Bender Distortocastor

di RozzoAristocratico - accordiano DOC #17844 | 23 November 2010 @ 07:30 |
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Per rendere riconoscibile e competitivo sul mercato il proprio prodotto, si sa, un liutaio deve spremersi le meningi e inventare qualcosa di nuovo, o anche semplicemente di diverso. A volte si tratta di innovazioni tecnologiche applicate in modelli classici, altre volte di strumenti creati da zero su concezioni innovative, oppure di forme storiche semplicemente replicate magistralmente, talvolta con risultati superiori a quelli ottenuti dai genitori di quelle riconoscibili chitarre.

Alcuni puntano sulla forma della paletta o la sua totale assenza, altri su un logo appariscente, qualche liutaio più avventuroso reinterpreta il body facendone il proprio marchio di fabbrica, e qualche pazzo decide di raccogliere a piene mani idee dal mondo dei cartoni animati per produrre bassi e chitarre che sarebbe impossibile confondere con altri né tantomeno li si potrebbe dimenticare facilmente.

Quella in foto non è una scultura di Salvador Dalì e nemmeno un'enorme caramella gommosa, ma una esclusivissima Bender Distortocastor, proveniente dalla strampalata serie Bender Guitars prodotta dal liutaio Brian Eastwood, artigiano britannico evidentemente annoiato dalla ripetitività di un lavoro che spesso costringe a replicare fino alla nausea i soliti modelli tanto amati dai chitarristi più tradizionalisti.
Le Brian Eastwood Guitars, infatti, prevedono anche una serie di normalissime copie di famose solid e hollow body insieme a chitarre acustiche e mandolini, ma basta visitare distrattamente il sito ufficiale del laboratorio per incappare in vere e proprie sculture delle più disparate e inaspettate.
Stupiscono le richieste dei clienti, raccolte in una galleria fotografica apposita e che vedono chitarre a forma di sassofoni, una fuorviante chitarra elettrica a forma di Vox AC30 (sempre con forti ispirazioni cartonesche), una double neck splittabile, nel vero senso della parola!
Chitarre per palati fini e per gente fuori di testa, che non deve essere poca se, per soddisfarne le richieste, Brian Eastwood ha deciso di inserire nel suo catalogo modelli come la Jellycastor, versione distorta di una Telecaster e la Bent Marvel, una delle varianti della già menzionata Distortocastor, o Stratocaster molliccia.

Con soluzioni ergonomiche tutte da verificare, le chitarre Bender nascondono però una furba trovata al loro interno: tastiere a ventaglio.
Di sicuro effetto scenico e di non poco aiuto nella resa finale della chitarra, l'utilizzo di tastiere a ventaglio, i famosi fanned frets, rende queste chitarre paradossalmente più intonate delle corrispettive versioni tradizionali, a dispetto di un risultato estetico che suggerirebbe tutt'altro, con manici che sembrano ricurvi e attorcigliati su se stessi, tanto da chiedersi se siano effettivamente suonabili.
Mentre si fa luce sulla posizione del ponte e l'illusione ottica di curvatura data dal manico, che ora diventano trovate tecniche di tutto rispetto, restano ancora in ombra i reali aspetti positivi di una chitarra che, apparentemente, sacrificherebbe molti fattori garanti di suonabilità (come un manico accessibile agli ultimi tasti e una tastiera dritta fino alla fine) per stupire l'occhio, preferendo per l'appunto una torsione degli ultimi frets tale da rendere insuonabili le corde più basse sugli ultimi tasti, in quanto fisicamente poste al di fuori dei bordi del manico.
Per quanto poco siano effettivamente utilizzate certe posizioni, l'idea potrebbe infastidire un potenziale acquirente attirato dalle forme surreali di queste chitarre e ammaliato dall'idea di acquistare per 1500 sterline circa quello che potrebbe considerarsi il punto di incidenza tra il modello di chitarra tradizionale per eccellenza e quanto di più lontano da esso ci possa essere.

Risorse
Brian Eastwood Guitars



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