Il problema numero uno è che qui in Italia queste chitarre non arrivano o, se arrivano, ce ne sono così poche che a malapena mettono piede in negozio.
Allora mi sono rivolto di nuovo all’Inghilterra (on-line come per la sorellina), cambiando solo il destinatario dei miei soldi e dopo aver fatto tutte le giuste verifiche.
L’occasione si è presentata con una Ex-demo di colore definito Sapphire Blue Burst.
Ormai ho scoperto la mia dipendenza da questo marchio. I motivi di base sono l’estetica accattivante dei body carved, la cura nella realizzazione, i colori stupendi e le finiture; dopo avere testato con mano sul modello precedente anche: suono, liuteria e versatilità.
Ho passato due anni a godermi la Custom 24 e poco dopo ho iniziato a erudirmi sulle novità proposte.
L’obiettivo questa volta era quello di fornire un’alternativa timbrica che si collocasse un po’ più in direzione Strat, rispetto alla Custom 24, che per legni e costruzione si avvicina di più agli standard Les Paul (pur rimanendo incredibilmente versatile con le combinazioni create del selettore rotativo).
Siccome una Strat Fernandes che fa il suo c’è già a casa, non ho optato per la 305 o la nuova SC3 (manico avvitato su body in ontano e tre single coil), ma per un body in frassino di palude (swamp Ash), manico in acero bolt-on con questi tre strani pickup dal nome affascinante: Narrowfield.

Questi pickup non sono altro che humbucker con una dimensione minore del magnete o, se vogliamo, i poli più ravvicinati (di qui il nome che traduco approssimativamente in “Campo Stretto”) che idealmente si collocano a metà tra humbucker e single coil: un po’ più cristallini di un humbucker meno rumorosi di un single coil.
Niente che non si fosse visto già su Les Paul degli anni '70 o su alcune Firebirds, o più di recente su qualche modello Tom Anderson, quindi nessuna rivoluzione dell’ormai conosciuto pianeta solid body.
I magneti nascono dal modello di humbucker denominato 57/08, e utilizzano sempre la famosa macchina acquistata da PRS con cui si sarebbero stati avvolti i PAF delle serie Gibson anni '50 (quindi entriamo nel campo del vintage, no so con quali effettive differenze).
A testimonianza però del fatto che il Mr. Smith crede nel progetto, c’è però una bella ® alla fine del nome Narrowfield, che ho interpretato come un segno positivo.
A conferma di questa mia personale teoria c’è il fatto che, finita l’abbuffata di modelli del 2010 (in concomitanza del 25esimo anniversario), la razionalizzazione del listino 2011, che potrete riscontare anche sul sito ufficiale, ha introdotto questi pickup anche sul nuovo modello Studio (NF manico più NF centrale più HB 57/08 ponte) e sulla stratoide NF3 (in questo caso su body in Korina).
E ancora, sono spariti dal listino i precedenti modelli in frassino, cioè la Swamp Ash Special (un po’ rovinata nel look da quel Vintage rail Seymour Duncan al centro) e la 513 Swamp Ash (il modello PRS più innovativo degli ultimi anni è tornato definitivamente alla configurazione originale in mogano con top in acero e manico set-in).
La nuova Swamp Ash Special è diventata, dal 2011 appunto, questo modello con i tre pickup Narrowfield.
Per trovarla c'è bisogno di un'estenuante, ma piacevole, ricerca sui siti UK e USA che trattano questo marchio con il rispetto che qui in Italia ho visto fare a troppi pochi negozi.
Trovato l’oggetto, effettuato i pagamento, aspetto i canonici quattro-cinque giorni lavorativi per la consegna a casa.
I corrieri arrivano sempre mentre non sei a casa, ma la brava vicina ritira il pacco e me lo tiene in caldo fino a sera (esistono ancora le brave persone anche nei condomini).
Tutto bene esteriormente, il cartone e integro al 100%.
Apriamo e sfiliamo la pesante custodia ed ecco la prima (relativa) sorpresa: la custodia appunto è di un bel colore bianco (appena un po’ affumicato) con la scritta in corsivo Paul Reed Smith, l’aquila ad apertura alare completa sul logo 25esimo anniversario, solo le fasce laterali per l’appoggio a terra sono nere.
Benissimo, adesso la suspense... ed eccola lì ancora una volta dal vivo e più bella che in foto.
