Lauro L27 scrive:
Niente è meglio di una corda nuova (Stefano Aria, Roma 23 giugno 2006). Oggetto: come cercare di ubriacare la moglie e mantenere la botte piena; niente insomma ... che tradotto suona un po' come cercare la corda ideale, che suoni meglio, al minor prezzo possibile e possibilmente nel negozio sotto casa.
Confronto che riprende un po' la filosofia di CHITARRE, in cui gli oggetti o accessori sottoposti a prova vengono preventivamente selezionati, un minimo almeno: visto che spendiamo dei soldi, almeno spendiamoli per un prodotto che sia quantomeno decente.
Logico come in questo caso, il gusto personale abbia anche guidato il confronto ma un paio di criteri di scelta me li sono imposti.
- Tipologia della corda: preferisco i suoni scuri delle ph-br
- Costo: dite quel che volete ma i 15-17 euro richiesti per le "incappottate" D'Addario EXP o le Elixir sono una follia; se poi cambiate corde abbastanza di frequente a diversi strumenti, fanno ... a spanne ... una cinquantina di euro al mese. Troppi, almeno secondo me. Quindi costo inferiore agli 8 euro (per muta eh ... non per corda)
- Reperibilità. Non avrebbe senso che io citassi le Maxima in oro quando in tutta la mia vita non ne ho mai viste. Tra offerte speciali a fiere e meeting (Soave, SHG, Sarzana, Disma, ecc ... ) e non ultima la possibilità di acquistare direttamente negli USA (Sirio intervieni, grazie), oggi sono facilmente rintracciabili quasi tutte le corde che vogliamo.
Quindi, qui trovate un breve confronto, esemplificativo ma certamente non esaustivo, tra una serie di corde che nel corso degli ultimi mesi si sono segnalate per svariati motivi o di cui ho/abbiamo sentito parlare ecc ... e che personalmente reputo tra le migliori disponibili facilmente ad un prezzo ragionevole. Vi svelo subito una cosa: pare confermato che chi produce grandi chitarre non sia altrettanto in grado di produrre grandi corde; infatti ...
GIBSON J200 - http://www.gibson.com/Products/Accessories/Gear/
Ahimè, quella che ero pronto ad incensare come la miglior corda mai scesa sulla terra si è rivelata una mezza delusione.Sapete quanto io sia sensibile alla scritta "J200" e anche per le corde, non ho fatto differenza cedendo al fascino della immagine raffigurata sulla confezione. Confezione esemplare è dir poco, ciascuna corda è posta in una bustina di carta che a loro volta vengono successivamente sigillate sotto vuoto come certi alimenti: pare che abbiano preso alla lettera la caratteristica di diversi chitarristi di "divorare" mute di corde come noccioline.
Una volta aperte, si presentano addirittura splendide con la parte terminale in prossimità dell'anello avvolta in tessuto di colore viola che riprende il colore dell'interno della custodia della J200. Montate suonano bene, sono stabili, ricche di bassi (indovinate su che chitarra le ho montate ...) e abbastanza equilibrate ma dopo poco non suonano più. Perdono equilibrio sonoro con una rapidità impressionante per una ph-br diventando scure ed ovattate. Sono le corde che costano meno del gruppo, senza infamia ma senza lode; a causa della confezione eccellente sono in grado di durare anni e vanno bene se le considerate una seconda scelta o un ripiego di emergenza ma se cercate una grande corda, passate oltre.
DR
Nulla da eccepire sulla confezione che vede una scatoletta di cartone sigillata in modo essenziale ma sufficiente a contenere le singole bustine di carta su cui viene riportata anche una breve descrizione del processo costruttivo che a parere del costruttore, porterebbe le DR ad avere più massa vibrante a parità di spessore.
Dal sito si legge - Corde metalliche in lega di fosforo e bronzo con anima esagonale, caratterizzate da ottima qualità e durata, con una sonorità nuova, differente e più forte, ideali per ottenere maggiore sonorità, profondità e sustain con ogni chitarra acustica in palissandro, acero e mogano. Tipologie: Lite 10, 14, 22, 30, 38, 48; LITE 11, 15, 22, 30, 40, 50; MEDIUM 12, 16, 24, 32, 42, 54; MEDIUM-HEAVY, 13, 17, 26, 34, 45, 56; LITE 12 STRINGS 10,10, 14,14, 24,09, 30,12, 39,18, 48,28 -
In effetti, sono proprio corde da artiglieria pesante: sono le più brillanti del gruppetto come colorazione, ma anche le più "grosse" e le più potenti, senza dubbio.
