Tommyacou scrive: Salve a tutti! Dopo mesi e mesi di rassegnazione (dicevo: "...prima o poi lo capirò!"), arrivo a scrivervi in cerca di lumi. Riguardo le chitarre acustiche, vorrei delle delucidazioni sui prefissi che identificano i vari modelli. E per farlo, vorrei che prendessimo di riferimento le principali "notazioni" mondiali, ovvero quelle delle principali marche: soprattutto Martin. Sulla "D" e la "J" siamo tutti d'accordo. Ma OM? 0? 00? 000? Parlor? Solo per rimanere in casa Martin. Oddio, un'idea generale ce l'ho, ma magari vorrei una "leggenda precisa", uno schema universale di lettura... anche per quanto riguarda i numeri e le varie "lettere di specificazione" che seguono... Di solito un numero indica una combinazione di legni e rifiniture, è così? Più sale il numero, più cresce pure la "spesa"... ma come si scelgono i numeri?? Taylor invece identifica col numero delle centinaia la serie, con le decine e le unità i legni e le forme... E cosa vuol dire "vintage"? Che differenza intercorre tra un modello canonico e lo stesso "vintage"? E chi più ne ha più ne metta! Grazie a tutti! Spero non esista già un'altra domanda a riguardo!
Cercasi vademecum delle sigle
di Tommyacou
- accordiano DOC
#9645 |
24 April 2006 @ 10:20 |
0
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Per come so io le cose
Google, google delle mie brame... qual'è la chitarra più bella del reame? :D
A parte il delirio... ho trovato la risposta al tuo (e anche mio) interrogativo:
http://www.neesk.com/acustica/modelli.htm (togliere eventuali spazi)
Di più non saprei :).
<p>"Qualche volta vorrai rinunciare a suonare
Grazie...
Certo, credi che io non abbia mai fatto un giro su google!? In realtà, poco prima di porvi questa domanda, navigando a fondo il sito Martin, ho trovato una pagina ancora più dettagliata (ma specifica Martin) con la spiegazione delle varie sigle.
Tuttavia, mi chiedo: perchè "0" "00" "000"... cioè, non c'è un legame "visivo" tra la forma della chitarra, i rapporti numeri tra le varie parti e il numero di zeri?!?
Bah... !
Re:Grazie...
Domanda più complicata non la potevi trovare vero ??? :-). Anche perchè una J martin è ben diversa da una J Gibson o Collings per esempio, non ultimo il fatto che le dimensioni variano anche in funzione della attaccatura al XII od al XIV tasto; ma pure qui è anarchia perchè la Slope D della Bourgeois è una XiV tasti fuori.
Allora vediamo ... mumble mumble ...
>Tuttavia, mi chiedo: perchè "0" "00" "000"... cioè, non c'è un legame "visivo" tra la forma della chitarra, i rapporti numeri tra le varie parti e il numero di zeri ?!?
Allora tentando di schematizzare, all'aumentare del numero di zeri, il volume della cassa (ergo le dimensioni) aumenta; la scala dalla più piccola alla più grande sarebbe infatti "0" "00" "000" "OM" "D" "J" ed "SJ" con l'unica differenza tra la J e la SJ nella curvatura del fondo. SJ è una sigla tipicamente Gibsoniana che proviene (é sorella) della "L" con cui la Gibson indicava ed indica le chitarre da Jazz. Ora, D ed SJ non ci danno troppi problemi mentre per 0, 00, 000 ed OM si tratta di aumentare la larghezza delle spalle e della pancia mantenendo costante o quasi (con poche minime variazioni) la larghezza dei fianchi; da qui un progressivo "falso schiacciamento" della forma della cassa.
Poi è anarchia e qui mi fermo; ci vorrebbero robypeach, jo palco e le altre eminenze grigie ... :-)
Spero di essere stato utile ... Lauro
Re:Grazie...
Ciao Lauro! Sapevo che avresti "abboccato" a questo post! In realtà credevo di aver fatto (e forse l'ho fatta!) la domanda più stupida del mondo: forse più semplicemente bastava chiedere dei rapporti tra sigla e forma, specificatamente per le varie forme "0" "00" "000"...etc etc
In ogni caso, il tuo post è abbastanza risolutore direi: ogni casa ha le sue "specifiche", e questo l'hai confermato...
Sugli "zeri" rimane un'immensa curiosità del perchè! PERCHE'??
Parlavi di larghezza di spalle e grandezza pancia mantenendo vita uguale, implica effetto schiacciamento... Ho visto la Martin di John Mayer, una OM... mi sembra che la cassa sia molto "thin"... mi chiedo quanto "thin" sia allora una "0"!!! Bah...
OT: Lauro, da cultore Martin (ci siamo incontrati la prima volta sul mio articolo su una Martin, qualche settimana fa...), avrei una domanda anche abbastanza urgente da farti in privato, è possibile?
Re:Grazie...
Ciao ciao Dunque, si parla della forma della cassa, diciamo del disegno ma non della altezza poichè anche qui, l'altezza delle fasce è variabile: una OM Martin può essere più "bassa" di un OM Maton per es.