Il corpo è, come detto, di frassino. Discretamente leggero, due pezzi per la verità per niente speculari nell’accoppiamento della venatura.
È un legno che non ha la bellezza estetica dell’acero, ma che ha una suo particolare fascino. Le venature sono scurissime e larghe come di norma.
La verniciatura è fantastica, di un blu profondo lievemente virato sul verde (in una ipotetica scala RGB) forse un po’ per la natura del legno sottostante che è meno neutro dell’acero.
Difficile descriverla e difficile anche farla rendere in foto, con una normale fotocamera digitale tascabile.
E’ chiaro che la dicitura Burst nel colore sta per la sfumatura verso il nero che aumenta come di prassi fino agli angoli del body.
Non c’è, col il frassino o altri legni diversi dall’acero, l’elegante binding naturale sui bordi del top.
Il retro del corpo invece è completamente nero e lucido.
Il manico è in acero e avvitato con le consuete quattro viti sulla piastra brunita con sopra incisa la scritta “PRS”.
Questa soluzione, che si oppone alla tradizionale scelta di manico set-in PRS, dovrebbe restituire un attacco superiore delle note, a scapito di un po’ di sustain, scelta dettata anche dalle caratteristiche del frassino.
Una delle cose esteticamente più pregevoli è l’acero usato per il manico, s’intravede la fiamma dell’acero che corre perpendicolarmente sia sul retro, sia sulla tastiera.
L’acero della tastiera è incollato sopra al manico (quindi il sistema di inserimento del truss-rod non è quello Fender), così come è incollato un foglio estetico di acero sulla paletta (con una fiamma più accentuata). Questo va a coprire anche i due riporti di legno laterali sulla paletta, che sarebbero poco eleganti in una chitarra così curata esteticamente (che si sono visti su qualche 305).

Sulla paletta, invece della tradizionale scritta in corsivo, c’è riproposto uno degli uccelli che troviamo anche sulla tastiera al 21esimo tasto, che dovrebbe corrispondere all’atterraggio di un falco (cosa comune a tutti i modelli 25th anniversary).
Gli intarsi birds di questa serie sono bianchi, vuoti al centro (shadow birds) con una ulteriore ombra nera a fare contrasto.
Sugli intarsi posso dire che non sono belli come quelli della Custom 24 del 2008 (pieni e in abalone), questi sono in materiale plastico o composito.
Su questa cosa si dice che, come per i legni protetti (vedi palissandro brasiliano), ci sia stato un giro di vite per limitare l’uso dei materiali naturali come appunto madreperla, abalone, Paua, per cui PRS si è adeguata proponendoli solo sui modelli di fascia alta (Modern Eagle, SC58, McCarty 58) e ovviamente sul Private stock.
Business? Attenzione all’ambiente? Diciamo pure che la seconda motivazione ha giustificato la prima, ma lascio giudicare a voi.
Le meccaniche sono le validissime autobloccanti PRS cromate che si sbloccano con una monetina.
Il ponte mobile è sempre il consueto PRS tremolo, valido e stabile (per esperienza diretta sulla prima chitarra).
L’elettronica consta appunto dei tre pickup Narrowfield che, a mio parere, stanno bene esteticamente, anche perché tutti e tre di uguale dimensione e ben evidenziati dalla cornice bianca. Guardandoli con attenzione si nota che sono convessi come a seguire la curvatura del body, per cui i poli centrali sono più in altro di quelli alle estremità.
Un tono e un volume, più selettore classico a cinque posizioni che ripropone le classiche posizioni che conosciamo già sulle Strat, completano il setup.
Per il suono entriamo nel campo del fortemente soggettivo. Questo ciò che ho capito dopo diverse prove casalinghe a volume da appartamento e una prova con la testata valvolare nella sale prove col resto della band.
Il timbro dello strumento è inevitabilmente PRS e questi Narrowfield suonano più humbucker che single coil in definitiva, mantenendo nullo il rumore di fondo.
Se si abbassa di poco il volume (da 10 a 8/9) il suono si assottiglia un po’ e diventa più fenderiano, ma non sarà mai un Texas Special.
Sui puliti si avverte più calore e rotondità sulle note singole rispetto alla Custom 24 in configurazione split (qui entra in gioco a mio parere il manico avvitato e la diversa risposta in frequenza del frassino rispetto al mogano).
In particolare le due configurazioni intermedie due e quattro c'è una bella definizione sulle note e sugli accordi che ricorda più di tutte la Strat, con quel pizzico di suono nasale.