Appena montate sono brillantissime, quasi delle semplici Bronze e sufficientemente equilibrate, caratteristiche che si mantengono per un certo intervallo di tempo, ma abbastanza dure. Costano più delle Gibson (girano a 8 - 8.5 euro la confezione) ma oggettivamente, sono anche meglio. Se cercate palle da cannone invece che corde queste sono le corde che fanno per voi, furiose.
D'ORAZIO - http://www.doraziostrings.it
Già protagoniste su queste pagine di segnalazioni positive, la D'Orazio ha finalmente risolto il problema che causava una rapida ossidazione delle corde rendendole di fatto, inutilizzabili: io stesso ne ho acquistate un paio di scatole (da 10 mute ciascuna) trovando le ultime irrimediabilmente ossidate.
Problema definitivamente risolto con un nuovo sistema di confezionamento che vede le corde vendute ora in sacchetti sigillati, dotati anche di una certa consistenza ed all'interno di buste di cartone (tipo le D'Addario per esempio).Parrebbe anche cambiato il sistema di lavorazione in quanto appena avute a disposizione, ho aperto un sacchettino ed ho lasciato le corde all'aria per tre-quattro settimane riscontrando una leggera opacizzazione ma nessuna comparsa di macchie strane ne sulle basse ne sui cantini, molto bene.
Diamo un'occhiata al sito: anche qui, nuova grafica, molto "user friendly" che riprende la grafica della nuova busta di cartone. Leggiamo:
Since 1859 D'Orazio Strings
L'Azienda produce corde armoniche con datazione certificata 1859. I vetrici aziendali, purtroppo privati della grande esperienza e della preziosa guida di Donato D'Orazio (prematuramente scomparso da alcuni mesi) hanno riorganizzato l'assetto mantenendo i settori di punta (artigianalita e qualita' dei prodotti) ed incentivando immagine, marketing e nuove tecnologie, come descritto in home page.
La sede dell'Azienda si trova a Salle, in provincia di Pescara. D'Orazio Strings ha clienti in tutto il mondo considerata la vasta gamma di corde prodotte sia per strumenti classici che moderni, acustici o elettrici: Chitarre e bassi, contrabbassi e bassi acustici, violini, viola, cello e strumenti etnici come mandolino, mandola, banjo, bouzouki e oud. D'Orazio Strings partecipa ai principali saloni e mostre del settore musica in tutto il mondo: in Aprile a Francoforte, in occasione di MUSIKMESSE 2005. La soddisfazione del cliente, sia esso grande distributore che singolo musicista e' il primo obiettivo aziendale.
Ecco linee guida del nuovo vertice della D'Orazio Strings per affrontare le sfide del prossimo futuro: rinnovata immagine aziendale, implementazione di nuove tecnologie, maggiore cura nei particolari, customer satisfaction.
L'Azienda (che produce corde armoniche con datazione certificata 1859) e' intenzionata a guardare al mercato con un ottica mista di conservazione delle metodologie produttive artigianali e rinnovamento del marketing. L' ottima qualità del prodotto, l'attenzione posta nei processi di lavorazione e il metodo produttivo costituiscono un know-how che l' Azienda vuole arricchire; a cominciare dalla rinnovata veste grafica, che riprende il logo storico della casa abruzzese rivisitato in chiave moderna. Il nuovo sistema di controllo sulla qualità delle corde prodotte ed il nuovo confezionamento che protegge le corde dagli agenti ossidanti esterni per una maggiore durata nel tempo. Per i musicisti più esigenti D'Orazio strings offre la possibilità di acquistare mute con scala di calibri personalizzata, al fine di ottenere le piu' svariate tonalità sul proprio strumento.
Endorser D'Orazio: Paolo Giordano, Rodolfo Maltese. Alessio Menconi
Mi sento di poter confermare, soprattutto sul buon esito della azione intrapresa per la risoluzione del fastidioso problema. Riemerge la caratteristica regina del prodotto Italiano; ottima versatilità e presenza delle migliori caratteristiche richieste ad una corda tutte insieme: buona brillantezza, presenza, corpo, morbidezza e discreta durata (caratteristiche possedute contemporaneamente, mi ripeto) ne fanno le candidate maggiormente accreditate al ruolo della corda di riferimento anche in virtù del grande rispetto per lo strumento su cui vengono montate.
Sono le corde più equilibrate del quartetto, sicuramente; magari potrete trovare una caratteristica migliore in un prodotto di marca diversa ma, ripeto, è l'insieme che rende le D'Orazio un prodotto di cui andare veramente orgogliosi. Cosa da non trascurare, sono le corde che hanno suonato meglio "amplificate".
