Telecaster Bass - La prima vintage reissue della storia

di Donato Merra - accordiano #65 | 02 May 2002 @ 12:36 |
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Alla fine degli anni '60, per la prima volta, Fender e Gibson, anziché percorrere vie nuove, tornano sui loro passi. Compaiono sul mercato due strumenti con le caratteristiche di modelli degli anni '50. Gibson ripropone la Les Paul Gold Top con P-90 e stop tailpiece, ultima versione prodotta prima della nascita dei Paf. Fender replica il Precision originale, cambiandogli il nome: adesso lo chiama Telecaster Bass.

La riproduzione è accurata: il corpo slab in ontano o frassino ha la forma rozza di evidente derivazione Telecaster. Il battipenna e bianco, anziché nero. Curioso il fatto che nel primo periodo viene ricavato dai fogli di plastica a tre strati Bianco/nero/madreperla, del tipo già usato per arricchire il look di Jaguar, Jazzmaster e compagnia in abbinamento ai colori custom.

Però sul Telecaster Bass il materiale è curiosamente usato al contrario, col bianco sopra ed il madreperla sotto. Forse i progettisti dell'epoca l'avevano ritenuto troppo frivolo per uno strumento così essenziale. Il Telecaster Bass arriva nei negozi per la prima volta nel 1968, ma bisogna attendere l'anno successivo perché appaia anche sul catalogo dell'azienda di Fullerton. > si legge, >. Dopo quasi un decennio torna su un basso di normale produzione il maple neck, abbandonato, com'è noto, nel 1959. L'unica eccezione era stata la serie limitata di Precision con corpo slab offerto, tra l'altro con poco successo, nel 1966/67. I primissimi esemplari del 1968 hanno il Transition logo. Nel catalogo del 1969 invece la scritta è ricavata dal logo CBS a caratteri grossi della Telecaster, con aggiuntala parola Bass in corsivo. Il colore standard è il blond anni '60, quasi opaco. Il sunburst viene offerto come custom color, assieme agli altri colori classici dell'epoca, del resto piuttosto rari. Nel 1968 ne viene prodotta una piccola serie in Pink Paisley e Blu Flower, per accompagnare la Telecaster. Il pickup è tanto essenziale quanto efficace. I quattro grossi poli sono capaci di produrre un suono grosso e aggressivo. Va ricordato che nel 1959 Leo aveva progettato il nuovo pickup split perché i suoni bassi del single-coil erano troppo grossi per i coni dell'epoca, che si sfondavano con gran facilità. Il Telecaster Bass non sembra poderoso come il suo antenato pre-CBS, e poi i coni sono molto migliorati rispetto agli anni '50. Il problema che aveva portato Leo alla modifica scompare, e si può godere senza rischi il suono corposo e prepotente del vecchio single-coil. Nel 1972 i deliranti progettisti della Fender CBS decidono che il Telecaster Bass non va bene così com'è. Detto e fatto. Compaiono un nuovo pickup humbucking, il famigerato micro-tilt con piastra a tre viti ballerina, il bullet alla paletta, un battipenna di nuovo tipo. Il Telecaster Bass fa coppia con la chitarra Telecaster Custom. Anche i colori, di anno in anno, diventano sempre più smorti. I magnifici Candy red, Lake placid blu, Surf green, Aztec gold eccetera presto lasciano il posto ai tristi marrone, naturale e nero, di moda neglia anni '70. Il Telecaster Bass resta in produzione fino al 1979. I più appetitosi sono quelli del 1968/70, che non fanno rimpiangere i Precision originali e costano molto meno: 1000/1200 dollari in colore standard, 1500 per i custom color, 2000 per i Paisley e Blue Flower . I Telecaster Bass secondo tipo, sono ricercati soprattutto se in custom color (attorno ai 1000 dollari, 600/800 in colore standard). Due texani di gran feeling, Dusty Hill (Zztop) e Jim Ferguson (Fabolous T-birds, Tail Gators) suonano sempre il Precision originale. Con un Telecaster Bass al collo si può sognare di essere come loro. Si accoppia magnificamente col Bassman 100 del 1972. Accompagnare con enchiladas, nachos, salsa e margarita. Innaffiare con abbondante birra Corona o Sol, arricchita con una fetta di lime.

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