Una mia creazione compie vent'anni

di TidalRace - accordiano DOC #16055 | 31 March 2011 @ 08:00 |
5
Dopo le esperienze di preamplificatori più o meno complessi progettati e costruiti fin da quando ero ragazzino, mio padre mi propose la costruzione di un combo ibrido per chitarra in perfetto stile Music Man. Anche se non del tutto convinto dalla tecnologia a stato solido, lui avrebbe costruito la cassa e io tutta la parte del preamplificatore, mentre per il finale avrebbe dovuto adottare un circuito valvolare Davoli da 60W smontato da un altro combo.

Prendemmo sin da subito un cono ceramico Celestion, il G12H100, a cui non fu mai però collegato il finale per chitarra e che finì per essere utilizzato in un altro modo. Lo studio occupò un paio d’anni, in un periodo denso d’attività tra il lavoro da programmatore PC, la palestra, l’insegnamento di chitarra acustica a una decina di ragazzi tra i 15 e i 25 anni e le serate di piano-bar.
Nel frattempo svanirono i progetti di mio padre per l’impossibilità economica di brevettare e produrre le sue idee sulle elettriche, modificando quindi anche questo progetto, che finì per diventare un preamplificatore a rack con caratteristiche uniche e enorme possibilità di controllarne il suono. Oltre al gran numero di controlli che potrebbe spaventare, il rack fu concepito anche come macchina per sfruttare separatamente i circuiti inseriti senza necessità di attraversare tutti gli stadi di controllo per fare esperimenti timbrici piuttosto che un uso standard. Data la grande complessità del circuito realizzai anche un manuale in doppia copia per potermi ricordare di come utilizzarlo.
Il rack scelto fu del tipo a doppia altezza per poter inserire il trasformatore d’alimentazione toroidale e una doppia fila di controlli con manopole di colore diverso a seconda dell’utilizzo; nere per i controlli di livello, blu per quelli di tono, gialle per i panpot, rosse per la regolazione della saturazione, oltre ai vari interruttori e LED di segnalazione.

L’idea era quella di realizzare un preamplificatore analogico mono ma con uscite stereofoniche, in modo da indirizzare un suono più su un canale e un secondo suono più sull’altro per avere un’immagine stereofonica. Il preampli era capace di uscire con diversi suoni contemporaneamente, realizzato in maniera modulare in modo da occuparmi di un solo suono o effetto per volta e composto, oltre che dal suono pulito, anche da un equalizzatore parametrico, un compressore, un duplicatore d’ottava e un distorsore.

I suoi controlli anteriori (lato superiore)
Partendo dalla sinistra, in alto abbiamo i due ingressi a diversa sensibilità per collegare chitarre passive, attive, tastiere e altri strumenti simili seguiti dal potenziometro nero del Gain e due LED per controllarne la sensibilità e adattarla allo strumento.
La sezione con pot blu è invece quella dei controlli di tono passivi, con possibilità di selezionare la frequenza di taglio dei bassi e degli acuti gonfiando di più oppure di meno le medio-basse e le medio-alte tramite commutatori rotativi a cinque posizioni.

I due interruttori a levetta Deep e Bright regolano invece il guadagno alle basse e alte frequenze con due posizioni attive e neutro centrale, con le differenze evidenziate nella serigrafia che è un grafico della risposta. Il controllo nero é il Volume d’uscita del suono pulito controllato dal successivo interruttore a levetta Polarity, per l’attivazione e l’inversione di fase con tanto di LED bicolore per evidenziarne lo stato e comandabile anche dall’interruttore a pedale chiamato Mixed.
I tre successivi controlli blu regolano l’equalizzatore con il Gain per controllare l’incremento o il decremento della frequenza di centro banda, il controllo Q per regolare la larghezza di banda tramite un commutatore a cinque posizioni e il controllo Frequency per decidere la frequenza di centro banda.
Il controllo giallo chiamato Pan è dedicato alla regolazione dell’uscita del suono pulito ai due canali left e right. L’ultimo potenziometro è il Master volume di tutto l’apparecchio.