Per trovare di meglio (ma non sotto tutti gli aspetti), bisogna rivolgersi alle seguenti:
JOHN PEARSE - http://www.jpstrings.com
E' una delle corde più famose al mondo, giustamente. Riprende in toto la tradizione ed il fascino della grande scuola Americana e si sente. Classica confezione vintage style, normale ma ben curata: la solita bustina di nylon milleusi in cui ci sono le altrettanto solite sei bustine di carta ha anche un che di ... fascinoso :-). Stabilissime ed estremamente precise, da nuove hanno sonorità da "classica" ph-br, scure ma non troppo e ben equilibrate.
Sono corde a mio avviso eccellenti con l'unico difetto che le caratteristiche che la rendono una delle migliori corde mai provate dal sottoscritto scadono abbastanza in fretta; ciononostante, le John Pearse suonano bene anche da vecchie ed hanno il pregio di essere finalmente disponibili e facilmente rintracciabili a prezzi molto molto interessanti; inoltre le John Pearse sono corde che "vogliono suonare loro" essendo dotate di un timbro caratteristico che può dar l'impressione di far suonare la chitarra su cui sono montate meglio di quanto non faccia in realtà. Sono meno morbide delle D'Orazio ma anche meno brillanti e questo potrebbe sconsigliarle agli amanti del fingerpicking ma suonano suonano suonano ... si è capito che mi piacciono moltissimo ?
CONCLUSIONI
Fisicamente, non ho potuto provare tutte le corde presenti sul mercato, perdonatemi ma già così con dodici mute in tutto sono volati i mesi e ho dovuto metter sotto (letteralmente) anche la Gibson ... ciononostante, qualcuno mi ha "beccato" (vero Luca ? ;-))
Dicevamo, le corde qui provate, le considero da buoni ad ottimi prodotti (Gibson a parte, mannaggialamiseria), ciascuno in grado di riscuotere diversi consensi. Palese come le mie preferite siano due corde diverse come le D'Orazio e le John Pearse. Finalmente possiamo andar fieri di avere in Italia un prodotto altamente concorrenziale con la migliore produzione d'oltreoceano e cosa da non trascurare, ad un prezzo che sfiora il ridicolo: sia a Soave che all'ultimo SHG ne ho prese tre mute per 10 euro.
A questo aggiungiamo la sempre grande cortesia del personale della D'Orazio e la scelta sarebbe fatta. Senonchè, anche le John Pearse sono corde davvero ottime, il gentilissimo Andrea Luciano della 440Hz al penultimo SHG ed a Sarzana le proponeva a 12 euro la coppia per le ph-br e 10 euro la coppia per le bronze: direi che si possono spendere tranquillamente.
Fuori da questa prova ma degne di interesse ci sono le Inglesi Newtone e le Italiane Dogal in quanto entrambe, costruiscono le basse (avvolte) con l'anima interna rotonda e non esagonale; entrambe viaggiano attorno ai 10 euro la muta. Le Dogal le sto già tastando e le Newtone ... le ho messe nel mirino; aspettatevi quindi un Corde per accordo - parte 2.
Stay Tuned ragazzi, ci si rilegge presto.
Lauro
Complimenti...
... per l'articolo esaustivo! Finalmmente ho un po' più chiaro in mente il discorso di corde per l'acustica, e non dovrò più trovarmi al negozio sotto casa con un grande punto interrogativo stampato in faccia al momento del cambio corde dell'acustica!
Le corde D'Orazio suonano meglio amplificate: in maniera tradizionale con microfono davanti alla buca o anche con un sistema piezo? E sempre parlando di sistema a trasduttore, conta più la qualità delle corde o il loro diametro? Ciao Lauro ancora complimenti!! Fulvio "
<p>"... Feedback? Ma come diavolo sarebbe sta
Bel lavoro Lauro...
...come sempre del resto. I tuoi articoli sono come i salamini beretta, si mangia tutto e non si butta via niente ;-) Complimenti (doverosi) a parte, le d'Orazio dove si possono trovare? Si devono ordinare dal produttore o c'è qualche e-shop che le vende? Ciao Paolo
A parte...
...i discorsi sul suono, condivido in pieno i criteri di scelta delle corde utilizzati da Lauro. Mi riferisco a prezzo, reperibilità e sul fatto che siano phosphor-bronze.
Interessanti le considerazioni sulla qualità delle confezioni, cosa da non trascurare se si vogliono avere mute di scorta inutilizzate per lunghi periodi.
