Sergione scrive: Colgo l'occasione di questo sito frequentato da appassionati (ed esperti) chitarristi, per chiedere informazioni sulla chitarra acustica in generale, che suono da tanti anni, ma che conosco poco nella sua evoluzione (nella speranza di avere scelto la giusta collocazione sul sito). Ho una Eko Rio Bravo da oltre vent'anni, la comprai nel periodo che suonavo anche la chitarra elettrica, attirato dal manico molto bello e scorrevole. A distanza di tanti anni, ho deciso di comprarmi una nuova chitarra acustica. Ricordandomi che, da ragazzo, tra le migliori chitarre c'erano le Martin, ho pensato di farmi un grosso regalo. Dopo varie indagini, tra chitarristi e negozianti, ho scelto la D35. Quando mi sono messo a suonarla, la prima cosa che ho notato è stato il volume che, inaspettatamente (sono un dilettante in materia, nonostante la passione) era pazzesco rispetto alla cara vecchia Eko. La prima domanda quindi è questa: come può, la tecnica costruttiva ed i legni usati, dare tutto questo volume? Sarà anche una domanda banale, non ho però trovato, leggendo i vari post, una risposta chiara al quesito. Qualcuno può aiutarmi a capire? Un'altra cosa che ho trovato, sempre rispetto alla vecchia Eko, sono le corde più "dure" (e quindi il manico meno scorrevole), mi consigliate di cambiarle oppure devo solo usarle di più? Quale l'eventuale alternativa? Un'ultima domanda, cosa sono le Martin pre-war? Nella speranza di non essere "cestinato" o "bastonato" per la mia inesperienza, ringrazio chi mi vorrà rispondere e consigliare.
P.S.: Non mi "linciate" perchè ho comprato uno strumento "inadatto" nelle mie mani (è solo passione!). Grazie.
La mia
Di recente (E chi ha seguito il mio diario lo sa...), ho girato parecchio, ma davvero tanto, per una nuova acustica. Per la mia personale esperienza, basata su molti dati di fatto e molte richieste di chiarimenti a tanti accordiani, sul volume di una chitarra acustica influiscono (in ordine di importanza): - Il piano armonico (top): se è in legno MASSELLO vibra sicuramente meglio; e oltre al volume, il legno massello dona anche un timbro più particolare, più frequenze, e un suono decisamente più pieno. Mentre le chitarre più "economiche" hanno quasi tutte il top in legno laminato, che invece tende a spegnere il suono. In compenso, se sono amplificate, resistono meglio al feedback - L'incatenatura (i listelli che rinforzano il piano armonico): meglio è realizzata, meglio è. In questo aspetto influiscono la qualità del legno scelto per i listelli, la precisione con cui sono realizzati e, soprattutto, con cui sono incollati sul piano armonico. Ovviamente, l'incatenatura influisce sostanzialmente sul modo in cui il piano armonico vibra (E genera il suono). - La verniciatura: in genere, più è sottile, meglio è. L'ideale è una verniciatura leggerissima, meglio se è solo una satinatura, e indubbiamente la finitura alla nitrocellulosa offre più "respiro" rispetto ad una pesante verniciatura in poliestere. - In parte, i legni di fondo e fascie: spesso non c'è una eccessiva differenza se fondo e fascie sono laminati piuttosto che masselli, anche se comunque la differenza è sensibile (sia di suono che di prezzo). Comunque, in linea del tutto generale, fondo e fascie in palissandro sono un buon compromesso, in mogano donano calore ma a volte (dipende dallo strumento) incupiscono il suono, mentre in acero si comportano all'inverso e donano una estrema brillantezza. Degustibus. - Il manico: qua influiscono pesantemente i legni usati, la tecnica costruttiva e soprattutto il tipo di giunzione. In genere, il mogano è la scelta più indicata sull'acustica, e quasi sempre le tastiere sono in palissandro o ebano. Manici laminati sono più "rigidi", specie se hanno inserti con essenze particolarmente dure (palissandro, ebano, acero), ma qua il discorso si allarga moltissimo. La cosa importante è la giunzione: imbullonata oppure incastrata, "a coda di rondine". Quella imbullonata, lo dice la parola stessa, è meno "rigida" e dona meno sustain ma più brillantezza e attacco, mentre quella incastrata dona un sustain molto più consistente, leggermente meno attacco ma molto più calore al suono. - materiale per capotasto e traversina (selletta): Ovviamente, la plasticaccia è un materiale diffusissimo (Anche su certe chitarre di pregio), ma spegne il suono in maniera paurosa. Molto meglio il caro e vecchio OSSO. - dimensioni / forma / spessore della cassa: la cassa strettissima, in genere, si usa per certe chitarre amplificate (da palco) per contrastare il feedback ma abbassa tremendamente il volume, mentre le casse ampie delle jumbo in genere donano molto ma molto volume.
