Tra tutti ovviamente spicca il delay, impiegato in svariate configurazioni per dar vita, partendo da semplici arpeggi o note singole, a piacevoli e articolate melodie come quelle udibili in The Joshua Tree o in ogni altro album della band di Dublino.
"Un giorno ho comprato questa macchinetta per l'echo ed ho iniziato a smanettarci in sala prove. Rimasi stupito dal fatto che il dispositivo mandava all'amplificatore note che in realtà io non stavo suonando". - The Edge
Questo suo utilizzo intrecciato e puramente creativo dei delay e degli echo è stato oggetto di innumerevoli articoli su riviste e persino tesi universitarie. Pure Bob Dylan, riferendosi al fatto che nei brani degli U2 il delay e gli altri effetti danno un contributo fondamentale e non solamente decorativo, disse a The Edge: "Ragazzo, tutti si ricorderanno delle tue canzoni perché sono fantastiche. Il problema è che nessuno riuscirà mai a suonarle". In questo articolo cercheremo di capire come è possibile portare su un palco 35 anni di sonorità differenti.

Iniziamo dalla parte che, almeno personalmente, reputo essere la più importante del suo setup: Dallas Schoo, tecnico delle chitarre di The Edge. Quella tra i due è una collaborazione che dura ormai dal 1986 quando, una volta completata la realizzazione di The Joshua Tree, Schoo fu assunto per partire in tour con gli irlandesi. Oggi, passati 25 anni, tra il chitarrista e il suo tecnico non vi è solo un banale rapporto di lavoro ma anche una grande amicizia, anche perché questi è a fianco di The Edge in ogni situazione: dal live, dove si trova a dover pure switchare i vari effetti mentre il chitarrista gira libero per il gigante palco fino allo studio dove viene spesso interpellato per consigli di natura sonora fino alla casa di Edge, dove egli si reca per sistemare ogni problema di natura sonora. Tanti addetti ai lavori osano definire Schoo come il quinto uomo della band, essendo egli responsabile dello straordinario suono di Edge.
The Edge inoltre, a detta di Schoo, è un tipo molto preciso ed esigente. Ha la necessità di far uscire dagli array il suono che ha nella testa e per questo è in grado di far impazzire il suo tecnico: si accorge di ogni minimo cambiamento introdotto nel suo setup (specialmente per quanto riguarda gli amplificatori), ha bisogno della chitarra giusta per ogni canzone e che questa abbia sempre corde nuove, ogni sera. Nella scaletta del 360° Tour sono infatti solitamente presenti circa 25 canzoni e l'irlandese cambia chitarra per quasi ognuna di queste. Inutile dire che il "povero" (perché io pagherei per fare il suo lavoro) Schoo si trova a riincordare una ventina di chitarre al giorno. Per forza perché, anche tentando di farla franca, viene subito redarguito da Edge che, a detta di Schoo, può sentire la differenza al tatto con un enorme facilità.
Amplificatori...
Altro elemento inamovibile del setup è sicuramente il Vox AC30 Top Boost del '64, che dopo vent'anni di onorato servizio è ormai ridotto a essere una sorta di "frankenstein", per via dei vari componenti sostituiti con altri di altre case produttrici. Schoo narra di averlo più volte portato con sé sull'aereo, in prima classe, dove il mitico combo british poteva contare su un suo biglietto e sedile personale. Alle origini di suoni particolari e cristallini come quello di "Where The Streets Have No Name" vi è infatti il Vox, con tutti i suoi componenti e la sua vecchiaia, a detta di Edge non riproducibile da qualunque processo di invecchiamento artificiale o cose del genere. Edge possiede ben una quindicina di AC30 ma nessuno si avvicina al suono particolare di questo. Allo storico amplificatore dal valore inestimabile (paragonabile a quello di Blackie o di altre reliquie sacre) vengono affiancati due Fender Deluxe, rispettivamente del '57 con cono Jensen e del '58 con cono Vox e un rarissimo Fender Harvard degli anni '50.