A questo punto, tra le varie mute del lotto, non saprei quale scegliere, di certo escluderei le Gibson J200. Per il semplice motivo che le corde, che suonano "intubate" dopo poco tempo non le sopporto, tanto meno le elixir che suonano male sempre e costano troppo.
Inutile dire che, dopo un articolo così ben fatto, aspettiamo con ansia la seconda parte.
Non mi resta che provare le corde analizzate da Lauro, per poterne tastare con mano le qualità ed i difetti...
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<a href="http://enzo85.altervista.org/">Enzo85
Elixir
Ma cosa avete contro le Elixir? Secondo me suonano abbastanza bene, quantomeno nella media, e il prezzo è alto, ma non in relazione alla durata. Secondo la mia esperienza le corde normali (per acustica) mantengono un bel suono (quando ce l'hanno) per non più di 2/3 settimane, poi tirano a campare per altre due, poi si possono buttare. Le Elixir durano tranquillamente 6/8 mesi senza sentire alcuna esigenza di cambiarle. Sulla mia Cort acustica ci sono delle Polyweb da 12 mesi, e suonano ancora molto meglio di qualunque set di corde montato da più di un mese. A me pare abbastanza...
<p>Rev. Cleophus James - parrocchia di Triple Rock
Elixir fuori range
Ciao, premetto che non ho nulla contro le Elixir ma leggendo l'inizio dell'articolo è chiaro che sono fuori prezzo per il confronto.
Sulla Larrivée ho montato sia le Br che le Ph-Br. Le prime sono corde bronze "normali" che hanno nella durata il loro punto forte. Bisogna vedere se conviene prendere magari 3 mute D'Orazio BR anziche una Elixir Br.
Le Ph-Br sono le corde montate dalla fabbrica, mi piacciono molto e hanno una buona resa per circa 3 settimane, poi si ovattano. Settimana scorsa ho montato le D'Orazio Ph-Br, davvero bel suono, vedremo quanto dura, poi faremo le considerazioni del caso.
Visto che quando posso compro italiano, sono felicissimo di avere un'azienda che produce un prodotto competitivo a un prezzo tra i più bassi.
E un grazie a Lauro per l'articolo. Ciao
<p>You feel all right when you hear that music rin
Re:Elixir
Non ho mai provato le elixir, ma penso che se suoni molto la chitarra non puoi tenere per molto tempo la stessa muta di corde. Il buon Pistolesei mi fece notare una volta quanto fossero ammaccati i cantini (mi e si di una daddario 0.10) sulla mia stratocaster e di come questo influisse negativamente sul suono e sulla suonabilità dell'ascia.
voglio articoli più selezionati
Confermo la qualità delle d'orazio.
Provai per la prima volta le D'orazio un paio di anni fa, acquistandole da un sito inglese. Discrete, ma, assolutamente non adeguate nel confezionamento. Ho riprovato quest'anno, acquistandone qualche muta a Soave ed ho riscontrato un ottimo miglioramento. Sono belle corde per acustica, tra le migliori. Il problema, annoso, è dato dalla reperibilitè: quando parlo di D'orazio nei negozi in zona (provincia di Vicenza), mi guardano come se fossi un alieno. Esistono solo le D'addario, le Elixir e le Martin..... Peccato. A proposito di Martin, dopo un articolo di Maurizio Piccoli su "Strumenti Musicali", ho provato una muta delle nuove "M175" (calibro 011-052). Mi sembrano molto valide appena montate. Vedremo la durata. Costano intorno ai 6 euro
Tutto opinabile (quasi)
Hola Lauro! Il solito articolo "alla Lauro": spacchi sempre il capello in quattro! anzi, in 6... Per noi -acustici- attenti alle minime sfumature di ogni cosa, è motivo di gongoleggio!
Venendo all'articolo, vorrei aggiungere che la scelta delle corde e quindi del loro suono per le prime 2 settimane (in media...) è strettamente collegata alla scelta del suono della propria chitarra.
Leggevo proprio ieri sul sito delle Hoffman guitars come il sig. Hoffman non percepisca differenza tra il palissandro brasiliano e quello indiano, ammette inoltre di preferire tra tutti gli abeti il sitka e senza pudore non nasconde di preferire tra tutti il koa quasi unicamente per doti estetiche: una persona così schietta e comunque dalle riconosciute competenze, forse converrebbe con me sul fatto che le corde possono trasformare una chitarra e che molto del suono di quest'ultima (quanto meno nella prima ora, ok??) dipende da esse.