Il lato inferiore
I tre connettori sono le uscite per controllare i vari suoni a distanti con la sua pedaliera, mentre il primo effetto che troviamo è il compressore dotato di un controllo Effect con scatto iniziale per l’accensione, segnalata anche dal LED rosso, per dosare la quantità di sustain insieme al suono pulito e che diventa un semplice controllo di volume dell’effetto, se usato da solo, e completato dal suo controllo Pan per la sua collocazione stereofonica. Nella stessa scheda era stato inserito anche l’embrione della distorsione di seconda armonica studiata da me e non disattivabile per emulare il suono di una valvola poi ulteriormente sviluppato fino a oggi.

Il secondo effetto è il duplicatore d’ottava per spostare le note dello strumento un’ottava sopra del reale. Nella mia idea teorica sul funzionamento, raddrizzando una semionda del segnale portava forti distorsioni che volevo evitare, ma l’unica forma d’onda corretta era quella di un triangolo isoscele che rimane uguale anche se raddrizzata in una semionda.
Decisi, per la soluzione, di convertire il segnale in una forma triangolare suddividendolo in quattro ottave ognuna attivabile da un interruttore a pulsante. Per cui, dopo il Gain, per ottenere una minore o maggiore saturazione del segnale trovano posto i quattro selettori Octave con abbinati due LED ciascuno per il controllo sul suono, che danno come risultato ben 15 suoni caratterizzati da risposte in frequenza diverse.
A seguire il controllo Effect per la regolazione del volume d’uscita che, come prima, presenta l’interruttore per escluderlo manualmente con, alla sua sinistra, un LED bicolore dove il rosso significa acceso, mentre il colore verde significa spento dal pedale Duplicator. Ultima, sempre la manopola gialla Pan per la regolazione del canale d’uscita.

L’effetto Distortion si presenta in maniera simile al Duplicator con la regolazione di Gain per dosare la quantità di saturazione, i quattro interruttori per la selezione Octave, utili a poter suonare accordi senza impastare il suono e relativi due LED di controllo, l’Effect per la regolazione del volume d’uscita che, come prima, presenta l’interruttore per escluderlo manualmente, con alla sua sinistra un LED bicolore dove il colore rosso significa acceso, mentre il colore verde significa spento dal pedale Distortion, un filtro passa-banda chiamato Equalization per modificarne la timbrica e il relativo controllo Pan.
Alla fine era posto il LED rosso per la segnalazione di unità accesa.

Il lato posteriore
Nella sezione dedicata all’alimentazione trovano posto il connettore IEC per il cavo di rete, l’interruttore d’accensione Power, il portafusibile da 500mA e il Ground per minimizzare l’hum in uscita.

Il resto del pannello è invece occupato in gran parte da jack da ¼ di pollice mono e RCA per connettere l’unità ad altri apparecchi come mixer, amplificatori per chitarra, registratori a nastro, effetti di modulazione per garantirne grande versatilità o usare solo alcuni effetti separatamente.

I jack posteriori (lato superiore)
Andando da destra a sinistra, troviamo un ingresso per l’equalizzatore parametrico, che è collegato anche con il pan e il master a fianco. Si può prelevare il segnale nelle uscite seguenti, che sono l’Output Toni che riguarda i soli suoni puliti della fila superiore del pannello anteriore. Le uscite left/mono e right per il mixer e le uscite left/mono e right per un amplificatore di potenza, il solo utilizzo dell’uscita left sfrutta un solo canale con il segnale monofonico. Le due prese RCA sono adatte agli ingressi di una piastra di registrazione.

Il lato inferiore
Sempre da destra a sinistra troviamo il secondo ingresso per accedere direttamente alla sezione effetti, e quindi sfruttare tutta la parte inferiore del pannello anteriore oltre logicamente al master volume. Si può prelevare il segnale sia dalle uscite effetti separate del Sustain, Duplicator, Distortion che hanno sempre la particolarità del left/mono e right, sia dalle uscite Mixer, Pwr-Amp e Tape Deck.

Nell’ultima sezione più a sinistra e in alto troviamo quattro trimmer per gestire un Presence completamente regolabile tra frequenza di taglio e ampiezza del picco per tagliare le armoniche responsabili del suono zanzaroso e contemporaneamente dotare gli estremi di banda di un picco più o meno accentuato, definibile anche separatamente tra i due canali.
Nella parte inferiore, invece, altri quattro trimmer gestiscono un filtro Notch per tagliare le medie frequenze con frequenza e profondità del taglio regolabile.
Entrambe queste funzioni si possono ascoltare prelevando il segnale alle solite uscite Mixer, Pwr-Amp e Tape-Deck.

