William Frederick Gibbons, meglio conosciuto come Billy, o Reverendo Gibbons, nasce a Houston, in Texas, il 16 dicembre 1949. Figlio di un pianista nonché stimato direttore d'orchestra, Billy riceve la sua prima chitarra elettrica, una Gibson Melody Maker nuova di zecca, per il suo 13esimo compleanno. A 18 anni la sua attività di musicista è già in pieno svolgimento, e stringe una forte amicizia con Jimi Hendrix, che dichiara più di una volta di vedere un fiorente futuro per il giovane chitarrista texano.
All'età di soli 20 anni Gibbons fonda i ZZ Top, stabilendo già allora la formazione che sarebbe durata fino ai giorni nostri. L'attività con questa band monopolizzerà tutta la sua carriera musicale, alla quale si affiancherà però anche quella di attore con una passione infuocata per le auto modificate.
Al suo talento innato e alle influenze psichedeliche della sua band di gioventù, i The Moving Sidewalks, si va a unire il suo inconfondibile suono, il cui merito è attribuito alla leggendaria Pearly Gates ma che non abbandona le mani di Gibbons qualunque chitarra egli imbracci, estraendo a sorte durante i concerti dalla sua notevole collezione personale fatta di Gibson, Gretsch, Fender e molti altri strumenti dall'aspetto anche decisamente poco convenzionale, compresa una tutt'altro che elegante Dean rivestita di pelo.
Tra aste per microfoni a forma di marmitta, barbe lunghe e splendide coreografie sempre studiate con il compagno di palco Dusty Hill, Billy Gibbons è diventato il punto di riferimento di un'intera scuola di stile, fatta di groove, scena e tanti, tanti armonici.

Due anni più tardi sulla costa opposta degli Stati Uniti, il 16 dicembre 1951 a Woodlake, in California, nasce Robben Ford, un altro maestro che, tra varie chitarre Fender e Gibson, spicca anche con la sua Les Paul percorrendo come Gibbons le vie del blues, ma ritrovandosi in influenze diametralmente opposte. Il giovane Robben cresce tra la musica, a dieci anni comincia a studiare il sassofono ma a 13 imbraccia la chitarra per non lasciarla più. Entra nella band di famiglia, la Charles Ford Blues Band, dove, insieme ai fratelli Mark e Patrick, ottiene il suo primo ingaggio serio all'età di 18 anni.
Ma la vera ascesa di Robben Ford avviene negli anni '70, quando nel 1972 incide il suo primo album solista "Discovering The Blues". In breve si allontana dai canoni del blues, cavalca l'onda Jazz Fusion immergendosi nel genere e collaborando con artisti di altissimo livello. Entra a far parte dei L.A Express e collabora con George Harrison, tra gli altri.
Nella seconda metà degli anni '70 per Robben inizia una ricca carriera da solista intervallata da collaborazioni eccezionali come l'indimenticabile periodo in cui ha diviso le scene con Miles Davis, alla fine degli anni '80. Il suo suono e il suo stile si scolpiscono diventando un punto di riferimento per chi ama la fusion quanto le sonorità del blues. Fender gli dedica un modello signature a cui poi Ford preferirà strumenti più vicini allo standard Gibson, mostrandosi spesso con una Les Paul GoldTop o con una Sakashta di simili forme.
Due soli anni di distanza per mettere al mondo due artisti dallo spessore difficile da definire, capostipiti e riferimento nei loro personali stili e con i loro suoni signature ambiti da migliaia di chitarristi. Due uomini che, usando idiomi estremamente differenti tra loro, riescono a comunicare su un livello unico, meritandosi pienamente l'ammirazione di professionisti e dilettanti, ricoprendo con le loro lunghe ombre due ampie porzioni distanti nell'immenso cielo che è il blues, in tutte le sue sfumature. Artisti di quelli che ne nascono uno ogni cinquant'anni, così dicono.
Aggiungerei
"..figliolo, non prestare mai i dischi a ness
20 12 1975 ..
Io sono nato a settembre...
Rifletti prima di pensare.
Articolo simpatico!
Benedetto
Re: Articolo simpatico!
Benedetto
Ecco qual'è il mio problema...è che ho ...
Re: Ecco qual'è il mio problema...è che ho ...
http://www.myspace.com/rozzoaristocratico
Non mi scorderei....
"Art. 001: Il Rock va suonato al volume che serve.
è già! anxhe gli artisti devono pagare le ...
"No suono per piacere, suono per godere!"