Io non ne ho provate molte e mi sono fermato sulle .013 Martin Bronze, che, ad un prezzo onesto, assicurano 2 settimani squillanti e profonde e, di lì in poi, una coda di due mesi "neutri" e buoni, come credo sia preferibile, ma ne riparleremo se Lauro farà un articolo sulle Br.
Cambio 3-4 mute all'anno, mi salteranno 2-3 corde all'anno (da quando uso le .013) e non mi faccio patemi per cambiare frequentamente accordature o per suonare con mani non ben pulite.
Per questi motivi e per il fatto che, a mio parere, il timbro iniziale delle corde sia un "falso" e che credo esse vadano giudicate per cosa danno dopo essersi sverginate (per ciò che resta insomma...), corde come le Elixir sono per chi prende in mano la chitarra molto raramente e con troppa cura mentre le D'Addario "per chi non ci fa troppo caso".
Concludendo, tutti questi discorsi, come al solito nel nostro campo, sono soggettivi e personalmente ribaltabili.
Re:Tutto opinabile (quasi)
Anche io uso le Martin. Però monto le ph-br, come scalatura 0.13-0.56. Sono corde discrete e come hai detto, non costano tanto.
Aggiungo che, oltre alla durata "sonora", nella media delle corde tradizionali, hanno anche una buona durata "visiva". Io le uso, tra le altre, su una Yamaha F-310, chitarra da battaglia, quindi non le pulisco mai e vengono maltrattate a dovere, nonostante ciò anche dopo un mese le corde in questione non perdono troppa brillantezza e non si opacizzano tanto.
Ovviamente, quando prendi la chitarra in mano la differenza da quando erano nuove, si sente.
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Labella strings
Ciao, hai provato le Labella? A me piacciono molto!
Bronze e PH/Bronze...
Ciao Lauro... non parlo a me stesso ma a quell'altro, quello più giovane e che corre....a piedi!
Bell'articolo...aspetto la recensione delle Dogal Ph/Bronze. A proposito del tema Bronze contro Ph/Bronze mi sembra di capire che tu giudichi le Bronze più brillanti delle Ph/Bronze. Dici che preferisci le più scure PH/Bronze e aggiungi parlando delle DR:
>>>Appena montate sono brillantissime, quasi delle semplici Bronze...
Azz, il mio orecchio si deve essere fottuto con l'età, mi sono detto ma poi in realtà io le Bronze le ho sempre reputate e sentite più scure delle Ph/Bronze...
Morale io non ci ho dormito su, preoccupato di non sentirci bene e di essermi sbagliato pure in passato. Poi ho cercato in giro informazioni più precise, dato che le Bronze io non le tenevo a casa perchè le ritenevo parecchio più scure e non mi piacevano micca...e sono andato sul sito Martin.
Orbene, ti trascrivo copiando ed incollando:
>>>Q: What is the difference between phosphor bronze and regular bronze strings? A: Simply put, the difference lies in the tone of the strings. Phosphor bronze has a copper/tin alloy, making them sound brighter.
Scusami, ma sono andato a dormire un pò più sollevato...
Ciao. Lauro. Quello vecchio rompicoglioni...
Re:Bronze e PH/Bronze...
ciao Lauri
di questa cosa se ne parlò già su accordo. io sono uno di quelli che ha sempre creduto che le fosforo siano più brillanti. se si perde un poco di tempo in rete si scopre che la metà dice quello che pensiamo io, lauro e la martin, l'altra metà dice il contrario parlando di suono "bright" ma "warmer" and "darker". qualcuno si spinge a spiegare nel dettaglio le percentuali delle leghe e i loro effetti e mi sembra di capire che le fosforo non sono necessariamente più brillanti di quelle al bronzo (però la maggior parte dei costruttori lo sostiene) ma che sicuramente hanno una durata maggiore, si spengono dopo di quelle al bronzo.
probabilmente fattore predominante sono le percentuali di rame e zinco/stagno nelle leghe. si va dall'80 percento di rame fino al 92. con il rimanente diviso tra zinco e stagno.
direi che c'e' materiale a sufficienza per spendere una barca di soldi in prove... chi è che monta la stessa corda di marche diverse sulla chitarra e ci fa sapere? (magari solo 4 Re per non far scoppiare il piano armonico)
Re:Bronze e PH/Bronze...
