Quando un produttore dichiara di essere al lavoro su un apparecchio che rivoluzionerà il suo campo viene sempre visto con diffidenza e reputato un megalomane da una buona fetta di pubblico. Quando poi si tratta di un colosso come Gibson, rispettato e amato per le produzioni più tradizionali quanto criticato per gli esperimenti più moderni della famiglia delle chitarre robot, il bersaglio è ancora più facile. Sicuramente una buona base di diffidenza è imposta dal background del chitarrista tipo, affezionato alle sue valvole e pedalini analogici e che non ripone mai troppa fiducia nelle cosiddette diavolerie moderne, che da più di trent'anni a questa parte sono parte integrante di ogni aspetto della musica, eccezion fatta, per quanto possibile, per la sfera chitarristica.
Non avrà aiutato nemmeno la forma della nuova Firebird X, che durante la presentazione ufficiale sembrava sparire al collo del corpulento Frank Johns, e di sicuro il freno tirato da Gibson nel bel mezzo del conto alla rovescia per il lancio commerciale della chitarra, enfatizzato da un bel contatore sul sito della casa, ha rappresentato un'altra ghiotta occasione per i detrattori virtuali, che non si sono fatti pregare per gridare al flop ancora prima di poter conoscere le caratteristiche della tanto acclamata rivoluzione Gibson.
Il web ha visto velocemente svanire i sostenitori della nuova strada intrapresa mostrando al loro posto collerici giudici dal pollice verso che dichiarano il modello già morto prima della sua diffusione, una chitarra già marchiata come esperimento fallimentare di tecnologia digitale e meccaniche robot gonfiate da una pubblicità mal gestita.
Eppure, se si volesse approfondire, scavare oltre i rumors che affollano i forum e i blog, si potrebbero trovare interessanti sorprese. La homepage Gibson ha di recente completato il mini sito web dedicato alla sua Firebird X, facendo luce una volta per tutte sulle caratteristiche che farebbero di questa chitarra la guida di una rivoluzione musicale che parte da Nashville.

Il primo vanto dei progettisti non ha nulla di particolarmente eccezionale, almeno non tanto da gridare al miracolo, ma sufficientemente per rendersi conto che qualcosa di buono sta accadendo: con una circuitazione interna dotata di una vasta gamma di effetti e pickup di nuova concezione, la Firebird elimina ogni disturbo causato dall'inevitabile percorso accidentato a cui è obbligato il segnale quando parte da una normale chitarra e arriva all'amplificatore passando per cavi e apparecchi con impedenze molto diverse tra loro. Con un sistema integrato come quello della Firebird il rapporto segnale rumore supera i cento dB, che unito alla costruzione humbucker dei pickup garantisce una silenziosità difficile da raggiungere in altri modi.
I tre pickup, grazie alla tecnologia di switch GoldTone, sono in grado di combinarsi tra loro in qualunque configurazione immaginabile, cambiando le loro caratteristiche per fare il verso a innumerevoli altre chitarre con oltre 2mila combinazioni possibili. Quello che non si sa di questo tipo di costruzione sonora, quando la Firebird imita una Telecaster, una Les Paul o un'aggressiva Jackson, è che nulla è il risultato di modelli digitali.
La situazione si capovolge sbirciando nel vano dei circuiti, dove alloggia il processore Pure Analog, una vera e propria interfaccia audio non dissimile dall'hardware solitamente utilizzato con sistemi ProTools che, a dispetto del nome, elabora in modo digitale ogni aspetto del segnale captato dai pickup, pur rispettandone l'integrità e senza ricorrere all'utilizzo di modelli digitali nella creazione dei suoni, dalle configurazioni offerte dai pickup all'applicazione dei ben noti effetti interni, tra distorsori, overdrive, modulazioni ed effetti ambientali vari. Con un occhio rivolto al futuro e alle eventuali necessità degli utenti, Gibson ha ben pensato di rendere questo modulo estraibile, in modo da sostituirlo con modelli successivi, più potenti o più adatti alle necessità dell'utilizzatore.
Soffermarsi su tutti gli effetti inclusi, le possibilità offerte dal piezo esafonico perfettamente integrabile con sistemi synth basati su questa tecnologia, le simulazioni acustiche migliorate dalla scelta dei legni e delle loro cavità, sarebbe impossibile senza sfoderare un intero libretto di istruzioni, quindi non resta che schiacciare il fast forward fino al vero cuore della rivoluzione: l'interattività.
