Per chi non lo sapesse, inizio subito col dire che si tratta di una Made in Mexico: detto questo scordatevi le Messicane Standard e non cominciate a farvi strane idee, in comune hanno solo il luogo di produzione, per il resto sono lontane anni luce. Dico questo perché mi è capitato non poche volte di avere a che fare con musicisti che, parlando di Stratocaster, le Messicane non le considerassero neanche tali, avendo stampata in testa la convinzione che se una Fender non è made in USA è da scartare a priori. Ovviamente, niente di più sbagliato. Qui si tratta di una serie particolarissima, che ho avuto la fortuna di possedere e suonare per lungo tempo e con una strumentazione Top al fianco che mi ha dato la possibilità di assaporarne ogni piccola sfumatura.

Essendo un comune mortale affetto come moltri altri di voi dalla maledetta e perenne sindrome da GAS (anche se la mia è di una entità fuori dal comune, una malattia più che una sindrome) quando arrivò l'esigenza di sonorità vintage, dato che con il mio bel vecchio gruppo suonavamo molto Pink Floyd, Dire Straits, Doors, etc. l'esigenza di andare su una Stratocaster era d'obbligo. Amo più di ogni altra cosa materiale la mia Petrucci e la sua versatilità, ma diamo a Cesare ciò che è di Cesare, non avrei potuto tirarci fuori suoni paragonabili a uno strumento che nasce per suonare quei determinati generi.
Quindi via con la ricerca di una Stratocaster, e riferendomi alla GAS sopra citata, subito a cercare Americane, Deluxe, o modelli comunque dal costo non indifferente, dato che non ho mai accettato compromessi nei miei strumenti. Cercavo in giro, provavo, leggevo recensioni, navigavo su You Tube... E proprio lì beccai questo video che mi fece innamorare della RoadHouse.
Chiamateli effetti digitali, segnale processato, simulazioni, o quello che volete: il tizio riesce a tirare fuori un'esecuzione perfetta da uno strumento che nasce per fare tutt'altro genere. Suono corposo, palm muting definiti, scorrevolezza notevole e potenza d'uscita quasi da farla sembrare una guitar armata di humbucker. Se la prima volta che ho aperto il video mi fossi limitato ad abbassare la finestra e al solo ascoltarlo, avrei giurato che si trattasse di tutto tranne che di un qualcosa simile a una Stratocaster.
Questo risultato è dato principalmente dal set di pickup che Fender ha felicemente deciso di montare sulla chitarra: dei meravigliosi Texas Special, tra l'altro non presenti comunemente nelle "normali" Stratocaster. Offrono una dinamica pazzesca che viene sempre affiancata da una definizione inconfondibile. Nei puliti e nelle esecuzioni più "bluesgianti" così come nel crunch e rock classico, il pickup al manico e le posizioni intermedie tirano fuori quel calore che fa venire la pelle d'oca e riesce ad emozionare amanti del genere e non. Caldo e morbido, corposo e largo. E' la tipica situazione in cui basterebbe solo un po' di reverb per non aver bisogno di nient'altro.

Con le stesse posizioni del selettore, affiancando un compressore e un pizzico di chorus non c'è funky che regga: seppur non sono un praticante né amante del genere, nel piacere di suonicchiare ogni tanto qualche famoso riff riuscivo sempre ad attirare l'attenzione di chi si trovasse a portata di suono. Si, il compressore: un buon settaggio di comp su questi Texas regala definizione e profondità che, onestamente, non ricordo di essere mai riuscito a tirar fuori né su altre Strato, né con altre guitar. Un bel solo clean diventa quasi preferibile a un lead in molte situazioni dove serve atmosfera... inutile poi dirvi (perché bisognerebbe sentirlo, maledetto a me che non mi sono ancora abituato a fare dei sample) i risultati che si ottengono impostando su una Dual Rectifier (nel mio caso) il canale Clean in modalità "Pushed": la dinamica a dir poco abnorme di quella Bestia affiancata a quella dei Texas rende definitiva l'eliminazione di ogni altro effetto di preamp, si passa da un quasi assoluto pulito a un crunch sufficente per ogni genere blues/classic solo intervenendo sul tocco o al massimo sul potenziometro del volume della chitarra, semplicemente fantastico. In questa modalità la sola attivazione di un buon delay con sempre quel tocco di reverb sopra citato, è sufficente a farvi sostenere un'intera serata senza sentire il bisogno di altri overdrive o effetti vari, e con la soddisfazione garantita di chi vi ascolta.
