Dean Guitars

di alberto - accordiano DOC #3 | 25 February 2006 @ 10:30 |
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Primi anni '70. Per Dean Zelinsky, liceale del Michigan appassionato di chitarre, Gibson è un sogno (come lo era del resto per buona parte dei chitarristi americani di allora). Ancora studente, Dean mescola passione e voglia di mettere insieme qualche dollaro allestendo un piccolo laboratorio di riparazioni nel seminterrato di casa. Ne nasce un business niente male, che lo porta ad assumere i compagni di scuola come collaboratori. Costruisce anche le sue prime due chitarre, completamente a mano (di cui però si sa molto poco).

Fatto sta che dopo il diploma, nel 1975, invece di andare all'università decide di dedicarsi alla chitarra a tempo pieno e mette in piedi una piccola produzione. Nasce così la Dean Guitars, piccola azienda dalla storia travagliata ma dalla produzione emozionante e innovativa, che per il successivo decennio produce alcuni strumenti di altissimo valore, tuttora apprezzati e ricercati da musicisti e collezionisti e - com'è ormai la regola - replicati oggi e venduti a prezzo esorbitante.

«L'idea originale della chitarra Dean nasce dalla mia passione per la Gibson. Ho sempre amato la qualità della Les Paul e le forme visionarie di Explorer e Flying V e ho voluto mettere assieme il meglio di entrambe. Così ho usato legni pregiati, top in acero fiammato, tastiere in ebano, intarsi in abalone e hardware di altissimo livello su strumenti ispirati alle Gibson "modernistiche"». Nascono così la V (copia della Flying V), la Z (una Explorer sotto steroidi) e la ML (uno strano incrocio tra Flying V ed Explorer), tutte in mogano, con tastiere in ebano tanto bello da sembrare marmo, segnatasti discreti in abalone, top in acero tigrato (Dean non ama quello fiammato, preferisce le venature sottili e regolari, delicate, che risaltano senza strafare attraverso vernici rigorosamente alla nitro, sottilissime, per non influire in alcun modo sulle sonorità di uno strumento di assoluta nobiltà strutturale.

Le chitarre sono tra le prime a montare di serie i pickup Di Marzio (assieme a Zelinsky li sceglie anche SD Curlee, altro visionario dell'epoca), che costruisce i suoi primi pickup retrofit con cui vengono sostituiti i tristi humbuker Gibson di quegli anni. I Super Distortion che Dean usa non sono di serie però, sono rimaneggiati, un po' alleggeriti nell'avvolgimento, per migliorarne la sonorità, passando da "rutto libero conseguente a una pinta di birra rossa" a "ruggito caldo di tigre allupata".

La caratteristiche che più viene all'occhio (e che eccita i chitarristi visionari quanto Dean, tra cui il reverendo Billy Gibbons, tra i primi appasionati delle chitarre di Chicago) è la palettona esagerata, una prepotente e invasivadi V capovolta, ornata con il logo Dean bianco arricchito da due ali d'angelo ai lati. Mettici l'hardware dorato di altissima qualità, aggiungi una costruzione perfetta e un setup impeccabile ed ecco che ti ritrovi degli strumenti di livello eccelso, leggeri, stabili e sonori come pochi altri all'epoca, (epoca che - sia detto per dovere di cronaca - è tuttora considerata la peggiore per quel che riguarda gli strumenti della aziende leader, Gibson in testa, ma anche Fender non scherzava).

L'ottantina di strumenti prodotti al mese non sono sufficienti a soddisfare le richieste e a fine anni '70 Dean decide di inserire in catalogo una linea più economica, totalmente in mogano, senza binding, con hardware cromato. Sono ottimi strumenti, suonano bene, ma mancano del fascino superbo (e pure un po' cafone, il che non guasta) dei modelli originali. Le vendite continuano però a salire, grazie anche alla visibilità generata da alcuni chitarristi di rango (primi tra tutti John McFee dei Doobie Broters e Sammy Hagar) che diventano suoi affezionati clienti e Dean si sbizzarrisce, producendo la sua più bella creatura, la E'lite (affascinante ibrido visionario tra Les Paul ed Explorer, in alcune varianti più o meno ricche), e la Cadillac, di fatto una superba Elite con tre pickup e parti dorate, chiaro omaggio al concetto Les Paul Custom, ma intinta nell'adrenalina.