Prova audio
Durante i test con un mio amico chitarrista jazz, fusion e trascorsi rock si è notato una grande versatilità timbrica soprattutto sul suono pulito, grazie alla possibilità d’intervento sulle frequenze dei bassi e degli acuti capaci di ingrossare le note o ammorbidirle per adattarle allo strumento e ai propri gusti musicali. L’intervento dei toni è enorme sul suono, avendo adottato un classico schema passivo arricchito, oltre dai due commutatori rotativi, anche dagli interruttori a tre posizioni Deep e Bright che aumentano le basse e le alte frequenze. Il controllo di Volume come il primo Gain è corredato da due LED, ognuno per regolarne la sensibilità e non entrare nella zona di saturazione dello stadio d’amplificazione, mentre l’equalizzatore, con il suo buon intervento, la regolazione della larghezza di banda e la gamma di frequenze che spaziano per tutto lo spettro armonico della chitarra, ci permettono qualsiasi regolazione possibile.

Il primo effetto, che utilizza un componente Philips, ha una regolazione fissa e massima della compressione di 4:1. Questo significa che, se il segnale in ingresso varia di 40 dB, quello in uscita varia di soli 10 dB. Per non far aumentare troppo i rumori alle basse frequenze l’ho attenuato a un fattore di 1,7:1 che sale a 2:1 per le medie frequenze, mentre al valore di 4:1 funziona solamente per la gamma più alta delle armoniche, tale effetto è però abbinato al mio circuito per la distorsione di seconda armonica, che introduce ulteriore compressione al suono e che risulta essere uno dei suoni più convincenti dell’intero apparecchio.

Il secondo effetto, il duplicatore d’ottava, offre la possibilità di ascoltare un suono spostato di un’ottava sopra sia nel pulito, sia nel distorto, anche se in quest’ultimo caso i risultati sono migliori ottenendo delle note che sembrano gli armonici della tastiera. La possibilità di attivare singolarmente le quattro ottave di una chitarra ci permette di spaziare da un suono grosso e cupo a uno fino e acuto con tutte le possibilità intermedie. Naturalmente, attivando solo la prima ottava, le note più acute non possono essere riprodotte poiché tagliate dal filtro come pure le basse quando attiviamo solo l’ultima ottava, mentre nel caso attivassimo tutte e quattro le ottave il segnale presenta la sua massima estensione e potenza.

Il distorsore ha un principio di funzionamento simile al duplicatore ma, senza lo spostamento all’ottava superiore e attivando le varie ottave, è possibile avere anche suoni scavati nelle medie per effetto della cancellazione di fase, portandoli a risultare molto diversi fra loro e comunque interessanti. L’idea di realizzare la distorsione con le ottave separate era dovuta a un motivo diverso rispetto al duplicatore, e cioè alla possibilità di suonare accordi pieni anche a elevate saturazioni, oppure linee di basso e note acute senza impastamenti sul suono.
L’esperimento è riuscito a metà dato che mi attendevo risultati migliori, forse con quattro ottave separate fino al cono si sarebbe ottenuta la soluzione ottimale, impossibile però da realizzarsi. Il controllo di tono presente modifica la risposta in frequenza enfatizzando le medie e tagliando basse e alte per una saturazione diversa e più pulita, mentre la distorsione non eccessiva dell’effetto può essere aumentata agendo anche sul controllo di Gain in ingresso.

Accoppiando i vari effetti insieme si possono ottenere risultati particolari. Per esempio, con il suono pulito e il Polarity in contro-fase aggiunto al compressore, è possibile, regolandolo opportunamente, ottenere un attacco del suono molto lento, come quando imitiamo l’effetto di uno strumento ad arco agendo sul volume della chitarra. Oppure, spostando il pulito su un canale e il compresso sull’altro, si riesce a ottenere una specie di auto-pan molto carino. E’ possibile utilizzare anche tutti e quattro i suoni in contemporanea (pulito, compresso, duplicato e distorto) oppure, inserendo il suono duplicato su un canale e il distorto sull’altro, un effetto stereo come di due chitarre in contemporanea, davvero interessante.