Ciao Laurii ! Un complimento all'autore dell'articolo perchè mi ha fatto venire una bell'acquolina in bocca pensando alle prossime corde da montare, ed un altro complimento al secondo per aver fatto una considerazione interessante. Da meno di un anno suono una chitarra acustica jumbo della cort, uno strumento economico che comunque mi soddisfa, e la mia ricerca della corda 'scarpinaperilmiopiede' mi ha portato a provare mute martin e d'addario bronze e ph.bronze. ho trovato nella martin ph.bronze una sonorità che mi piace e che secondo il mio orecchio è più calda e meno impastata sui bassi delle martin bronze. Quindi ho percepito con i miei sensi una cosa diversa da quella dichiarata dal sig. Martin in persona sul suo sito internet.
voglio articoli più selezionati
Di tutto un po'
Di ritorno da Milano, chiedo scusa del ritardo, saluto e ringrazio tutti per gli interventi e rispondo.
A FerroFe, moonlite ed Enzo85
Martin D35 con Fishman matrix ellipse blend "on board" attraverso un impianto voci. Non ho pensato di microfonare la J200 con le D'Orazio perchè avrei dovuto rispettare e replicare fedelmente una serie di fattori come distanza dal microfono, posizione ecc ... che sinceramente, non sono in grado di fare. Semplicemente, con la stessa chitarra, ho infilato un jack in un impianto voci e in un ampificatore e mi sono segnato quel che è successo.
Le D'orazio si trovano sia dal produttore (contattateli senza problemi perchè sono gentilissimi, nella peggiore delle ipotesi vi dicono loro dove trovarle) che da molti dei maggiori rappresentanti di corde che girano per la penisola. Non ultimi, i Meeting ed i festival tipo SHG, Sarzana e Soave. Da non escludere la possibilità, visto il costo irrisorio, di contattare anche un negoziante e farsene mandare uno "stock".
L'altra domenica ... ah no scusate ... l'altro Lauro, Aria, lomba.
Cosa intendiamo per "calda", "brillante", "scura" ? Qualunque sia il materiale in qualunque percentuale con cui noi rivestiamo un corpo vibrante, varia le cratteristiche di vibrazione di un corpo, come giustamente mi ha fatto notare Enzo85 in un chiacchierata informale, varia l'equilibrio della corda.
Seguendo anche l'indicazione di lomba, forse il termine più adatto è "calda" nel senso che la corda ph-br è in grado di restituire meglio quelle frequenze medio - basse o basse che rendono una corda più gradevole a certe persone e meno ad altre; ammesso e non concesso che ciascuno di noi abbia lo stesso grado e "sensazione" di percezione delle frequenze di un'altra persona.
Io sono convinto che la bronze sia più brillante di una ph-br ma le Martin, sarò sincero, non le ho mai provate, anche perchè una corda del tipo bronze che qui a Ferrara viene venduta a 8,5 euro, beh scusatemi, mi pare un po' fuori mercato nel senso che ci sono corde (sempre bronze) che costano sensibilmente meno e suonano sensibilmente meglio: le John Pearse per esempio.
Rileggendo i vostri commenti, uno mi ha ... colpito per la shiettezza che traspare.Tomyacou (troppo buono ...) scrive >Leggevo proprio ieri sul sito delle Hoffman guitars come il sig. Hoffman non percepisca differenza tra il palissandro brasiliano e quello indiano, ammette inoltre di preferire tra tutti gli abeti il sitka e senza pudore non nasconde di preferire tra tutti il koa quasi unicamente per doti estetiche: una persona così schietta e comunque dalle riconosciute competenze, forse converrebbe con me sul fatto che le corde possono trasformare una chitarra e che molto del suono di quest'ultima (quanto meno nella prima ora, ok??) dipende da esse.
Sono assolutamente d'accordo e ritengo vero anche il viceversa; e rilancio: siamo sicuri che noi abbiamo tutti la stessa identica chitarra che ci permette di sentire le differenze oggettive tra due corde diverse ? Sarò sincero: mi sorprende come il Sig. Martin abbia generalizzato in modo così drastico un aspetto che grazie ai commenti di tutti ed anche alle prove di tutti voi, non è di semplice e categorica individuazione.
In definitiva, anche secondo me le ph-br suonano più "calde" delle bronze normali, oppure, ho commesso l'erroe di tradurre in calore di suono un maggiore equilibrio. Anche questo è possibile; accordo serve anche per crescere, anzi fate una cosa: buttate via tutto ed usate le corde dei salamini beretta: renderete vero anche l'assioma di moonlite.