Avete invece bisogno di spingere un po' di più? Allora attivate il vostro canale o pedale preferito per ciò che vi trovate a suonare e il Texas al bridge sarà in grado di schiaffeggiare tranquillamente a colpi di medio/alti i tizi "Metal & Affini" che vi stanno guardando e che in mente stanno bestemmiando contro la vostra Stratocaster. Qui il suono diventa molto più squillante e aperto rispetto alle altre quattro posizioni, di suo è ben carico appunto di medio/alti, ma con una Eq adatta sul vostro ampli o sui vostri Fx anche la quantità di bassi è più che sufficiente. E' chiaro che non è progettata per suonarci il riff di Master Of Puppets, ma il range di frequenze è ben equilibrato a ciò per cui nasce la chitarra. Ultima precisazione proprio sul bilanciamento generico, è che appunto i bassi risultato sempre iper definiti e mai impastati, avete presente l'intro di Little Wing o qualche bel colpetto di SRV? Belli, bilanciati, insomma si riesce a sentire quel bel colpo di "BUM" secco e definito a ogni tartassata sulla sesta corda che è uno spettacolo, puliti, crunch, o distorti che siano. E sui primi due appunto il suono è libidine.
Passiamo adesso alla costruzione: come per molti di voi, la mia esperienza non si ferma solo ai marchi e all'elettronica di una chitarra, errore e incoscienza di molti praticanti. Quello che principalmente fa suonare le nostre bimbe è proprio il legno, o meglio i legni di cui sono composte, il loro insieme e la loro miscelanza è quella che determina il suono che poi viene ultimato dall'elettronica e via dicendo tutto il resto. Ed è anche per questo motivo che ringrazio ErnieBall per la mia BFR, tra le altre cose, più che una scelta di legni sembra la combinazione delle piante della Foresta Amazzonica d'Elite.
Condivido in pieno quindi anche la scelta dei legni di casa Fender: Per il body si è optato per l'Ontano. Grazie a questo legno, che esalta di suo le frequenze medio/alte, che la chitarra nell'insieme risulta essere così squillante e cristallina. Concedetemi infatti che una Stratocaster in tiglio, per esempio, o in mogano, non avrebbe senso.
La tastiera è nel sacrosanto e benedetto Acero. Sono stato sempre un amante di questo legno per la categoria Fender in generale. Oltre alla differenza al tatto rispetto al più comune palissandro, la risonanza delle corde su di esso rispecchia un pò il discorso sopra citato dell'ontano, rendendo la risposta timbrica sui tasti più definita e aperta su certe frequenze rispetto ad altre. Inoltre così come nelle ultime serie American Standard, la tastiera è dotata di un trattamento particolare che regala una morbidezza e una scorrevolezza amabili.
Di acero è fatto anche il manico, anch'esso ben diverso dalle Stratocaster che avrete avuto modo di suonare finora. Per questo modello si è optato per un profilo a "C" moderno, e che risultato! Non risulta assolutamente cicciotto né troppo sottile, è semplicemente perfetto per lo stile e per il bilanciamento generico del resto della chitarra, più comodo e confortevole rispetto a quello delle recenti American Standard che ho avuto a lungo modo di provare. Si viaggia da una parte all'altra senza difficoltà, e lascia una gradevolissima sensazione al tatto che imprime sicurezza e stabilità che sono importantissime dove serve precisione e definizione, e soprattutto è stabilissimo, elementi essenziali di cui una Stratocaster necessita in particolar modo.