La produzione cresce, supera 300 strumenti al mese, ma la qualità non accenna a scendere. Le Dean sono chitarre perfette, anche quelle economiche, tra cui le Baby V, Z e ML, strumenti in scala leggermente ridotta rispetto ai modelli originale, essenziali, con un solo pickup e una grinta incredibile (sottolineata dalle prime pubblicità che comparivano su Guitar Player, che spingono forte sull'abbinamento tra chitarra, femminona procace e auto sportiva, tra queste la più famosa è quella della ragazza nell'acqua, che fa il giro del mondo, vale la pena di leggere il racconto scritto dallo stesso Zelinsky, online qui. Da notare che la chitarra viene prodotta oggi con il nome Dean Water V a ricordare quella foto straordinaria).

Nel 1983, la sindrome del Floyd Rose dilaga. Anche Zelinsky viene contagiato, a tal punto da decidere di modificare radicalmente la forma della paletta, che si restringe per consentire una trazione rettilinea delle corde. Questa scelta però comporta una perdita totale del carattere originale degli strumenti e segna l'inizio del declino. Un buon 50% del fascino dell'azienda è distrutto, parte del resto viene bruciato poco dopo con la prima chitarra d'importazione, la Bel Aire, una fenderastra mal riuscita fatta in estremo oriente, con manico avvitato e qualità in sintonia. E' un dramma annunciato. La produzione comincia a spostarsi in Giappone, poi pian piano in Corea, fino al 1986, quando la fabbrica americana chiude i battenti e la produzione viene spostata in Corea. Nel 1990 Dean Zelinsky vende l'azienda ala Tropical Music, di cui resta consulente, e si dedica alla produzione di mobili, la sua nuova passione. Il destino delle chitarre Dean sarebbe segnato se non fosse per il passaggio di una cometa, "Dimebag" Darrel Abbot, che si fa notare - oltre che per capacità e personalità - anche per la strana chitarra con palettona a V scovata chissà dove.

Le chitarre vendute si rimpiangono sempre prima o poi, ma la mia Dean V serie 8002 (secondo strumento costruito da Zelinsky nel 1980) è forse - con la Schecter Mercury rosa - quella che rimpiango di più. Purtroppo non ho neppure una foto, ma era identica a quella imbracciato da Dean in persona qui accanto. Saltata fuori impolverata ma intonsa dal retrobottega di un negozio della bergamasca in cui era capitata chissà come, l'avevo pagata la somma di 350 mila lire nella seconda metà degli anni '80. Era superba, quasi imbarazzante da indossare, nella sua ricchezza cafona e nel suo modo di attirare gli sguardi anche meno attenti alla chitarra quando la portavi su un palco. Ogni dettaglio era assolutamente perfetto, dalla tavola in acero tigrato molto discreto, allo stupendo sunburst giallo e rosso anticato, alla perfezione di costruzione e assemblaggio, totalmente estranea Gibson Standard e Custom dell'epoca. La tastiera in ebano era piatta, con tasti sottili e bassi tipo Black Beauty incrocia Telecaster '59. Velocissima, forse un po' fredda, ma affascinante nella sua setosità marmorea. La vernice sottilissima, dopo un po' che suonavi quasi si appiccicava alle dita sul retro del manico, ma senza mai dare fastidio. Al collo era sbilanciatissima, la paletta tendeva a scivolare verso il basso, ma in cambio il manico - sottile come quello di una SG di quelle buone, ma infinitamente più stabile - era di una perfezione rara. Il suono era proprio quello. Grintoso sui medi, generoso sui bassi, ma capace - grazie forse al mogano del corpo, più leggero e stagionato che nella Les Paul - di produrre acuti inaspettati. Una chitarra nata per ruggire, ma inaspettatamente capace di prodursi in ritmiche eleganti e timbri jazz (ascoltare il farewell Tour dei Doobie Nrothers per sentirla al meglio). Una chitarra per farsi sentire e farsi vedere.