Grazie e buona serata a tutti Lauro
Re:Di tutto un po'
Ciao Laurino jr, la mia sensazione (mia e quindi personale) è che la differenza fra le corde Bronze e Ph/Bronze della Martin stia nelle "metallicità". Nel senso che le Ph/Bronze risultano più metalliche e quindi definite delle Bronz che mi paiono più ovattate.
Qasi come la differenza tra l'utilizzo di un plettro di tartaruga rispetto ad uno di nylon....non so se mi spiego... Le note escono più definite e frizzanti rispetto ad un suono più grosso ma più ovattato e meno disponibile alla risposta diretta...
Esagerando in termini di suono la Strato rispetto al Les Paul...
Vado anche controtendenza sulle Pearse:montate e smontate subito:difficoltà nelle corde basse e mantenere l'accordatura e fenomeni di doppie note. (Le mie chitarre montano 013)
Le migliori che ho provato finora sono quelle col pallino nero...erano montate sulla Martin comprata recentemente e,seppur usate di brutto, molto simili nella brillantezza alle Martin Ph/Bronze, finora quelle che mi fanno godere di più anche se durano relativamente poco. Le uso da vent'anni e nonostante le abbia tradite un casino di volte ritorno sempre a loro.
L'amore non ha età...ma quelle col pallino nero mi sa che mi porteranno ad un divorzio definitivo...
Ciao. Lauro Senior. Alecb.
Re:Di tutto un po'
Ciao ragazzone ... ci si incontra tra nottambuli eh ?
Delle JP mi avevi già detto e non sei l'unico, nulla di male; mentre quelle con il pallino nero dovrebbero essere le (nuove) Dogal con anima interna rotonda.
Se non riesci a reperirle, vedo di informarmi anche io: per ora si stanno comportando egregiamente ... in futuro, ti/vi farò sapere.
'notte ;-) Lauro
Re:Di tutto un po'
>>>Se non riesci a reperirle, vedo di informarmi anche io: per ora si stanno comportando egregiamente ... in futuro, ti/vi farò sapere.
Ti ringrazio moltissimo. Ho contattato direttamente la ditta in essere un paio di settimane fa via email ma non ho avuto uno straccio di risposta. Fa nulla, male che vada ci sono le Martin dappertutto...
Ciao. Lauro. (detto il lauro)
Re:Di tutto un po'
Allora ci sentiamo di persona: quattro 'recchie ragionano e sentono meglio di due.
Lauro
E' tutto vero e tutto falso
...della serie "abbiamo ragione tutti" Il momento lavorativo piuttosto frenetico mi impedisce di visitare regolarmente il sito ma l’argomento sollevato dal buon Lauro è troppo invitante per non perderci un po’ di tempo. Inutile dire che la recensione è decisamente interessante e così anche la diatriba su quali siano le corde più brillanti. Tanto per non illuderci di avere la verità in tasca cominciamo con il dire che quando parliamo di corde andiamo su un terreno molto instabile e tremendamente soggettivo (un po’ come quando si parla della donna ideale) ed a questo poi dobbiamo aggiungere che la stessa corda, su chitarre diverse, e suonata da mani diverse, ti da risultati estremamente diversi. Io nel corso di quest’anno sono passato dalle Ph/Br (che usavo da almeno 15 anni) alle Bronze, ed a questo aggiungiamo pure che le mie corde abituali e preferite fino alla fine del 2005 (D’Addario EXP) adesso non riesco a lasciarle montate neanche per una sera. Non vi so dire cosa sia successo ma posso dirvi quelle che sono le mie attuali sensazioni maturate provando in poco tempo moltissime mute di corde e facendo anche prove di raffronto sostituendo mute nuove “corda per corda” in modo da verificare in tempo reale le variazioni timbriche. La mia percezione attuale è che le Ph/Br abbiano un suono tendenzialmente più fino delle Bronze (a questo attribuisco quella percezione di brillantezza che qualcuno gli attribuisce) ma nella resa sonora globale anch’io vado controcorrente e le considero meno brillanti delle Bronze: le Bronze secondo me sferragliano meno ed hanno un suono più compatto. Volendomi esporre ulteriormente mi sentirei quasi di azzardare che la Ph/Br reagiscono meglio ad un tocco leggero mentre sulle bronze, se vuoi farle lavorare bene, devi pestare un po’ di più. Non è un caso se su chitarre “grosse” come le chitarre Martin D che utilizzo in strumming e flatpicking io non riesco a montare le Ph/Br (era così anche ai tempi in cui andavo di Ph/br) ma devo/dovevo rigorosamente montare le Bronze per avere un