...e chitarre
Tra le molte chitarre possedute dall'irlandese spicca sicuramente la famosa Gibson Explorer del '76, prima storica chitarra acquistata da The Edge. Va detto che questa non viene più utilizzata live ma solamente qualche volta in studio e, a tale scopo, è stata sostituita da altri tre esemplari del '76 a cui Schoo ha dovuto dare la caccia. La principale difficoltà in questa sua missione è derivata dal fatto che al tempo Gibson mise in produzione due modelli differenti di Explorer per quell'anno. Quella di The Edge è frutto della produzione che va dal gennaio al giugno di quell'anno ed è caratterizzata da un manico più spesso. Gli esemplari prodotti furono meno di 2mila e quindi la ricerca di queste chitarre è stata un'impresa piuttosto ardua.
Un'altra chitarra protagonista di un simpatico episodio è la Gibson Les Paul Alpine White del '75, precedentemente messa all'asta da Edge e venduta per 288mila dollari. Gibson ne ha fatta una copia identica e l'ha inviata a casa di Schoo, con grande sorpresa del tecnico e di Edge che inizialmente, vista la riproduzione identica sia dal punto di vista fisico sia da quello sonoro, pensarono che qualcuno gli avesse rispedito la chitarra per chissà quale motivo. Immancabile, tra le altre, la presenza della Fender Stratocaster nera del '73, da sempre utilizzata per la performance di Streets. Una lista completa delle chitarre utilizzate per questo tour è disponibile nelle risorse dell'articolo.
Gli effetti
Sotto il palco, dove trova spazio il piccolo rifugio di Schoo, possiamo trovare una camionata di effetti a rack, comprendenti tra l'altro i leggendari delay Korg SDD-3000, utilizzati da Edge sin dagli anni '80, caratteristici del suo suono e ormai fuori produzione. Altre unità di delay molto famose sono le TC Electronic 2290, con quattro esemplari nel rig. Tutti gli effetti a rack e la ventina di stomboxes, che Edge è solito portare con sé per poter replicare al meglio i suoi suoni da studio, sono poi mandati al looper Skrydstrup che, tramite due apposite pedaliere (identiche: una per Edge e una per Schoo quando il chitarrista si allontana dalla sua personale), ne permette l'inserimento o la rimozione dalla catena audio. Una lista completa degli effetti è visionabile tra le risorse dell'articolo.
Che chitarrista, The Edge!
Non sapevo che sotto al palco degli U2 ci ...
<a>"Nessuno potrebbe interessarsi a me se fossi no
Mlto interessante!
Bellissimo articolo su uno dei chitarristi ...
Quante palle per uno che fa tre accordi con ...
Re: Quante palle per uno che fa tre accordi con ...
Re: Quante palle per uno che fa tre accordi con ...
Re: Quante palle per uno che fa tre accordi con ...
EVERYTHING YOU KNOW IS WRONG------>ZOOTV ERA
Re: Quante palle per uno che fa tre accordi con ...
Re: Quante palle per uno che fa tre accordi con ...
Re: Quante palle per uno che fa tre accordi con ...
Inimitabile The Edge
Per me è un grande e basta. Ha un suono ...
Il problema secondo il mio modesto parere è ...
Mi associo
Forse è meglio che mi spieghi. Amo ...
Re: Forse è meglio che mi spieghi. Amo ...
Aggiungerei anche che ognuno è quel che è ...
<a></a>
Re: Aggiungerei anche che ognuno è quel che è ...
riconosco la grandezza del playing di The ...
davidi -- il grasso deve colare dal manico
Re: riconosco la grandezza del playing di The ...
Re: riconosco la grandezza del playing di The ...
davidi -- il grasso deve colare dal manico
Re: riconosco la grandezza del playing di The ...
Re: riconosco la grandezza del playing di The ...
davidi -- il grasso deve colare dal manico
Re: riconosco la grandezza del playing di The ...
Re: riconosco la grandezza del playing di The ...
davidi -- il grasso deve colare dal manico
non toccatemi The Edge!!!
E' assolutamente The Edge Of Perception...
"...Play these string 'till your fingers are raw!"
E' scarso....