Alberto Ferrari: Intervista con la chitarra dei Verdena

di RozzoAristocratico - accordiano DOC #17844 | 17 February 2011 @ 10:30 |
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I Verdena tornano, a quattro anni di distanza da Requiem, con Wow, un album doppio che amplia i loro orizzonti e conferisce al sound del trio bergamasco un nuovo respiro. La varietà e le ispirazioni nel nuovo disco sono molteplici e innovative, pur non snaturando il sound spontaneo e lo-fi che ha reso famosa la band. Alberto Ferrari, vocalist e chitarrista dei Verdena, parla del nuovo disco e del suo approccio semplice e “analogico” alla strumentazione.

Alberto, in Wow aumentano i cori, si scorge addirittura del folk e diminuiscono le chitarre sovraincise, anzi le chitarre in generale. Qualche influenza nuova?
In Wow secondo me c'è stato un grosso cambiamento a livello sonoro, mentre la voce è rimasta la stessa.
 Il pianoforte, i cori e i synth sono senz'altro le new entry di questo disco, soprattutto perchè ho composto molto con il pianoforte invece che con la chitarra. Senza il piano sarebbe stato difficile scrivere un disco così. Alcuni brani sono nati anche dai synth: è magico il momento in cui dal niente nasce un pezzo, è questo che ci piace e ci fa divertire. Ogni pezzo del disco è nato da una cosa diversa e in modo diverso, è difficile trovare una linea comune.
Tra gli artisti che ci hanno influenzato ci sono sicuramente i Beach Boys, che si sono sovrapposti agli ascolti passati, come Nirvana e Beatles. Ma quest'anno abbiamo ascoltato anche i Cheap Trick, gli Abba e il Battisti di Anima Latina. Quest'ultimo disco è davvero un capolavoro, lo adoro, anche i testi di Mogol sono pazzeschi.

A differenza delle sonorità adottate fino a Requiem, alcuni passaggi di Wow ricordano vagamente qualche vecchio lavoro dei Muse, c'entrano qualcosa?
Ti dico la verità: non lo so, non li ho mai seguiti né ascoltati... non mi piace il modo di cantare di Bellamy. Può darsi di sì, ma è sicuramente involontario.

Non si può non far caso all'indipendenza tra voce e chitarra che dimostri in alcuni brani come il vecchio "Muori Delay" o "Attonito". Il canto su riff è il punto debole di molti chitarristi, in che modo hai raggiunto questi risultati?
In nessun modo in particolare: io scelgo le linee melodiche d'istinto, nel modo in cui suonano meglio e che mi viene più facile. Resto a lungo su uno stesso brano per amalgamare bene la voce con la parte strumentale e solo quando sento che funziona veramente vado avanti: è un lavoro davvero lungo.

Sul palco ricordo dietro di te una grossa cassa Orange girata di spalle, ma non mi pare di ricordare microfonazioni particolari. La usi ancora? Cosa sai dirci a riguardo?
Sì, la uso ancora, la tengo girata perchè il nostro fonico ha la fissa che la cassa deve stare girata, altrimenti il suono viene fuori troppo forte, ma io la girerei anche verso il pubblico fosse per me. 
Ho due amplificatori, uso anche una Koch girata verso di me. Il microfono è un 57, che secondo me è “il” microfono per la chitarra elettrica: ho fatto vari esperimenti, ma un 57 è un 57, è il migliore.

E il resto della strumentazione? C'è qualche "giocattolo" nuovo di cui vai particolarmente fiero o col quale passi il tuo tempo a smanettare?
Quest'anno invece di fare il piano stereo ho messo uno dei due canali in un SansAmp e poi dentro un generatore di ottave, un Pog. Questo è il suono del disco, perciò è distorto: l'orecchio umano non è abiutato a sentire un pianoforte distorto, ma a me piace molto... o forse mi fa sembrare molto più bravo a suonare! 

