Gibson era stata fondata nel 1902 sulla forza di un’idea innovativa – la tavola armonica scavata (carved top) delle chitarre e mandolini di Orville Gibson – ma dalla metà degli anni ’50, nell’ambiente industriale, era considerata una vecchia azienda senza alcuna nuova idea.
Mentre Gibson stava lavorando sul pickup humbucking – la caratteristica che avrebbe completato l’evoluzione della Les Paul – il Presidente della società Ted McCarty decise di mostrare all’industria della chitarra che Gibson poteva ancora emergere con nuove idee. McCarty disegnò tre nuove chitarre solid body dal design radicale che introdusse nel 1958 con i nomi di Flying V, Explorer e Moderne.
Il cosiddetto modernistic trio di McCarty fu un fallimento commerciale, ma lui non volle arrendersi nella sua ricerca del modo per condurre il design di Gibson nell’era moderna. Per prime arrivarono le SG nel 1961; con il loro corpo sottile e le loro spalle mancanti appuntite a forma di corna, ridiedero vigore alle vendite dei modelli Les Paul. Fu allora che McCarty cercò all’esterno di Gibson un aiuto per i nuovi progetti.

Negli anni ’60 Ray Dietrich era una leggenda nel mondo dell’automobile. Aveva aperto la sua azienda indipendente di progettazione nel 1920 a New York alla giovane età di 26 anni. I suoi clienti dei primi anni includevano Lincoln, Dodge, Studebaker e Packard. Si ritirò infine a Kalamazoo, nel Michigan, casa della Gibson.
McCarty, che aveva iniziato a lavorare per Gibson nel 1948, non era un musicista, ma aveva una formazione ingegneristica e non era immobilizzato nelle idee tradizionali che prevalevano a Kalamazoo. Gibson aveva trovato con successo nuove idee fuori dal mondo della chitarra già nel 1946, quando la società Barnes & Reinecke di Chicago ridisegnò l’intera linea di chitarre elettriche hawaiane e amplificatori (tutti i modelli Gibson “BR”, come BR-3, BR-6, ecc. furono chiamati così per Barnes & Reinecke). McCarty aveva familiarità con i progetti di automobili di Dietrich, così nei primi anni ’60 lo invitò a mettersi alla prova con il progetto di una chitarra.
Il risultato fu la Gibson Firebird, una chitarra che combinava eleganza e innovazione. Il disegno del body rovesciò il concetto incarnato dalla Fender Stratocater, presentando una spalla allungata dal lato delle corde acute e più corta dal lato dei bassi. L’effetto non fu solo quello di un look reverse, ma anche di una più bilanciata distribuzione dei pesi. La concezione neck-through-body unì manico e corpo in un solo elemento. La sistemazione delle sei meccaniche in linea era una caratteristica tipicamente Fender, ma Dietrich le collocò sulla paletta verso il lato del cantino rendendole non solo meglio accessibili, ma anche nascoste guardando la chitarra frontalmente grazie all’uso di chiavette del tipo da banjo. Anche i pickup humbucking furono ridisegnati in modo da essere meno invadenti, avendo dimensioni leggermente più piccole ed essendo privi di poli a vista.
Gibson introdusse la Firebird nel 1963 in quattro differenti versioni, con caratteristiche di larga massima corrispondenti ai quattro modelli della linea Les Paul/SG: la Firebird I sarebbe corrisposta alla Junior, la III alla Special, la V alla Standard e la VII alla Custom.
Le Firebird furono ben accolte: nel 1964, primo anno di produzione, le vendite di Firebird raggiunsero quasi il cinquanta per cento di quelle dei già affermati modelli SG. Tuttavia Fender eccepì che la sfasatura offset-waist del body della Firebird era una caratteristica protetta da brevetto del progetto della Fender Jazzmaster, per cui nel 1965 Gibson ri-rovesciò il design della Firebird. In questo processo, in neck-thru fu sostituito da un convenzionale manico incollato e le spalle del body furono accorciate. Il nuovo non reverse body non aveva lo stesso fascino del design originale di Dietrich e la Firebird uscirono di produzione dalla fine degli anni ’60.
Gibson rilanciò lo styling originario negli anni ’70 e, grazie a grandi musicisti come Johnny Winter e Allen Collins (Lynyrd Skynyrd), la Firebird è diventata uno dei modelli Gibson classici di sempre.
Abbiamo il piacere e l'onore di ospitare Walter Carter, autore di alcuni dei più importanti libri sulle chitarre americane, tra cui i testi fondamentali in collaborazione con George Gruhn. Compatibilmente coi suoi numerosi impegni, Walter metterà a disposizione dei nostri lettori la sua incomparabile conoscenza del nostro mondo. Un benvenuto e un grazie per la partecipazione (Alberto Biraghi)
Nota della redazione: si ringrazia Giuseppe Mazzola, Accordiano #90, per la traduzione.
Look stupendo, ma...
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I' m in love with Rock 'n Roll, it satisfies my so
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Gran chitarra..
Chitarre bellissime
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Rivoglio il tasto preview!
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Firebird " rovesciata " 1963-1965
Re: Firebird
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Ciao,bell'articolo.....mi permetto di fare una ...
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Sempre amato le Firebird....un giorno entrera ...
<a href="http://www.myspace.com/murderhead">Murder