I distorti si mantengono belli e definiti, senza impastare le singole note, io ho trovato interessante anche la posizione centrale, mentre la posizione al manico è la migliore per interventi “espressivi” e quella al ponte si presenta cattiva abbastanza anche per chi ama anche il gain elevato.
Una chitarra presente in generale e mai svuotata sulle medie, cosa che nel volume generale è sempre da apprezzare.
Il manico, in questo caso wide fat, è appunto bello cicciotto sin dall’attacco al primo tasto.
Il paragone viene spontaneo con la Custom 24, dove è wide thin. Io preferisco forse in assoluto quest’ultimo, perché non ho dita lunghissime, ma è anche piacevole avere entrambe le configurazioni, e poi un po’ di legno in più non guasta mai.
La tastiera, i tasti e il setup sono perfetti con le 010 e la chitarra, dopo la prima accordatura, sembra resistere al bending e a un uso non eccessivo della leva senza scordarsi.
Per usare una definizione già usata sui vari forum, questo modello sembra un po’ una Strat con gli steroidi.
E’ una chitarra che vive di una sua propria identità sonora e si mantiene versatile abbastanza da soddisfare buona parte dei generi moderni.
Tra le note di merito metterei:
- Disegno ed estetica
- Qualità dei legni
- Originalità
- Versatilità
- Liuteria e qualità della componentistica
Tra le cose non esaltanti:
- Gli intarsi (nel paragone con le altre precedenti)
- La leva è un po’ corta e con poca angolazione (come sempre)
- Le plastiche copri vano posteriore sono leggere e deformabili (sulla Custom 24 appaiono perfette e di materiale qualitativamente superiore).
- Il selettore a cinque posizioni è più comodo del rotativo (soprattutto con le mani sudate) ma, se si lascia la leva oscillare liberamente, talvolta viene a trovasi un po’ troppo sotto alla leva stessa.
In conclusione vorrei dire solo che ho apprezzato questa scelta innovativa di PRS che, rimanendo comunque nei solchi della tradizione, propone nuovi modelli su misura delle diverse esigenze sonore.
305, 513, SAS, NF3, SC3 sono chitarre che completano la proposta sonora elettrica della casa americana. Possono piacere o meno, ma si può sempre rimanere ancorati alla tradizione con gli altri modelli.
I risultati in termini di vendita sembrano premiare il brand, dal momento che PRS sembra essere diventato il terzo produttore americano (considerati i due colossi che la precedono e visto il prezzo medio è un risultato notevole).
Io sono di nuovo molto soddisfatto e la mia G.A.S sembra momentaneamente spenta, ma su questo mi posso pronunciare solo nel breve periodo.
Per gli esempi vi lascio a Davy Knowles che è sicuramente più bravo di me, visto che fa le demo per PRS. E' giovane e talentuoso, senza essere oltremodo esibizionista.
Ancora una volta: God save the queen... e Mr. Smith!
Frassino...
stupenda
regno unito
Fabrizio
Re: regno unito
Capperi! Che bel sound. Notevole. Sto ...
One of these days...
Re: Capperi! Che bel sound. Notevole.
suona molto bene... chiara e brillante... :-)
<p>http://www.jalebimusic.com/home.html
http://www
Che bomba di chitarra che hai ...
Antonello
www.antonellocatanese.net
www.myspace.
Suona come una buona strato che si rispetti ...
Quante menate sull'analogico e digitale, prima imp
Re: Suona come una buona strato che si rispetti ...
" la mia G.A.S sembra momentaneamente spenta"
Re:
Re:
Ma mi ci fanno le orecchie o stà benedetta ...
bellissime, si, ok...
---Mai la scelta + sensata riuscirà ad avere la me
Re: bellissime, si, ok...
Re: bellissime, si, ok...
- Matteo Barducci
Re: bellissime, si, ok...
Mah...
- Matteo Barducci
Re: Mah...
RE: RE: mah
- Matteo Barducci
RE: RE: mah
ho avuto anch'io il mio periodo PRS ...
Re: ho avuto anch'io il mio periodo PRS ...
Re: ho avuto anch'io il mio periodo PRS ...
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Purtroppo - lo so, c'è quasi da ...
"Dici a me?!" ...
Re: Purtroppo - lo so, c'è quasi da ...
http://chitarre.accordo.it/articles/2009/03/21 ...
Complimenti, è bella una cifra! Buon ...