Meccaniche: bel lavoro Fender, anche qui. L'hardware della chitarra è del tutto cromato, e la serie di meccaniche che vi sono montate sono della serie "Fender Ping". Il ponte, in puro stile vintage a sellette aperte e sei viti, è ben stabile e dà una sensazione di rigidità che non fa mai male. Infatti nei bending l'alterazione è pressoché nulla, e possiamo scegliere di regolarlo sia per un leggero tremolo in puro stile Gilmour, sia per un'escursione maggiore. In entrambi i casi è sempre stabile e preciso.
Accoppiato a delle chiavette chiuse che svolgono benissimo il loro lavoro e non perdono facilmente l'accordatura, direi che anche qui è stato fatto centro pienamente.

Finiture: pure qui tutto in ordine, non c'è che dire. E' anche vero che una Stratocaster non è stata mai una chitarra dalla costruzione articolata, ma tutto è al suo posto e non ci sono dettagli fuori posto. Poi nel mio particolare caso, dove il colore era il classico "Arctic White", non essendo una verniciatura a più tonalità non c'era neanche il rischio di sfumature fatte male, ma ho visto delle Highway in passato che lasciavano parecchio a desiderare, a occhio davano quella sensazione di... scarsità economica già a prima vista, così come anche guardando qualche messicana standard. E' strano da spiegare, ma qui già il solo guardale la prima volta imprime una sensazione di ottima fattura e qualità costruttiva. Inoltre il tocco del battipenna tartarugato, è a dir poco super azzeccato e fa riconoscere già dal primo sguardo questa serie a cui appartiene.
La paletta è delle classiche standard, non il palettone uso Malmsteen, ben equilibrata, ben fatta e comprende direttamente sulla parte frontale marchio, modello, ma anche luogo di produzione e numero seriale, sul retro non c'è nulla.

Conclusioni: se volete una Fender che sia degna di questo nome e volete conservare qualche centinaia di euro da spendere in altre cose, questa è la chitarra che fa per voi. Nello scrivere questo articolo non sono stato troppo di parte anche perché io nasco come amante di strumenti prettamente moderni e sonorità totalmente opposte, e tra l'altro adesso questa bella chitarra non è più con me, quindi nella più totale sincerità posso esporvi le seguenti considerazioni. Provando American Standard di vario tipo, e anche qualche Deluxe ben più costosa, non ho provato le stesse emozioni che mi ha regalato questa RoadHouse. Le American Deluxe da 1500€ sono molto differenti in combinazione sonora e in manico/tastiera, nonché in una prima scelta di meccaniche e finiture, e magari fare un paragone diretto non è neanche del tutto giusto e coerente.
Le American Standard, molto molto belle e con cui ho avuto un lungo confronto diretto anche perché vari amici chitarristi ne hanno di diverse, a mio sincero parere sono sembrate anche... inferiori. Il manico è meno scorrevole e più impacciato, il suono è totalmente un'altra cosa. E costano 400-500€ di più, da attribuire quindi soltanto al marchio USA (una custodia rigida inclusa non vale 500€). Deducendo secondo questa ipotesi, se la Stratocaster in questione fosse anch'essa marchiata USA dovrebbe costare il doppio? Probabile, così come è probabile che sarebbe pure più conosciuta (dove la comprai io, feci venire personalmente il negoziante a conoscenza dell'esistenza di questo modello, nonostante sia un musicista anch'esso e ben preparato nel campo) e di conseguenza più venduta anche "a scatola chiusa", come del resto feci io, che la ordinai solo basandomi su vari sample e su quel video in particolare.
Le Messicane Standard e le Highway, seppur simili come prezzo, ho avuto modo di confrontarle con Squier che mi sono piaciute di più.