suono di chitarra al posto di uno spiacevole sferragliamento. Detta la mia su questo argomento, …e non avendo voluto toccare anche il misterioso fatto che certe chitarre consumano più corde di altre (interessanti e …simpatiche… le vibrazioni) torniamo alla radice e diciamo che i criteri identificati da Lauro nella scelta delle corde sono sacrosanti: le corde devono poter stare nel cassetto per mesi, devono costare poco, e devono essere reperibili. Personalmente ho provato nell’ultimo periodo Martin, D’Orazio, J.Pearse, Cocco, D’Addario, Elixir, DR ed attualmente la mia preferenza va alle JPearse, alle D’Addario (sto parlando della serie classica e non delle EXP), ed alle Cocco. Tanto per smentirmi subito ammetto che su una Goodall attualmente sto alternando Elixir (da sempre odiate) e Pearse e che le Elixir hanno anche loro dei punti di forza (li sto verificando perché ancora non mi fido). Riguardo alle corde che durano 6/8 mesi non riesco e non provo nemmeno a cercare di capire come ciò sia possibile (forse qualcuno non suda, …o usa i guanti per suonare, …o ha una chitarra le cui vibrazioni fanno rinvenire le corde, …beato lui) dico solo che la mia prima regola in materia di corde è che iniziano a piacermi dopo qualche giorno dal montaggio e che mi danno il meglio per max una decina di giorni (se va bene stiamo parlando in tutto di 2 settimane) ….e questo mi ha portato ad optare per cambi frequenti a fronte di costi di acquisto bassi (meglio 4 settimane con 2 mute da 5 Euro che 4 settimane con una muta da 10 Euro). Per fare questo io attualmente mi sto rifornendo con acquisti OnLine in USA dove, tanto per dare qualche numero, acquisto le corde che qui compriamo a 10/15 Euro per 4/6 dollari (ho detto “dollari”) e dove trovo le Elixir a meno di 12 $.
<p>
Sirio (Enzo Giovannini)</p>
Re:E' tutto vero e tutto falso
"in materia di corde è che iniziano a piacermi dopo qualche giorno dal montaggio e che mi danno il meglio per max una decina di giorni (se va bene stiamo parlando in tutto di 2 settimane) " straquoto, appena montate suonano troppo metalliche.
"Per fare questo io attualmente mi sto rifornendo con acquisti OnLine in USA dove, tanto per dare qualche numero, acquisto le corde che qui compriamo a 10/15 Euro per 4/6 dollari (ho detto “dollari”) e dove trovo le Elixir a meno di 12 $. " Idem e per le Elixir vado su Ebay e le prendo da Music Oasis. (oggi il $ è a 1,27 !!)
<p>The darkest hour is always just before the dawn
E...Vinci
Ciao Lauro. Leggo solo ora il tuo articolo, le vacanze sono già finite purtroppo. Ti segnalo che, da poco, ho potuto provare le VINCI. Ti assicuro che, sino ad ora, sono le migliori corde in assoluto che abbia mai provato. Sulla HD28V sono equilibrate, nitide, distinte groso volume. E soprattutto non decadono subito. Anche dopo un tempo relativamente lungo (per ora 2 mesi) la risposta più che dignitosa. Il problema è trovarle! (meno male che c'è elderly) Devo dire che sono soddisfatto anche delle d'Orazio e concordo con i tuoi giudizi. Le Vinci, comunque, per me sono un gradinetto più in sù. Ciao.
Re:E...Vinci
Ciao se non sbaglio erano Vinci le corde che una volta si potavano acquistare su Nashville erano veramente buone ( anche quelle per l'elettrica ). Se posso dire la mia io sulla mia larrivee se non trovo niente di meglio monto le ph della daddario però ho avuto modo di provare le j.pearse e devo dire che sono molto equilibrate ( forse un po durette ) ho anche provato le black-diamond altra corda meravigliosa con dei bassi rotondi forse non ha i cantini sqillanti come le j.p. Per le d'orazio aspetto che nel veneto qualcuno le distribuisca se no siamo al livello delle sopracitate comprare su internet. Ciao Lelebike.
Hai mai provato...
...le D'Addario? A me piacciono un casino, e soprattutto hanno una durata superiore alle altre marche che ho provato...
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http://www.myspace.com/metalsword</p>
dogal
Vorrei saper se qualcuno di voi ha mai provato le dogal p/b, e se sì come vanno, una generica descrizione , Grazie
aspettando corde 2
ciao volevo sapere quando leggeremo la seconda parte... corde per accordo 2, anche perchè ho trovato la prima, direi, eccellente. Ciao
con alecb
a blue_jeans_blues