Che dire? Ovviamente la nuova Dean - in cui Zelinsky continua a essere coinvolto - produce bellissime repliche "fatte esattamente come allora, ecc ecc....". Ovviamente non è la stessa cosa. Ovviamente, se vi capita di incrociare - ma sarà difficile, in Italia ne saranno arrivate a dir tanto una dozzina - una di queste bellezze marcate dietro la paletta 79xx ... 85xx (le prime due cifre sono l'anno di produzione, le seconde il numero progressivo, quindi si parla di chitarre fatte tra il 1979 e il 1985) non ve la fate scappare. E' un pezzetto - piccolo ma significativo - di storia della chitarra. Ma è anche uno strumento fantastico, di quelli che "così non le fanno più".

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Tutti i commenti

  • Il mio rapporto con la Dean..
    di Angel of Death - accordiano #8528 | 25 February 2006 @ 11:54
    • A Second Hand...
      di Matteo Barducci - accordiano #29 | 25 February 2006 @ 13:46
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      - Matteo Barducci
      • Re:A Second Hand...
        di xxx1 - accordiano #2306 | 25 February 2006 @ 14:12
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        <p>Peace Sells... But Who' s Buying?</p>
    • Re:Il mio rapporto con la Dean..
      di xxx1 - accordiano #2306 | 25 February 2006 @ 13:27
      --
      <p>Peace Sells... But Who' s Buying?</p>
      • Re:Il mio rapporto con la Dean..
        di Angel of Death - accordiano #8528 | 26 February 2006 @ 10:50
        • Re:Il mio rapporto con la Dean..
          di mescal - accordiano #10609 | 28 June 2006 @ 17:23
          • Re:Il mio rapporto con la Dean..
            di jubimetal - accordiano #10591 | 02 August 2006 @ 00:57
        • Re:Il mio rapporto con la Dean..
          di jubimetal - accordiano #10591 | 25 June 2006 @ 02:44
          • Re:Il mio rapporto con la Dean..
            di Angel of Death - accordiano #8528 | 25 June 2006 @ 11:35
            • Re:Il mio rapporto con la Dean..
              di jubimetal - accordiano #10591 | 26 June 2006 @ 01:26
  • alberto sei sempre il solito
    di docfra - accordiano #3591 | 25 February 2006 @ 14:34
    • che chitarra ragazzi!
      di miklin - accordiano #5725 | 16 May 2006 @ 15:49
      • Re:Approposito di cadillac...
        di blackgold - accordiano #10540 | 18 June 2006 @ 16:54
        • Re:Approposito di cadillac...
          di jubimetal - accordiano #10591 | 25 June 2006 @ 02:24
          • Re:Approposito di cadillac...
            di blackgold - accordiano #10540 | 05 July 2006 @ 10:20
            • Re:Approposito di cadillac...
              di jubimetal - accordiano #10591 | 12 July 2006 @ 18:51
              • Re:Approposito di cadillac...
                di blackgold - accordiano #10540 | 16 July 2006 @ 13:30
                • Re:Approposito di cadillac...
                  di dowdler - accordiano #12032 | 09 August 2007 @ 19:27
                  • cadillac e les paul
                    di texboy - accordiano #13207 | 29 August 2007 @ 13:24
                • Re:Approposito di cadillac...
                  di jubimetal - accordiano #10591 | 19 July 2006 @ 01:51
        • Re:Approposito di cadillac...
          di miklin - accordiano #5725 | 19 June 2006 @ 18:40
  • Grande!
    di lorenzof - accordiano #17952 | 30 December 2009 @ 02:35
    --
    Rigore e immaginazione (G. Bateson)

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