soprattutto perché oggi la cultura musicale è quella dell'ascolto e non dell'uso dello strumento.
Cosa dovrà, invece, aspettarsi l'SHG dall'esposizione?
Noi siamo, solitamente, conosciuti per la parte vintage, quindi avremo alcuni pezzi degli anni '50 e '60. Nemmeno tanto nella speranza di venderli, ma con la consapevolezza del fatto che sia difficile vederne in giro. Molte volte al nostro stand passa gente che fa solo fotografie, ma perché è proprio difficile avere chitarre del genere. Abbiamo sempre avuto strumenti a forte richiamo, ci capita di essere considerati un posto dove questi strumenti possano essere oggetto di scambio commerciale o comunque valorizzati bene.
Porteremo poi un'altra ventina di strumenti, dei buoni affari, cose molto valide anche per chi suona per hobby o fa un'attività semiprofessionale.
Un piccolo ricordo....
Bellissimo negozio, ci sarò andato centinaia ...
"I am Synyster Fuckin' Gates!" Synyster Gates
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mamma mia Prina..ogni volta che costeggio il ...
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"la chitarra è solo un pezzo di legno con sei cord
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