L'altro combo mi piaceva ma, un po' perché era con tensione americana e quindi avrei avuto bisogno di un trasformatore, un po' perché aveva il cono da 10" che non amo molto... Insomma l'attenzione venne catturata da questo esemplare in quanto ricordavo la serie uscita quando ero ragazzino. Ho chiesto: "Pierpaolo, com'è?". Risposta diplomatica: "Se ti piace, bellissimo". Nel senso che lui ama di più i suoni marcatamente vintage, io ero invece alla ricerca di un Fender per registrare in studio. Detto fatto, provato-piaciuto-preso e, a distanza di qualche anno, per nulla pentito, anzi. Alcune informazioni che scrivo qui di seguito sono desunte un po' da ricordi personali d'epoca e un po' da informazioni prese in rete (specie per quanto riguarda la parte più tecnica); vogliate scusarmi eventuali imprecisioni e omissioni.
La serie contrassegnata col numero romano II venne prodotta da Fender negli anni '80 rispolverando il look blackface e con il contributo di Paul Rivera che venne incaricato da Fender di riprogettare alcuni modelli storici (Champ, Princeton Reverb, Deluxe Reverb, Concert e Twin Reverb). In particolare in quel periodo Rivera ebbe il compito di rinvigorire la linea Fender di ampli dalla concorrenza Mesa Boogie che stava diventando sempre più pressante. Venne così sviluppata questa serie che però, se ricordo bene, non ebbe un grande successo commerciale ai tempi, ingiustamente e ne vedremo le ragioni.

Innanzitutto si parla di questa serie come l'ultima con circuiti saldati point to point; la qualità dei materiai è eccellente, estremamente robusto il tutto, e il mio esemplare è tutt'ora in perfetto stato (a parte qualche piccolo segno e la mancanza di qualche base centrale argentata delle manopole); nonostante sia piccolino parliamo comunque di una ventina di chili di peso. Diamo un'occhiata a i controlli: l'ampli ha due canali, switchabili con pedale (che incorpora anche l'interruttore del riverbero - purtroppo il mio ampli ne era sprovvisto). Il primo è molto spartano e reminiscente dei vecchi deluxe: volume/push pull bright, alti e bassi. Il secondo canale è un po' più sofisticato e penso sia frutto della riprogettazione di Paul Rivera; troviamo infatti Volume/Push Pull Channel Select, Gain, Master Volume, Treble, Mid Push Pull/Boost, Bass, Reverb, Presence, questi ultimi due condivisi con il primo canale. Se fate caso la progettazione push/pull sul volume e sui medi ricorda i Mesa Mark 1 e altri ampli di progettazione Rivera. Il bright sul canale uno è utilissimo specie su ritmiche funk o altre cose che necessitano di un suono estremamente definito e/o squillante; il riverbero è il classico Fender a molla molto avvolgente e gradevole. Asciugando il tutto, e con un bel suono pulito tipo di una Telecaster, si ottengono delle sonorità country perfette. Il canale due invece è una specie di incursione nel territorio Hi-Gain (per come poteva essere inteso nei primi anni '80) e, a mio parere, consente di ottenere delle sonorità vicine ai Mesa della serie Mark 1. Sono riuscito grazie a esso ad avvicinarmi molto al suono Santana per una cover che ho dovuto fare in studio, oppure con il mid boost e una Stratocaster è possibile ottenere quei suoni fluidi e cremosi un po' tipo il compianto Alan Murphy negli anni '80 (per chi non lo conoscesse, session man inglese che ha suonato un po' con tutti da Kate Bush a Go West ai Level 42). Personalmente uso molto con il canale uno, suono classico e già verso i 4/5 di volume comincia a generare un bellissimo crunch, molto governabile con dinamica e volume della chitarra: a 10 poi si gode. Il canale due, invece, l'ho sfruttato per dei soli un po' più carichi talvolta, però, stando molto basso con il suo gain e colorandolo con un overdrive o un boost esterni (generalmente o un vecchio TC boost/distortion anni '80 o con un pedale custom overdrive/boost costruitomi da Franco Piona) . Continuando l'esame dell'oggetto, sul pannello posteriore troviamo: Hum Balance, Reverb input, Reverb output, Pedal Plain (selezione canali), Pedal Red, Line out/ Recording (mai usato), Selettore del Voltaggio, Fusibile.

Per quanto riguarda valvole e speaker nel Deluxe Reverb II troviamo cinque 7025 preamplificatrici, due 6V6 finali e una 12AT7 per il riverbero. L'altoparlante è un 12" marcato Fender ma dovrebbe essere un Eminence. L'ampli, nonostante i suoi 20W dichiarati, ha comunque un bel volume e, comunque, adeguatissimo per il lavoro in studio che svolgo. Ultimamente lo sto usando a mo' di testata tenendolo in regia e collegandolo a una cassa Mesa open back con un cono da 12" Electro Voice: il suono ne ha guadagnato ulteriormente, oltre alla indubbia praticità per me di poter agire in tempo reale sul suono proveniente dai microfoni (prima usavo l'SGX Radial di cui avevo parlato in un precedente articolo). In conclusione, che dire? Secondo me si tratta di un ampli che, se lo trovate, è da non lasciarsi scappare in quanto include delle raffinatezze e una qualità costruttiva da ampli boutique (che spesso altro non sono che fedeli riedizioni di ampli storici con qualche miglioria progettuale) ma a un prezzo ancora non da vintage; quando lo presi ebbi modo di confrontarlo in negozio anche con un Deluxe Reverb Reissue ma proprio non c'era storia: quello nuovo sembrava una lametta in confronto e non mi restituiva, se non in minima parte, il suono Fender che avevo in testa.
Bell'articolo!!
"Un chitarrista disperato decide di farla finita!
Tardi
Re: Tardi
Re: Tardi
Ti capisco...l'ho av
Benedetto
Re: Ti capisco...l'ho av
DELUXE del '66
Benedetto
Re: Ti capisco...l'ho av
Benedetto
Re: Ti capisco...l'ho av
Questa è la mia ric
Benedetto
Re: Questa è la mia ric
Cavolo, bell'ampli.....
Jazz sound.
Bello davvero. Il point to point che se ne ...
Sostieni greenpeace, ne va del nostro futuro.
Re: Bello davvero. Il point to point che se ne ...
Re: Bello davvero. Il point to point che se ne ...
Sostieni greenpeace, ne va del nostro futuro.
Ciao e grazie a tutti dei commenti :) L'ampli ...
eeee... fender non li fa più come una volta! ...
gni gni gni
Bellissimo
Re: Bellissimo
Se interessati.. :)