Per concludere
Il filmato è stato estratto da alcune registrazioni di brani scritti, suonati e cantati da me, che avevo scritto tra il 1983 e il 1991 per poterli ricordare, fare ascoltare e memorizzarli su un CD suonando, con una Master Keyboard Fatar e il MIDI del PC, tutte le parti di batteria, piano, violini, fiati e altri strumenti quando la tecnologia me lo permise, esattamente dieci anni fa. Sopra a queste basi introdussi il basso direttamente sull’ingresso della scheda audio, la voce e la chitarra acustica tramite il comunissimo microfono per PC e la chitarra elettrica tramite appunto questo preamplificatore.

Per un provino il risultato fu discreto. Gli arrangiamenti, come pure i ritmi della batteria, le parti dei violini e del piano (per anni ho avuto in casa un pianoforte verticale sul quale studiava mio fratello e che cercai d’imparare anch’io) sopra le mie aspettative. Purtroppo, come sentirete, la chitarra elettrica non fa per me, soprattutto se si tratta di suonare due note di seguito o improvvisare sopra una base. Quindi se ascoltate il video siate clementi.
La realizzazione pecca di molte ingenuità, è pur sempre stata progettata vent’anni fa, in epoca pre-internet e con tante soluzioni diverse dallo standard per cercare d’inventare qualcosa di nuovo in questo settore, senza l’ausilio di strumenti informatici sofisticati ma solo di formule, calcolatrice e un piccolo programmino basic da me scritto. Inoltre lo stravolgimento da combo a semplice preamplificatore, già previsto più come esperimento che come apparecchio da utilizzare proficuamente, potrebbe sembrare una pessima trovata, ma quella fu la decisione di allora.

Questi sono i dati tecnici e le misure all’epoca:Ingresso High: massimo 8Vpp (+11,2 dB) su 1Mohm
Ingresso Low: massimo 16Vpp (+17,2 dB) su 136Kohm
Ingressi posteriori: massimo 8Vpp (+11,2 dB) su 100Kohm
Uscita posteriore: massimo 4,4Vpp (+6 dB) con 2Kohm
Gain: da 0 a +40 dB
Frequency: 70 / 85 / 100 / 120 / 150 / 180 hz
Bass: 15 dB tipico (da 2 a 57 dB)
Middle: 18 dB tipico (da 4 a 65 dB)
Treble: 20 dB tipico (da 6 a 59 dB)
Frequency: 1,6 / 1,9 / 2,3 / 2,7 / 3,3 / 4,0 Khz
Deep: +8 dB a 100 hz (su tre posizioni)
Bright: +16 dB a 7 Khz (su tre posizioni)
Gain: da -15 a +15 dB
Q: 0.25 / 0.5 / 1 / 2 / 4
Frequency: da 10 Khz a 80 hz
Effect (sustain): da 0 a 45 dB (ratio da 2:2 a 8:2)
Octave (Duplicator): 1° ottava da 165 a 330 hz, 2° ottava da 330 a 660 hz, 3° ottava da 660 a 1.320 hz, 4° ottava da 1.320 a 2.530 hz
Octave (Distortion): 1° ottava da 165 a 330 hz, 2° ottava da 330 a 660 hz, 3° ottava da 660 a 1.320 hz, 4° ottava da 1.320 a 2.530 hz
Equalization: -6 dB a 50 hz, +3 dB a 800 hz, -8 dB a 10 Khz
Presence: da 2 Khz a 15 Khz con pendenza di 12 dB/ottava
Notch: da 200 hz a 1.000 hz con pendenza di 6 dB/ottava
Consumo: 12 watt a 220 Vac
Dimensioni: 482x88x200
Peso: 5 Kg

Risorse




Potrebbe interessarti anche:
Chitarra da mille e una nota (05/08/2003)
Inlay decal sticker (02/01/2010)
Ansia da verniciatura (26/04/2005)
Elisir di lunga vita (16/06/2009)
Sostituzione fai-da-te del trus rod (27/09/2009)

Tutti i commenti


Scrivi un commento

Accedi o crea un account per commentare.