Diciamo che le uniche tre vere forme di riferimento quasi ... quasi eh ... identiche sono la 000, la OM (Orchestra Model) e la D (dreadnought). Poi per la 000 qualche casa ha introdotto anche il termine Gran Concert. In ogni caso, per le forme sino alla D lo standard di riferimento rimane la Martin mentre per le J e le SJ è sicuramente Gibson, con Guild a seguire per tutta la produzione pre-Fender.
Per la domanda, non sono un cultore Martin ma se riesco una mano te la do volentieri. Vai tranquillo. Lauro
Re:Grazie...
Speravo di contattarti per email, ma non ho il tuo indirizzo! Vabbè...
Il punto, in soldoni (possibilità di approfondimento in separata sede [tom.ace84@katamail.com]) è questo: quando vale una D-28 con 49 anni sulle spalle, qualche graffio di plettro sul top, un "buco" sulla vernice del back di circa 5cm di diametro (legno non sembra intaccato) e un manico da rivedere? Cioè, quanto la pagheresti sapendo delle condizioni? E, semmai sarebbe possibile (e consigliabile) un piccolo restauro? Quanto costerebbe e come ne risentirebbe la valutazione della chitarra?
Grazie mille! Ho urgenza relativa di risposta (2 orette..)
intro
http://www.provide.net/~cfh/martin.html#size
Parlor Guitars
Ciao
Parlor (o anche Parlour) Guitar significa letteralmente "chitarra da salotto"; vengono indicate in letteratura anche come "Lady Guitar". Ho letto da qualche parte che la definizione deriva dal fatto che venivano suonate dalle donne di buona famiglia nei salotti, come i pianoforti...
Si indicano in questo modo chitarre acustiche di piccola dimensione (circa 3/4 di una Dreadnought), precedenti come concezione strutturale alla nascita delle chitarre acustiche Dreadnought, quindi a scala ridotta e con tastiera che attacca alla cassa al 12mo tasto.
Erano concepite, a differenza delle classiche, per montare corde di metallo, e per essere suonate "ad accordi": ovvero per accompaganre nel canto le suddette signorine di buona famiglia mentre intrattenevano gli ospiti che andavano a casa a prendere il The, quindi, a differenza delle chitarre classiche avevano la tastiera ed il manico a sezione ridotta, per facilitare l'impuganrura, spesso con sezione a "V".
Sono le prime vere e proprie chitarre folk, prodotte sia in Germania dai primi dell'800 che in America da vari liutai di origine Tedesca e Anglosassone: anche alcune delle chitarre prodotte in Italia da Gennaro Fabricatore possono, con alcune eccezioni, essere classificate come tali.
Da esse si sono sviluppate poi le chitarre acustiche come oggi le conosciamo: sono inoltre state le prime chitarre con il ponte a pioli oggi così diffuso.
Comunque per parlor vera e propria io intendo, a rischio di essere considerato "purista", una chitarra che abbia, oltre alle caratteristiche menzionate, anche la paletta slotted, non come ad esempio le Larrivee che vengono commercialmente indicate come Parlor ma hanno la paletta da ascustica folk.
ALOHA
Re:Parlor Guitars
a integrazione direi che una parlour è anche e sopratutto a scala normale. servivano ad accompagnare il canto. il passaggio dalla chitarra classica detta romantica (fabbricatore per intenderci) a quella con le corde in metallo ha coinciso, come giustamente riporti, con la migrazione dei liutai in usa (stauffer, etc etc). il prototipo della parlour moderna è la martin tipo 1 che precede la 0. qualche misura per capirci: si va dai 30 ai 33 cm per la pancia larga della 1-1895, circa 39,5 per la 0-1927, circa 36 per una 00-1914. l'altezza delle fasce varia in senso inverso da 10,50 a 9,50 (più grande la cassa, meno alta). questo in casa Martin...
sono daccordo sulla paletta slotted ma filologicamente una parlour con le sei chiavette da un lato non mi dispiacerebbe proprio. un bel sito che copre la prima parte dell'avventura http://www.earlyromanticguitar.com/
sulla seconda parte della storia c'è solo l'imbarazzo della scelta in rete.
ciao a tutti
Re:Parlor Guitars
E con questo mi sembra abbiamo detto tutto in merito alle Parlor Guitars...
Un unico appunto per precisione: quando nel mio primo post ho scritto a "scala ridotta" avrei dovuto specificare che intendevo ridotta rispetto a quello che negli anni è poi diventato il diapson standard delle chitarre acustiche, ovvero quello delle attuali Dreadnought.
ALOHA
Re:Parlor Guitars
Molto interessante e dettagliato! grazie! (cmq le parlour non mi piacciono proprio!!!)
Re:Parlor Guitars
"De Gustibus Non Est Disputandum"
Per un amante delle chitarre non può che essere, nella sua semplicità strutturale, uno strumento affascinante. Ad aumentarne il fascino, sicuramente, il fatto questo tipo di chitarra sia l'antenata delle nostre per come oggi le conosciamo.
ALOHA