Pure Analog non è un semplice circuito disegnato per manovrare il suono di una chitarra e aggiungervi dei normali effetti, si tratta di una vera e propria piattaforma con la possibilità di ricevere informazioni da software esterni, prodotti anche da terze parti e distribuiti attraverso il Gibson app store.
Se l'idea di caricare e scambiare i propri banchi di suoni con gli altri possessori di una Firebird X era allettante, quella di avere un concorrente chitarristico del mondo mobile Apple non può che far fremere i più smanettoni.
Il volto che comincia a delinearsi non è più quello di una chitarra multieffetto, bensì quello di uno strumento nuovo che integra al mercato tradizionale ciò che più rappresenta il futuro della musica in questo momento. Le potenzialità si allargano quando si scopre che la Firebird, o la iGibson, se chiamarla così può rendere meglio l'idea, è dotata di un trasmettitore bluetooth.

Ciò che può aver lasciati perplessi molti spettatori della presentazione ufficiale è proprio la scarsa praticità nel passare da una configurazione all'altra sulla chitarra, litigando con leve, manopole e pulsanti, una cosa non proprio comoda quando si hanno le mani occupate a suonare. Gibson in realtà ha pensato anche a questo, creando due pedaliere (una a pulsanti, l'altra con un pedale d'espressione) che interagiscono con la chitarra via bluetooth, senza il minimo ingombro di cavi o difficoltà di programmazione. Naturalmente questi accessori sono inclusi nella confezione, insieme al trasmettitore dotato di accordatore e hardware necessario alla registrazione del segnale in ingresso, con tanto di slot per una scheda SD.
La ciliegina sulla torta è, infine, rappresentata da una simpatica uscita S/PDIF, nome che potrebbe spaventare i profani, ma che risulta essere molto familiare agli utilizzatori di impianti audio hi-fi digitali o di monitor e più moderni apparecchi per audio processing.
Tutto ciò vuol dire che la Gibson Firebird X è compatibile con qualunque apparecchio preveda connessioni audio digitali ottiche, aspetto decisamente da non sottovalutare.
Le funzioni offerte da tali ingressi e uscite, potenziometri, accordature robotiche, leve e levette va oltre le intenzioni di questo articolo, e le stesse vengono a mala pena contenute dal mini sito preparato da Gibson, ma il futuro non può che essere roseo pensando che un manipolo di volenterosi programmatori potrebbe decidere di imboccare il sentiero offerto dalla rivoluzione della Firebird X lasciando solo all'immaginazione le caratteristiche che andranno a coprire tali comandi sulla chitarra, su una pedaliera o su un computer.
Tutto ciò era necessario? Forse i chitarristi non ne sentivano il bisogno, ma d'altra parte nemmeno i pianisti avrebbero mai pensato di far entrare nella loro strumentazione basilare sintetizzatori, computer portatili e diavolerie tecnologiche di ogni genere. Almeno fino a quando qualche avventuroso musicista ha cominciato a chiedersi se non fosse quella la strada del futuro, se quei costi spropositati non giustificassero una ricerca per migliorie sempre più mirate che avrebbero seguito, se quei suoni un po' fasulli e quella scarsa praticità avessero un giorno ceduto il posto a una nuova generazione di strumenti musicali totalmente nuovi dalle possibilità illimitate. Tutto questo oggi è solo un lontano miraggio, inimmaginabile nei dettagli come cinquant'anni fa nessuno avrebbe potuto immaginare che con un tablet touchscreen sarebbe stato possibile fare musica, ma che un'azienda così legata al passato e alla propria tradizione come Gibson abbia deciso di lanciarsi in questa avventura non può che far ben sperare.
Bah, a me non frega niente di seghe mentali ...
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Però i sintetizzatori hanno tutto un' altro ...
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Se tanto mi dà danto...
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Ammiro il lavoro di progettazione e la ...
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Grandissimo articolo, grazie infinite Rozzo ...
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Chissà se la Gibson, la prossima chitarrina ...
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E invece...
Rigore e immaginazione (G. Bateson)
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Firebird X: è la rivoluzione?
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Maurizio
E' la LP X??
Perplessità o confusione?
La musica non tradisce, la musica è la meta del vi
Re: Perplessità o confusione?
- Matteo Barducci
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Mamma Gibson mi sa che ha messo sul mercato un ...
Quante menate sull'analogico e digitale, prima imp
Bella bella ma no.... Va bene ammiro ...
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scusatemi ma non scrivo mai
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