E riguardo alla versatilità, così come potrei scrivere altre due pagine, mi limito solo a dire che è davvero una Fender per tutti i suoi generi, le possibilità sonore che si addicono a questa chitarra sono tutte a portata di plettro.
Insomma l'equilibrio perfetto, e soprattutto per un prezzo davvero quasi inferiore a ciò che offre, è racchiuso in questo modello.
Sono previste tre finiture tra le più classiche in campo Stratocaster, ovvero la Arctic White descritta in questo articolo, a mio parere la più particolare in abbinamento al particolare battipenna scelto, la Black, e la Sunburst. Comunque per tutte e tre c'è quel tocco di particolarità appunto grazie al battipenna tartarugato, che dà un aspetto appunto... Deluxe.
Come se non bastasse, tornando a fare un piccolo riferimento al discorso sonoro, è prevista anche la versione "LoneStar Deluxe" che, aprite le orecchie, prevede un humbucker al ponte al posto del Texas Special singolo, e per di più non un humbucker qualsiasi ma un bel Seimour Duncan Pearly Gates. Quindi oltre a ulteriori possibilità sonore avrete anche una maggiore potenza d'uscita per differenti esecuzioni, mantenendo inalterate comunque le restanti caratteristiche e finiture. E qui il discorso versatilità si amplia enormemente.
Unico neo della LoneStar, a mio parere, la sola disponibilità della tastiera in palissandro. E' anche vero che la RoadHouse ce la offre solo in Acero, ma come detto sopra per me è questo il legno che deve avere una Stratocaster per suonare a tutti gli effetti come tale, poi a ognuno i suoi gusti.
Prezzo? Per entrambe si va dai 600-620 ai 650€ (chi più chi meno, cercate bene), corredata di una custodia Fender che sembra mordiba, ma è resistente, super imbottita e ben fatta, sembra quasi una semirigida.
Di negozi che le hanno non se ne trovano molti, quindi se avete la possibilità fate una bella ricerca e correte a provarla, resterete soddisfatti.
E' anche vero che ho avuto la fortuna di assaporarne ogni sfumatura grazie alla disponibilità al mio fianco di strumenti sinceri e generosi, quindi non accontentatevi di ascoltarla col primo amplificatorino che il negoziante vi accende e tenete quindi anche conto del "con cosa" la state ascoltando, possibilmente confontandola con gli altri modelli con cui l'ho paragonata sopra in modo da poter testare voi personalmente le mie impressioni.
sono un po' scettico, permettimi di chiederti ...
Re: sono un po' scettico, permettimi di chiederti ...
Nando_JP6
non so questa Roadhouse Deluxe....
Re: non so questa Roadhouse Deluxe....
Nando_JP6
ammazza che bravo sto tipo!
La mia band: Spex Trio
https://www.facebook.com/s
Re: ammazza che bravo sto tipo!
Nando_JP6
Re: ammazza che bravo sto tipo!
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Io possiedo l'equivalente americana di 14 anni ...
Re: Io possiedo l'equivalente americana di 14 anni ...
Nando_JP6
Bell'articolo, ben fatto, non conoscevo questa ...
Ciao
Chamade
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Nando_JP6
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Chamade
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Nando_JP6
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MARCO
L'eterna lotta tra America e Messico
MARCO
Re: L'eterna lotta tra America e Messico
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Ottima chitarra
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Ottimi i Texas! Ma per Gilmour..
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Nando_JP6
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Nando_JP6
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Bella chitarra bel articolo.
"I might be a little young,but honey I ain't naive
Re: Bella chitarra bel articolo.
Nando_JP6
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"I might be a little young,but honey I ain't naive
Bravo è vero rispecchia esattamente quello che hai scritto
Re: Bravo è vero rispecchia esattamente quello che hai scritto
Nando_JP6
Nuovo iscritto!!!
Essendone interessato da tempo l'ho provata in ...
myspace.com/mirkorusso
Re: Essendone interessato da tempo l'ho provata in ...
Nando_JP6