Nei vostri setup (tuo e di Roberta) c'è qualche aggeggio artigianale o comunque modificato artigianalmente?
In realtà no, non siamo capaci di costruirci nulla da soli: mi piacerebbe imparare, sarebbe anche economico, visto che un tecinco per riparare questi aggeggi costa davvero tanto! Prima o poi impareremo, non lo escludo.

Amanti dell'analogico come siete, come vi interfacciate con le nuove tecnologie? I computer, il MIDI, i VST...
Bè, le tastiere sono tutte digitali, ma la registrazione la voglio assolutamente in analogico, non c'è paragone ancora secondo me, a meno che non si parla di uno studio da 20.000 euro al giorno. Specie i piatti e le note basse impastate del digitale sono proprio tremendi. Per ora non riuscirei mai a sbarazzarmene. E' anche più facile, se sbagli vai in distorsione ed è bello. Per il futuro, però, non dico no a niente.

Non escludi quindi di fare come Damon Albarn, che ha composto un album direttamente col suo iPad? E cosa ne pensi in particolare di tutte quelle piccole applicazioni offerte da Apple per iPad e iPhone? Roba come Amplitube, simulatori di amplificatori, looper ed effetti vari. Ti sembrano utilizzabili in ambiti professionali?
Mi piacciono queste cose, non le ho mai provate ma le proverei: per me non ci sono regole in nessun campo.

E gli effetti digitali per chitarra? Non sei mai stato tentato di passare a un comodo processore o simulatore digitale?
No, finora mai, continuo a utilizzare la mia strumentazione classica, di solito la riparo anche da solo: faccio tutto in analogico al momento.

Trovo molto interessante l'uso che fate delle chitarre acustiche. Come raggiungi, su disco, quel sound duro e definito, diametralmente opposto al tipico amalgamo da strumming presente nel pop? Per dire, anche in "Faro", da Requiem, il sound è più simile a un mix di percussioni e sitar che a un'acustica…
Su Wow le chitarre sono tutte arpeggiate, non ho mai usato il plettro con le chitarre acustiche, ma solo le dita: forse questo fa la differenza rispetto agli altri album. “Faro” l'ho composta di prima mattina, mi piace perchè si sente che ero appena sveglio e stavo provando i suoni in cuffia. 

Avete mai pensato di riproporre i pezzi di Wow con un'orchestra? Il disco ha un che di opera rock. *
C'è un pezzo, “Tu e me”, in cui c'è un quartetto d'archi. Ho pensato all'orchestra, in effetti ci starebbe bene: per ora non lo abbiamo fatto specialmente per i costi molto elevati. Mi piacerebbe approfondire la cosa in futuro, già l'esperienza del quartetto d'archi è stata molto bella. 

Stasera, prima serata della vostra tournée, vi esibirete insieme a Omid Jazi alla chitarra e ai synth: come mai avete scelto di avvalervi del suo contributo? Potrebbe diventare un quarto Verdena? *
Cercavamo lui da anni, perchè suonava in altri gruppi e ci piaceva moltissimo, specie nei Water in Face. Appena ha lasciato i suoi gruppi lo abbiamo voluto con noi, è molto bravo e ha anche una bella voce. Chissà, potrebbe far parte anche della band in pianta stabile: magari a fine tournée saremo tanto affiatati che vorremo fare un disco insieme!

* Domande di Maria Rita Pugliesi

Risorse
Intervista ai Verdena su Musica
Intervista con Luca Ferrari su Ritmi
Recensione di Wow
Wow! Sul palco con i Verdena



Tutti i commenti

  • Grandissimi!!!
    di FranxAJ - accordiano #18541 | 17 February 2011 @ 11:41
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    "Basta una serie di note...il resto è improvvisazi
  • l'idea del piano è bella eheh e in effetti ha ...
    di mattconfusion - accordiano #13306 | 17 February 2011 @ 11:57
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    Matt Confusion
    http://flavors.me/mattconfusion
  • allora
    di popolustremula - accordiano #12286 | 17 February 2011 @ 16:11
  • Il pianoforte "saturo" su "Sorriso in ...
    di Pete13 - accordiano #27483 | 17 February 2011 @ 19:07

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