Tranquillo: qua non ti bastona nessuno :)....
Spero di essere stato esaustivo, e sempre pronto ad essere corretto...
<p>"Qualche volta vorrai rinunciare a suonare
Eko Rio Bravo
Anche io ho unaRio Bravo (12 corde) da quasi trentanni. Sono chitarre che non hanno molto volume, cassa armonica poco ampia, legni e tecnica costruttiva modesta. Tuttavia non mi spiego una differenza di volume "pazzesca". Dici che la nuova ha le corde "dure" ?!?. Non sarà che su una hai delle 0.9 e sull'altra delle 13 perchè allora ci credo alla differenza. Scusa la banalità ma a me è successo.
Ottimo acquisto
Complimenti per la D35, chitarra di qualità, se spulci tra zilioni di articoli c'e' una utilissima recensione di Lauro.
Per quanto riguarda il volume hai già avuto una risposta più che esauriente.
Per quanto riguarda le corde dure vi sono vari aspetti da considerare: - di solito le martin escono settate alte di fabbrica (che ad abbassarle c'e' sempre tempo). Un possibile rimedio in tal caso è ridurre l'action. Ovviamente è un lavoro per mani esperte.
- può anche dipendere dalla muta che hai montato, magari non sei abitutato alle .12
- escludo sia un problema di manico, comunque se la porti dal liutatio per il set-up ci pensa lui
- la prima cosa che faccio di solito è montare corde nuove.
Le Martin prewar sono esemplari costruiti fino agli anni 40, particolari per i legni impiegati, per la cura costruttiva e per le scelte tecniche. Alcuni costruttori di oggi si ispirano a quei modelli mitici. Personalmente non ho mai sentito una prewar quindi per me rimangono un mito.
Ciao
<p>You feel all right when you hear that music rin
Risposte
Qui a domanda si riponde e non si lincia nessuno :-) quindi, come dice il saggio, chieder è lecito e rispondere è cortesia.
Partiamo dall'inizio, ma tralascio volutamente il discorso sulla economicità dei legni laminati rispetto a quelli masselli. Chiedi ... - come può, la tecnica costruttiva ed i legni usati, dare tutto questo volume?
Sfrutto alcune delle riposte che ti hanno scritto sopra, cercando di rimanere facilmente comprensibile. I legni masselli sono legni che avendo dalla loro parte una struttura più "omogenea" possono essere tenuti più sottili e quindi vibrare meglio di un legno laminato o compensato o stratificato. Su chitarre costruite con legni masselli si può "osare" sugli spessori dando allo strumento grandi capacità vibranti ed anche leggerezza; ogni casa produttrice ha trovato il suo "compromesso" in cui sposa qualità dei legni, spessori e forma dello strumento.
Due chitarre all'apparenza simili come le Martin D 28 e D35 (complimenti per la scelta) possono molto spesso manifestare sensibili differenze sonore proprio a causa di differenze costruttive. Legni masselli evidenziano ed esaltano queste differenze a causa della grande ricchezza di armonici mentre legni laminati, avendo meno armonici, sono meno sensibili a diversi accorgimenti costruttivi.
Ma ... non ho scritto che sono insensibili, ho scritto che sono MENO sensibili: prova a pensare per esempio alla differenza sonora, anche acusticamente, esistente tra una Gibson 175 (in laminato) ed una L5 (in massello). Non è che la 175 suoni male, anzi ... è costruita in modo diverso con legni della stessa "origine" (sempre di acero si tratta) ma che hanno meno armonici, ciononostante è una delle chitarre più registrate al mondo. Ed una delle più desiderate anche ... me compreso.
Spero di essere stato utile ... Lauro
ReCiao, chiedo un consiglio..
Ciao ragazzi! sono nuovo e scusate se approfitto di questo spazio ma avrei bisogno di un consiglio! Suono in un duo acustico, due chitarre e due voci (repertorio Neil young, Doors, Credence, Stones ecc..) esibendoci in piccoli ambienti come pub, terrazze.. vorrei sapere come equalizzare al meglio il tutto, soprattutto le voci (a volte dobbiamo "lottare" con feedback o con le voci che, almeno sul palco, non le sentiamo bene). Utilizziamo chitarre: Maton EM325C, Taylor 310
mixer: Yamaha MG 12/4FX
casse: RCF art 312A 480W
microfoni: shure SM58 Secondo voi e utile un impianto voci? come equalizzare al meglio le chitarre? vi ringrazio!
nuovo aquisto